Crux commissa

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Croce a Tau

La crux commissa, croce commissa o croce commessa in italiano, è il nome con cui si definisce quel particolare tipo di croce, mancante del braccio superiore (cum -missa), la cui forma richiama la lettera T. Per questo è anche definita croce a T o tau, nonché croce egizia.[1]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Nell'architettura religiosa, dal tardo evo antico al Rinascimento, la costruzione di chiese e basiliche seguiva le prescrizioni progettuali per cui la pianta aveva preferibilmente la forma di una croce. La croce commissa è quella che non ha il braccio minore in alto, laddove quindi il transetto è posizionato sopra la navata[2].

Sono a croce commissa: la basilica inferiore di Assisi, la basilica di Santa Maria Novella a Firenze, quella di Santa Croce sempre a Firenze, la quella di San Nicola a Bari e il primitivo impianto della Real Insigne Collegiata S. Maria della Colonna e S. Nicola a Rutigliano.

Simbologia[modifica | modifica wikitesto]

La croce commissa fu largamente usata nell'antichità come struttura patibolare e come tale è un simbolo antichissimo. Il palo verticale presentava alla sua estremità superiore una trave orizzontale che serviva ad appendere i cadaveri. In connessione con la pena di patibulum riservata agli schiavi si può dedurre che la crux rappresenta la condizione stessa di schiavitù.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marco Bussagli, Capire l'architettura
  2. ^ Chiara De Capoa, Arte e turismo. Manuale di storia dell'arte , HOEPLI EDITORE, 2006, ISBN 8820336766, pagina 279
  3. ^ Massimo Centini, Segni, parole, magia. Il linguaggio magico, Edizioni Studio Tesi, ISBN 8827204504, 1997

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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