Cristianesimo e mitraismo

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Ricostruzione di un tempio mitraico al Bibelfreilichtmuseum di Nijmegen

Il confronto tra Mitraismo e Cristianesimo è ritenuto molto interessante da alcuni storici, i quali sostengono che ci siano diverse somiglianze tra queste due religioni. Il culto di Mitra ha origini molto antiche (intorno al 1400 a.C.), ma si deve distinguere la forma originaria, quella indo-persiana, dalla versione romana, che ne è una rielaborazione originale.
In generale chi sostiene l'unicità del Cristianesimo lo confronta con il Mitraismo romano, mentre chi ne sostiene la similitudine lo rapporta al Mitraismo persiano[1].

Criteri di confronto[modifica | modifica wikitesto]

Il confronto fra Cristianesimo e Mitraismo deve tener conto di una serie di difficoltà:

  • Con quale mitraismo eseguire il confronto: quello dei Veda (circa 1400 a.C.), quello dall'Avesta, quello degli scritti in lingua pahlavi (IX secolo) o quello di epoca romana (di cui esistono solo resti archeologici e scarne e forse poco affidabili notizie da parte di scrittori cristiani o comunque non aderenti al culto di Mitra)?
  • Benché "Mitra" sia un nome di divinità molto antico, la religione persiana è nota principalmente tramite il Denkart, un compendio scritto nel IX secolo con aggiunte anche posteriori, quasi mille anni dopo i primi scritti cristiani[2]. Le parti dell'Avesta sopravvissute sono soprattutto di carattere liturgico, forse salvatesi tramite la tradizione orale (I manoscritti risalgono al III-IX secolo). Quanto al Mitra dei Veda, è molto diverso da quello del mitraismo. Di conseguenza le somiglianze esteriori con il Cristianesimo sono tanto maggiori quanto più recenti sono gli scritti esaminati.
  • Alcune somiglianze, ad esempio la credenza in un giudizio finale e in una successiva punizione o ricompensa (Inferno e Paradiso), sono comuni a moltissime religioni e la loro presenza in entrambi non dimostra necessariamente influenze reciproche fra Mitraismo e Cristianesimo.
  • Le eventuali somiglianze di elementi esteriori, come date, liturgie o motivi iconografici non sono necessariamente significative di rapporti profondi. Il Cristianesimo ha seguito una politica di inculturazione verso molti popoli, senza modificare sostanzialmente il proprio contenuto dottrinale.
  • I confronti dottrinali sono resi difficili dalla scarsità ed eterogeneità delle fonti sul mitraismo.

Presunte somiglianze fra le due religioni[modifica | modifica wikitesto]

Visione del mondo[modifica | modifica wikitesto]

Ambedue (come moltissime altre religioni) hanno le seguenti credenze sul mondo, il destino, paradiso ed inferno (il primo abitato dai beati, il secondo popolato da demoni), e l'immortalità dell'anima. Le loro concezioni sulla battaglia tra Bene e Male sono praticamente identiche, inclusa una grande e finale battaglia alla fine dei tempi. Tutte e due aspettano il giudizio finale e la resurrezione. L'immagine di Mitra veniva sepolta in una tomba all'interno di una caverna e questa veniva ritualisticamente rimossa ogni anno e si diceva che tornasse alla vita di nuovo. Il trionfo di Mitra e l'ascensione al Paradiso erano celebrati durante l'equinozio di primavera, quando le ore di luce cominciano a prevalere su quelle di buio.[senza fonte]

Battesimo[modifica | modifica wikitesto]

Ambedue le religioni utilizzano il battesimo come purificazione ed unico modo per entrare a far parte della comunità. I due riti però sono completamente diversi: il battesimo romano di Mitra si esprime nel rituale della tauroctonia, consistente nel disporre il fedele in una cavità sotterranea, chiusa in alto da una grata, sulla quale è condotto e sgozzato un toro; il fedele viene così coperto dal sangue ancora caldo dell'animale. Bisogna però aggiungere che, al di là delle testimonianze iconografiche su questo rito, non si hanno altre informazioni sul significato teologico e sull'effettivo svolgimento del rito mitraico. Il battesimo cristiano avviene per immersione in una vasca d'acqua, senza alcun sacrificio animale e senza sangue. A parziale riconoscimento del comune elemento rituale va detto che, seppur il rito del battesimo cristiano usi come simbolo l'acqua, esso rappresenti in effetti il sangue di Cristo che purifica il fedele, ma solo in una successiva rielaborazione. Infatti, il battesimo cristiano viene inaugurato da San Giovanni Battista, che dichiara che verrà uno dopo di lui che battezzerà con il fuoco. Non si hanno invece notizie circa il battesimo mitraico iraniano.[3]

Nascita di Mitra e nascita di Gesù[modifica | modifica wikitesto]

La nascita di Mitra dalla petra genetrix (circa 190 d.C.)

Ci sono due leggende legate alla nascita di Mitra:

Nascita dalla petra genetrix[modifica | modifica wikitesto]

L'iconografia romana rappresenta Mithra, che nasce già fanciullo da una roccia, la petra genetrix (forse un simbolo della materia cosmica primordiale), e affiancato da due personaggi minori interpretati da Franz Cumont come pastori recanti doni. Nel Vangelo secondo Luca, Gesù è un neonato e i pastori non assistono direttamente alla nascita, ma vi si recano in seguito e senza doni.

La presenza dei pastori alla nascita di Mitra è ormai contestata dagli studiosi. Si tratterebbe infatti semplicemente di rappresentazioni di Cautes e Cautopates, i due assistenti mitologici di Mitra. L'abito, considerato "da pastore" è quello tipico della Frigia. In ogni caso le immagini non consentono di dedurre che i cosiddetti doni siano oro, incenso e mirra, i doni recati a Gesù non dai pastori ma dai Re Magi.

Nascita da una vergine[modifica | modifica wikitesto]

Secondo una leggenda iranica Mitra sarebbe nato da una donna vergine, come Gesù. Il tema della nascita delle divinità da vergini è presente in moltissime religioni antiche. In alcune culture il calendario cominciava originariamente nella costellazione della Vergine, pertanto il Sole sarebbe "nato da una Vergine".[4] Altri racconti iranici vogliono che il dio sia nato da Arədvī Sura Anahita, che tradotto dalla lingua iranica significa «Arədvī la Maestosa e Immacolata», una divinità elamitica e mesopotamica delle acque, estranea ai culti solstiziali, che avrebbe generato Mitra per partenogenesi. Tuttavia Mitra non nacque da una vergine in una grotta, ma secondo il mito nacque da una roccia, presumibilmente lasciando una grotta dietro di sé. La roccia non può certamente essere definita "una vergine", e inoltre Mitra nacque già adulto [MS.173]. Dunque pertanto non può considerarsi valida l'analogia tra la figura di Maria Vergine e quella della roccia. Si consideri poi che la nascita di Mitra avrebbe avuto luogo quando gli uomini non erano ancora stati creati [Cum.MM, 132].

Per quanto riguarda il cristianesimo nel vangelo di Matteo[5] la nascita verginale di Gesù è messa in relazione con un brano del profeta Isaia[6] (tratto dalla Bibbia detta dei Settanta, una versione in lingua greca composta intorno al II secolo a.C. e in seguito la più diffusa in ambiente cristiano). Isaia rivolto alla «casa di Davide» annuncia di una vergine che concepirà un figlio, il quale sarà chiamato Emanuele, ovvero dio è con noi, per la liberazione dal peccato e dal male in cui era caduto Israele. La nascita verginale di Gesù, raccontata da Matteo, è funzionale a dimostrare che la profezia di Isaia si era avverata.

Un'altra analogia è riscontrata nel fatto che Mitra è uno yazata (divinità minore o angelo) che nasce da una vergine per combattere il male, nella lotta finale col bene, per il dominio del mondo, creato originariamente da Ahura Mazda. Sull'origine divina di Gesù poi e l'ordine che gli spetterebbe nella creazione e i rapporti di questo con il Dio Padre le prime chiese cristiane non erano concordi, prima dell'elaborazione teologica nicena, e alcune delle dottrine considerate oggi eretiche presentano maggiori affinità con il mitraismo. Tuttavia se si segue con precisione il mito di Mitra è doveroso precisare che Mitra non sacrificò se stesso, ma piuttosto compì il gesto eroico di uccidere il "grande toro del Sole". Non esiste niente nella letteratura mitraica che giustifichi l'idea che Mitra si sia sacrificato. E non è neanche possibile paragonare la morte di un toro "per la pace del mondo", con Gesù Cristo che venne nel mondo dando la sua vita per salvare gli uomini dal peccato e non per una generica "pace".

