Credo quia absurdum

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La locuzione latina Credo quia absurdum, tradotta letteralmente, significa io credo perché è assurdo.

La frase è attribuita a Tertulliano, apologeta del II secolo, secondo il quale i dogmi della religione cristiana vanno sostenuti con convinzione tanto maggiore quanto meno sono comprensibili alla ragione. Tale frase è tuttavia stata formulata in maniera diversa dallo stesso Tertulliano in De Carne Christi (5,4). È facile riscontrare in Tertulliano un predecessore di Kierkegaard, che in Timore e tremore (1844) sostenne che la fede fosse un paradosso, uno scandalo.

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