Costanza d'Altavilla

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Costanza
Costanza
Enrico VI e Costanza, dal Liber ad honorem Augusti, Pietro da Eboli, 1196.
Regina di Sicilia
In carica 1194 - 1198
fino al 1197 col marito Enrico VI
Predecessore Guglielmo III
Successore Federico II
Nome completo Costanza d'Altavilla
Altri titoli Imperatrice consorte del Sacro Romano Impero (11861197),
Nascita Palermo, 2 novembre 1154
Morte Palermo, 27 novembre 1198
Casa reale Altavilla
Padre Ruggero II
Madre Beatrice di Rethel
Consorte Enrico VI
Regno di Sicilia
Altavilla
Blason sicile famille Hauteville.svg

Ruggero II
Guglielmo I
Guglielmo II
Tancredi
Ruggero III
Guglielmo III
Costanza
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« Quest'è la luce de la gran Costanza
che del secondo vento di Soave
generò 'l terzo e l'ultima possanza »
(Dante Alighieri, Paradiso, Canto III, 118-120)

Costanza d'Altavilla, nota come Costanza di Sicilia (Palermo, 2 novembre 1154Palermo, 27 novembre 1198), è stata Regina di Sicilia e Imperatrice (come moglie di Enrico VI di Svevia) e madre di Federico II di Svevia.

Indice

Biografia [modifica]

Costanza era figlia postuma di Ruggero II re di Sicilia e della sua terza moglie Beatrice di Rethel.

Secondo una tradizione popolare, trasmessa da Giovanni Villani e poi ripresa da Dante e da altri, Costanza avrebbe manifestato in gioventù interesse per la vita monastica o addirittura sarebbe entrata in un convento; tuttavia di questa presunta scelta manca qualsiasi riscontro reale; quello che è certo, è che Costanza all'età di trent'anni era ancora nubile, e per il suo rango di principessa la cosa poteva sembrare al tempo piuttosto irrituale.

Grazie all'interessamento del re Guglielmo II di Sicilia (Guglielmo il Buono), suo nipote, Costanza sposò a Milano il 27 gennaio 1186 Enrico VI di Svevia, figlio dell'imperatore Federico il Barbarossa. La dote della sposa ammontava a 14 tonnellate d'oro[senza fonte]. Enrico (1165) era di circa undici anni più giovane di Costanza. Con l'unione gli intenti dei principali fautori erano chiari: Guglielmo aveva l'interesse a mantenere salda la dinastia, oramai in declino, rafforzandola con l'ingresso degli Svevi, allora in ascesa, mentre Federico il Barbarossa ambiva fortemente ad ampliare l'impero inglobando proprio l'Italia meridionale.

Tancredi e Costanza [modifica]

La cattura di Costanza a Salerno

Nel 1189 Guglielmo II in punto di morte, non avendo discendenti diretti, avrebbe indicato la zia Costanza, sorella di suo padre e figlia di Ruggero II, come erede ed obbligato i cavalieri a giurarle fedeltà, cercando così di appianare le divergenze che opponevano la nobiltà siciliana e il clero alla casata degli Hohenstaufen. Tuttavia la nobiltà siciliana e il papato non amavano gli svevi e la loro politica, che consideravano poco influenzabile ed eccessivamente autoritaria, e preferirono eleggere a Re di Sicilia Tancredi di Lecce, cugino di Guglielmo II e figlio naturale di Ruggero III Duca di Puglia; suo nonno era Ruggero II e sua zia la stessa Costanza.

La scelta cadde proprio su Tancredi perché era riuscito ad ottenere una certa stima come comandante militare ed era l'unico discente maschio, per quanto illegittimo, di stirpe normanna. Inoltre, essendo l'imperatore Federico il Barbarossa impegnato nella crociata in Terra Santa, Enrico VI e Costanza furono costretti a rimanere nel Regno di Germania allora in una situazione particolarmente delicata ed a distogliere l'attenzione dalla Sicilia. In questo contesto nel novembre 1189 Tancredi fu incoronato a Palermo Re di Sicilia. Papa Clemente III, che non vedeva di buon occhio un unico sovrano della casata degli Hohenstaufen dalla Germania alla Sicilia, approvò e riconobbe l'elezione. Quando Enrico successe al trono al padre, partì subito per la riconquista della Sicilia, supportato anche dalla flotta pisana, da sempre fedele all'imperatore. Tuttavia la flotta siciliana di Tancredi riuscì a battere la marineria pisana e l'esercito di Enrico, a causa di una serie di eventi sfortunati (fra tutti una pestilenza), fu decimato. Inoltre Tancredi riuscì anche a catturare e imprigionare Costanza a Salerno. Per il rilascio dell'imperatrice il re normanno pretese che Enrico scendesse a patti con un accordo di tregua.

Il Regno di Sicilia e la nascita di Federico II [modifica]

Nascita di Federico II. Dal ms della Cronica di Giovanni Villani

Nel febbraio del 1194 Tancredi morì e la sua successione apparve problematica per l'età infantile del figlio. In questo contesto Enrico tornò in Italia e riuscì a sottomettere il Regno di Sicilia. Il 25 dicembre del 1194 fu incoronato Re di Sicilia. Il giorno seguente Costanza, in procinto di giungere in Sicilia dalla Germania, diede alla luce a Jesi il futuro Federico II del Sacro Romano Impero. La nascita del figlio di Costanza era importante per la successione del Regno di Sicilia, ma fu avvolta da dicerie ed illazioni: Federico fu considerato da alcuni detrattori l'Anticristo, che una leggenda medievale sosteneva sarebbe nato da una vecchia monaca: Costanza d'Altavilla al momento del parto aveva 40 anni e, prima del matrimonio, si diceva, aveva vissuto in un convento. Inoltre a causa dell'età avanzata, molti non credevano alla gravidanza di Costanza. Per questo motivo sarebbe stato allestito un baldacchino al centro della piazza di Jesi, dove Costanza partorì pubblicamente, al fine di fugare ogni dubbio sulla nascita del futuro imperatore. Il Villani nella sua Cronica scriverà[1]:

« Quando la 'mperatrice Costanza era grossa di Federigo, s'avea sospetto in Cicilia e per tutto il reame di Puglia, che per la sua grande etade potesse esser grossa; per la qual cosa quando venne a partorire fece tendere un padiglione in su la piazza di Palermo e mandò bando che qual donna volesse v'andasse a vederla; e molte ve n'andarono e vidono, e però cessò il sospetto »
(Giovanni Villani)

La reggenza, la morte [modifica]

Il sepolcro di Costanza, nella cattedrale di Palermo.

Nel 1197 si spense Enrico di Svevia, morto a Messina dopo una malattia contratta durante l'assedio di Castrogiovanni (oggi Enna): le circostanze misteriose hanno spesso fatto sorgere dubbi anche su un eventuale avvelenamento ordito dalla stessa moglie.

Costanza comunque assunse il ruolo di tutrice di Federico II e successivamente, poco prima di morire, mise lo stesso figlio sotto la tutela di Papa Innocenzo III: un atto al momento politicamente assai accorto ma che non mancò di suscitare più tardi problemi di non facile soluzione.

Costanza morì il 27 novembre del 1198, il figlio Federico aveva allora quasi quattro anni d'età. Fu sepolta nella Cattedrale di Palermo.

Note [modifica]

  1. ^ Da considerare che tutto il brano di Villani è infarcito di clamorose inesattezze: Costanza era zia di Guglielmo e non sorella (serocchia); le nozze si svolsero a Milano e non a Roma; Costanza si sposò a 32 anni e non a 50; partorì a 40 anni e non a 52; la nascita avvenne nella piazza di Iesi e non a Palermo. In base a queste considerazioni la critica attuale tende pertanto a considerare come frutto della fantasia popolare anche gli altri riferimenti di Villani relativi alla sua presunta monacazione e all'episodio della tenda di Jesi (cfr. le recenti biografie di D. Abulafia, H.Houben ecc.).

Bibliografia [modifica]

Voci correlate [modifica]

Altri progetti [modifica]

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