Crimini perpetrati in Polonia durante la seconda guerra mondiale

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Circa sei milioni di cittadini polacchi,[1][2] divisi equamente tra ebrei e non ebrei perirono durante la seconda guerra mondiale. La maggior parte dei civili furono uccisi dalle azioni della Germania Nazista, dell'Unione Sovietica e dei loro alleati. Al Tribunale di Norimberga, furono stabilite tre categorie. Queste categorie sono state: l'aver provocato la guerra, l'aver commesso crimini di guerra e crimini contro l'umanità.[3][4] Questo articolo tratta dettagliatamente i crimini di guerra e i crimini contro l'umanità commessi nella Polonia occupata durante la seconda guerra mondiale o l'origine del crimine iniziato nella Polonia occupata.

L'occupazione tedesca e sovietica (da settembre 1939 a giugno 1941)[modifica | modifica sorgente]

Parata comune della Wehrmacht e dell'Armata Rossa a Brėst alla fine dell'invasione della Polonia. Al centro il maggior generale Heinz Guderian e il Brigadiere Semyon Krivoshein

Dopo l'invasione della Polonia il 1º settembre 1939[5][6] da parte della Germania e dei loro alleati sovietici[7] il 17 settembre 1939,[5][8] la Polonia fu divisa fra i due. La Germania si annesse 91.902 km quadrati con 10 milioni di cittadini e il controllo del cosiddetto Governatorato Generale che consisteva in ulteriori 95.742 km con 12 milioni di cittadini. L'Unione Sovietica occupò 202.069 km quadrati con oltre 13 milioni di cittadini.[9][10][11] Ci sono numerose somiglianze fra le due azioni di occupazione[12][13], ad esempio il fatto di sparare sui civili e sui prigionieri di guerra.[14]

L'occupazione sovietica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aree polacche annesse all'Unione Sovietica.

Solamente una piccolissima minoranza di cittadini Polacchi accolse l'invasione sovietica.[7] I sovietici cercarono di distruggere l'autodeterminazione polacca deportando centinaia di migliaia di cittadini polacchi e costringendoli al loro sistema di Governo.[15]

Effetti sulla cultura polacca[modifica | modifica sorgente]

I sovietici decisero di rimuovere un migliaio di anni di cultura polacca. La lingua polacca venne sostituita nell'uso ufficiale. Le scuole diffusero la propaganda dei Soviet e l'educazione religiosa fu vietata. I monumenti furono distrutti, cambiati i nomi delle strade, chiuse le librerie, bruciate le biblioteche e vennero chiuse le case editrici. Le leggi di censura sovietica furono rigorosamente applicate. Anche il suono delle campane delle chiese fu messo al bando.[4]

Effetti sull'economia[modifica | modifica sorgente]

La tassazione fu alzata, forzando le istituzioni religiose a chiudere.[16] I sovietici rimpiazzarono Zloty polacco con il rublo, applicando un cambio 1:1 molto sfavorevole ai polacchi. Ciononostante la produzione fu forzata a continuare e a vendere a prezzi pre-guerra, permettendo quindi ai soldati di acquistare facilmente beni con il rublo. Interi ospedali, scuole e industrie furono trasferite in URSS.[17]

Internamento di cittadini polacchi (Gulag)[modifica | modifica sorgente]

Prigionieri di guerra polacchi[modifica | modifica sorgente]

Tra le prime vittime vi fu il Corpo di Difesa di Confine che perdette numerosi ufficiali. Nelle zone di Wilno e Polesie gli ufficiali furono uccisi.[18] Mentre si dirigeva verso il confine Lituano assieme alla famiglia, il Generale Olszyna-Wilczyński venne fermato, interrogato in tutta fretta e quindi le truppe sovietiche gli spararono.[18] A Leopoli le truppe, incluse le forze di Polizia, si arresero dopo aver aderito alle condizioni che permettevano loro di recarsi in paesi neutrali, (Romania e Ungheria), ma l'Amministrazione sovietica rinnegò l'accordo e li inviò in campi di prigionia sovietici inclusi 2.000 ufficiali.[19]

