Crédit mobilier

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I fratelli Pereire, promotori del Crédit mobilier

Il Crédit mobilier fu un istituto di credito francese nato nel 1852, durante l'impero di Napoleone III, ad opera dei fratelli Isaac ed Emilie Pereire, ebrei portoghesi.

Settore di attività[modifica | modifica sorgente]

Il suo antecedente era stata la Caisses des actions réunies, fondata nel 1850 da Moïse Polydore Millaud e Jules Mirès[1], che aveva mostrato come i tempi fossero ormai maturi per mettere fruttuosamente in circolazione il risparmio privato che si era accumulato nei trent'anni precedenti, e anche per rischiare questi nuovi capitali nell'impetuoso sviluppo che attraversava l'Europa in quei decenni.

L'istituto, che aveva un capitale versato di 60 milioni di franchi ripartito in 120.000 azioni da 500 franchi ciascuna, si può considerare la prima banca d'affari francese. Ebbe un ruolo importante nella forte crescita economica e del credito del periodo 1850-1857 che si concluse con il panico del 1857, e fu all'origine di molte speculazioni finanziarie prima di scomparire, nel 1870.

Il Crédit mobilier si specializzò nei finanziamenti all'industria pesante, al settore ferroviario, alla costruzione di opere pubbliche e nell'acquisizione di titoli azionari delle imprese industriali. Ebbe inoltre un ruolo importante nel finanziamento della costruzione del Canale di Suez e del Canale di Panama.

Dopo alcuni investimenti sbagliati e rischiosi, ma anche a causa della rivalità che si era innescata con la famiglia dei Rothschild, l'istituto fu costretto a dichiarare fallimento nel 1867.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La Caisses des actions réunies era una società finanziaria, capitale versato 5 milioni di franchi, che lavorava esclusivamente sul mercato azionario, comprando al ribasso e vendendo al rialzo - attività che in un momento di grandi lavori e grande effervescenza del mercato azionario si rivelò assai lucrosa: quando la società fu liquidata, nel 1853, il capitale fu completamente rimborsato, e negli ultimi 3 anni di vita gli investitori avevano ricevuto dividendi pari al 91% del capitale investito. Benché fosse stata sostenuta, alla nascita, da Napoleone III, la società uscì dal gioco quando vi entrarono investitori assai più "pesanti", come i fratelli Pereire.

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