Corviale

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Edificio ERP
Nuovo Corviale
Corviale
Corviale III.jpg
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1972
Uso civile
Realizzazione
Architetto Mario Fiorentino e altri
Proprietario Istituto Autonomo Case Popolari
 

Corviale, o più correttamente "Nuovo Corviale" (il "Serpentone" per i romani), è un edificio sito in Roma, nei pressi della via Portuense, lungo la via Poggio Verde. Prende il nome dalla zona sulla quale è stato costruito, nel suburbio Gianicolense.

L'edificio[modifica | modifica sorgente]

Di proprietà dell'Istituto Autonomo Case Popolari, tra le più controverse opere architettoniche realizzate nell'Italia post-bellica, è stato progettato nel 1972 da un team di architetti coordinati da Mario Fiorentino e composto da Federico Gorio, Piero Maria Lugli, Giulio Sterbini e Michele Valori.

Doveva rappresentare un modello di sviluppo abitativo in netto distacco dallo sviluppo urbanistico di Roma iniziato negli anni sessanta con il boom edilizio (chiamato anche "sacco di Roma") che si tradusse nella nascita di interi quartieri completamente privi di servizi, chiamati "quartieri dormitorio".

I lavori, affidati ad un'unica impresa edile, si arrestarono quando solo la parte residenziale era stata ultimata per il fallimento della stessa impresa. Le prime abitazioni furono consegnate nell'ottobre 1982, ma già qualche mese dopo avvennero le prime occupazioni abusive da parte di circa settecento famiglie, che continuarono per tutti gli anni '80 e '90. Costituito da due stecche, una verticale ed una più piccola e bassa orizzontale, conta un totale di 1200 appartamenti.

Anni di occupazione e totale abbandono hanno ridotto l'edificio in condizioni di degrado e fatiscenza, anche se nel 2009 è diventato oggetto di un tentativo di riqualificazione che interessa pure il territorio circostante. La parte centrale, o "spina servizi", che si trova tra le due stecche, è stata completata ed accoglie alcuni uffici del Municipio XV, un centro per il disagio mentale della ASL Roma D, il Gruppo XV dei Vigili Urbani, un centro culturale ed artistico "Il Mitreo" ed un farmer market. Inoltre, negli spazi della spina centrale hanno trovato spazi un gruppo di artigiani sfrattati dalle botteghe del centro storico.

All'interno del palazzo sono presenti l'incubatore d'impresa del Comune di Roma, un ambulatorio ASL, un centro anziani, un supermercato, e varie cooperative ed attività sociale e imprenditoriali.

Poco distante dal terminale della seconda stecca, sul luogo dove sorgeva un'area verde, è stato completato il centro commerciale "Casetta Mattei", già presente nel progetto originale[1].

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

« In questo senso, però, va sventato subito l'equivoco che il Corviale sia qualcosa come un'unità di abitazione. Corviale si pone proprio al contrario dell'unità di abitazione, che è stato pensato come elemento ripetitivo, come un elemento che viene studiato nella sua complessità e funzionalità e può essere ripetuto. Il Corviale nasce come un unicum per quel sito e per questa città di Roma.[2] »
(Mario Fiorentino, Video intervista, 1981)

La sua morfologia si deve alle architetture monumentali di Roma ed è sbagliato il riferimento con i progetti di Le Corbusier per l'Unitè d'habitation di Marsiglia e di Berlino.[3].

È formato da due palazzi lunghi un chilometro per nove piani di altezza (stecche), uno in fronte all'altro, con all'interno ballatoi lunghissimi, cortili e spazi comuni, e da un altro edificio lineare più piccolo che orizzontalmente si unisce al primo edificio tramite un ponte.

All'interno dei cortili vi sono, per tutta la lunghezza, un'altra fila di abitazioni ("case basse") di due o tre piani che si affacciano sui cortili e sulla campagna retrostante. È interamente costituito di setti in cemento armato. Ospita ben 1200 appartamenti di diverse dimensioni, più una innumerevole serie di abitazioni sorte abusivamente negli spazi comuni e in quella che doveva essere una galleria dei negozi al 4º piano.