I sovietici stimarono di aver catturato 9.350 ufficiali e 181.233 soldati.[20]

Deportazioni[modifica | modifica sorgente]
Monumento al deportato a Varsavia

I sovietici utilizzarono gli stessi metodi di sottomissione utilizzati contro i loro stessi cittadini, in particolar modo quello della deportazione.[21] Nel 1940 e nella prima metà del 1941, i sovietici deportarono più di 1.500.000 polacchi,[2][22] la maggior parte in quattro deportazioni di massa. La prima deportazione avvenne il 10 febbraio 1940, [21] [22] con più di 220,000 [23] uomini inviati nel Nord della Russia Europea; la seconda tra il 13 e il 15 aprile 1940, con l’invio di 300.000 [23] - 330.000 [24] principalmente nel Kazakistan; una terza ondata, che ammontava a più di 240.000, forse 400.000 uomini, nel giugno e nel luglio del 1940; [23] la quarta si verificò nel mese di giugno 1941, e riguardò 200.000 [25] persone, tra cui numerosi bambini. [26] Alla ripresa delle relazioni diplomatiche polacco-sovietiche nel 1941, è stato stimato sulla base di informazioni sovietiche che più di 760.000 dei deportati morì, di cui una gran parte erano bambini, i quali ammontavano a circa un terzo dei deportati.[23]

Il massacro di Katyn[modifica | modifica sorgente]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Massacro di Katyn.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista dei campi di concentramento nel URSS, Tombe di massa nell'unione sovietica e Bykivnia.

Katyn è un noto massacro ad opera della Narodnyj komissariat vnutrennich del.[24][25] La foresta di Katyn è il luogo in cui 4,443[26][27] uomini furono uccisi dai Soviet. La maggior parte erano ufficiali polacchi di riserva tra cui leader politici, funzionari governativi ed intellettuali.[28] Il massacro di Katyn è oggigiorno associato alla sistematica esecuzione di 21,768 cittadini polacchi.[24][29][30]

L'occupazione tedesca[modifica | modifica sorgente]

Esecuzione di 56 civili polacchi a Bochnia durante l'occupazione della Germania nazista della Polonia; 18 December 1939

Fin dall'inizio, la guerra contro la Polonia fu intesa come il compimento del piano descritto da Adolf Hitler nel suo libro Mein Kampf. Il cuore del piano consisteva nell'annettere l'intera Europa dell'Est alla Germania, al fine di conquistare il cosiddetto Lebensraum tedesco ("spazio vitale").[31][32] L'Esercito tedesco fu inviato, come sentenziato da Adolf Hitler poco prima dell'invasione: "con l'ordine di uccidere senza pietà e tregua tutti gli uomini, donne e bambini della razza polacca".[33][34] Questo evento può esser visto come il chiaro intento di distruggere l'intera nazione polacca.[35] I tedeschi vedevano sia i polacchi che gli ebrei polacchi come popolazione ad essi inferiore.[32]

Atrocità commesse durante l'invasione della Polonia (1939)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Difesa dell'ufficio postale polacco di Danzica.

I tedeschi condussero massacri ed esecuzioni fin dall'inizio.[36] Si stima che furono condotte 200 esecuzioni al giorno.[37] Tipicamente, le esecuzioni venivano effettuate in un luogo pubblico, ad esempio la piazza del villaggio.[38]

Luoghi, date e numero di cittadini polacchi assassinati:

Così come i civili, anche i soldati polacchi venivano massacrati; anche nel primo giorno di battaglia, il 1º settembre, i prigionieri di guerra polacchi vennero uccisi a Pilchowice, Czuchów, Gierałtowice, Bojków, Lubliniec, Kochcice, Zawiść, Ornontowice and Wyry.[51]

Anche la Luftwaffe prese parte alle operazioni inducendo gli abitanti ad uscire in strada.[8][52] The number of civilians wounded or killed by aerial bombing is put at over 100,000.[53] La Luftwaffe lanciò bombe su città abitate.[54] Tra le città bombardate vi furono:

Oltre 156 città e villaggi furono attaccati dalla Luftwaffe.[56] Varsavia soffrì particolarmente della combinazioni di bombardamento aereo e fuoco d'artiglieria che ridusse gran parte del centro storico in macerie.[57] L'Unione Sovietica assistette i tedeschi permettendo loro di usare un radiofaro da Minsk per guidare i loro piani di battaglia.[58]

Gli incidenti di Bydgoszcz[modifica | modifica sorgente]

I tedeschi, come parte della loro campagna anti-polacca[59][60][61], usarono le morti tedesche della domenica 3 settembre 1939 a Bydgoszcz, per sostenere l'invasione ed i successivi massacri. La minoranza tedesca che viveva nella città polacca aveva attuato azioni contro i polacchi, tra le quali lo sparare contro i loro soldati.[62][63] I soldati polacchi fucilarono un certo numero di tedeschi per varie ragioni, incluso il possesso di armi.[64] Norman Davies ha stimato che 20.000 Polacchi furono uccisi nella rappresaglia.[48][65]

Terrore e crimini contro la classe colta ed il clero[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Einsatzgruppen, Operazione Tannenberg, AB-Aktion e Sonderaktion Krakau.

Durante l'invasione della Polonia (1939),[5] squadre speciali delle SS e della polizia (la Einsatzgruppen)[8][66] vennero schierate nei territori appena conquistati per arrestare ed uccidere i civili che offrivano resistenza ai tedeschi o quelli che erano considerati capaci di farlo, in base alla loro posizione sociale. Diecimila tra ufficiali del governo, proprietari terrieri, sacerdoti, e membri della classe colta — insegnanti, dottori, giornalisti, ed altri (sia polacchi che ebrei) - vennero uccisi in esecuzioni di massa o mandati in prigione ed in campi di concentramento.[67] Le unità dell'esercito tedesco e le forze paramilitari di difesa del Selbstschutz, composte da cittadini di etnia tedesca (Volksdeutsche) parteciparono ad esecuzioni di civili. Il Selbstschutz, insieme alle unità delle SS, prese attivamente parte agli omicidi di massa di Piaśnica, in cui furono uccisi tra i 12.000 ed i 16.000 civili polacchi.

Uno dei casi più noti fu la deportazione in campi di concentramento del novembre 1939 di 180 professori dell'università di Cracovia.[68] Gli occupanti tedeschi lanciarono la AB-Aktion nel maggio 1940, un piano per eliminare la classe colta e quella dirigente.[69] Oltre 16,000 di loro trovarono la morte nella sola Operazione Tannenberg.[66]

La chiesa cattolica romana fu soppressa nel Reichsgau Wartheland più duramente che altrove:[70] le chiese vennero sistematicamente chiuse;[71] la maggior parte dei presi venne uccisa, imprigionata o deporatata al Governatorato Generale.[71] I diari del governatore generale dei territori occupati in Polonia, Hans Frank, mostrano come egli pianificasse una "guerra al clero".[72] I tedeschi chiusero inoltre i seminari ed i conventi e perseguirono i monaci e le suore. Tra il 1939 ed il 1945 vennero uccisi circa 2,801 membri del clero polacco (in tutta la Polonia);[73] di questi, 1926 in campi di concentramento (798 di loro a Dachau).[73] Centootto di loro vengono ricordati come beati martiri, Massimiliano Maria Kolbe come santo.[74]

Genocidio culturale e preparazione alla soluzione finale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Soluzione finale.

Come parte di un più ampio piano di distruggere la cultura polacca i tedeschi chiusero o distrussero le università, le scuole, i musei, le librerie ed i laboratori scientifici.[2][75] Le istituzioni accademiche polacche vennero utilizzate come stabilimenti tedeschi. I bambini polacchi furono forzati a frequentare le scuole tedesche, che adottavano un sistema molto severo[76] Furono demoliti centinaia di monumenti raffiguranti gli eroi nazionali.[77][78] Per prevenire la nascita di una nuova generazione di polacchi colti, gli ufficiali tedeschi decretarono che l'educazione dei bambini polacchi doveva terminare dopo pochi anni di scuola elementare.

"L'unico scopo di questa scolarizzazione era di insegnare le basi di aritmetica, senza utilizzare numeri superiori a 500, la scrittura dal proprio nome e la dottrina per cui è legge divina obbedire ai tedeschi. Io non credo che la lettura fosse desiderata,"[79]

Alla fine di ottobre 1939, i tedeschi, introdussero la pena di morte per disobbedienza all'occupazione tedesca.[80]

In base ad un memorandum di Himmler del maggio 1940, sappiamo che esisteva un piano per spostare i polacchi in Siberia.[67][81][82] Nel memorandum egli promise di deportare tutti i polacchi nell'est della Russia. Furono realizzati piani per il trasporto di massa e per la costruzione di campi di lavoro per circa 20 milioni di polacchi. Tutti erano destinati a morire nella coltivazione delle paludi.

Durante la guerra, Himmler, nei suoi poteri di Commissionario del Reich supervisionò il rapimento di bambini polacchi per la "germanizzazione".[83] I tedeschi presero circa 50,000, alcune stime parlano di 200,000,[84] bambini polacchi dalle loro famiglie.[69][85] Molti di questi bambini non furono mai recuperati e rimasero in Germania.[11]

Massacri tedeschi[modifica | modifica sorgente]

Gli ostaggi polacchi mentre vengono bendati durante la preparazione per la loro esecuzione di massa a Palmiry, 1940

Altri siti includono: Rawicz, Grodzisk Wielkopolski, Nowy Tomyśl, Międzychód, Żnin, Września, Chełmno, Chojnice, Kalisz e Włocławek.[89]

Germanizzazione della Polonia[modifica | modifica sorgente]

L'obbiettivo dei nazisti nel Wartheland era quello di completare la germanizzazione: assimilare politicamente, economicamente, culturalmente ed a livello sociale il territorio sottomesso all'interno del Reich.[91] I tedeschi chiusero le scuole elementari nelle quali la lingua insegnata era il polacco. Strade e città venivano ribattezzate, cosicché ad esempio Łódź divenne Litzmannstadt. Decine di migliaia di imprese, dalle grandi industrie fino alle bottege, furono espropriate senza che indennizzi ai proprietari.[92] Avvisi esposti in luoghi pubblici intimavano: "Vietato l'accesso ai Polacchi, agli Ebrei ed ai cani"

In un discorso rivolto ai coloni tedeschi, Arthur Greiser espresse l'intenzione di fare in modo che entro dieci anni non sarebbe rimasta al di fuori del controllo tedesco nemmeno la più piccola proprietà terriera. Questo riassetto riguardò circa due milioni di Polacchi. Nel corso del rigido inverno 1939-40 ad intere famiglie fu imposto di rinunciare ad ogni cosa senza alcun risarcimento.[75] Considerando solamente l'Operazione Tannenberg, questo trattamento venne applicato a 750.000 contadini polacchi, le cui proprietà finirono a tedeschi.[93] Altri 300.000 vennero uccisi.[94]

Gli Ebrei venivano invece concentrati in ghetti nelle città.[68] Heinrich Himmler ordinò che la gran parte degli ebrei dei territori annessi fossero deportati nella Polonia centrale. Già nell'inverno tra il '39 ed il '40, 100.00 ebrei vi vennero deportati.[95]

Sterminio dei pazienti psichiatrici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Eugenetica nazista.

Nel luglio 1939, fu sviluppato dai nazisti un programma di eutanasia chiamato Aktion T4 con l'intenzione di sterminare persone con handicap fisici o mentali.[96] Durante l'invasione tedesca della Polonia, il programma fu messo in atto nei territorio polacco occupato. Il piano seguito fu il seguente: un direttore tedesco avrebbe preso il controllo dell'ospedale psichiatrico; sotto minaccia di esecuzione, nessun paziente avrebbe potuto essere dimesso dall'ospedale. I pazienti venivano quindi contati e trasportati su camion verso una destinazione sconosciuta. Ogni camion era scortato da un distaccamento speciale delle SS, che faceva ritorno dopo qualche ora senza i pazienti. Secondo la versione ufficiale i pazienti erano stati trasferiti ad un altro ospedale, mentre in realtà erano stati uccisi. La prima azione di questo tipo ebbe luogo il 22 settembre 1939 a Kocborowo,[96] in un grande ospedale psichiatrico della regione di Danzica. Assieme ai loro pazienti sei impiegati dell'ospedale, incluso un vice direttore, furono uccisi da un plotone di esecuzione. Entro dicembre, 1.800 pazienti di Kocborowo erano stati assassinati e seppelliti nella foresta di Szpegawski. In totale, questa foresta accolse i resti di 7.000 di queste persone.[97] Simile sterminio ebbe luogo nell'ottobre del 1939 in un ospedale di Owińska, vicino a Poznań, dove furono uccisi 1.000 pazienti (sia adulti che bambini).[senza fonte]

