Croati italiani

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Croati italiani
Croati italiani
Prima fila: Eros Sequi · Osvaldo Ramous · Romolo Venucci
Seconda fila: Giacomo Scotti · Nelida Milani · Furio Radin
Luogo d'origine Istria, Dalmazia
Popolazione 19.636
Lingua italiano, croato
Religione cattolicesimo
Distribuzione
Croazia Croazia 19.636

I Croati italiani sono gli Italiani (di nascita o di etnia) della Croazia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli attuali Italiani della Croazia sono i discendenti dei Dalmati ed Istriani (popoli neolatini originati nel Medioevo dagli Illiri romanizzati) e dei Veneti trapiantati nei territori adriatici d'oltremare della Serenissima. Negli ultimi due secoli vi si sono trasferiti anche alcuni italiani dalla penisola italiana, come nel caso di emigranti pugliesi a Ragusa e trentini a Pozega.

Attualmente in Istria vi sono ancora consistenti comunità di italiani (circa il 7% della popolazione), mentre in Dalmazia vi sono solo piccoli gruppi italiani di modestissima entità numerica, ultima testimonianza di una presenza che discende direttamente dalle popolazioni di lingua romanza sopravvissute alle invasioni slave.

Alla fine del 700 i Franchi estesero il loro dominio anche sul Carso e la parte interna dell'Istria. Poiché tali terre erano scarsamente popolate, in quanto impervie, i Franchi e poi le autorità del Sacro Romano Impero consentirono l'insediamento degli slavi.
La Repubblica di Venezia estese il suo dominio soprattutto sulle cittadine costiere dell'Istria e della Dalmazia abitate da popolazioni romanizzate.
La suddivisione linguistica
nel 1880 rispecchiava la precedente divisione politica durata per oltre 1000 anni.
Modifica del confine tra Italia e Jugoslavia e conseguenze per le popolazioni confinarie
Litorale 1.png
Nella determinazione del confine avvenuta dopo la prima guerra mondiale vennero prese in considerazione soprattutto le pretese territoriali vantate dal Regno d’Italia, al quale vennero assegnati territori abitati da circa 490.000 abitanti di lingua slovena e croata, contro i 15.000 Italiani residenti nei territori assegnati alla Jugoslavia.
Nella determinazione del confine avvenuta dopo la seconda guerra mondiale vennero prese in considerazione anche le aspirazioni degli abitanti delle aree contese; ciò nonostante, alla fine della disputa, le aree assegnate all’Italia risultavano abitate da circa 120.000 Sloveni, mentre le aree assegnate alla Jugoslavia risultavano abitate da circa 270.000 Italiani.

La comunità italiana agli inizi del XX secolo era ancora molto consistente, essendo maggioritaria nei più importanti centri costieri istriani e in alcuni centri quarnerini e dalmati. Secondo i censimenti austriaci, che raccolsero le dichiarazioni relative alla lingua d'uso nel 1880, 1890, 1900 e 1910, nella regione geografica istriana - che differiva dal Marchesato d'Istria in quanto a quest'ultimo erano state aggiunte le principali isole quarnerine - gli italofoni contavano dal 37,59% (1910) al 41,66% (1880) della popolazione totale, concentrati nella aree costiere occidentali dove raggiungevano anche il 90%. In Dalmazia invece erano abbastanza numerosi solo nelle principali città, come Zara (l'unica località dalmata di terraferma dove erano maggioranza), Spalato, Traù, Sebenico, Ragusa e Cattaro, ed in alcune isole come Veglia, Cherso, Lussino, Arbe, Pago, Lissa e Brazza. In queste erano maggioritari nei centri di Cherso, Lussinpiccolo, Lussingrande e, secondo il censimento del 1880, nelle città di Veglia ed Arbe.

A Fiume gli italiani erano la maggioranza relativa nel comune (48,61% nel 1910), e oltre alla cospicua minoranza croata (25,95% nello stesso anno), vi era anche una discreta comunità ungherese (13,03%).

Col risveglio delle coscienze nazionali (seconda metà del XIX secolo), cominciò la lotta fra italiani e slavi per il dominio sull'Istria e Dalmazia.

