Crocifisso ligneo di Ollolai

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Da notare il realismo del torace prominente del Cristo-uomo che esala il suo ultimo respiro sulla croce

Il crocifisso ligneo di Ollolai è una scultura religiosa proveniente dall'antico convento fondato dai Frati Minori a Ollolai. È ora conservato nella Cattedrale di Santa Giusta.

Secondo alcune fonti, tra cui Padre Guiso Pirella, i religiosi, il 3 agosto 1490, a seguito ad alcuni fatti di sangue, furono costretti a lasciare il convento di Santa Maria Maddalena di Ollolai, portando il crocifisso nel convento di Santa Maria Maddalena di Silì[1]. Nel 1866 lo stato incamerò alcuni beni della chiesa, tra cui il crocifisso che venne messo all’asta. Acquistato tramite il vicario di Santa Giusta, Don Oggiano, venne collocato nella nicchia a sinistra dell'apside, nella basilica di Santa Giusta dove ora si trova.

Si tratta di uno dei più fulgidi esempi di numerosa serie di crocifissi lignei, databili tra il XV e XVI secolo, conservati in Sardegna appartenenti al "gotico doloroso" che rappresentano il Cristo nel momento più tragico e umano della sua agonia sulla croce.

Il piede destro che poggia su quello sinistro, ambedue fissati con un unico chiodo

Ne è prototipo, il famoso crocifisso ligneo del 1350 detto "di Nicodemo", capolavoro scultoreo di scuola gotica spagnola, conservato nella Chiesa di San Francesco[1] a Oristano.

Carattere dominante del " gotico doloroso", è il gran naturalismo che evoca le sofferenze del Cristo.

Nel Crocifisso ligneo di Ollolai, come in quello del Nicodemo a Oristano, il corpo piagato che pende dalla croce, le braccia allungate, magrissime e distese in forma di Y, che ne sostengono il corpo inerte ed appesantito, l'ossatura delle costole che sporge dalla cassa toracica, il basso ventre e le gambe coperte fin sotto le ginocchia dal perizoma, il piede destro che poggia su quello sinistro, ambedue fissati con un unico chiodo, le dita, tanto delle mani come dei piedi, separate ed incurvate nella rigidità della morte sopravvenuta, le ciocche di capelli irrigiditi dal sangue coagulato che gli cadono sulle spalle, lo rendono simile al "Crucifixus dolorosus" di Santa Maria Novella in Firenze[2].

Il Cristo poggia su una croce gemmata, simbolo della Chiesa che gemma i suoi figli.

Il Crocifisso di Ollolai, di modeste dimensioni, rispetto ad altri esempi, è scolpito in legno di pero selvatico, assemblato e ricoperto da uno strato di gesso e colore. Il recente restauro, ha rivelato diversi interventi di ritinteggiatura.

[modifica] Note

  1. ^ a b Guido Scanu. Memorie arborensi (trascrizione integrale dello scritto del canonico di Oristano Salvatore Angelo Scintu). URL consultato il 14-11-2007.
  2. ^ William Melczer. Crucifixus dolorosus di S. Maria Novella in Firenze, detto Crocifisso della beata Villana. URL consultato il 14-11-2007.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

  • Crocifissi 1400 in Basilica di Santa Giusta. Comune di Santa Giusta. URL consultato il 14-11-2007.
Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti