Criminalità nella Città del Vaticano

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La criminalità nella Città del Vaticano si riferisce ad alcuni episodi delittuosi verificatesi nel tempo all'interno della piccola monarchia ecclesiastica. In conformità con l'articolo 22 dello statuto lateranense del 1929 tra la Santa Sede e l'Italia, il governo di quest'ultimo si impegna a detenere e condannare nel proprio territorio criminali o sospetti che hanno agito in Vaticano, a spese di quest'ultimo per processo e detenzione[1].

Per tentato o effettuato omicidio del Papa, una legge passata nel 1929 e rimasta valida sino al 1969, prevedeva l'uso della pena di morte. Su iniziativa di Giovanni Paolo II è stata definitivamente rimossa dal sistema legislativo vaticano con la Legge fondamentale del 12 febbraio 2001.

Attentato a Giovanni Paolo II[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Attentato a Giovanni Paolo II.

Il pontefice Giovanni Paolo II subì un attentato quasi mortale il 13 maggio 1981 in piena piazza San Pietro da parte di Mehmet Ali Ağca, un assassino professionista turco, che gli sparò due colpi di pistola, pochi minuti dopo che egli era entrato nella piazza per un'udienza generale, colpendolo all'addome. Wojtyła fu presto soccorso e sopravvisse.

L'attentatore venne in seguito condannato all'ergastolo dalla corte penale italiana per attentato a Capo di Stato estero. Nel 2000, il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli concesse la grazia: Ali Ağca, estradato dall'Italia, fu condotto nel carcere di massima sicurezza di Kartal (Turchia), nel quale stava scontando la pena di dieci anni di reclusione per l'assassinio del giornalista Abdu Ipekci, avvenuto nel 1979.

Le dichiarazioni spesso contraddittorie del turco riguardo l'attentato portarono all'apertura di più inchieste per ricercare una fonte più o meno diretta che avesse finanziato il progetto omicida.

I documenti analizzati dalla commissione Mitrokhin dimostrerebbero che l'attentato fu progettato dal KGB in collaborazione con la polizia della Germania Est (Stasi) e con l'appoggio di un gruppo terroristico bulgaro a Roma, che a sua volta si sarebbe rivolto ad un gruppo turco di estrema destra, i lupi grigi. Una relazione di minoranza della stessa commissione negò questa tesi; tuttavia, altri documenti scoperti negli archivi sovietici e resi pubblici nel marzo 2005 sostengono la tesi che l'attentato sia stato commissionato dall'Unione Sovietica.

Altre piste, non necessariamente contradditorie alla prima, suggeriscono il coinvolgimento di Cosa Nostra (ved. dichiarazioni del pentito Vincenzo Calcara), della banda della Magliana e persino di aiuti appoggi interni arrivati dal Vaticano stesso.

Scomparsa di Emanuela Orlandi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Emanuela Orlandi.

Strage delle Guardie Svizzere[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Caso Estermann.

Fuga di documenti riservati - "Vatileaks"[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vatileaks.

Nel 2012 c'è stata una fuga di documenti riservati riguardante i rapporti all'interno e all'esterno della Santa Sede e il 25 maggio è stato arrestato dalla Gendarmeria Vaticana l'aiutante di camera di Benedetto XVI, il maggiordomo Paolo Gabriele che è stata la prima persona arrestata dopo secoli, Gabriele è stata accusato di possesso illecito di documenti riservati utilizzati dal giornalista Gianluigi Nuzzi per il suo libro "Sua Santità" e per questo rischia 30 anni di carcere[2][3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Treaty between the Holy See and Italy.
  2. ^ Vaticano, in manette il maggiordomo del Papa - Benedetto XVI: "Addolorato e colpito"
  3. ^ Vaticano, arrestato 'il corvo' È il maggiordomo del Papa

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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