Cozio

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Cozio (... – ...) figlio e successore di Donno, ebbe la doppia veste di re delle tribù stanziate sulle Alpi Cozie e funzionario dello Stato per la medesima provincia.

Dopo un periodo di lotte, giunse a pace con i Romani verso il 13 o il 12 a.C., e per ricordare l'avvenimento fu eretto pochi anni dopo (tra il 9 e l'8 a.C.) l'Arco di Susa.

Cozio latinizzò il suo nome in Marcus Iulius Cottius, fu nominato præfectus civitatis e assunse la cittadinanza romana, segno della volontà da parte di romani di voler creare un saldo legame con le popolazioni stanziate a ridosso del valico del Monginevro, allora l'unica via praticata per accedere nelle Gallie.

Sotto la sua guida, le popolazioni locali iniziarono a fondere con aspetti romani i propri costumi, le proprie legislazioni e il proprio linguaggio. L'unico elemento che rimase ancora a lungo nettamente separato dalla cultura romana fu quello religioso: infatti le tribù locali mantennero la devozione verso i loro dei, solo in seguito affiancati e identificati con quelli romani.

La morte di Cozio si pone intorno al 40 d.C. ma, come per la data di nascita, non ci sono notizie certe al riguardo. Suo figlio (non era il figlio ma il nipote figlio di Donno II) Cozio II regnò sino al 63 d.C., quando, venuto a mancare, le Alpi Cozie divennero una provincia romana.

In seguito alla sua morte si iniziò ad identificare con il nome di Alpes Cottiae quelle montagne, su cui governò, che prima erano conosciute con il nome di Alpes Taurinae

[modifica] Voci correlate

Alpi Cozie (provincia romana)

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