Lo studioso Punkish ha commentato che l'autore che sostiene questa tesi, O'Hara, non era affatto un'autorità o uno studioso, ma era un gran sacerdote wicca (un culto stregonesco neopagano che avversa il cristianesimo).

In realtà queste idee, come praticamente tutti i presunti "paralleli cristiani" presenti nel mitraismo romano, sono nati almeno un secolo dopo la stesura del Nuovo Testamento, dunque troppo tardi per dire che il Cristianesimo abbia "preso in prestito" qualche idea dal mitraismo, ed è invece estremamente probabile che sia vero il contrario.

Raffigurazione di Cristo nelle vesti del dio-sole Helios/Sol Invictus alla guida del carro. Mosaico del III secolo delle grotte Vaticane sotto la basilica di San Pietro, sul pavimento della tomba di papa Giulio I.

Data della celebrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Data di nascita di Gesù e Sol Invictus.

Non c'è alcuna prova che i natali di Mitra venissero celebrati il 25 dicembre. La notizia trae origine dalla celebrazione di un'altra divinità solare, il Sol Invictus, proprio in quella data, anticamente corrispondente al solstizio invernale. Il solstizio d'inverno per il suo carattere simbolico di vittoria sulla tenebra diventò un riferimento alla vittoria del bene sul male. Non stupisce che questo simbolo sia stato adottato da molti sistemi religiosi (eventualmente anche da quello mitraico). Molti studiosi, quindi, hanno suggerito che la data del 25 dicembre per la nascita di Gesù sia stata stabilita convenzionalmente. Dato che i vangeli non specificano in modo esplicito la data, molti cristiani hanno accettato questa interpretazione. Ad esempio nella rivista Famiglia Cristiana del 1º dicembre 2002, leggiamo:

« La celebrazione del 25 dicembre, come commemorazione della nascita di Gesù Cristo, è attestata per la prima volta nel Cronografo romano del 354, redatto sotto papa Liberio, che fa riferimento ad un elenco di feste compilato originariamente nel 336. Questa data, di cui non si trova traccia nei Vangeli, fu probabilmente scelta per sostituire la festa del Sole invitto, introdotta a Roma nel 274 dall'imperatore Aureliano »

Recenti studi, però, hanno portato a rivedere queste conclusioni. Si osservi anzitutto che il culto del Sole invitto fu imposto cinquant'anni prima, nel 220 dall'imperatore Eliogabalo[7], ma era già diffuso fin dal regno di Settimio Severo, attorno all'anno 200[8]. Inoltre, i primi cristiani, soprattutto in Oriente, non celebravano il Natale ma l'Epifania, ritenendola più importante, e la data di celebrazione di questa festa, strettamente correlata alla data del Natale, è attestata circa dall'anno 200 (la celebrazione era fatta dai seguaci di Basilide; altri scrittori di questo stesso periodo che confermano la data del Natale sono Clemente di Alessandria e Ippolito di Roma). Anche i riferimenti evangelici, basati sul turno sacerdotale del padre di Giovanni il Battista, Zaccaria, sono stati interpretati solo recentemente, quando un archeologo israeliano ha trovato fra i manoscritti del Mar Morto l'indicazione della collocazione temporale dei turni sacerdotali entro il calendario ebraico.[9].

Giorno santo[modifica | modifica wikitesto]

Ambedue le religioni considerano la domenica come giorno santo della settimana. Per quanto riguarda i cristiani esso ha origine dal fatto che Gesù sarebbe risorto «il primo giorno dopo il sabato», in riferimento al giorno di pasqua. Tale affermazione deriva dal Nuovo Testamento, scritto in ambiente ebraico, e rispecchia il calendario e le festività ebraiche.

