Crisobolla
La Crisobolla o Bolla d'Oro (in latino: Bulla Aurea, in greco: Κρυσοβυλλὸς, leggi crysobullòs), cioè "sigillo aureo", era un particolare tipo di documento ufficiale in uso presso la cancelleria imperiale di Costantinopoli e adottato poi nel Medioevo anche presso le corti occidentali.
Il termine deriva dal greco antico χρυσος (chrysos), cioè "oro", e dal latino bulla, cioè "oggetto rotondo", con riferimento al sigillo impresso in calce ai documenti ufficiali: dal sigillo stesso il termine passò ad indicare per estensione l'intero documento. Caratteristica della bolla aurea era l'impressione del sigillo in oro, ad indicare la particolare importanza dell'editto.
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Tradizione bizantina [modifica]
Il Crysobullòs Lògos (Κρυσοβυλλὸς Λὸγος, cioè "Legge del Sigillo d'Oro"), o semplicemente Crisobolla, era un documento ufficiale emanato dalla cancelleria palatina dell'Impero Bizantino sancente i più importanti atti imperiali. L'ideologia imperiale bizantina identificava l'Imperatore quale sovrano dell'unico legittimo impero universale, scelto direttamente da Dio.
In tale ottica le bolle imperiali erano particolarmente utilizzate nella politica estera, presentando attraverso di esse quali atti di concessione imperiale i risultati delle trattative diplomatiche, spesso sostenute tra pari. In tal modo consentivano all'Impero di mantenere una formale condizione di superiorità anche coi vicini più potenti.
Per circa otto secoli venne mantenuto l'uso di emettere le Crisobolle unilateralmente, senza obblighi per la controparte. Ciò tuttavia risultava svantaggioso per i Bizantini nel far rispettare gli impegni stipulati alle potenze straniere, cosicché a partire dal XII secolo essi iniziarono a inserire nelle Bolle formule vincolanti di giuramento.
Nel XIII secolo l'uso passò alle cancellerie dell'Impero di Nicea e dell'Impero di Trebisonda.
Elenco [modifica]
Tra i più importanti documenti di questo tipo emessi in Oriente vi sono:
- la Crisobolla del 1082 dell'imperatore Alessio I di Bisanzio sui diritti commerciali di Venezia in Oriente;
- la Crisobolla del 1126 dell'imperatore Giovanni II di Bisanzio sui diritti commerciali veneziani.
Uso Occidentale [modifica]
Dalla tradizione bizantina l'uso della bolla si estese nel Medioevo in Europa occidentale con le Bolle pontificie, le Bolle imperiali e quelle emanate dagli altri sovrani occidentali. La maggior rarità con cui si ricorse all'uso dell'oro nell'emanazione delle Bolle in Occidente, fece sì che le Bolle d'Oro finissero per risultare collegate a documenti di particolare importanza.
Elenco [modifica]
Tra i più importanti documenti di questo tipo emessi in Occidente vi sono:
- la Bulla Aurea di Sicilia del 1136 dell'imperatore Federico II del Sacro Romano Impero;
- la Bulla Aurea del 1213 dell'imperatore Federico II del Sacro Romano Impero;
- la Bulla Aurea del 1214 dell'imperatore Federico II del Sacro Romano Impero sulle cessioni territoriali al re Valdemaro I di Danimarca;
- la Bulla Aurea del 1222 del re Andrea II d'Ungheria;
- la Goldenen Freibrief del 1224 del re Andrea II d'Ungheria;
- la Bulla Aurea di Rimini del 1226 dell'imperatore Federico II del Sacro Romano Impero;
- la Bulla Aurea del 1267 del re Bela IV d'Ungheria;
- la Bulla Aurea del 1348 del re Carlo I di Boemia;
- la Bulla Aurea del 1356 dell'imperatore Carlo IV del Sacro Romano Impero e del Reichstag sulle norme di successione imperiale;
- la Bulla Aurea del 1702 dell'imperatore Leopoldo I del Sacro Romano Impero.
Voci correlate [modifica]
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