La comunità italiana in Dalmazia venne quasi cancellata da questo scontro fra opposti nazionalismi, che vide diverse fasi:

Comunità italiana[modifica | modifica wikitesto]

Si stima che in Croazia vivano circa 35.000 Italiani: secondo i dati ufficiali al censimento del 2001 furono in 20.521 a dichiararsi di madrelingua italiana[2] e 19.636 a dichiararsi di etnia italiana[3]). I croati italiani danno vita a 51 Comunità Nazionali Italiane locali e sono organizzati nell'Unione Italiana.

Gli italiani sono insediati principalmente nell'area dell'Istria, delle isole del Quarnero e di Fiume. Nella Dalmazia costiera ve ne restano appena 500, quasi tutti a Zara e Spalato.

Essi sono riconosciuti da alcuni statuti comunali come popolazione autoctona: in parte dell'Istria (sia nell'attuale Regione istriana croata, nei tre comuni costieri della Slovenia), in parti della regione di Fiume (Regione litoraneo-montana) e nell'arcipelago dei Lussini, mentre nel resto del Quarnaro e in Dalmazia non viene riconosciuto loro nessuno status particolare. Nella città di Fiume, dove ha sede il maggior giornale di lingua italiana della Croazia, nonché alcuni istituti scolastici in lingua italiana, ufficialmente gli italiani sono circa 2300, sebbene la locale comunità italiana di Fiume abbia all'incirca 6000 iscritti.

In tale gruppo etnico italiano sono inserite sia le popolazioni autoctone venetofone (Istria nord-occidentale e Dalmazia) che quelle parlanti istrioto della costa istriana sud-occidentale.

Nel corso del XIX secolo un numero considerevole di artigiani italiani si trasferì a vivere a Zagabria e in Slavonia (Požega), dove tuttora abitano molti loro discendenti. A Zagabria si è costituita una locale Comunità degli Italiani, che riunisce prevalentemente fra i propri soci dei recenti immigrati dall'Italia, oltre a un discreto numero di istriani di lingua italiana, spostatisi nella capitale.

Nell'Istria croata - fra le località di Valdarsa e Seiane - è presente la piccola comunità etnica degli Istroromeni o Cicci, popolazione originaria della Romania la cui lingua, di ceppo latino ed affine al rumeno, è in pericolo d'estinzione in favore del croato. Durante il Fascismo questi Istrorumeni furono considerati etnicamente italiani per via della loro mescolanza durante il Medioevo con i discendenti delle popolazioni ladine dell'Istria romana, e gli venne garantito l'insegnamento elementare nella propria madrelingua[4].

Secondo il censimento del 2001, i comuni della Croazia con la maggiore percentuale di abitanti italofoni si trovavano tutti in Istria (principalmente nelle aree dell'ex-Zona B del TLT):

Grisignana (in croato "Grožnjan") è l'unica cittadina con maggioranza assoluta italofona nella Croazia: oltre i 2/3 dei cittadini parlano ancora l'italiano e nel censimento del 2001 oltre il 53% si è dichiarato "Italiano di madrelingua italiana".

Croatizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Croatizzazione.

Gli italo-croati hanno conosciuto negli ultimi due secoli un processo di croatizzazione. Questo processo è stato "schiacciante" specialmente in Dalmazia, dove nel 1865 i censimenti austriaci registravano 55.020 italofoni, pari al 12,5% del totale, ridotti nel 1910 a 18.028 (2,8%)[5]. Nel 2001 ne sono stati contati all'incirca 500, concentrati prevalentemente a Zara. Questa forte riduzione dei parlanti italiano nei censimenti austriaci si deve sia alla chiusura di tutte le scuole pubbliche di lingua italiana (salvo a Zara), che - secondo alcuni - alla manipolazione dei dati operati dai funzionari comunali addetti al censimento.

Gli Italo-croati sono praticamente scomparsi dalle isole della Dalmazia centrale e meridionale durante il governo di Tito, mentre ai tempi del Risorgimento gli italiani erano numerosi a Lissa ed in altre isole dalmate.

Anche nelle città dalmate si registrò una simile diminuzione: nella città di Spalato nel 1910 vi erano oltre 2.082 Italiani (9,75% della popolazione), mentre oggi ne resta appena una sparuta decina intorno alla locale Comunità degli Italiani.

L'ultimo colpo alla presenza italiana in Dalmazia e in alcune zone del Quarnaro e dell'Istria ebbe luogo nell'ottobre del 1953, quando le scuole italiane nella Iugoslavia comunista furono chiuse e gli allievi trasferiti d'imperio nelle scuole croate.