Oltre alla fucilazione, vennero utilizzati altri metodi per compiere omicidi di massa. I pazienti di Owińska furono portati in una fortezza militare a Poznań, dove furono uccise in camere a gas con l'utilizzo di monossido di carbonio[98] circa cinquanta persone alla volta.[senza fonte] A questo scopo fu utilizzato anche il monossido di carbonio proveniente dai gas di scarico dei camion. Lo stesso metodo fu utilizzato all'ospedale di Kochanówek vicino Łódź dove tra il marzo e l'agosto del 1940 furono uccise 2.200 persone. Questo fu la prima prova di omicidio di massa tramite l'avvelenamento da gas, tecnica che fu poi usata e perfezionata su molti altri pazienti psichiatrici nella Polonia occupata ed in Germania, e a partire dal 1941 sugli internati nei campi di sterminio. Tra i malati psichiatrici in Polonia nel corso dell'occupazione nazista si stimano più di 16.000 vittime, alle quali ne vanno aggiunte altre 10.000 a causa della malnutrizione. In aggiunta a ciò, dei 243 membri che l'Associazione Polacca di Psichiatria contava prima della guerra, circa 100 andarono incontro allo stesso destino dei propri pazienti.

Lavori forzati[modifica | modifica sorgente]

Ogni polacco di sesso maschile poteva essere costretto al lavoro forzato.[69] Tra il 1939 ed il 1945, almeno un milione e mezzo di cittadini polacchi[69][99][100] furono trasferiti nel Reich a tale scopo. Il Ministero degli esteri polacco crede che siano state invece coinvolte più di due milioni e mezzo di persone nel corso della guerra.[11] Molti erano ragazzi e ragazze adolescenti. Sebbene la Germania si sia avvalsa anche di lavoratori forzati provenienti dall'Europa occidentale, i Polacchi, assieme ad altri Europei orientali considerati inferiori,[69] furono soggetti a misure discriminatorie particolarmente rigide. Erano obbligati a portare una "P" cucita sui vestiti, soggetti al coprifuoco ed esclusi dai trasporti pubblici. Mentre il trattamento dei lavoratori in fabbrica o nei campi variava a seconda del singolo datore di lavoro, i salari degli operai polacchi erano di regola più bassi e le loro giornate lavorative più lunghe[101] di quelle degli Europei occidentali, e, in molte città, essi erano costretti a vivere in quartieri separati da filo spinato. Relazioni sociali con tedeschi al di fuori del lavoro erano scoraggiate e relazioni sessuali con loro erano considerate "contaminazioni razziali", e punibili con la morte. Durante la guerra, centinaia di uomini polacchi furono giustiziati per relazioni intrattenute con donne tedesche.

I campi di concentramento[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista dei campi di concentramento nazisti, Campo di concentramento di Trawniki , Campo di sterminio di Sobibor, Campo di sterminio di Belzec, Campo di concentramento di Trawniki, Majdanek, Campo di concentramento di Mauthausen-Gusen , Campo di sterminio di Chelmno, Campo di concentramento di Potulice e Campo di lavoro di Zgoda.

