Cronaca di un amore

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Cronaca di un amore
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Titolo originale Cronaca di un amore
Paese di produzione Italia
Anno 1950
Durata 98 min
Colore B/N
Audio mono
Genere drammatico
Regia Michelangelo Antonioni
Soggetto Michelangelo Antonioni
Sceneggiatura Piero Tellini, Michelangelo Antonioni, Daniele D'Anza, Silvio Giovannetti, Francesco Maselli
Produttore Stefano Caretta, Franco Villani
Fotografia Enzo Serafin
Montaggio Eraldo Da Roma, Michelangelo Antonioni (non accreditato)
Musiche Giovanni Fusco
Scenografia Piero Filippone
Costumi Ferdinando Sarmi
Trucco Libero Politi
Sfondi Elio Guaglino
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Cronaca di un amore è un film del 1950 diretto dal regista Michelangelo Antonioni. È stato il primo lungometraggio diretto dal regista ferrarese.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Milano, 1950. Un’agenzia investigativa ha appena ricevuto la richiesta di un cliente. Si tratta di un ricco industriale, sposato da sette anni, che chiede di conoscere il passato della moglie, una bella ragazza prossima a compiere i 27 anni. Tutto quello che sa il marito è che Paola è venuta via da Ferrara, dov'è nata, a 17 anni, nel 1943, per trasferirsi a Milano. La sua vita prima di incontrarla gli è ignota.
I due soci si dividono il lavoro: uno terrà i rapporti con il cliente; l'altro effettuerà le indagini. L'investigatore si reca a Ferrara e comincia a cercare informazioni nei luoghi che frequentava Paola. La scuola prima di tutto. Qui apprende che Paola aveva molti spasimanti, ma nessuno le aveva ancora toccato il cuore. Aveva due amiche coetanee, una delle quali, Giovanna, era fidanzata con un ragazzo di nome Guido. Ma Guido amava Paola. Giovanna era morta proprio nel 1943. L’investigatore si reca a casa dell’altra amica, Matilde, fingendosi un collega del defunto genitore di Paola. Matilde però lo accoglie molto freddamente e non mostra un atteggiamento collaborativo. Quando l'uomo esce, la donna prende un foglio e comincia a scrivere una lettera ad una persona di nome Guido.

Milano, un gruppo di persone esce da teatro. Sono vestiti molto elegantemente. Una del gruppo, una bella donna bruna, intravede non lontano un ragazzo, rimane indietro per guardarlo e poi turbata si riunisce al gruppo. Gli amici devono decidere come organizzare la serata. Lei invece sale in macchina e chiede al marito di essere accompagnata a casa. Poi si ritira nella sua camera. Si chiama Paola ed il marito è Enrico Fontana, l'uomo che si è rivolto all'agenzia investigativa.
L'uomo visto all'uscita del teatro telefona a Paola poco dopo e le chiede d'incontrarla. I due si danno appuntamento per l’indomani.

Paola arriva sul luogo dell’appuntamento su una Lancia ultimo modello, che guida personalmente. L’uomo le mostra una lettera che ha appena ricevuto. La lettera comincia con le parole “Caro Guido”: è la stessa missiva che aveva scritto Matilde Galvani. Guido e Paola si rincontrano: è la prima volta che si rivedono da quando Paola si è trasferita a Milano.
La lettera serve a mettere in guardia Guido: c’è un uomo che sta indagando su Paola e probabilmente vuole scoprire qualcosa che riguarda loro due. I due sanno di cosa si sta parlando; Paola è sicura che non scopriranno niente, perché in quello che è successo loro due non hanno responsabilità. In macchina, Guido bacia appassionatamente Paola. La donna fa tornare Guido a Ferrara e poi, pensando si tratti di un’inchiesta della polizia lo convince a ritornare a Milano.

