Credito formativo universitario
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Il Credito Formativo Universitario (spesso abbreviato in CFU) è una modalità utilizzata nelle università italiane per misurare il carico di lavoro richiesto allo studente.
Ad ogni esame universitario è infatti associato un certo numero di CFU, che ne stimano l'impegno richiesto; convenzionalmente 1 CFU è pari a 25 ore di lavoro (indipendentemente se questo sia svolto come studio personale o come frequenza a laboratori o lezioni). Per conseguire la laurea o la laurea magistrale lo studente deve conseguire rispettivamente 180 crediti e ulteriori 120.
Introdotti con la riforma dell'università del 1999 (D.M. 509/99 [1]) i crediti sostituiscono la tradizionale differenza esistente tra "annualità" e "semestralità", oltre a consentire una semplificazione a riguardo del riconoscimento di esami sostenuti in altre università italiane o europee (ad esempio nell'ambito del Programma Erasmus): i crediti sono infatti trasferibili attraverso il sistema "ECTS" (European Credit Transfer System).
Uno degli scopi dell'introduzione dei crediti formativi era favorire la mobilità di studenti e ricercatori in Italia e all'estero. La normativa italiana in merito al trasferimento del corso di studi è rimasta al contempo invariata: è prevista la convalida d'ufficio, da parte delle segreterie studenti, degli esami sostenuti che hanno nome identico nell'università di origine e destinazione. Per le altre annualità sostenute, delibera il Consiglio di Facoltà, eventualmente richiedendo allo studente copia del programma degli esami.
Con il nuovo ordinamento e l'autonomia universitaria, molti corsi di laurea hanno cambiato nome e programmi di numerosi esami. Senza l'introduzione di macroaree di esami, che li rendano comparabili fra differenti università, aumentano le probabilità per gli studenti di non vedere riconosciuto in altri atenei il proprio impegno universitario, e di dover sostenere un considerevole numero di esami in aggiunta.
I crediti formativi possono essere acquisiti non solo sostenendo gli esami: le diverse facoltà possono determinare il riconoscimento dei crediti ottenuti tramite attività lavorativa, stage o altro.
Correlato al concetto di credito formativo vi è quello di debito formativo: la riforma prevede un'alta elasticità nel passaggio, al conseguimento della laurea, ad un diverso corso di laurea magistrale; ad esempio, è possibile conseguire una laurea in ingegneria gestionale ed iscriversi ad un corso di laurea in ingegneria meccanica. In tale passaggio, i Consigli di Corso di Studi possono determinare l'attribuzione di un debito formativo pari ad un certo numero di crediti. Lo studente sarà quindi tenuto a sostenere più esami, superando la canonica soglia dei 120 CFU.