I cittadini polacchi, specialmente quelli di etnia polacca e gli ebrei polacchi, furono prigionieri in quasi ogni campo dell'esteso sistema di campi di concentramento in Polonia e nel Reich. Un grande campo di lavoro a Stutthof, ad est di Danzica, esistette dal settembre del 1939[102] fino all fine della guerra, nel quale 20,000 polacchi morirono come risultato delle esecuzioni, del duro lavoro e delle dure condizioni di vita. Alcune centinaia di migliaia di polacchi furono deportati a Majdanek e decine di migliaia di loro vi morirono. Si stima che furono 20,000 polacchi a morire a Sachsenhausen, 20,000 at Gross-Rosen, 30,000 a Mauthausen, 17,000 at Neuengamme, 10,000 a Dachau, e 17,000 a Ravensbrück.[67] Inoltre, decine di migliaia di persone polacche furono fucilate o morirono negli altri campi, inclusi i gli speciali campi per bambini di Łódź e Dzierżan, nelle prigioni ed in altri luoghi di detenzione al di fuori della Polonia.

Campo di concentramento di Auschwitz[modifica | modifica sorgente]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campo di concentramento di Auschwitz.
Il cancello di Auschwitz I

Il campo di concentrazione di Auschwitz divenne operativo il 14 giugno 1940. Il primo trasporto di 728 prigionieri polacchi consisteva soprattutto di scolari, studenti e soldati provenienti da una sovraffollata prigione a Tarnów. Nel giro di una settimana arrivarono altre 313 persone. Arrivarono grossi carichi ad agosto(1,666) e settembre (1,705). Questa cosiddetta fase "polacca" durò fino a metà del 1942.[103] Dal marzo 1941, 10,900 prigionieri furono registrati nel campo, la maggior parte dei quali erano polacchi.[104]

Il trattamento degli ebrei polacchi[modifica | modifica sorgente]

Mentre i polacchi erano soggetti ad una persecuzione avente lo scopo di scoraggiarli ad opporre resistenze, tutte le persone di etnia ebrea venivano uccise.[11] Si stima che, durante i primi 55 giorni di occupazione, 5000 ebrei furono assassinati.[42] Ciononostante i polacchi furono assassinati ad una velocità ancora maggiore.[105] Gli ebrei polacchi sopra i 12 anni[106] o i 14[107] furono forzati ad indossare la Stella di Davide.[106][107]

I tedeschi all'interno della Polonia occupata crearono 400 ghetti in cui confinarono gli ebrei. Questi ghetti erano parte della politica tedesca dell'eliminazione degli ebrei dall'Europa. La combinazione di sovraffollamento, condizioni insalubri e mancanza di cibo causarono un'elevata mortalità.[11] Il primo ghetto venne costruito nell ottobre 1939 a Piotrków.[108] Inizialmente il ghetto era aperto, ma il 1º maggio il ghetto di Łódź venne chiuso dai tedeschi con gli ebrei all'interno.[109][110] Il ghetto di Varsavia fu chiuso nel 1940.[86] I tedeschi cominciarono a costruire una riserva per gli ebrei vicino a Lublin.[80]

I tedeschi tentarono di dividere i polacchi dagli ebrei usando leggi crudeli, come quella che impediva ai polacchi di fare acquisti nei negozi ebrei, pena l'esecuzione.[107] Maria Brodacka divenne il primo polacco ucciso dai tedeschi per aver aiutato un ebreo. I tedeschi usarono l'incidente per uccidere 100 ebrei tenuti in ostaggio. All'inizio della guerra 1,335 polacchi furono assassinati per aver ospitato degli ebrei.[80]

Verso la fine del 1942, lo sterminio degli ebrei polacchi era cominciato con la deportazione in campi di sterminio al di fuori della Polonia.[111]

La fine del ruolo tedesco e l'inizio della dominazione sovietica[modifica | modifica sorgente]

La fine dei crimini nazisti[modifica | modifica sorgente]

Atrocità durante la Rivolta di Varsavia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rivolta di Varsavia.
Monumento ai bambini della Rivolta di Varsavia

Nel corso del 1944 Rivolta di Varsavia, Le forze tedesche commisero molte atrocità contro i civili polacchi, seguente distruzione pianificata di Varsavia l'ordine di Hitler di radere al suolo la città e "trasformarla in un lago".[112]