Nel progetto iniziale il palazzo era diviso in sei lotti: ognuno doveva essere dotato di sala condominiale per le attività comuni. Inoltre, erano previsti una sala per le riunioni, un anfiteatro all'aperto (realizzato), scuole, laboratori artigianali e un piano, il quarto, dedicato agli esercizi commerciali. Alcune sale condominiali andranno alla facoltà di architettura.

Riqualificazione[modifica | modifica sorgente]

Nel febbraio 2009 il Comune di Roma ha indetto un concorso per la riqualificazione dell'edificio. A vincere è stato il gruppo di progettazione coordinato dall'architetto Guendalina Salimei[4], che ha proposto un cambio d'uso dei locali del piano libero dell'edificio che, nel mai realizzato progetto di Fiorentino, doveva diventare un luogo di aggregazione, con l'inserimento di verde e servizi di interesse comune (asilo, biblioteca, negozi) per fare del lungo "ballatoio" un elemento di interruzione positiva nella vita dei residenti[5].

Corviale nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Nel 1983 il gigantesco edificio fu fatto conoscere a tutta Italia dal film Sfrattato cerca casa equo canone, con protagonista Pippo Franco, un'opera invero molto modesta della commedia all'italiana, dove vengono derisi i principi urbanistici e ideologici che avevano portato alla sua costruzione.

Film[modifica | modifica sorgente]

  • Katharina Copony, Il Palazzo, film documentario, Germania, Austria, ZDF, 2006, 45'[6]
  • Marco Danieli, Il silenzio del Corviale, film documentario, Italia, 2008, 41'
  • Matteo Botrugno, Daniele Coluccini, Et in terra pax, film drammatico, Italia, Cinecittà Luce, maggio 2010, 89'[7]
  • Pier Francesco Pingitore, Sfrattato cerca casa equo canone, film commedia, Italia 1983.
  • Paola Perla, "Rigattoni" Con Paola Perla, Mario Donatone (l'assassino travestito da sacerdote nel Padrino 3) e la straordinaria partecipazione del giornalista RAI di Paolo Aleotti .(parte 1) http://www.youtube.com/watch?v=vekuk_ASlGU, (parte 2)http://www.youtube.com/watch?v=vekuk_ASlGU, (parte 3) http://www.youtube.com/watch?v=vekuk_ASlGU.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il Centro Commerciale Casetta Mattei su corviale.it
  2. ^ Salvatore D'Agostino e Isidoro Pennisi, Mario Fiorentino: Corviale un edificio romano, Wilfing Architettura, 13 marzo 2012
  3. ^ Salvatore D'Agostino e Isidoro Pennisi, Mario Fiorentino: Corviale un edificio romano, Wilfing Architettura, 13 marzo 2012
  4. ^ Abbattere Corviale? Meglio la rigenerazione della proposta Buontempo - Il Sole 24 ORE
  5. ^ Guendalina Salimei, T-studio — Ristrutturazione edilizia, con cambio d’uso, dei locali del piano terra e dei piani III, IV e V relativi all’edificio ERP — Europaconcorsi
  6. ^ Programmes à la semaine | fr - ARTE
  7. ^ Et in terra pax - MYmovies

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Luca Monica (a cura di), Gallaratese Corviale Zen. I confini della città moderna: grandi architetture residenziali. Disegni di progetto degli studi Aymonino, Fiorentino, Gregotti, Parma, Festival Architettura, 2008. ISBN 978-88-897-3909-9.
  • Anna Del Monaco (a cura di), Corviale Accomplished. Function and Disfunction of Social Housing. Research directed by Lucio Barbera and Richard Plunz, Roma, Casa Editrice La Sapienza, 2009. ISBN 9788895814216.
  • Piero Ostilio Rossi, Roma. Guida all'architettura moderna. 1909-2000, Laterza, 2003 (3a ed.), pp. 321-323. ISBN 88-420-6072-0.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Coordinate: 41°51′01.84″N 12°24′41.57″E / 41.850511°N 12.411547°E41.850511; 12.411547