Cristianesimo e mitraismo

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Ricostruzione di un tempio mitraico al Bibelfreilichtmuseum di Nimega

Il confronto tra mitraismo e cristianesimo è ritenuto molto interessante da alcuni storici, i quali sostengono che ci siano diverse somiglianze tra queste due religioni. Il culto di Mitra ha origini molto antiche (intorno al 1400 a.C.), ma si deve distinguere la forma originaria, quella indo-persiana, dalla versione romana, che ne è una rielaborazione originale.
In generale chi sostiene l'unicità del cristianesimo lo confronta con il mitraismo romano, mentre chi ne sostiene la similitudine lo rapporta al mitraismo persiano[1].

Criteri di confronto[modifica | modifica wikitesto]

Il confronto fra cristianesimo e mitraismo deve tener conto di una serie di difficoltà:

  • Con quale mitraismo eseguire il confronto: quello dei Veda (circa 1400 a.C.), quello dall'Avesta, quello degli scritti in lingua pahlavi (IX secolo) o quello di epoca romana (di cui esistono solo resti archeologici e scarne e forse poco affidabili notizie da parte di scrittori cristiani o comunque non aderenti al culto di Mitra)?
  • Benché "Mitra" sia un nome di divinità molto antico, la religione persiana è nota principalmente tramite il Denkart, un compendio scritto nel IX secolo con aggiunte anche posteriori, quasi mille anni dopo i primi scritti cristiani[2]. Le parti dell'Avesta sopravvissute sono soprattutto di carattere liturgico, forse salvatesi tramite la tradizione orale (I manoscritti risalgono al III-IX secolo). Quanto al Mitra dei Veda, è molto diverso da quello del mitraismo. Di conseguenza le somiglianze esteriori con il Cristianesimo sono tanto maggiori quanto più recenti sono gli scritti esaminati.
  • Alcune somiglianze, ad esempio la credenza in un giudizio finale e in una successiva punizione o Ricompensa (Inferno E Paradiso), Sono comuni a moltissime religioni e la loro presenza in entrambi non dimostra necessariamente influenze reciproche fra mitraismo e cristianesimo.
  • Le eventuali somiglianze di elementi esteriori, come date, liturgie o motivi iconografici non sono necessariamente significative di rapporti profondi. Il cristianesimo ha seguito una politica di inculturazione verso molti popoli, senza modificare sostanzialmente il proprio contenuto dottrinale.
  • I confronti dottrinali sono resi difficili dalla scarsità ed eterogeneità delle fonti sul mitraismo.

Presunte somiglianze fra le due religioni[modifica | modifica wikitesto]

Visione del mondo[modifica | modifica wikitesto]

Ambedue (come moltissime altre religioni) hanno le seguenti credenze sul mondo, il destino, paradiso ed inferno (il primo abitato dai beati, il secondo popolato da demoni), e l'immortalità dell'anima. Le loro concezioni sulla battaglia tra bene e male sono praticamente identiche, inclusa una grande e finale battaglia alla fine dei tempi. Tutte e due aspettano il giudizio finale e la resurrezione. L'immagine di Mitra veniva sepolta in una tomba all'interno di una caverna e questa veniva ritualisticamente rimossa ogni anno e si diceva che tornasse alla vita di nuovo. Il trionfo di Mitra e l'ascensione al Paradiso erano celebrati durante l'equinozio di primavera, quando le ore di luce cominciano a prevalere su quelle di buio.[senza fonte]

Due tipi di battesimo[modifica | modifica wikitesto]

Ambedue le religioni utilizzavano due tipi di battesimo, uno di purificazione e uno di ricevimento dello spirito divino che viene nella "carne" del purificato. Questi due battesimi erano chiamati "battesimo d'acqua" e "battesimo di fuoco". Quello di acqua era effettuato per immersione, a simboleggiare una purificazione con il ritorno nell'acqua della vita primordiale, un "annullarsi" totalmente nel sub-sostanziale per rinascere puro e degno di ricevere lo Spirito divino. Quello di fuoco veniva eseguito con l'imposizione delle mani del ministro spirituale preposto sul capo del neofita. Dopo di ciò la fronte del battesimato veniva unta con olio, il Crisma per essere diventato "unto del Signore".[3] Nel Vangelo questi due battesimi vengono chiamati "battesimo di Giovanni" (Atti 18:24)[4] quello effettuato con acqua e "battesimo di Gesù" (Atti 19:5) quello con il "fuoco". Nel noto episodio del battesimo di Cristo nel Giordano ad opera di Giovanni Battista, Giovanni stesso dice:"Io vi battezzo con acqua, ma quello che viene dopo di me, che è più forte di me, Egli vi battezzerà con il fuoco."(Luca 2:16)

