Crocodylus mindorensis

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Coccodrillo delle Filippine
Crocodylus mindorensis by Gregg Yan 01.jpg
Crocodylus mindorensis
Stato di conservazione
Status iucn2.3 CR it.svg
Critico
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Ordine Crocodylia
Famiglia Crocodylidae
Genere Crocodylus
Specie C. mindorensis
Nomenclatura binomiale
Crocodylus mindorensis
Schmidt, 1935
Areale

Distribution crocodylus mindorensis.PNG

Il coccodrillo delle Filippine (Crocodylus mindorensis Schmidt, 1935) è un coccodrillo endemico delle Filippine a rischio di estinzione.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il coccodrillo delle Filippine è una specie relativamente piccola. I coccodrilli filippini sono più piccoli rispetto alle altre specie e hanno una lunghezza massima di circa 3 metri.

Hanno un muso relativamente ampio e hanno spesse piastre ossee sul dorso (una pesante corazza dorsale). Le femmine sono leggermente più piccole rispetto ai maschi.

Hanno una colorazione marrone-dorata, mentre diventano sempre più scuri man mano che crescono.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il coccodrillo filippino si trova esclusivamente nelle Filippine. Questa specie è gravemente minacciata ed è a rischio critico di estinzione. Oggi ne sono probabilmente rimaste poche centinaia allo stato selvatico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1887 un gruppo di naturalisti americani, guidati da J. B. Steere, si recò nell'isola filippina di Mindoro alla ricerca di un Bovide non meglio identificato, sulla cui esistenza si nutrivano sino ad allora grossi dubbi. La spedizione ebbe fortuna: infatti questo mammifero esisteva realmente ed apparteneva ad una specie, nuova per la scienza, cui fu assegnato il nome di Bos mindorensis (attualmente il bufalo di Mindoro è però noto con il nome scientifico di Anoa mindorensis). Gli stessi naturalisti catturarono a Mindoro anche un coccodrillo, ma, contrariamente a quanto era avvenuto per il nuovo Bovide insulare, essi non dettero molto peso al ritrovamento del Rettile filippino. Il cranio di questo esemplare fu "riscoperto" soltanto 48 anni più tardi, e cioè nel 1935, dall'erpetologo americano Karl Schmidt; in quella occasione, analizzando approfonditamente anche i caratteri osteologici di altri individui raccolti a Mindoro, egli si accorse che il coccodrillo dell'isola filippina apparteneva ad una nuova specie - distinta morfologicamente da tutte le altre sino ad allora note - a cui fu dato il nome di Crocodylus mindorensis. Questo rettile, rinvenuto successivamente anche nelle isole di Luzon, Busuanga, Masbate, Negros, Samar, Mindanao e Jolo, doveva essere veramente comune e diffuso, se è vero che alla fine degli anni trenta un cacciatore di pelli americano residente a Mindanao riuscì a catturare, in soli sei mesi, ben 12.000 esemplari di coccodrillo delle Filippine. Simili razzie, alimentate dai lauti compensi che le industrie di pellami pagavano ai cacciatori di coccodrilli, continuarono in maniera indiscriminata, determinando la progressiva ed inesorabile rarefazione di questa entità in tutte le isole dell'arcipelago filippino. Oggi - a distanza di soli 70 anni dalla descrizione della specie - non esisterebbero, secondo i dati più attendibili, più di 500-1000 esemplari di coccodrillo delle Filippine. Per di più, le residue colonie della specie sono minacciate in maniera piuttosto seria dalle gravi alterazioni cui sono sottoposti gli habitat da esse occupati. Per cercare in qualche modo di impedire la scomparsa definitiva di questa interessante entità è stata istituita recentemente - grazie allo Smithsonian Institution / WWF Philippine Crocodile Conservation Project - una stazione di allevamento di coccodrilli presso l'Università di Silliman a Dumaguete (Isola di Negros). Il commercio della specie è oggi sottoposto ad una regolamentazione particolarmente rigida, e non può essere autorizzato che in casi eccezionali.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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