Crotophaga

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Ani
Crotophaga sulcirostrisPCSL15705B1.jpg
Crotophaga sulcirostris
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Ordine Cuculiformes
Famiglia Cuculidae o Crotophagidae
Sottofamiglia Crotophaginae
Genere Crotophaga
Linnaeus, 1758
Specie

Crotophaga Linnaeus, 1758 è un genere di uccelli cuculiformi della famiglia Cuculidae[1], a cui appartengono gli ani. Talvolta vengono sistemati nella famiglia separata dei Crotophagidae.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Gli ani sono uccelli di medio-grandi dimensioni, hanno la coda lunga e i becchi profondamente corrugati. Il piumaggio è nero, così come il becco. Il volo è fiacco e vacillante, in compenso si muovono bene a terra dove trovano anche il cibo. Si nutrono di termiti e di altri grossi insetti, ma anche di lucertole e rane. L'affermazione secondo cui gli ani libererebbero dai parassiti i grossi animali è stata contestata: se da una parte non ci sono dubbi sul fatto che questi uccelli seguano il bestiame per catturare gli insetti smossi dal terreno o i parassiti che cadono dagli animali, dall'altra non c'è nussuna prova che li rimuovano attivamente dai loro corpi.
Sono uccelli gregari che si riuniscono in numerosi gruppi. A differenza di alcuni cuculi (specialmente del genere Cuculus), gli ani non sono parassiti di cova, ma nidificano in comunità. Numerose coppie costruiscono un unico nido su un albero, a 2-6 metri d'altezza, e una certa quantità di femmine vi depone le loro uova (fino a 29 in un solo nido). Queste si divideranno il compito di incubare le uova prima e di allevare i pulcini poi. Il periodo di incubazione è di circa 15 giorni.
Gli ani vivono soprattutto in America Centrale e Meridionale, e due delle tre specie si spingono a nord fino agli Stati Uniti.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Questo genere è suddiviso in 3 specie[1]:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Order Cuculiformes in IOC World Bird Names (ver 4.4), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato il 19 maggio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ffrench, Richard (1991). A Guide to the Birds of Trinidad and Tobago (2nd edition ed.). Comstock Publishing. ISBN 0-8014-9792-2.
  • Hilty, Steven L (2003). Birds of Venezuela. London: Christopher Helm. ISBN 0-7136-6418-5.

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