Erroneamente si crede che il battesimo mitraico venisse effettuato con il sangue di un toro sacrificato. Ciò risulta assai poco probabile perché nei mitrei non si effettuava il sacrificio del toro; a Roma sembra che nel solo Mitreo delle Terme di Caracalla ci fosse la "Fossa Sanguinis" dove veniva raccolto il sangue della "Tauromachia" e dove si dice che i seguaci amassero bagnarsi con il sangue del Toro sacro, un rito stranamente simile a quello effettuato con il sangue dei gladiatori morti o morenti. Per battezzare migliaia di seguaci ci sarebbe voluta la carneficina di un numero impressionante di tori, cosa davvero difficile da attuarsi, specie dentro gli angusti mitrei. In realtà la catechesi mitraica prevedeva simbolicamente una "scala di 7 pioli" per salire verso l"alto", cioè risalire verso il "cielo", dal quale eravamo discesi con la nostra nascita su questa Terra: il ritorno all'origine. La catechesi era di 7 livelli, quattro ordinari e tre riservati per i più dotati spiritualmente. Il primo livello era il "corax" o il "corvo", la chiamata e in questo livello avveniva il primo battesimo, quello d'acqua, la purificazione necessaria per intraprendere il cammino verso Dio. Nel quarto livello "leo", cioè il "leone" (simboleggiante Dio), veniva impartito il "battesimo di fuoco" con l'imposizione delle mani del "pater", padre, il sacerdote mitraico.

Sia nel cristianesimo originale che nel mitraismo non era affatto facile arrivare al "Giorno della Rivelazione" o della "Conoscenza della Verità" cioè al battesimo del fuoco, poiché durissime e travisanti prove e rinunce venivano richieste all'aspirante spirituale; molti aspettavano addirittura anni prima di essere dichiarati pronti a ricevere la "conoscenza". Ciò veniva fatto per saggiare la fede piena degli aspiranti affinché non fallissero il loro cammino spirituale. "Oggi camminate per fede, domani camminerete per visione!" erano gli esortamenti degli anziani verso quelli che stavano nelle prove. E dopo il giorno della Rivelazione, la fede finiva per lasciare il posto alla testimonianza diretta e alla consapevolezza spirituale: i battesimati con il fuoco erano chiamati "testimoni di Dio" (dal greco Martyr, martire, testimone oculare) in quanto, seppur non molte volte, era concesso l'ingresso nel "Regno dei Cieli" e tornando recavano testimonianza di quanto visto.[5]

Due religioni misteriche[modifica | modifica wikitesto]

Il culto mitraico è un culto misterico (cioè rivelato solo agli adepti) basato su un ermetismo assoluto sui riti, la liturgia e sulla "verità universale in esso conservata. I "misteri di Mitra" andavano rivelati assai graduatamente intanto che si saliva nella scala spirituale. Per coprire la Verità ai non adepti si usavano aggiungere i "veli", formati da scene, simboli o racconti a volte grotteschi che simulavano la Verità da celare semplificando la conoscenza agli occhi profani e impreparati alla forma diretta della Verità, la cosiddetta "rivelazione" (al contrario chi procedeva nel cammino spirituale assisteva alla "svelatura" cioè venivano loro "svelati" i sacri segreti del Regno dei Cieli). Le "rivelazioni", cioè l'insegnare in paragoni o in forme ermetiche, serviva anche a proteggere dagli "spregi" dell'uomo involuto (definito "sotterraneo" cioè appartenente al mondo degli inferi) la Realtà Sacra. Quindi molti simulacri, immagini, statue mitraiche possono sembrare infantili e ridicole forme religiose che fanno anche sorridere; in realtà sortiscono l'effetto voluto della "rivelazione" di ingannare e allontanare spregiatori e antimitraici e confonderli con infinite supposizioni sul loro significato. Ancora oggi, dopo migliaia di anni, storici e ricercatori brancolano in un caos di interpretazioni su ingannevoli simboli del mitraismo. Nel Vangelo troviamo la rivelazione di Giovanni come esempio più noto.

