Creazione di Adamo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Creazione di Adamo (Michelangelo))
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Creazione di Adamo (disambigua).
Creazione di Adamo
Creazione di Adamo
Autore Michelangelo Buonarroti
Data 1511 circa
Tecnica affresco
Dimensioni 280 cm × 570 cm 
Ubicazione Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano
Dettaglio
Dettaglio

La Creazione di Adamo è un affresco (280x570 cm) di Michelangelo Buonarroti, databile al 1511 circa e facente parte della decorazione della volta della Cappella Sistina, nei Musei Vaticani a Roma, commissionata da Giulio II. Si tratta dell'episodio più celebre della Sistina e una delle icone più note e celebrate dell'arte universale, oggetto di innumerevoli citazioni, omaggi e parodie, paragonabile solo alla Gioconda di Leonardo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel dipingere la volta, Michelangelo procedette dalle campate vicino alla porta d'ingresso, quella usata durante i solenni ingressi in cappella del pontefice e del suo seguito, fino alla campata sopra l'altare. A metà del lavoro, nel 1510, il ponteggio venne smontato nella prima metà della cappella e ricostruito, entro l'autunno del 1511, nell'altra metà. La Creazione di Adamo (Genesi 1,26) fa quindi parte della prima fase del secondo blocco. In queste scene si nota come le figure inoltre divennero più grandi e monumentali, con un apparato compositivo più sintetico, la gestualità più essenziale e perentoria.

Per l'affresco furono necessarie sedici "giornate" d'affresco, a partire dal gruppo dell'Eterno e degli angeli, per i quali il disegno del cartone venne trasferito con lo spolvero, tranne la tunica, oggetto di incisioni dirette. Adamo, la cui figura venne studiata con cura, venne invece riportato sull'intonaco con la sola incisione diretta.

La scena ricevette unanimi apprezzamenti fin dall'epoca della scopritura. I contemporanei dell'artista, in particolare, vi leggevano la materializzazione di uno dei più alti ideali della cultura rinascimentale, quello della dignità umana, specchio "a immagine e somiglianza" di Dio. La bellezza del corpo umano era vista come una diretta emanazione delle facoltà spirituali e come il punto più alto della creazione divina.

Vasari scrisse: «[Nella] creazione di Adamo, [Michelangelo...] ha figurato Dio portato da un gruppo di Angioli ignudi e di tenera età, i quali par che sostenghino non solo una figura, ma tutto il peso del mondo, apparente tale mediante la venerabilissima maiestà di quello [Dio] e la maniera del moto, nel quale con un braccio cigne alcuni putti, quasi che egli si sostenga, e con l'altro porge la mano destra a uno Adamo, figurato di bellezza, di attitudine e di dintorni di qualità che e' par fatto di nuovo dal sommo e primo suo creatore più tosto che dal pennello e disegno d'uno uomo tale»[1].

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

Dettaglio

Su uno sfondo naturale spoglio e poco caratterizzato, simboleggiante l'alba del mondo, sta semidistesa la figura giovane e atletica di Adamo, che da un pendio erboso, quasi sul ciglio di un abisso, fa per sollevarsi da terra, tendendo un braccio verso l'Eterno, che si avvicina in volo entro un nimbo angelico. Dio, con la veste purpurea, è circondato, secondo la tradizione iconografica, da un gruppo d'angeli, ma al posto degli stereotipati serafini e cherubini, Michelangelo rappresentò delle figure reali, impegnate in uno sforzo come per sollevare il nimbo e composte in varie attitudini e atteggiamenti, con un trattamento differenziato in termini di illuminazione e nitidezza che amplifica, per contrasto, quelle in primo piano. Il gruppo divino è inserito in un grande manto violetto, gonfio di vento, che abbraccia l'Eterno e gli angeli con una curva dinamica, che ricorda una conchiglia (qualcuno ci ha letto la forma di un cervello umano, che sottolineerebbe il concetto di "idea" divina).

Straordinaria è l'invenzione degli indici alzati delle braccia protese, un attimo prima di entrare in contatto, come efficacissima metafora della scintilla vitale che passa dal Creatore alla creatura forgiata, di straordinaria bellezza che riflette la perfezione e la potenza divina, ridestandola. Tale gesto fu forse ispirato dalla fiorentina Annunciazione di Cestello di Sandro Botticelli. Il momento così immortalato acquistava un valore eterno e universale, sospeso in un trepidante avvicinamento che non avviene, ma è già perfettamente intelleggibile. Alcuni pensano che il contatto che non avviene tra le due dita sia voluto, per sottolineare l'irraggiungibilità della perfezione divina da parte dell'uomo.

Adamo, dal corpo definito con notevole perizia anatomica, poggia il braccio sul ginocchio piegato, in un perfetto effetto di risveglio: solleva lentamente il corpo e alza il dito ancora incerto verso quello assolutamente fermo di Dio. La figura del primo uomo presenta morbidi trapassi chiaroscurali, che però, tramite il ricorso a tonalità brillanti, rendono un forte risalto scultoreo. Il suo volto, di profilo e leggermente ruotato all'indietro, è quello di un adolescente, senza un'espressione definita, che si contrappone all'intenso ritratto di Dio Padre, maturo e carico d'energia, con la capigliatura grigia e una lunga barba con baffi fluttuante nell'aria. L'occhio di Adamo non è dipinto, ma è ricavato direttamente dal bianco dell'intonaco. Per l'Adamo, Michelangelo si ispirò, come fece per la Creazione di Eva, alla formella scolpita da Jacopo della Quercia per la Porta Magna della Basilica di San Petronio a Bologna. La posa di Adamo venne studiata in un foglio a carboncino nero e sanguigna, oggi al British Museum di Londra.

Sotto la gamba di Adamo sporge la mano di uno degli Ignudi, i giovani che siedono agli angoli dei pannelli narrativi.

Restauro[modifica | modifica wikitesto]

Prima del restauro concluso nel 1994 la scena era molto scurita per effetto delle colle animali stese a più riprese per compattare la superficie e per le pesanti ridipinture che in gran parte avevano annullato l'effetto di ampio respiro che caratterizza la scena, appiattendo la gamma cromatica e i contrasti (come quelli tra la sfolgorante veste del Creatore e la cavità in ombra del mantello rosso.

La pulitura ha riportato alla luce le tonalità luminose originarie e l'effetto spaziale.

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori, Michelangnolo Buonarroti (1568)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

pittura Portale Pittura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di pittura