I due cominciano a vedersi regolarmente, il loro sentimento è rimasto vivo durante i 7 anni che sono passati dall'ultima volta che si sono visti. Paola trova con facilità le occasioni per incontrare Guido poiché non lavora ed ha una macchina propria. Guido invece non ha soldi e guadagna saltuariamente, facendo il commerciante di automobili. Paola si impegna a procurare qualche affare a Guido durante la sua permanenza nella città lombarda.
L’investigatore, intanto, prosegue le sue indagini a Ferrara. È riuscito a scoprire che l'amica di Paola, Giovanna, era morta cadendo nella tromba dell'ascensore. Trova in biblioteca il giornale del giorno della morte della ragazza: quello che gli hanno detto è vero. Si reca nello stabile dove è avvenuta la morte di Giovanna. Parla con l'anziana cameriera dei genitori di Giovanna, la ragazza morta, che vive lì da anni. L’anziana racconta che il giorno dell'incidente, aveva accompagnato all'ascensore Paola, Giovanna e Guido, poi, appena rientrata in casa, aveva sentito un tonfo seguito da qualche secondo di silenzio. Era uscita e aveva trovato Paola come inebetita e Guido, accanto a lei, immobile e silenzioso. La cameriera, resasi conto che Giovanna era precipitata nella tromba dell'ascensore, aveva gridato a Guido: “Corra giù a vedere, forse è ancora viva!” Guido era sceso alla base dell'ascensore, ma non aveva potuto che constatare la morte della fidanzata. Erano seguite le grida disperate di Paola.

Una scena del film.

Paola ha trovato un buon affare per Guido. Dovendosi scegliere un regalo per il compleanno decide di farsi regalare da suo marito un’automobile di grossa cilindrata: una Ferrari o una Maserati. Ma l’affare non va in porto. Paola si rende conto dell’inettitudine agli affari di Guido.
Una sera il marito di Paola è euforico: ha concluso un grosso affare. Enrico vuole brindare con Paola, ma la moglie gli risponde freddamente: “Bere a quest’ora fa male alla pelle”. Ma il marito è su di giri e beve da solo. Poi, un po’ brillo (ammette di essere in quel momento alticcio ma di non essersi mai ubriacato) la informa che ha incaricato un’agenzia investigativa di fornirgli informazioni sul suo passato. E che finora non hanno trovato niente. Infatti il giorno dopo comunica allo studio che, siccome non è stato trovato ancora nulla, le indagini possono concludersi. I pedinamenti di Paola, infatti, si erano sempre conclusi con un nulla di fatto e con grande spesa di benzina, come l'investigatore aveva fatto notare al collega.
I due soci, però, non intendono mollare e chiedono una proroga delle indagini.

Paola si reca all’appuntamento quotidiano con Guido (che ha una stanza in una pensione) allarmata e gli confida che suo marito sta indagando su di lei. Si mettono a parlare della tragica morte di Giovanna. Secondo Guido "Lei ci divide ora da morta come quando era viva". Paola ricorda a Guido il fatto che nessuno di loro due aveva fatto niente per salvarla: "Hai visto che non c'era l'ascensore, ma non hai detto niente!". "L'ho fatto per te!" - le risponde Guido.
La rabbia che Paola ha verso il marito è diventata odio: non lo sopporta. “Come sarebbe bello se non ci fosse più”. I due pianificano il suo omicidio. Studiano il percorso che Enrico fa per tornare a casa la sera. C’è un punto in cui la strada fa due curve a gomito in successione: lì Enrico è obbligato ad andare piano, quindi Guido può puntargli la pistola contro e mirare con calma.
Un giorno Enrico comunica a Paola che rincaserà molto tardi. Paola e Guido fanno scattare il loro piano. Quella sera stessa il poliziotto privato porta ad Enrico il dossier sulle indagini. L’ingegnere lo legge subito. In conclusione del rapporto si legge che è stata accertata “l’intimità” di Paola con Guido. Enrico rimane visibilmente scosso.
Prende la macchina ed esce. Guido è sempre al suo posto ad aspettarlo. Ad un certo punto sente un botto, non molto lontano. Va a vedere e trova l’auto di Enrico fuori strada. Il suo corpo è stato appena estratto da due persone che provvedono a chiamare soccorsi. Ma Enrico è già cadavere.

Quando, poco dopo, la polizia bussa alla porta di Paola per portarle la ferale notizia, la donna, credendo che stiano per arrestarla, fugge verso la pensione di Guido. Qui l’amante la informa sui fatti. Paola piange sconsolata. Con un taxi ritorna a casa insieme a Guido. Mentre sono in taxi Paola fa progetti con Guido, ma l'amante taglia corto: “Ora non possiamo più”.
Giunta a casa, Paola saluta Guido: “Ci vediamo domani?” “Sì”. Poi Guido entra nel taxi e dice al conducente: “Alla stazione”. E Guido si allontana per sempre da Paola.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Il film è stato selezionato tra i 100 film italiani da salvare[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Rete degli Spettatori

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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