A Lagosta (in croato Lastovo), che appartenne al Regno d'Italia dal 1918 al 1947, ancora oggi vi sono alcune famiglie italo-croate non completamente croatizzate.

Lagosta e Pelagosa[modifica | modifica wikitesto]

L'isola di Lagosta appartenne all'Italia dal 1920 fino alla fine della seconda guerra mondiale. Mentre fino al 1910 la presenza di italofoni nell'isola era risibile (8 nel territorio del comune su un totale di 1.417 abitanti), negli anni '20 e '30 vi si trasferirono parecchie famiglie di dalmati italiani, provenienti dalle zone della Dalmazia passate alla Jugoslavia. Negli anni trenta circa la metà degli abitanti era di lingua italiana, ma emigrò nella quasi totalità dopo la fine della seconda guerra mondiale.

Alcune famiglie venetofone o italofone (anche se molto croatizzate) sono ancora presenti nell'isola di Lesina, dove è stata promossa la creazione di una sede dell'Unione Italiana - intitolata allo scrittore lesignano Giovanni Francesco Biondi - per tutti gli Italo-croati della Dalmazia meridionale.

Pelagosa (ed il suo piccolo arcipelago) fu popolata assieme alle vicine isole Tremiti da Ferdinando II del Regno delle Due Sicilie nel 1843 con pescatori provenienti da Ischia, che vi continuarono a parlare il dialetto d'origine. Il tentativo fallì ed i pochi pescatori emigrarono a fine Ottocento. Le autorità italiane durante il Fascismo vi trapiantarono alcuni pescatori dalle Tremiti, che lasciarono l'isola quando passò ufficialmente alla Iugoslavia nel 1947. Attualmente l'arcipelago di Pelagosa è disabitato.

Scuola e lingua italiana[modifica | modifica wikitesto]

In molti comuni della Regione istriana (Croazia) vigono statuti bilingui, e la lingua italiana viene considerata lingua co-ufficiale.

Vi sono alcune scuole italiane in Istria, specialmente nei territori della ex-zona B: scuole elementari a Buie, Umago, Cittanova, Parenzo, Pola e Rovigno; scuole medie a Pola e Rovigno.

Nella città di Fiume la scuola italiana dispone di asili, elementari, medie ed un liceo. Inoltre vi è la proposta di elevare l'italiano a lingua co-ufficiale, come nella Regione Istriana.

« Riconoscendo e rispettando il proprio lascito culturale e storico, la Città di Fiume assicura alla minoranza nazionale autoctona italiana l'uso della propria lingua e scrittura negli affari pubblici attinenti alla sfera dell'autogoverno della Città di Fiume. La Città di Fiume, nell'ambito delle proprie possibilità, assicura e sostiene l'attività educativa e culturale degli appartenenti alla minoranza autoctona italiana e delle sue istituzioni[6] »

A Zara la locale Comunità degli Italiani ha richiesto la creazione di un asilo italiano, ma la proposta si scontra con notevole opposizione governativa.[7]. Nel 2009 l'asilo doveva essere aperto[8], ma l'imposizione di un filtro nazionale - che imponeva l'obbligo di possesso di cittadinanza italiana per l'iscrizione - ne ha bloccato la nascita. Un asilo italiano è stato aperto nel 2010 anche a Lussinpiccolo.

Italiani per regioni[modifica | modifica wikitesto]

Ecco gli italiani suddivisi per regioni secondo il censimento del 2001[9]:

Contea Italiani Perc.
Regione di Bjelovar e della Bilogora 79 0,06%
Regione di Brod e della Posavina 40 0,02%
Regione istriana 14.284 6,92%
Regione di Karlovac 11 0,01%
Regione di Koprivnica e Križevci 9 0,01%
Regione di Krapina e dello Zagorje 6 0,00%
Regione della Lika e di Segna 14 0,03%
Regione litoraneo-montana 3.539 1,16%
Regione del Međimurje 4 0,00%
Regione di Osijek e della Baranja 32 0,01%
Regione di Požega e della Slavonia 788 0,92%
Regione raguseo-narentana 51 0,04%
Regione di Sebenico e Tenin 30 0,03%
Regione di Sisak e della Moslavina 192 0,10%
Regione spalatino-dalmata 114 0,02%
Regione di Varaždin 17 0,01%
Regione di Virovitica e della Podravina 12 0,01%
Regione di Vukovar e della Sirmia 5 0,00%
Regione zaratina 109 0,07%
Regione di Zagabria 31 0,01%
Città di Zagabria 277 0,04%
Croazia Croazia 19.636 0,44%