Il trimundio[modifica | modifica wikitesto]

Per capire l'ingannevole esteriorità delle religioni misteriche bisogna partire dalla visione cosmica del trimundio. Come dice la parola stessa ci sono tre-mondi uniti in un solo cosmo. Essi sono:
I cieli, simboleggiati dal colore giallo-oro del sole cosmico. (Animale simbolo l'aquila, elemento fuoco).
La Terra cosmica simboleggiata dal color rosso-terracotta. (Animale simbolo il leone, elemento Terra).
Gli inferi simboleggiati dal nero del buio sotterraneo della grotta cosmica. (Animale simbolo il pesce, elemento acqua).
I tre regni sono composti da, quello dei Cieli, dove brilla la luce del sole eterno, il regno della Terra che divide i cieli dagli inferi comprendenti la grotta cosmica all'interno della Terra. La grotta cosmica (il nostro Universo) rappresenta la leggendaria "Terra cava" allagata dalle acque che una volta erano sulla superficie esterna e che furono precipitate all'interno. Nella psicologia junghiana è l'archetipo dell'utero materno.[6] Quindi abbiamo, riassumendo, i cieli, la Terra e le acque dentro la Terra, ovverosia gli inferi.

Sopra a il tutto vi è l'Assoluto, il Dio senza immagini, assimilato al colore bianco la sommatoria di tutti i colori e all'aria, l'elemento invisibile sopra agli altri tre.

Possiamo semplificare la composizione cosmica come un contenitore di pietra pieno d'acqua sospeso in uno spazio assai grande; la roccia separa due spazi, quello interno alla Terra cosmica e quello all'esterno, ovvero separa un micro da un macro cosmo, uno spazio aperto ed uno chiuso, l'acqua degli inferi dal fuoco dei cieli. Essendo tre regni vi sono tre re o tre dei, uno per dimensione e cioè il dio dei Cieli, il dio della Terra e il dio degli Inferi. Mitra rappresenta il dio della Terra, la pietra pura e neutra, perciò in grado di separare imparzialmente le due dimensioni opposte e rendere possibile con la loro coesistenza cosmica, l'equilibrio universale. Se il cosmo fosse rappresentato da una bilancia, Mitra ne sarebbe il fulcro. È definito specificatamente "Il dio del Mezzo", in contatto verticale con l'"Altissimo", il dio Assoluto, di cui Mitra è il ponte tra lui e il Tutto. Essendo il dio della Terra simboleggiata dal colore rosso, Mitra viene identificato proprio con il colore rosso, come rossa è la veste dei suoi sacerdoti e rossi sono gli addobbi natalizi per la sua nascita.

Simbolicamente l'astro di fuoco, il Sole cosmico fecondante e creatore associato alla figura maschile, è fuori dalla Terra cosmica, mentre la divinità associata alla figura femminile ricettiva, simboleggiata dalla Luna, è situata all'interno della Terra, nella grotta con l'acqua.[7] È dal contatto tra queste due dimensioni che nasce la Vita. Si può pensare ciò come una triade o trinità, dove la terza persona è una figura divina femminile; nella dottrina pagana la madre, quando metteva al mondo un figlio, gli dava sì la vita ma contemporaneamente anche la morte poiché il nascituro cominciava a morire proprio quando nasceva. Essendo la divinità femminile incentrata nella grotta cosmica è conseguenziale che in essa via sia un ciclo incessante di morti e nascite, il mitico "Passaggio delle acque", dove tutto muta, nulla sta fermo e sfuma verso la fine inevitabile, a segnalare che siamo qui di "passaggio". Solo nella grotta cosmica esiste la morte ed essendo un luogo chiuso a Dio, vi può proliferare anche il male o il bene senza alcun limite, secondo la legge del totale "libero arbitrio". Il "cautopates" della trinità mitraica, definito con una torcia volta verso il basso, rappresenta proprio la morte nella dimensione dentro la Terra cosmica.

Se seguiamo l'antichissimo simbolo della croce, Mitra era collocato al centro della croce stessa, in contatto verticale e diretto con l'Altissimo (Dio) e da Mitra si diramano tre direzioni come una specie di "logos", così simile al logos descritto da Giovanni nel Vangelo:"In principio era il Logos e il Logos era presso Dio e il Logos era dio. Tutte le cose son venute all'esistenza per mezzo di lui..."(Giov.1:2-3).

