Corviale
| Edificio ERP Roma Corviale Corviale |
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|---|---|
| Ubicazione | |
| Città | Roma |
| Paese | |
| Informazioni | |
| Stato | In uso |
| Costruzione | 1972 |
| Realizzazione | |
| Architetto | Mario Fiorentino e altri |
| Proprietario | Istituto Autonomo Case Popolari |
Corviale è il nome della zona urbanistica 15f del XV Municipio di Roma Capitale. Si estende sul suburbio S.VIII Gianicolense.
Popolazione: 15.671[1] abitanti.
Con il nome "Corviale" o più correttamente "Nuovo Corviale" (il "Serpentone" per i romani) si identifica un gigantesco edificio costruito lungo la via Portuense. Doveva essere il primo quartiere satellite o città satellite in grado di offrire ai suoi abitanti tutti i servizi necessari. La logica dell'intervento, rivelatasi ben presto visionaria, si ispira alle soluzioni residenziali del primo razionalismo e presenta chiari riferimenti, sviliti da un'attuazione non corretta nel momento della realizzazione dell'opera, alle teorie sulle "Unités d'Habitation" di Le Corbusier, di cui un esempio si trova a Marsiglia.
Indice |
[modifica] L'edificio
Di proprietà dell'Istituto Autonomo Case Popolari, è stato progettato nel 1972 da un team di architetti: Federico Gorio, Piero Maria Lugli, Giulio Sterbini e Michele Valori, coordinati da Mario Fiorentino.
Doveva, nella teoria, rappresentare un modello di sviluppo abitativo in netto distacco dallo sviluppo urbanistico di Roma partito dagli anni 60 con il boom edilizio (chiamato anche il sacco di Roma) che si tradusse nella nascita di interi quartieri completamente privi di servizi chiamati quartieri dormitorio.
Nuovo Corviale invece, secondo alcuni architetti ed urbanisti, rappresenta il più lampante errore di programmazione architettonica nella storia dell'urbanistica italiana. I problemi reali dell'edificio sono legati alla manutenzione, ed al completamento del progetto mai arrivato a termine.
Le prime abitazioni furono consegnate nell'ottobre 1982, ma già qualche mese dopo avvennero le prime occupazioni abusive da parte di circa settecento famiglie.
Costituito da due stecche, una verticale ed una più piccola e bassa orizzontale, conta un totale di 1200 appartamenti.
Anni di occupazione e totale abbandono hanno ridotto l'edificio in condizioni di degrado e fatiscenza anche se recentemente è diventato oggetto di un tentativo di riqualificazione che interessa anche il territorio circostante. La parte centrale, o "spina servizi", che si trova tra le due stecche, è stata completata ed accoglie alcuni uffici del municipio XV, un centro per il disagio mentale della ASL Roma D, il Gruppo XV dei Vigili Urbani, un centro culturale ed artistico "Il Mitreo" ed un Farmer Market. Inoltre negli spazi della spina centrale hanno trovato spazi un gruppo di artigiani sfrattati dalle botteghe del centro storico.
All'interno del palazzo sono presenti l'incubatore d'impresa del comune di Roma, un ambulatorio ASL, un centro anziani, un supermercato, e varie cooperative ed attività sociale ed imprenditoriali. Poco distante dal terminale della seconda stecca, sul luogo dove sorgeva un'area verde, è stato completato il centro commerciale "Casetta Mattei", già presente nel progetto originale [2].
[modifica] Caratteristiche
È formato da due palazzi lunghi un chilometro per nove piani di altezza (stecche), uno in fronte all'altro, con all'interno ballatoi lunghissimi, cortili e spazi comuni, e da un altro edificio lineare più piccolo che orizzontalmente si unisce al primo edificio tramite un ponte.
All'interno dei cortili vi sono per tutta la lunghezza un'altra fila di abitazioni ("case basse") di due o tre piani che si affacciano sui cortili e sulla campagna retrostante. È interamente costituito di setti in cemento armato. Ospita ben 1200 appartamenti di diverse dimensioni, più una innumerevole serie di abitazioni sorte abusivamente negli spazi comuni e in quella che doveva essere una galleria dei negozi al 4º piano.