La più grave di loro ha avuto luogo nel quartiere di Wola[113] dove, agli inizi di agosto 1944, decine di migliaia di civili (uomini, donne e bambini) furono raggruppati ed uccisi dal Einsatzkommando della Sicherheitspolizei comandate da Erich von dem Bach-Zalewski. Le esecuzioni nel quartiere Wola, a volte chiamato il massacro di Wola, comprendeva anche le uccisioni di pazienti e del personale degli ospedali locali. I Corpi delle vittime sono stati poi raccolti dai membri del Verbrennungskommando, composto da uomini polacchi selezionati, e bruciati. Il massacro fu così truce che persino l'alto comando tedesco ne rimase sorpreso.[114]

Altri simili massacri ebbero luogo nelle aree di Śródmieście (Centro Città), centro storico, Marymont, e nei distretti di Ochota. Nel distretto di Ochota, l'uccisione di civili, stupri e sacchheggi furono condotti dai membri dei collaboratori russi della SS-Sturmbrigade RONA. Fino alla fine del settembre 1944, i membri della resistenza polacca furono considerati dai tedeschi come combattenti; così, quando furono catturati, furono sommariamente giustiziati. Dopo la caduta del centro storico, durante il mese di settembre, i rimanenti 7.000 pazienti gravemente feriti negli ospedali furono giustiziati o bruciati vivi spesso con il personale medico che si prendeva cura di loro. Simili atrocità accaddero più tardi anche nel quartiere di Czerniaków. Un certo numero di ribelli furono impiccati o comunque giustiziati dopo la caduta dei distretti di Powiśle e Mokotów.

Linea storica dei massacri avvenuti durante la rivolta di varsavia
  • Aug 2 - Rakowiecka Street Prison – circa 500 prigionieri and Gesuiti assassinati[115]
  • 2 agosto - Ochota - I tedeschi uccidono tutti gli ostaggi[115]
  • 2 agosto - Centro Storico - 300 pazienti assassinati[116]
  • 4 agosto - Ochota – Inizio del massacro dei residenti[115]
  • 5 agosto - Wola – Inizio del massacro dei residenti.[117] In totale 10.000[115], 20,000[113] o 40,000[117] residenti assassinati.
  • 5 agosto - Ospedale Wolski[113] – circa 360 e personale medico assassinati[115]
  • 5 agosto - Ospedale San Lazzaro[113] – circa 1.000 pazienti e personale medico assassinati[115]
  • 6 agosto - Ospedale Karola i Marii[113] – oltre 100 pazienti uccisi[115]
  • 8 agosto - Centro storico - I tedeschi danno fuoco agli edifici nel Centro Storico[115]
  • 10 agosto - Ochota - La Brigata SS-RONA continua ad uccidere i residenti[115]
  • 13 agosto - Centro Storico – Un'esplosione uccide 350 persone, per lo più civili[115]
  • 28 agosto - Polish Security Printing Works - Ferito il personale ospedaliero da campo e i civili al riparo in cantina uccisi.[115]
  • 29 agosto - Unknown - I tedeschi uccidono persone anziane e invalidi al riparo dentro il Municipio[115]
  • 2 settembre - Centro Storico – 7.000 civili assassinati[115]

Più di 200.000 Polacchi furono uccisi durante la rivolta.[118][119] Dei 450.000 civili sopravvissuti, 150.000 furono spediti in campi di lavoro in Germania,[120][121] e tra i 50.000[120] e i 60.000[115] furono mandati a morte nei campi di concentramento. After the rising had ended, i tedeschi continuarono a distruggere sistematicamente la città.[122] La città è stata lasciata in rovina.[123] Né Erich von dem Bach-Zalewski né Heinz Reinefarth sono mai stati processati per le loro atrocità durante la Rivolta di Varsavia.[124][125]