Il mitraismo è monoteista ma ad essere trino, come già detto, è proprio Mitra, che rappresenta Dio per tutto il tempo che manca finché l'umanità sarà in grado di poterlo vedere direttamente. Mitra è il sole, la luce che cela il dio assoluto che insieme a lui forma il famoso insieme "uno e trino", binomio usato anche nel cristianesimo ma che non ha nessun riscontro scritturale biblico. Però nella Genesi biblica, ("In principio Dio creò i Cieli e la Terra. Or la Terra era informe e vuota.." Genesi 1:2) troviamo per prima la descrizione della creazione dei due Universi, dei "Cieli" e della "Terra", di una "Terra vuota" (erroneamente confusa con il nostro pianeta che all'interno non è vuoto ma contiene magma incandescente), allagata all'esterno e dove il Dio della Bibbia fa precipitare le acque al suo interno. In Esodo poi, nel decalogo dei Dieci Comandamenti il secondo comandamento scritturale dice:"Non ti fare nessuna immagine o forma scolpita alcuna di ciò che è su nei Cieli, sulla Terra o nelle acque dentro la Terra."(Esodo 20:4). Una chiara similitudine tra i due culti.

« "Io appartengo ai Regni di sopra, voi a quello di sotto..." »
(Gesù Cristo)

Nascita di Mitra e nascita di Gesù[modifica | modifica wikitesto]

La nascita di Mitra dalla petra genetrix (circa 190 d.C.)

Ci sono due tipi di nascita di Mitra: la sua prima discesa negli inferi per procedere alla creazione delle forme viventi nella grotta cosmica e i suoi successivi ciclici ritorni, incarnandosi in diverse forme umane nella "grotta degli Immortali". Nella prima venuta Egli è solo poiché nella Grotta non c'è ancora nessun essere vivente e simbolicamente esce e sembra nascere dalla pietra della Grotta (definita nascita dalla petra genetrix); è la "nascita universale", comune a tutti gli uomini, poiché è da essa che loro hanno avuto origine . Nel suo ritorno successivo incarna e ripete il mito della creazione nascendo da una vergine in una grotta, è l'"eterno ritorno". Come scrive il grande filosofo romano Saturnino Sallustio nel suo trattato "Sugli Dei e sul Mondo", "... il Mito è destinato a ripetersi e quindi il Mito è sempre".

Nascita dalla petra genetrix[modifica | modifica wikitesto]

L'iconografia romana rappresenta Mitra, che nasce già adulto da una roccia, la petra genetrix con un coltello e una fiaccola nelle mani e affiancato da due personaggi minori interpretati da Franz Cumont come pastori recanti doni. In realtà Mitra rappresenta la pietra vivente che viene per la prima volta nel nostro Universo dopo la sua creazione, nella "grotta cosmica", la grotta con l'acqua, per iniziare la creazione successiva, quella di ogni essere vivente, sia pianta, animale o uomo, principiando la vita. Viene con una fiaccola in mano per portare la luce e rischiarare il buio della grotta e con un coltello con cui effettuare il sacrificio della sua immane energia e potenza simboleggiata dal Toro cosmico bianco; oggi diremmo effettuare una scissione dell'energia pura per creare una forma di materia nuova.

Prima di sacrificare il toro, Mitra guarda all'esterno il sole nei cieli da una fessura della grotta aspettando il segnale inviato con il corvo dall'astro lucente per iniziare la tauromachia. La grande madre è nella grotta, simboleggiata da una falce di luna e triste volta il capo da un'altra parte per non vedere il sacrificio. sette animali compongono la scena dell'inizio della creazione: il toro, il serpente e il cane, che bevono il sangue del toro, il corvo, lo scorpione, la lucertola e la formica, di incerta interpretazione, probabilmente sette costellazioni. Il toro sacrificato inizia a trasformarsi, come la sua coda a forma di spiga di grano, lascia intravedere.

« "E Tu ci salvasti in eterno con il sangue versato..." »
(Scritta nel Mitreo di Santa Prisca)

Le rappresentazioni di Cautes e Cautopates sono completamenti della trinità di Mitra (Mitra=Me trino), uno con la fiaccola alzata indicante la nascita e l'altro con la fiaccola abbassata indicante la morte, il sole all'alba, allo zenit e al tramonto. I pastori fuori della grotta di mitra indossano l'abito, considerato tipico della frigia e recano dei doni. In ogni caso le immagini non consentono di dedurre che i cosiddetti doni siano oro, incenso e mirra, i doni portati a Gesù non dai pastori ma dai re Magi.

