Cromo picolinato

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Cromo picolinato
Chromium picolinate.png
Nome IUPAC
Cromo(III) picolinato
Nomi alternativi
Cromo picolinato
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare Cr(C6H4NO2)3
Massa molecolare (u) 418.33
Aspetto solido rosso brillante
Numero CAS [14639-25-9]


Il cromo picolinato è un composto chimico venduto come integratore alimentare per prevenire o curare il deficit di cromo. Il composto di coordinazione di colore rosso brillante è derivato dal cromo(III) e dall’acido picolinico. Piccole quantità di cromo sono necessarie per l’utilizzazione del glucosio da parte delle cellule in risposta all’insulina, ma le deficienze di questo elemento sono estremamente rare e osservate esclusivamente nei pazienti ospedalizzati con diete restrittive a lungo termine.[1] Il cromo, a differenza del ferro, del rame, dello zinco, del selenio e del molibdeno, non è stato trovato in nessuna metalloproteina biologicamente attiva, per cui non se ne conoscono le basi biochimiche per il fabbisogno umano (1 mg/die).[2]

Studi e dibattito sull’efficacia[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni studi (peraltro limitati) hanno cercato di dimostrare che questo composto ha effetti antidepressivi nella depressione atipica. [3] Mentre follow-up più ampi hanno fallito nel dimostrarlo [4].

Alcune organizzazioni commerciali promuovono il cromo picolinato come aiuto allo sviluppo fisico degli atleti e come sostanza dimagrante. Ma numerosi studi non hanno dimostrato gli effetti del composto sia sulla crescita del muscolo che sulla perdita del tessuto adiposo.[5]

C’è chi sostiene che l’integrazione del cromo nella forma picolinata riduca l’insulino resistenza nei diabetici, ma una metanalisi di vari studi sull’argomento ha mostrato che non c’è alcuna associazione tra il cromo e la concentrazione di glucosio o insulina per i non-diabetici, mentre nei diabetici i risultati degli studi presi in considerazione sono inconcludenti e non significativi.[6] Questa metanalisi è stata accusata di avere escluso risultati di studi significativi.[7] Trials successivi hanno dato risultati ambigui sull’argomento[8][9]

In un resoconto di tutti i trials si è concluso che il cromo picolinato non ha nessun effetto sulle persone sane, sui diabetici potrebbe avere un effetto benefico ma ciò manca di una evidenza forte.[10]