Originariamente, i 7 giorni della settimana erano chiamati in base ai 7 corpi celesti allora conosciuti (e rappresentanti 7 divinità) e che si pensava ruotassero intorno alla Terra, ovvero Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere, Saturno, Sole . Abbiamo quindi Lunae dies, Martis dies, Mercurĭi dies, Iovis dies, Venĕris dies, Saturni dies, Solis dies. I primi cinque mostrano chiaramente l'origine dell'attuale denominazione dei giorni della settimana in lingua italiana (lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì) e nelle altre lingue (da notare che molte lingue del nord Europa hanno mantenuto anche l'originale denominazione per i giorni di sabato e domenica, come ad esempio l'inglese con saturday e sunday). Il Solis dies mutò in Dies dominica, il giorno del Signore, mantenendo la sua caratteristica di giornata di festa e di riposo dal lavoro e divenne l'ultimo giorno della settimana ("il settimo giorno"), anziché il primo. Il Saturni dies diventò Sabbatum, derivando dallo shabbath ebraico, probabilmente per coerenza con le scritture, secondo le quali Gesù è resuscitato il giorno dopo lo shabbath.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Molte chiese furono costruite sopra a mitrei distrutti, come per esempio San Clemente a Roma e tante località dell'anacoretismo cristiano potrebbero essere stati originariamente luoghi di culto mitraico in Romagna, nel Lazio, Campania, in Puglia e Calabria (Regio Urbicaria).

Il tema della grotta compare in chiese cristiane dedicate all'arcangelo Michele, che dopo la legalizzazione del Cristianesimo divenne il santo patrono dei soldati (vedi la grotta santa nel monte Gargano in Puglia, convertita a santuario in onore di Michele nel 493). Bisogna ricordare che il culto di Mitra era presente soprattutto nella classe militare.

Toro e cripta sono legati anche al culto del martire cristiano San Saturnino, di Tolosa in Francia. La connessione, tuttavia, è molto superficiale dato che in questo caso la vittima era Saturnino e non il toro.

Nella letteratura mitraica non esiste alcun riferimento né alla morte né alla sepoltura di Mitra. Lo studioso Gordon dice apertamente che nel culto di Mitra non esiste "nessuna morte di Mitra" [Gor.IV, 96], dunque non si può neppure parlare di resurrezione.

Il mito non dice affatto che Mitra risorse. Dice piuttosto che non Mitra, ma gli dèi, dopo aver cercato gli umani, salirono al cielo, e Mitra attraversò l'Oceano con il suo carro. L'Oceano cercò di inghiottirlo e fallì, e infine egli raggiunse la dimora degli immortali.

Ricerche storiche[modifica | modifica wikitesto]

Mitra al centro e il Sol Invictus in alto a sinistra, Musei Vaticani

La questione dei legami fra Cristianesimo e Mitraismo è molto antica e tuttora alcuni studiosi[senza fonte] affermano che il Cristianesimo sia nato dal Mitraismo[10]. L'importanza del mitraismo nel mondo antico fu sottolineata anche da Ernest Renan nel suo libro L'Origine del Cristianesimo, in cui propose l'idea che il mitraismo fosse il primo concorrente del cristianesimo tra il II e il III secolo, tanto che in Marc-Aurèle et la fin du monde antique scrisse "Se il cristianesimo fosse stato fermato alla sua nascita da qualche malattia mortale, il mondo sarebbe diventato mitraico".

Altri studi sostengono che il Cristianesimo avrebbe caratteri del tutto originali rispetto al mitraismo romano. Tutte le somiglianze tra Gesù e Mitra sarebbero, in parte, elementi che gli adoratori di Mitra hanno copiato dal Cristianesimo dal II secolo, ed in parte, arbitrarie speculazioni di tempi recenti. In particolare il mito della morte e risurrezione di Mitra e in genere della resurrezione escatologica dei buoni è completamente ignoto all'Avesta ed è documentato solo in quelli mazdeisti in lingua iranica pahlavi, che sono posteriori al cristianesimo. Questa tesi, elaborata fra gli altri da Ioan Petru Culianu, è seguita da molti studiosi, fra cui:

  • Lo studioso mormone Richard Gordon, (membro attuale del Quorum dei Dodici Apostoli della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni) in Image and Value in the Greco-Roman World, dice apertamente che nel culto di Mitra non esiste «nessuna morte di Mitra», dunque non si potrebbe neppure parlare di resurrezione.
  • Il teologo cristiano Ronald H. Nash sostiene[11]:
« Le asserzioni di una dipendenza del Cristianesimo dal Mitraismo sono state rigettate per diversi motivi. Il Mitraismo non aveva concetti di morte e risurrezione del suo dio e in esso non aveva luogo il concetto di rinascita - almeno durante le sue fasi iniziali... Inoltre, il Mitraismo era essenzialmente un culto militare. Pertanto, bisogna guardare con scetticismo all'idea che esso possa essere stato accolto da persone pacifiche come i primi Cristiani »
  • L'apologeta cristiano e docente di teologia Josh McDowell riporta ciò che dice il pastore cristiano Bill Wilson[12]:
« Sebbene vi siano diverse fonti che suggeriscono che il Mitraismo includesse la nozione di rinascita, esse sono tutte post-cristiane. La più antica risale al II secolo d.C. »

Il carattere che maggiormente avvicina il Mitraismo al Cristianesimo è il concetto di lotta contro il male e l'idea dell'itinerario della salvezza come "militia". Già San Paolo aveva predicato la figura del "miles christianus" ("soldato cristiano"), ma è probabile che tale immagine si sia intensificata, talvolta nella sua scarna durezza, per influsso del Mitraismo.[13]

Il mitraismo prometteva agli iniziati solo la "liberazione dal fato che attende tutti gli uomini" [MS.470]. L'unica idea di una "salvezza" è un affresco del 200 d.C. su cui è scritto che Mitra avrebbe salvato gli uomini versando il sangue del toro che, secondo il mito, Mitra avrebbe ucciso. Questa "salvezza", secondo l'interpretazione mitraica "astrologica", non indica l'immortalità ma solo un livello di iniziazione più elevato. Anche qui, si tratta di un'idea di ben due secoli successiva al Cristianesimo, e quindi è evidente che il mitraismo ha importato il concetto dal Cristianesimo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si veda Mitra (divinità) e Mitraismo per le differenze fra culto iranico/ellenistico e culto romano.
  2. ^ Enciclopedia Europea, Garzanti, 1977, Vol. 4, ad vocem. Da qui cito "Lo stile è purtroppo così complesso e confuso e la possibilità di errori e varianti è tanto grande che esso può essere considerato uno dei libri più difficili di ogni filologia; è stato solo in parte tradotto e interpretato scientificamente". Ciò getta ulteriori dubbi sulle affermazioni a proposito del mitraismo persiano circolanti nel web e forse tratte da questa fonte in modo inaffidabile.
  3. ^ David Ulansey, The Origins of the Mithraic Mysteries, Oxford University Press, 1991
  4. ^ Acharya S, The Christ Conspiracy
  5. ^ 1,22 - 23
  6. ^ 7,14
  7. ^ Gaston H. Halsberghe, The Cult of Sol Invictus, Leiden, Brill, 1972, p. 36.
  8. ^ Lauren van Zoonen, Heliogabalus, livius.org, 2005.
  9. ^ Cfr. Data di nascita di Gesù
  10. ^ Luigi Cascioli, La favola di Cristo, autopubblicato, 2002
  11. ^ Ronald H. Nash, Cristianity and the Hellenistic World
  12. ^ Josh McDowell, The Best of Josh McDowell: A Ready Defense
  13. ^ Enciclopedia delle religioni, Vallecchi, vol. 4, p.551

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franz Cumont, The Mysteria of Mithra, New York: Dover, 1956 (traduzione del testo francese del 1896-99, in cui sono raccolte gran parte delle fonti letterarie ed epigrafiche su Mitra).
  • Mithraic Studies. Proceedings of the "First International Congress of Mithraic Studies", Manchester University Press, 1975.
  • Enciclopedia delle Religioni, Vallecchi editore, Vol VI, Firenze, 1978. Vol. IV, 542.
  • Roger Beck, Planetary Gods and Planetary Orders in the Mysteries of Mithras, London: Brill, 1988.
  • Ioan Petru Culianu e H. S. Wiesner (Istituto di lingue orientali dell'Università di Chicago), Enciclopedia tematica aperta, volume Religioni, ed. Jaca Book, Milano, 1992, pag. 374.
  • David Ulansey, I Misteri di Mithra, ed. Mediterranee, Roma, 2001 (traduzione di testo inglese del 1991).
  • Richard Gordon, Image and Value in the Greco-Roman World, Aldershot, Variorum, 1996.
  • Ruggero Iorio, Mitra. Il mito della forza invincibile, ed. Marsilio, Venezia, 1998.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]