Nascita da una vergine[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione degli indoeuropei[8][senza fonte] Mitra era assimilato al Sole Invitto e sarebbe nato da una vergine in una grotta del monte Ararat (monte degli Ariani) circa 2000 anni prima di Cristo. La sua nascita viene fatta risalire al terzo giorno dopo il solstizio d'inverno, simboleggiante il giorno della sua morte e tre giorni dopo avveniva la sua resurrezione. Secondo gli antichi calcoli il solstizio invernale cadeva il 22 dicembre quindi dopo 3 giorni era il "Natale del Sole Invitto", il 25 dicembre[senza fonte].

Il tema della nascita delle divinità da vergini è presente in moltissime religioni antiche. In alcune culture il calendario cominciava originariamente nella costellazione della Vergine, pertanto il sole sarebbe "nato da una Vergine".[9] Altri racconti iranici vogliono che il dio sia nato da Arədvī Sura Anahita, che tradotto dalla lingua iranica significa «Arədvī la Maestosa e Immacolata», una divinità elamitica e mesopotamica delle acque, estranea ai culti solstiziali, che avrebbe generato Mitra per partenogenesi.

Per quanto riguarda il cristianesimo nel vangelo di Matteo[10] la nascita verginale di Gesù è messa in relazione con un brano del profeta Isaia[11] (tratto dalla Bibbia detta dei Settanta, una versione in lingua greca composta intorno al II secolo a.C. e in seguito la più diffusa in ambiente cristiano). Isaia rivolto alla «casa di Davide» annuncia di una vergine che concepirà un figlio, il quale sarà chiamato Emanuele, ovvero dio è con noi, per la liberazione dal peccato e dal male in cui era caduto Israele. La nascita verginale di Gesù, raccontata da Matteo, è funzionale a dimostrare che la profezia di Isaia si era avverata.

Un'altra analogia è riscontrata nel fatto che Mitra è uno yazata (divinità minore o angelo) che nasce da una vergine per combattere il male, nella lotta finale col bene, per il dominio del mondo, creato originariamente da Ahura Mazda. Sull'origine divina di Gesù poi e l'ordine che gli spetterebbe nella creazione e i rapporti di questo con il Dio Padre le prime chiese cristiane non erano concordi, prima dell'elaborazione teologica nicena, e alcune delle dottrine considerate oggi eretiche presentano maggiori affinità con il mitraismo. Tuttavia se si segue con precisione il mito di Mitra è doveroso precisare che Mitra non sacrificò se stesso, ma piuttosto compì il gesto eroico di uccidere il "grande toro del sole". Non esiste niente nella letteratura mitraica che giustifichi l'idea che Mitra si sia sacrificato. E non è neanche possibile paragonare la morte di un toro "per la pace del mondo", con Gesù Cristo che venne nel mondo dando la sua vita per salvare gli uomini dal peccato e non per una generica "pace".

Lo studioso Punkish ha commentato che l'autore che sostiene questa tesi, O'Hara, non era affatto un'autorità o uno studioso, ma era un gran sacerdote wicca (un culto stregonesco neopagano che avversa il cristianesimo).

In realtà queste idee, come praticamente tutti i presunti "paralleli cristiani" presenti nel mitraismo romano, sono nati almeno un secolo dopo la stesura del Nuovo Testamento, dunque troppo tardi per dire che il cristianesimo abbia "preso in prestito" qualche idea dal mitraismo, ed è invece estremamente probabile che sia vero il contrario.

Raffigurazione di Cristo nelle vesti del dio-sole Helios/Sol Invictus alla guida del carro. Mosaico del III secolo delle grotte Vaticane sotto la basilica di San Pietro, sul pavimento della tomba di papa Giulio I.

Data della celebrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Data di nascita di Gesù e Sol Invictus.

Sia la nascita di Mitra che quella di Gesù sono celebrate il 25 dicembre, in virtù dell'identificazione prima dell'uno poi dell'altro con il Sol Invictus. Il solstizio d'inverno per il suo carattere simbolico di vittoria sulla tenebra diventò un riferimento alla vittoria del bene sul male. Non stupisce che questo simbolo sia stato adottato da molti sistemi religiosi. Molti studiosi, quindi, hanno suggerito che la data del 25 dicembre per la nascita di Gesù sia stata stabilita convenzionalmente. Dato che i vangeli non specificano in modo esplicito la data, molti cristiani hanno accettato questa interpretazione. Ad esempio nella rivista Famiglia Cristiana del 1º dicembre 2002, leggiamo:

« La celebrazione del 25 dicembre, come commemorazione della nascita di Gesù Cristo, è attestata per la prima volta nel Cronografo romano del 354, redatto sotto papa Liberio, che fa riferimento ad un elenco di feste compilato originariamente nel 336. Questa data, di cui non si trova traccia nei Vangeli, fu probabilmente scelta per sostituire la festa del Sole invitto, introdotta a Roma nel 274 dall'imperatore Aureliano »

Recenti studi, però, hanno portato a rivedere queste conclusioni. Si osservi anzitutto che il culto del Sole invitto fu imposto cinquant'anni prima, nel 220 dall'imperatore Eliogabalo[12], ma era già diffuso fin dal regno di Settimio Severo, attorno all'anno 200[13]. Inoltre, i primi cristiani, soprattutto in Oriente, non celebravano il Natale ma l'Epifania, ritenendola più importante, e la data di celebrazione di questa festa, strettamente correlata alla data del Natale, è attestata circa dall'anno 200 (la celebrazione era fatta dai seguaci di Basilide; altri scrittori di questo stesso periodo che confermano la data del Natale sono Clemente di Alessandria e Ippolito di Roma). Anche i riferimenti evangelici, basati sul turno sacerdotale del padre di Giovanni il Battista, Zaccaria, sono stati interpretati solo recentemente, quando un archeologo israeliano ha trovato fra i manoscritti del Mar Morto l'indicazione della collocazione temporale dei turni sacerdotali entro il calendario ebraico.[14].

Giorno santo[modifica | modifica wikitesto]

Ambedue le religioni considerano la domenica come giorno santo della settimana. Per quanto riguarda i cristiani esso ha origine dal fatto che Gesù sarebbe risorto «il primo giorno dopo il sabato», in riferimento al giorno di pasqua. Tale affermazione deriva dal Nuovo Testamento, scritto in ambiente ebraico, e rispecchia il calendario e le festività ebraiche.

Originariamente, i 7 giorni della settimana erano chiamati in base ai 7 corpi celesti allora conosciuti (e rappresentanti 7 divinità) e che si pensava ruotassero intorno alla Terra, ovvero Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere, Saturno, Sole . Abbiamo quindi Lunae dies, Martis dies, Mercurĭi dies, Iovis dies, Venĕris dies, Saturni dies, Solis dies. I primi cinque mostrano chiaramente l'origine dell'attuale denominazione dei giorni della settimana in lingua italiana (lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì) e nelle altre lingue (da notare che molte lingue del nord Europa hanno mantenuto anche l'originale denominazione per i giorni di sabato e domenica, come ad esempio l'inglese con saturday e sunday). Il Solis dies mutò in Dies dominica, il giorno del Signore, mantenendo la sua caratteristica di giornata di festa e di riposo dal lavoro e divenne l'ultimo giorno della settimana ("il settimo giorno"), anziché il primo. Il Saturni dies diventò Sabbatum, derivando dallo shabbath ebraico, probabilmente per coerenza con le scritture, secondo le quali Gesù è resuscitato il giorno dopo lo shabbath.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Molte chiese furono costruite sopra a mitrei distrutti, come per esempio San Clemente a Roma e tante località dell'anacoretismo cristiano potrebbero essere stati originariamente luoghi di culto mitraico in Romagna, nel Lazio, Campania, in Puglia e Calabria (Regio Urbicaria).

Il tema della grotta compare in chiese cristiane dedicate all'arcangelo Michele, che dopo la legalizzazione del Cristianesimo divenne il santo patrono dei soldati (vedi la grotta santa nel monte Gargano in Puglia, convertita a santuario in onore di Michele nel 493). Bisogna ricordare che il culto di Mitra era presente soprattutto nella classe militare.

Toro e cripta sono legati anche al culto del martire cristiano San Saturnino, di Tolosa in Francia. La connessione, tuttavia, è molto superficiale dato che in questo caso la vittima era Saturnino e non il toro.

Nella letteratura mitraica non esiste alcun riferimento né alla morte né alla sepoltura di Mitra. Lo studioso Gordon dice apertamente che nel culto di Mitra non esiste "nessuna morte di Mitra" [Gor.IV, 96], dunque non si può neppure parlare di resurrezione.

Il mito non dice affatto che Mitra risorse. Dice piuttosto che non Mitra, ma gli dèi, dopo aver cercato gli umani, salirono al cielo, e Mitra attraversò l'Oceano con il suo carro. L'Oceano cercò di inghiottirlo e fallì, e infine egli raggiunse la dimora degli immortali.

