Craterellus cornucopioides

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Trombetta dei morti
2011-11-20 Craterellus cornucopioides (L.) Pers 183522 cropped.jpg
Craterellus cornucopioides
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Ordine Cantharellales
Famiglia Cantharellaceae
Genere Craterellus
Specie C. cornucopioides
Nomenclatura binomiale
Craterellus cornucopioides
L., 1825
Nomi comuni

Trombetta dei morti

Caratteristiche morfologiche
Craterellus cornucopioides
Cappello ondulato disegno.png
Cappello ondulato
Smooth icon.png
Imenio liscio
No gills icon.svg
Lamelle no
White spore print icon.png
Sporata bianca
Bare stipe icon.png
Velo nudo
Immutabile icona.png
Carne immutabile
Saprotrophic ecology icon.png
Saprofita
Foodlogo.svg
Commestibile

Craterellus cornucopioides (L.) Pers., Mycol. eur. (Erlanga) 2: 5 (1825).

Il Craterellus cornucopioides, chiamato comunemente trombetta dei morti, è un fungo basidiomicete parente stretto dei più ben noti Cantharellus, o finferli, presente nei boschi e nelle foreste di latifoglie decidue dell'Appennino, specie quello centro-settentrionale, e delle Alpi. Molto ricercato dagli estimatori che lo usano spesso essiccato e polverizzato come condimento o consumato fresco.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome scientifico deriva dal latino e dal greco craterellus = piccola coppa e cornucopia = corno dell'abbondanza, per la sua forma tipica. Il nome comune trombetta dei morti è dato non tanto per il colore scuro, ma perché spunta intorno al 2 novembre, giorno della Commemorazione dei Defunti.

Descrizione della specie[modifica | modifica sorgente]

Fungo di modestie dimensioni simile al cantharellus cibarius, dal corpo fruttifero floscio e membraceo, a forma di trombetta (cornucopia) e imbutiforme, con cappello cavo che non supera gli 8 cm. Si presenta nero all'interno e grigio cenere/argento all'esterno. Ha profonde cavità lungo tutto il gambo fino alla base, il margine del carpoforo è irregolare e ripiegato verso la superficie esterna, di forma ondulata, lobata ed elastica.

La trombetta dei morti è un fungo autunnale poco appariscente, facilmente confondibile con le foglie in decomposizione su cui cresce, dalla forma e colore non particolarmente attraenti. Solitamente è di piccole dimensioni, per cui occorre raccogliere parecchi esemplari per farne un uso decente in cucina, anche se nei siti di crescita più adatti può raggiungere grossezze maggiori. La caratteristica forma a cornucopia (a trombetta) floscia e il colore grigio-nerastro fuligginoso lo contraddistinguono da altre specie fungine e rappresentano la sua particolarità.

Cappello[modifica | modifica sorgente]

Esili trombette dei morti che spuntano dalla lettiera di foglie in decomposizione

Il cappello di questo fungo si presenta sottile, di colore nerastro e fragile, con margine arrotolato. Ha dimensioni di 2÷8 cm x 8÷12 cm, forma di tromba, è interamente cavo sino alla base del gambo. Il colore varia da bruno grigiastro, con tempo secco, a nero brillante, con tempo umido.

Imenio[modifica | modifica sorgente]

La superficie esterna fertile (imenio) del fungo si presenta liscia senza pieghe o pseudo-lamelle negli esemplari giovani, divenendo progressivamente rugosa e venosa a maturità, dando al fungo un aspetto lugubre. Ha colore solitamente grigio cenere o grigio-bluastra, a seconda del grado di maturazione, ed è cosparsa di una fine polverina. La superficie interna, particolarmente evidente nel cappello, si presenta invece tomentosa, di colore grigio-fuligginosa o nerastra, cosparsa da squamette più scure che divengono evidenti man mano che il fungo invecchia e schiarisce.

Se il tempo è piovoso tutto l'imenio diviene nerastro.

Tromba di morto, rinvenuta a Sasso Pisano, nell'Appennino toscano

Gambo[modifica | modifica sorgente]

Gambo imbutiforme, fibroso, cavo fino in profondità e in continuità con il cappello, costituito solamente dallo strato corticale che sostiene l'intero carpoforo. È elastico, floscio, irregolare nella forma, la superficie è senza lamelle. Ha dimensioni di 2-6 cm, e risulta quasi completamente inglobato dal collo a imbuto del cappello, del quale costituisce, a vista, la parte inferiore.