Il ruolo dei Sovietici è argomento di dibattito fra gli storici. La domanda è perché hanno arrestato la loro avanzata sulla città[126] e negato l'utilizzo dei loro campi d'aviazione per la RAF e la US Air Force.[127]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.projectinposterum.org/docs/poland_WWII_casualties.htm.
  2. ^ a b c d Holocaust: Five Million Forgotten: Non Jewish Victims of the Shoah
  3. ^ Davies, N. (2006) Europe at War Pan Books ISBN 978-0-330-35212-3 Page 65
  4. ^ a b Piotrowski, T. (1998) Poland's Holocaust McFarland ISBN 0-7864-0371-3 Page 10
  5. ^ a b c Zaloga, S.J. (2003) Poland 1939 Osprey ISBN 1-84176-408-6
  6. ^ 1 September - This Day in History
  7. ^ a b Piotrowski, T. (1998) Poland's Holocaust' McFarland ISBN 0-7864-0371-3 Page 77
  8. ^ a b c d e f g Davies, N. (1986) God's Playground Volume II Oxford University Press ISBN 0-19-821944-X Page 437
  9. ^ Piotrowski, T. (1998) Poland's Holocaust' McFarland ISBN 0-7864-0371-3 Pages 8-9
  10. ^ Soviet Crimes Against Poland During The Second World War
  11. ^ a b c d e f Nazi German Camps on Polish Soil During World War II
  12. ^ Ferguson, N. (2006) The War of the World Allen Lane ISBN 0-7139-9708-7 Page 417
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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  • The German occupation
    • German Atrocities in Poland by J.K. Garvin, Free Europe Pamphlet
    • Poland's Holocaust by Tadeusz Piotrowski ISBN 0-7864-0371-3 Chapter 2 Nazi Terror
  • Atrocities during the invasion of Poland (1939)
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    • The German Fifth Column in Poland, Hutchinson, 1940 Chapter 3 – The Truth about the Bydgoszcz Incidents
  • Terror and crimes against intelligentsia and clergy
    • Poland in the Second World War by Jozef Garlinski, Macmillian ISBN 0-333-39258-2 Chapter 6
  • Cultural genocide and the preparations for the final solution
    • The Origins of the Final Solution by C.Browning, Arrow Books, ISBN 0-09-945482-3
    • Nazi Rule in Poland 1939-1945 by Tadeusz Cyprian and Jerzy Sawicki, Polonia Publishing House 1961 Chapter XIV Germanization of Children & XVII The Nazi Attitude to Science
  • Forced labour
    • Nazi Rule in Poland 1939-1945 by Tadeusz Cyprian and Jerzy Sawicki, Polonia Publishing House 1961 Chapter XX Forced Labour
  • Auschwitz
    • Auschwitz by Franciszek Piper
    • Auschwitz A History by Sybille Steinbacher, Penguin Book
    • The Bombing of Auschwitz by Various, University Press of Kansas
    • Nazi Rule in Poland 1939-1945 by Tadeusz Cyprian and Jerzy Sawicki, Polonia Publishing House 1961 Chapter XXI-XXIV
    • Primo Levi by Leonardo de Benedetti, Verso, 2006 ISBN 1-84467-092-9
  • Concentration and extermination camps
    • Belzec by Rudolf
  • The treatment of Polish Jews
  • Warsaw Ghetto
    • A Cup of Tears by Abraham Lewin, Fontana 1990
    • The Ghetto Fight by Marek Edelman, Bookmarks 1990
    • Nazi Rule in Poland 1939-1945 by Tadeusz Cyprian and Jerzy Sawicki, Polonia Publishing House 1961 Chapter XXVIII The Report of Jurgen Stroop
  • Warsaw Uprising
    • The Warsaw Uprising by George Bruce, Pan Books ISBN 0-330-24096-X
    • Rising '44 by Norman Davies, Pan books ISBN 0-330-48863-5
    • Seventy Days by Waclaw Zagorski, Frederick Muller 1957
    • Nothing but Honour by J.K.Zawodny, Macmillan ISBN 0-333-12123-6
    • Airlift to Warsaw by Neil Orpen, W.Foulsham ISBN 0-572-01287-X
    • The Warsaw Rising of 1944 by Jan Ciechanowski, Cambridge ISBN 0-521-20203-5
    • The Civilian Population and the Warsaw Uprising of 1944 by Joanna Hanson, Cambridge ISBN 0-521-23421-2
    • Nazi Rule in Poland 1939-1945 by Tadeusz Cyprian and Jerzy Sawicki, Polonia Publishing House 1961 Chapter XXIX The Warsaw Rising

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