Cospirazione della sorpresa d'ottobre

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La Cospirazione della sorpresa d'ottobre fu un presunto complotto con cui i rappresentanti del Presidente degli USA Ronald Reagan, d'accordo con la Repubblica islamica dell'Iran, ritardarono il rilascio dei 52 ostaggi americani prigionieri nell'ambasciata USA di Teheran finché non si fossero celebrate le elezioni presidenziali statunitensi del 1980. In cambio della collaborazione dei rapitori, gli Stati Uniti avrebbero fornito armi all'Iran e scongelato alcuni loro depositi finanziari, fino ad allora bloccati dal governo USA.

L'allora Presidente democratico Jimmy Carter era alle prese con la crisi degli ostaggi e l'ostile regime dell'Ayatollah Khomeini da circa un anno. La tesi accusatoria sostiene che alcuni esponenti repubblicani con entrature nella CIA - tra i quali George H. W. Bush - si sarebbero adoperati per impedire il rilascio degli ostaggi a ottobre, evitando un colpo a sorpresa da parte dell'amministrazione Carter a pochi giorni dalle elezioni. Gli ostaggi furono liberati il giorno dell'insediamento di Reagan, venti minuti dopo il suo discorso inaugurale.

Dopo 12 anni di inchieste giornalistiche e due indagini parlamentari svolte separatamente da entrambe le camere del Congresso, le prove dell'esistenza del complotto sono fin qui risultate insufficienti. Tuttavia alcune importanti personalità, come l'ex presidente iraniano Abolhassan Banisadr e l'ex collaboratore di Reagan e Bush nella campagna elettorale del 1980 Barbara Honegger, continuano a ribadire le proprie accuse.