Carne[modifica | modifica sorgente]

La poca carne che la trombetta dei morti possiede si presenta inizialmente grigia, poi subito nera, scarsa, sottile ed elastica.

  • Odore: odore gradevole, fungino, lievemente fruttato e dal forte aroma tartufato, molto più intenso se il fungo viene essiccato. Non a caso questo fungo è conosciuto anche come tartufo dei poveri.
  • Sapore: molto caratteristico, eccellente, fungino con retrogusto dolciastro e aromatico che ricorda il tartufo; leggermente astringente.
Illustrazione di C. cornucopioides

Spore[modifica | modifica sorgente]

Spore bianche in massa, di 10÷17 x 6÷11 µm, ellittico-ovoidali, lisce, guttulate, ialine (trasparenti), non amiloidi. La zona fertile è situata nella parte esterna del corpo fruttifero, è di colore grigio cenere-brunastra ed è formata da strie disposte verticalmente, che schiariscono con l'età (fungo leucosporeo). I basidi contengono 2 spore.

Habitat[modifica | modifica sorgente]

La trombetta dei morti è un fungo saprofita poco comune, cresce in autunno inoltrato (ultimi giorni di ottobre-novembre), alla fine della stagione micologica, a gruppi talvolta molto numerosi e più raramente in esemplari singoli, in terreni umidi, preferibilmente calcarei, all'interno di boschi e foreste di latifoglie decidue e talvolta conifere (raramente), spesso vicino a ceppaie marcescenti, sotto fogliame in decomposizione e in zone muschiose. Diffusa nelle montagne dell'Europa centro-meridionale, in Italia è diffusa e reperibile in Appennino e nelle quote basse delle Alpi. Ha una particolare affinità con i boschi di faggio e con le faggeto-abetine e con castagno, carpino nero e varie querce. Può crescere anche lungo piccoli corsi d'acqua o fossati all'interno dei boschi. È un fungo particolarmente difficile da trovare a causa del suo colore facilmente confondibile con il fogliame autunnale.

Commestibilità[modifica | modifica sorgente]

Fungo comunemente descritto come discreto dai trattati micologici, eccellente in cucina cucinato nei primi di pasta fresca con burro, panna e prezzemolo o nei misti di funghi, ottimo nei risotti e con la selvaggina. Si presta molto bene all'essiccazione per la preparazione della polvere di fungo (ma non rende molto date le piccole dimensioni e la scarsissima consistenza della carne), che viene utilizzata come prelibato condimento. Come già detto, il sapore e l'odore ricordano il tartufo e può essere impiegato come sostituto di quest'ultimo. Non da tutti è però apprezzato, soprattutto per il sapore fortemente aromatizzato e per il fatto di essere un fungo non molto conosciuto e spesso ignorato per via dell'aspetto poco appetibile.

Specie simili[modifica | modifica sorgente]

Il C. cornucopioides è un fungo che, per le sue caratteristiche morfologiche, risulta poco confondibile, anche se si può tuttavia confondere con il Cantharellus cinereus, anch'esso commestibile ma di colore grigio, con la carne più soda e, cosa molto importante, con il gambo pieno e non "cavo" come nella trombetta dei morti e con l'imenio non liscio ma percorso da creste e pseudo-lamelle molto evidenti.

Nomi comuni[modifica | modifica sorgente]

Sinonimi e binomi obsoleti[modifica | modifica sorgente]

  • Agaricus cinereus Batsch
  • Cantharellus cornucopioides (L.) Fr., Systema mycologicum (Lundae) 1: 321 (1821)
  • Craterella nigrescens Pers.
  • Craterellus ochrosporus Burt, Ann. Mo. bot. Gdn 1: 334 (1914)
  • Helvella punctata Jul. Schäff.
  • Merulius cornucopioides (L.) With., Bot. Arr. Brit. Pl., Edn 2 3: 281 (1792)
  • Merulius cornucopioides (L.) Pers., Synopsis Methodica Fungorum (Göttingen): 491 (1801)
  • Merulius pezizoides J.F. Gmel.
  • Merulius purpureus With., Bot. Arr. Brit. Pl., Edn 2 3: 280 (1792)
  • Pezicula cornucopioides (L.) Paulet
  • Peziza cornucopioides L., Species Plantarum: 1181 (1753)
  • Pleurotus cornucopioides (Pers.) Gillet, Hyménomycètes (Alençon): 345 (1876)
  • Sterbeeckia cornucopioides (L.) Dumort

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