Nel progetto iniziale il palazzo era diviso in sei lotti: ognuno doveva essere dotato di sala condominiale per le attività comuni. Inoltre erano previsti una sala per le riunioni, un anfiteatro all'aperto, scuole, laboratori artigianali e un piano, il quarto, dedicato agli esercizi commerciali. Alcune sale condominiali andranno all'università di architettura.
[modifica] Riqualificazione
Nel febbraio 2009 è stato indetto un concorso dal Comune di Roma per la riqualificazione dell'edificio. A vincere è stato il gruppo di progettazione coordinato dall'architetto Guendalina Salimei[3], che ha proposto un cambio d'uso dei locali del piano libero dell'edificio che, nel mai realizzato progetto di Fiorentino, doveva diventare un luogo di aggregazione, con l'inserimento di verde e servizi di interesse comune (asilo, biblioteca, negozi) per fare del lungo "ballatoio" un elemento di interruzione positiva nella vita dei residenti[4].
[modifica] Corviale nella cultura popolare
Nel 1983 il gigantesco edificio fu fatto conoscere a tutta Italia dal film Sfrattato cerca casa equo canone, con protagonista Pippo Franco, un'opera molto modesta della commedia all'italiana, dove vengono derisi i principi urbanistici e ideologici che avevano portato alla sua costruzione. Al Corviale è stata anche dedicata la canzone Serpentone dal misconosciuto gruppo romano di rock demenziale Santarita Sakkascia e la canzone "Eclissi Di Periferia" di Max Gazzè.
Secondo una leggenda metropolitana, l'architetto responsabile del progetto si sarebbe suicidato una volta vista l'opera compiuta; il fatto, privo di alcuna verità, testimonia tuttavia il mancato apprezzamento dei romani per il risultato ottenuto, per quanto basato su soluzioni in se stesse non dannose, ma inficiate dalle fasi di realizzazione. La verità però vede Fiorentino morire di arresto cardio-circolatorio a seguito di una riunione di condanna da parte dei colleghi romani e da parte dell'amministrazione che aveva commissionato il progetto. Non è escluso che la terribile riunione abbia potuto causare l'infarto, ma certo non morì suicida.
L'opera di grande impatto visiva tutt'oggi abitata meriterebbe una severa accelerazione nei lavori di risanamento e mantenimento perché rappresenta una grande volontà razionalistica, comunemente funzionante in Nord Europa e nei paesi scandinavi in generale dove le condizioni atmosferiche sono bensì molto più proibitive di quelle registrabili a Roma. Roma ha necessità anche di riqualificare soprattutto a livello mediatico questa architettura che merita un valore se non una grande rivalutazione in ambito sociale civile e culturale.
[modifica] Bibliografia
- Luca Monica (a cura di), Gallaratese Corviale Zen. I confini della città moderna: grandi architetture residenziali. Disegni di progetto degli studi Aymonino, Fiorentino, Gregotti, Parma, Festival Architettura, 2008. ISBN 978-88-897-3909-9
[modifica] Note
- ^ Roma Capitale - Dipartimento risorse tecnologiche - servizi delegati - statistica. Iscritti in anagrafe al 31-12-2010.
- ^ Il Centro Commerciale Casetta Mattei su corviale.it
- ^ http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2010/04/corviale-abbattere-rigenerate-ater-tstudio-buontempo.shtml
- ^ http://europaconcorsi.com/projects/141194-Ristrutturazione-edilizia-con-cambio-d-uso-dei-locali-del-piano-terra-e-dei-piani-III-IV-e-V-relativi-all-edificio-ERP
[modifica] Collegamenti esterni
- Municipio Roma XV (15) Arvalia-Portuense
- Articolo su Arvalia storia
- L'Aggregatore delle associazioni di Corviale
Coordinate: 41°51′02″N 12°25′06″E / 41.850479°N 12.418242°E