Cree

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Cree è un appellativo applicato a diversi popoli indigeni in America del Nord, vale a dire Nehiyaw, Nehithaw, Nehilaw, Nehinaw, Ininiw, Ililiw, Iynu, e Iyyu. Questi popoli possono essere suddivisi in due grandi gruppi, quelli che identificano se stessi utilizzando un derivato della loro storica denominazione Nehilâw e quelli che si identificano con il termine "persona", storicamente Iliniw. La lingua della gente è derivata da quella del Cherokee.

Entrambi i gruppi condividono una comune discendenza, ma ora sono divisi principalmente lungo una linea linguistica. Quelli residenti ad ovest del confine dell’Ontario (ad eccezione di un gruppo di residenti in Quebec chiamato Attikamek) fino alle Montagne Rocciose, utilizzano il nome Nehilaw. Il secondo gruppo comprende tutti i gruppi a est della Baia di James che usano il termine Iliniw.

Entrambi i grandi gruppi parlano lingue discendenti dalla famiglia Algonchina.

Dal 1870 al 1970 più di 150 mila bambini sono stati strappati alle loro famiglie e portati in istituti religiosi fondati dal governo canadese per "cristianizzare e civilizzare" gli aborigeni. Non potevano parlare la lingua Cree. Hanno subito violenze fisiche e sessuali e "quando le ragazzine mostravano i sintomi della gravidanza, le suore si preoccupavano di nasconderle. Poi le facevano abortire e a volte venivano sterilizzate.", racconta il reverendo Wesley, un prete aborigeno che era stato portato in una di quelle scuole a 6 anni e in cui è rimasto per 11 anni. Ricorda che un giorno ha vomitato e i preti lo hanno preso a calci e l'hanno costretto a mangiare il suo vomito sul pavimento. Il reverendo considera l'accaduto un genocidio culturale.
Il Primo ministro Stephen Harper ha chiesto scusa a nome di tutto il Paese e ha istituito un risarcimento di 2 miliardi di dollari per i superstiti e per i loro discendenti. Anche la Chiesa ha chiesto scusa. Per accedere ai risarcimenti di 3000 dollari canadesi all'anno, però, gli aborigeni devono dichiarare di non voler denunciare ulteriormente le autorità o la Chiesa[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il Venerdì di Repubblica, numero 1117, 14 agosto 2009, pagine 42-44

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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