Cristiani Democratici (Svezia)

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Cristiani Democratici
(SW) Kristdemokraterna
Leader Göran Hägglund
Stato Svezia Svezia
Fondazione 1964
Sede Munkbron 1
Stoccolma
Ideologia Cristianesimo democratico,[1]
Conservatorismo sociale,[1]
Liberismo[1]
Collocazione Centrodestra
Coalizione Alleanza per la Svezia
Partito europeo Partito Popolare Europeo
Gruppo parlamentare europeo Gruppo del Partito Popolare Europeo
Affiliazione internazionale Internazionale Democratica Centrista
Seggi Riksdag
19 / 349
 (2010)
Seggi Europarlamento
1 / 19
 (2009)
Sito web www.kristdemokraterna.se

I Cristiani Democratici (in svedese Kristdemokraterna) sono un partito politico attivo in Svezia dal 1964.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I CD sono stati fondati nel 1964, ma sono entrati in parlamento solo dal 1985, grazie, all'epoca, ad un accordo con i centristi. Leader del partito è stato, fino al 2004, Alf Svensson. Oggi leader è Göran Hägglund.

Lewi Pethrus, fondatore del Movimento Pentecostale Svedese e del periodico Dagen, discusse, nel 1964, sulle colonne del giornale, della necessità di fondare un partito democratico-cristiano svedese, dopo che, nel 1963, il governo aveva deciso di eliminare l'insegnamento della religione dai sussidiari scolastici. La decisione del governo aveva, infatti, fatto nasce un movimento di opposizione che aveva raccolto oltre 2 milioni di persone.

Lewi Pethrus

Nel marzo del 1964 venne fondata l'Unione cristiano democratica (Kristen Demokratisk Samling, KDS), che non era un vero e proprio partito. Alle politiche del 1964 il partito ottenne appena l'1,8% e nessun deputato, ma nel 1966, alle elezioni municipali, riuscì a conquistare 354 seggi.

Alle elezione del 1968, 1972, 1976 il partito ottenne un consenso sostanzialmente identico a quello precedente e non riuscì mai ad ottenere seggi a causa dello sbarramento al 4%.

Il partito in questi anni andò caratterizzandosi per una marcata attenzioni ai diritti della famiglia ed alla tutela ambientale, ribadendo di non riconoscersi nei tradizionali schieramenti destra/sinistra.

Sia nel 1978 che nel 1980, il KDS aveva progettato alleanze con i centristi, ma queste non erano andate a buon fine. Solo nel 1982 diedero vita ad una vera e propria alleanza che prese il nome di Centro. Tale alleanza, però fu incrinata dal fatto che i KDS fossero, nelle liste, candidati in posizioni poco eleggibili.

Nel 1987, il partito cambiò il nome in Partito Sociale Democratico Cristiano (Kristdemokratiska Samhällspartiet). L'alleanza con i centristi non si realizzò, ma il partito migliorò il proprio risultato giungendo il 2,8% dei voti. Ciò permise al partito una maggiore visibilità, tanto che alle elezioni del 1991 ottenne, grazie alla candidature di illustri indipendenti, il 7% dei voti ed entrò a far parte del governo di centro-destra, ottenendo i ministeri delle infrastrutture, delle comunicazioni e della cooperazione internazionale.

Nelle elezioni del 1994, il KS confermò il precedente risultato e nel 1996 cambiò il proprio nome in Cristiano-Democratici. Nel 1998 il partito ha ottenuto il suo miglior risultato l'11% dei voti.

Nel 2005 i CD hanno con i loro 24.000 soci dimostrato di essere uno dei maggiori partiti svedesi. Per le elezioni politiche del 2006 aderirono all'Alleanza per la Svezia, composta dai partiti "non-socialisti" (Partito Moderato, Partito Popolare Liberale, Partito di Centro, Cristiano Democratico). Il risultato delle elezioni non è stato, però, positivo per i KD. Il partito, nonostante la buona affermazione della coalizione, è passato dal 9,1% al 6,6%, da 33 a 24 deputati.

Ideologia[modifica | modifica sorgente]

I Cristiani Democratici sono un partito a ispirazione democratico-cristiana, socioconservatrice e liberista.[1] Pur ispirandosi alla tradizione del cristianesimo democratico, va distinto però dai partiti democristiani europei e latinoamerican, legati alla dottrina sociale della Chiesa cattolica, essendo nato invece dall'iniziativa di esponenti pentecostali.

È membro del Partito Popolare Europeo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d (EN) Wolfram Nordsieck, Sweden in Parties and Elections, 2010. URL consultato il 27 novembre 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]