Ricerche storiche[modifica | modifica wikitesto]

Mitra al centro e il Sol Invictus in alto a sinistra, Musei Vaticani

La questione delle similitudini fra cristianesimo e mitraismo è molto evidente e tuttora alcuni studiosi affermano che il cristianesimo sia nato dal mitraismo. In realtà questo è poco probabile se parliamo del cristianesimo originale; i primi cristiani erano assai diversi da quelli attuali come riti ed esteriorità, aborrivano la croce e non si facevano immagini e non si mescolavano con nessuna religione o rito di essa esistenti allora, fieri assolutisti del loro credo. Possiamo dire però che fu il cattolicesimo a nascere principalmente dal mitraismo e dal cristianesimo fusi insieme o meglio il cattolicesimo è il mitraismo ricondizionato in toto cristiano.[15]. L'importanza del mitraismo nel mondo antico fu sottolineata anche da Ernest Renan nel suo libro L'Origine del Cristianesimo, in cui afferma che il mitraismo fu il più pericoloso concorrente del nascente cristianesimo tra il II e il III secolo, tanto che in Marc-Aurèle et la fin du monde antique scrisse "Se il Cristianesimo fosse stato fermato alla sua nascita da qualche malattia mortale, il mondo sarebbe diventato mitraico".

Altri studi sostengono che il cristianesimo avrebbe caratteri del tutto originali rispetto al mitraismo romano. Tutte le somiglianze tra Gesù e Mitra sarebbero, in parte, elementi che gli adoratori di Mitra hanno copiato dal cristianesimo dal II secolo, ed in parte, arbitrarie speculazioni di tempi recenti. In verità i mitraici, come i primi cristiani, mai avrebbero copiato culti di altre religioni, il loro credo basato sull'onore glielo impediva; fu con il primo Consiglio di Nicea che venne fuori molta parte di queste "identità" con il paganesimo. In questo Concilio Costantino fuse insieme ben 22 religioni per uniformare il credo romano e creare una sola religione "universale" sotto il nome di Cristo. Cattolico significa appunto "universale".

In particolare il mito della morte e risurrezione di Mitra e in genere della resurrezione escatologica dei buoni è completamente ignoto all'Avesta ed è documentato solo in quelli mazdeisti in lingua iranica pahlavi, che sono posteriori al cristianesimo. Questa tesi, elaborata fra gli altri da Ioan Petru Culianu, è seguita da molti studiosi, fra cui:

  • Lo studioso mormone Richard Gordon, (membro attuale del Quorum dei dodici apostoli della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni) in Image and Value in the Greco-Roman World, dice apertamente che nel culto di Mitra non esiste «nessuna morte di Mitra», dunque non si potrebbe neppure parlare di resurrezione.
  • Il teologo cristiano Ronald H. Nash sostiene[16]:
« Le asserzioni di una dipendenza del cristianesimo dal mitraismo sono state rigettate per diversi motivi. Il mitraismo non aveva concetti di morte e risurrezione del suo dio e in esso non aveva luogo il concetto di rinascita - almeno durante le sue fasi iniziali... inoltre, il mitraismo era essenzialmente un culto militare. Pertanto, bisogna guardare con scetticismo all'idea che esso possa essere stato accolto da persone pacifiche come i primi cristiani »
  • L'apologeta cristiano e docente di teologia Josh McDowell riporta ciò che dice il pastore cristiano Bill Wilson[17]:
« Sebbene vi siano diverse fonti che suggeriscono che il mitraismo includesse la nozione di rinascita, esse sono tutte post-cristiane. La più antica risale al II secolo d.C. »

Il carattere che maggiormente avvicina il mitraismo al cristianesimo è il concetto di lotta contro il male e l'idea dell'itinerario della salvezza come "militia". Già san Paolo aveva predicato la figura del "miles christianus" ("soldato cristiano"), ma è probabile che tale immagine si sia intensificata, talvolta nella sua scarna durezza, per influsso del mitraismo.[18]

