Crisi idrica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Approvvigionamento dell'acqua in un villaggio della Tanzania

Una crisi idrica è lo stato temporaneo di interruzione nella distribuzione di acqua in un dato territorio.

Le cause possono essere diverse: spesso la siccità oppure, nelle aree sottosviluppate, l'inadeguatezza della rete idrica che spesso, in queste regioni, presenta perdite anche superiori al 50% dell'acqua immessa nell'impianto.

La crisi idrica dei nostri giorni è determinata innanzitutto dall'aumento demografico degli ultimi 100 anni, che ha causato un aumento del 600% dei suoli agrari irrigati necessari per far fronte alle crescenti esigenze alimentari, ma anche da un incremento di oltre il 700% dei consumi idrici complessivi al pianeta: infatti il consumo d'acqua nel mondo è aumentato negli ultimi anni di 6 volte, a un ritmo più che doppio rispetto al tasso di crescita della popolazione.

Ha pesato nella crisi idrica anche la distruzione della metà degli ecosistemi d'acqua dolce del pianeta, comprese le falde acquifere sotterranee, dovuta all'espansione delle aree urbane.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, specialmente nel Sud e nelle Isole, si verificano crisi idriche. Le regioni più colpite sono la Sicilia e la Puglia: in alcuni comuni della Sicilia centrale, infatti, si raggiungono perdite di acqua nella rete di distribuzione pari a oltre il 60% [1] che mettono in crisi l'intero sistema di distribuzione delle risorse idriche.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Articolo su www.vivienna.it