Uno studio sostiene che il cromo picolinato dà più facilmente danno al DNA e mutazioni che altre forme di cromo trivalente,[11] ma i risultati sono dibattuti da un altro studio.[12] Altri studi indicano che il composto è sicuro anche ad alti dosaggi.[13] Nei topi l'integrazione dietetica di cromo picolinato produce difetti scheletrici nella prole.[14] Nei moscerini della frutta (Drosophila melanogaster) il cromo picolinato produce aberrazioni cromosomiche e impedisce lo sviluppo della progenie,[15] causa sterilità e mutazioni letali.[16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Review of Chromium EXPERT GROUP ON VITAMINS AND MINERALS REVIEW OF CHROMIUM, 12 August 2002
  2. ^ Stearns DM, Is chromium a trace essential metal? in Biofactors, vol. 11, nº 3, 2000, pp. 149–62, PMID 10875302.
  3. ^ Davidson JR, Abraham K, Connor KM, McLeod MN, Effectiveness of chromium in atypical depression: a placebo-controlled trial in Biological Psychiatry, vol. 53, nº 3, 2003, pp. 261-264, PMID 12559660.
  4. ^ Docherty JP, Sack DA, Roffman M, Finch M, Komorowski JR, A double-blind, placebo-controlled, exploratory trial of chromium picolinate in atypical depression: effect on carbohydrate craving in J Psychiatr Pract, vol. 11, nº 5, settembre 2005, pp. 302–14, PMID 16184071.
  5. ^ Vincent J.B., The potential value and toxicity of chromium picolinate as a nutritional supplement, weight loss agent and muscle development agent in Sports Medicine, vol. 33, nº 3, 2003, pp. 213–230, PMID 16184071.
  6. ^ Althuis MD, Jordan NE, Ludington EA, Wittes JT, Glucose and insulin responses to dietary chromium supplements: a meta-analysis in American Journal of Clinical Nutrition, vol. 76, nº 1, 2002, pp. 148–155, PMID 12081828.
  7. ^ Kalman DS, Chromium picolinate and type 2 diabetes in American Journal of Clinical Nutrition, vol. 78, nº 1, 2003, p. 192, PMID 12816793.
  8. ^ Gunton JE, Cheung NW, Hitchman R, et al, Chromium supplementation does not improve glucose tolerance, insulin sensitivity, or lipid proFile: a randomized, placebo-controlled, double-blind trial of supplementation in subjects with impaired glucose tolerance in Diabetes Care, vol. 28, nº 3, 2005, pp. 712–3, DOI:10.2337/diacare.28.3.712, PMID 15735214.
  9. ^ Singer GM, Geohas J, The effect of chromium picolinate and biotin supplementation on glycemic control in poorly controlled patients with type 2 diabetes mellitus: a placebo-controlled, double-blinded, randomized trial in Diabetes Technol. Ther., vol. 8, nº 6, 2006, pp. 636–43, DOI:10.1089/dia.2006.8.636, PMID 17109595.
  10. ^ Balk EM, Tatsioni A, Lichtenstein AH, Lau J, Pittas AG, Effect of chromium supplementation on glucose metabolism and lipids: a systematic review of randomized controlled trials in Diabetes Care, vol. 30, nº 8, 2007, pp. 2154–63, DOI:10.2337/dc06-0996, PMID 17519436.
  11. ^ Chaudhary S, Pinkston J, Rabile MM, Van Horn JD, Unusual reactivity in a commercial chromium supplement compared to baseline DNA cleavage with synthetic chromium complexes in Journal of Inorganic Biochemistry, vol. 99, nº 3, 2005, pp. 787–794, DOI:10.1016/j.jinorgbio.2004.12.009, PMID 15708800.
  12. ^ Hininger I, Benaraba R, Osman M, Faure H, Marie Roussel A, Anderson RA, Safety of trivalent chromium complexes: no evidence for DNA damage in human HaCaT keratinocytes in Free Radic. Biol. Med., vol. 42, nº 12, 2007, pp. 1759–65, DOI:10.1016/j.freeradbiomed.2007.02.034, PMID 17512455.
  13. ^ Anderson R, Cheng N, Bryden N, et al, Elevated intakes of supplemental chromium improve glucose and insulin variables in individuals with type 2 diabetes in Diabetes, vol. 46, nº 11, 1997, pp. 1786–1791, DOI:10.2337/diabetes.46.11.1786, PMID 9356027.
  14. ^ Bailey MM, Boohaker JG, Sawyer RD, et al, Exposure of pregnant mice to chromium picolinate results in skeletal defects in their offspring in Birth Defects Res. B Dev. Reprod. Toxicol., vol. 77, nº 3, 2006, pp. 244–9, DOI:10.1002/bdrb.20081, PMID p.
  15. ^ Stallings DM, Hepburn DD, Hannah M, Vincent JB, O'Donnell J, Nutritional supplement chromium picolinate generates chromosomal aberrations and impedes progeny development in Drosophila melanogaster in Mutat. Res., vol. 610, 1-2, 2006, pp. 101–13, DOI:10.1016/j.mrgentox.2006.06.019, PMID 16887379.
  16. ^ Hepburn DD, Xiao J, Bindom S, Vincent JB, O'Donnell J, Nutritional supplement chromium picolinate causes sterility and lethal mutations in Drosophila melanogaster in Proc. Natl. Acad. Sci. U.S.A., vol. 100, nº 7, 2003, pp. 3766–71, DOI:10.1073/pnas.0636646100, PMID 12649323.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]