Il mitraismo prometteva agli iniziati solo la "liberazione dal fato che attende tutti gli uomini" [MS.470]. L'unica idea di una "salvezza" è un affresco del 200 d.C. su cui è scritto che Mitra avrebbe salvato gli uomini versando il sangue del toro che, secondo il mito, Mitra avrebbe ucciso. Questa "salvezza", secondo l'interpretazione mitraica "astrologica", non indica l'immortalità ma solo un livello di iniziazione più elevato. Anche qui, si tratta di un'idea di ben due secoli successiva al cristianesimo, e quindi è evidente che il mitraismo ha importato il concetto dal cristianesimo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si veda Mitra (divinità) e mitraismo per le differenze fra culto iranico/ellenistico e culto romano.
  2. ^ Enciclopedia Europea, Garzanti, 1977, Vol. 4, ad vocem. Da qui cito "Lo stile è purtroppo così complesso e confuso e la possibilità di errori e varianti è tanto grande che esso può essere considerato uno dei libri più difficili di ogni filologia; è stato solo in parte tradotto e interpretato scientificamente". Ciò getta ulteriori dubbi sulle affermazioni a proposito del mitraismo persiano circolanti nel web e forse tratte da questa fonte in modo inaffidabile.
  3. ^ Cristo (dal greco Χριστός, Christòs) è la traduzione greca del termine ebraico מָשִׁיחַ - mašíaḥ, messia cioè "untore", colui che "unge", riferimento appunto agli "unti del Signore", salvati dalla morte essendo rinati a nuova vita immortale dopo aver ricevuto lo "Spirito Santo" tramite il battesimo del fuoco
  4. ^ Negli Atti degli Apostoli si cita l'episodio di un certo giudeo alessandrino di nome Apollo, un uomo eloquente ben preparato nelle Sacre Scritture ma istruito solo teoricamente sulla "Via di Dio", parlava e insegnava le cose di Gesù ma conosceva solo il battesimo di Giovanni. (Atti 18:24) Successivamente Apollo insieme ad altri cristiani, battezzati soltanto con il battesimo di Giovanni, furono battezzati anche con quello di Gesù da Paolo e quando Paolo impose le sue mani su di loro, lo Spirito Santo venne su di essi e parlavano in lingue e profetizzavano.(Atti 19:5)
  5. ^ David Ulansey, The Origins of the Mithraic Mysteries, Oxford University Press, 1991
  6. ^ Per Platone, il mondo degli Inferi è un luogo di ignoranza, di sofferenza e di punizione, in cui le anime degli uomini sono imprigionate come in una grotta dagli dei.
  7. ^ Recentemente alcuni studiosi hanno affermato che la vita sulla Terra nacque in una grotta con l'acqua
  8. ^ Gli Ariani erano formati da 5 popoli, Celti, Germanici, Latini, Greci ed Indiani e per questo si usa chiamarli Indoeuropei, una forma forse per evitare l'uso del termine "ariani" così evocante la mostruosità del nazismo
  9. ^ Acharya S, The Christ Conspiracy
  10. ^ 1,22 - 23
  11. ^ 7,14
  12. ^ Gaston H. Halsberghe, The Cult of Sol Invictus, Leiden, Brill, 1972, p. 36.
  13. ^ Lauren van Zoonen, Heliogabalus, livius.org, 2005.
  14. ^ Data di nascita di Gesù
  15. ^ Luigi Cascioli, La favola di Cristo, autopubblicato, 2002
  16. ^ Ronald H. Nash, Cristianity and the Hellenistic World
  17. ^ Josh McDowell, The Best of Josh McDowell: A Ready Defense
  18. ^ Enciclopedia delle religioni, Vallecchi, vol. 4, p.551

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franz Cumont, The Mysteria of Mithra, New York: Dover, 1956 (traduzione del testo francese del 1896-99, in cui sono raccolte gran parte delle fonti letterarie ed epigrafiche su Mitra).
  • Mithraic Studies. Proceedings of the "First International Congress of Mithraic Studies", Manchester University Press, 1975.
  • Enciclopedia delle Religioni, Vallecchi editore, Vol VI, Firenze, 1978. Vol. IV, 542.
  • Roger Beck, Planetary Gods and Planetary Orders in the Mysteries of Mithras, London: Brill, 1988.
  • Ioan Petru Culianu e H. S. Wiesner (Istituto di lingue orientali dell'Università di Chicago), Enciclopedia tematica aperta, volume Religioni, ed. Jaca Book, Milano, 1992, pag. 374.
  • David Ulansey, I Misteri di Mithra, ed. Mediterranee, Roma, 2001 (traduzione di testo inglese del 1991).
  • Richard Gordon, Image and Value in the Greco-Roman World, Aldershot, Variorum, 1996.
  • Ruggero Iorio, Mitra. Il mito della forza invincibile, ed. Marsilio, Venezia, 1998.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]