Insegnamento di lingua italiana[modifica | modifica wikitesto]

Scuole dell'infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Paese / città
Buie 2
Verteneglio 1
Cittanova 1
Umago 3
Parenzo 2
Orsera 1
Rovigno 1
Valle 1
Dignano 3
Pola 7
Albona 1
Fiume 6
Orsera 1
Lussinpiccolo 1
TOTALE 30

Scuole elementari[modifica | modifica wikitesto]

Paese / città
Buie 2
Verteneglio 1
Cittanova 1
Umago 2
Parenzo 1
Dignano 1
Rovigno 1
Valle 1
Pola 3
Fiume 4
TOTALE 17

Scuole medie e superiori[modifica | modifica wikitesto]

Paese / città
Buie 1
Rovigno 1
Pola 1
Fiume 1
TOTALE 4

Stampa italiana[modifica | modifica wikitesto]

Sono numerose le pubblicazioni della Stampa italiana in Croazia. Le principali sono:

  • Arcobaleno, mensile (Fiume, 1948), editore Silvio Forza (Casa Editrice Edit), direttore Elisa Zaina. ([1])
  • La Battana, trimestrale (Fiume, 1963), editore Silvio Forza (Casa Editrice Edit), direttore Laura Marching. ([2])
  • El Clivo (Pola, dal 1971), editore Comunità degli Italiani di Pola, direttore Fabrizio Radin.
  • Il Gazzettino della Dante Albonese, bimestrale (Albona), editore Società Dante Alighieri, direttore Tullio Vorano.
  • Panorama, quindicinale (Fiume, dal 1952), editore Silvio Forza (Casa Editrice Edit), direttore Mario Simonovich. (Sito)
  • El Portigo (Gallesano), editore Comunità degli Italiani di Gallesano, direttore Luana Moscarda.
  • La Trifora, semestrale (Dignano, dal 2007), editore Comunità degli Italiani di Dignano, direttore Carla Rotta.
  • Unione Italiana (Croazia), mensile (Fiume, dal 1998), direttore Maurizio Tremul.
  • La Voce del Popolo, quotidiano (Fiume, dal 1944), editore Silvio Forza (Casa Editrice Edit Fiume), direttore Errol Superina. (Sito)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Secondo il dato del censimento del 2001.
  2. ^ Censimento 2001
  3. ^ Censimento 2001
  4. ^ Altro gruppo etnico originariamente di lingua romanza è quello dei Morlacchi, popolazione storica derivante - secondo le teorie maggioritarie - dalle antiche popolazioni latinizzate dell'entroterra dalmata, successivamente slavizzate
  5. ^ Tutti i dati in Š.Peričić, O broju Talijana/talijanaša u Dalmaciji XIX. stoljeća, in Radovi Zavoda za povijesne znanosti HAZU u Zadru, n. 45/2003, p. 342
  6. ^ Uso governativo della lingua italiana a Fiume
  7. ^ Reazioni scandalizzate per il rifiuto governativo croato ad autorizzare un asilo italiano a Zara
  8. ^ Zara: ok all'apertura dell'asilo italiano
  9. ^ Fonte:Censimento 2001

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bartoli, Matteo. Le parlate italiane della Venezia Giulia e della Dalmazia. Tipografia italo-orientale. Grottaferrata 1919.
  • Benussi, Bernardo. L'Istria nei suoi due millenni di storia. Treves-Zanichelli. Trieste 1924.
  • Mileta, Olinto. Popolazioni dell'Istria, Fiume, Zara e Dalmazia (1850-2002). Edizioni A.D.ES. Trieste, 2005
  • Monzali, Luciano. Italiani di Dalmazia. Dal Risorgimento alla Grande Guerra vol 1. Le Lettere. Firenze, 2004
  • Perselli, Guerrino. I censimenti della popolazione dell'Istria, con Fiume e Trieste, e di alcune città della Dalmazia tra il 1850 e il 1936. Centro di ricerche storiche - Rovigno, Trieste - Rovigno 1993.
  • Petacco, Arrigo. L'esodo, la tragedia negata degli italiani d'Istria, Dalmazia e Venezia Giulia. Mondadori, Milano, 1999.
  • Vignoli, Giulio. I territori italofoni non appartenenti alla Repubblica Italiana. Giuffrè, Milano, 1995.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]