Cromocene

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Cromocene
Chromocene-2D-skeletal.png
Chromocene-3D-balls.png
Nome IUPAC
cromocene, bis(η5-ciclopentadienil)cromo
Abbreviazioni
Cp2Cr, CrCp2
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C10H10Cr
Massa molecolare (u) 182.18
Aspetto cristalli rosso scuro
Numero CAS [1271-24-5]
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 1,43
Solubilità in acqua si decompone
Temperatura di fusione 168-170 °C (441-443 K)
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
Irritante
Frasi R 20/21/22-36/37/38
Frasi S 26-28-37/39-45

Il cromocene è il composto metallorganico del cromo con formula5-C5H5)2Cr, generalmente abbreviata come Cp2Cr. È un metallocene, cioè un composto a sandwich di struttura analoga al ferrocene, ma non rispetta la regola dei 18 elettroni, dato che ne ha solo 16. Lo stato di ossidazione formale del cromo è +2. È paramagnetico e fortemente riducente. In condizioni normali è un solido cristallino rosso scuro, e sublima facilmente sotto vuoto, analogamente ad altri metalloceni. Si decompone rapidamente a contatto con aria o acqua. È solubile in solventi organici non polari.

Si prepara da dicloruro di cromo e ciclopentadienuro di sodio:

CrCl2 + 2NaC5H5 → Cr(C5H5)2 + 2NaCl

La sintesi è tipicamente condotta in soluzione di tetraidrofurano. La struttura del composto è stata verificata tramite cristallografia a raggi X; la distanza media di legame Cr−C è 215,1 pm.[1]

L'analogo composto decametilcromocene, [η5-C5(CH3)5]2Cr si prepara analogamente da LiC5(CH3)5.

Come in altri metalloceni, anche nel cromocene i leganti C5H5 possono essere allontanati. Cromocene e gel di silice trattati opportunamente generano un catalizzatore che la Union Carbide utilizza per la polimerizzazione dell'etilene. Il cromocene si decompone sulla superficie del gel di silice formando centri organometallici molto reattivi che sono i responsabili dell'attività catalitica.

Sicurezza[modifica | modifica wikitesto]

I composti di cromo sono tossici, anche se in genere sono i composti di Cr(VI) ad essere considerati più pericolosi, rispetto a quelli in stato di ossidazione minore, come è il cromocene. In ogni caso il cromocene è irritante sia per contatto che per ingestione o inalazione. Le sue proprietà tossicologiche non sono note.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ K. R. Flower, P. B. Hitchcock, Crystal and molecular structure of chromocene (η5-C5H5)2Cr in J. Organometal. Chem., vol. 507, 1-2, 1996, pp. 275-277, DOI:10.1016/0022-328X(95)05747-D.
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