Corsa allo spazio asiatica

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Molti paesi asiatici possiedono un programma spaziale e sono in competizione tra loro per ottenere avanzamenti tecnologici e scientifici nello spazio esterno; i media spesso si riferiscono a questa competizione chiamandola "corsa allo spazio asiatica",[1] in riferimento alla corsa allo spazio avvenuta tra Stati Uniti d'America e Unione Sovietica. Come accadde tra queste due potenze, anche la corsa asiatica include tra gli obiettivi la sicurezza nazionale, che spinge molte nazioni ad inviare satelliti e astronauti nell'orbita terrestre e anche oltre.[2] Diversi paesi asiatici si contendono il posto come potenza preminente nello spazio.[3]

Potenze spaziali asiatiche[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Data del primo lancio orbitale di ogni nazione.

Dei dieci paesi che autonomamente sono riusciti a lanciare in orbita un satellite, sei sono asiatici: Cina, India, Iran, Israele, Giappone e Corea del Nord.

Il Kazakistan non possiede una propria tecnologia missilistica; tuttavia possiede una base di lancio, il cosmodromo di Bajkonur, usato dai russi al costo di 150 milioni di dollari all'anno. L'Iraq sviluppò e testò il veicolo da lancio spaziale Tammouz, senza satellite, il 5 dicembre 1989. Secondo un comunicato stampa dell'Iraqi News Agency, il missile completò sei orbite ma ciò non venne confermato dagli osservatori internazionali. La Corea del Nord affermò di aver lanciato con successo un satellite per ben due volte, il 31 agosto 1998 e il 5 aprile 2009; secondo gli osservatori internazionali, i razzi caddero nel nord dell'oceano Pacifico senza uscire dall'orbita. La Corea del Sud pianificò di cominciare i lanci nel 2009 mentre anche Indonesia, Taiwan, Pakistan, Malesia e Turchia affermano di avere dei programmi spaziali propri.[senza fonte]

La Cina fu il primo paese asiatico a riuscire ad inviare nello spazio un loro equipaggio, nell'ottobre 2003.[4]

L'India ha in programma di inviare degli esseri umani nello spazio entro il 2015,[5] mentre Iran e Giappone programmano di farlo entro il 2020.

Nonostante i traguardi raggiunti dai principali protagonisti asiatici (Cina, India e Giappone) siano poco in confronto alle pietre miliari raggiunte da Stati Uniti e dall'ex-Unione Sovietica, alcuni esperti credono che presto i paesi asiatici guideranno il mondo nell'esplorazione spaziale.[6] La Cina è stata il leader della corsa sin dall'inizio del XXI secolo.[7] Il primo volo cinese del 2003 marca l'inizio della nuova corsa spaziale. Nel contempo, l'esistenza stessa di una corsa è argomento di dibattito, infatti la Cina stessa nega l'esistenza di questa 'gara'.[8]

Nel gennaio del 2007, la Cina divenne la prima potenza militare asiatica ad inviare in orbita un missile anti-satellite per distruggere un satellite meteorologico cinese in orbita polare. L'esplosione che ne conseguì sparse una ondata di detriti per lo spazio ad una velocità di più di 10 km/s.[9][10] Un mese dopo, la JAXA, Agenzia Spaziale Giapponese, lanciò in orbita un satellite per le comunicazioni sperimentale, ideato per trasmettere dati a velocità molto elevate in aree remote.[9] Dopo aver raggiunto con successo la tecnologia geostazionaria, l'India diede il via alla prima missione lunare, Chandrayaan-1, che scoprì acqua sul nostro satellite naturale.[11] Il 21 febbraio 2008, la United States Navy distrusse un satellite spia americano in disuso, l'USA 193, negando che ciò fosse una risposta al test anti-satellite portato a termine dai cinesi un anno prima.[12] Il primo astronauta coreano, Yi So-yeon, visse undici giorni nella Stazione Spaziale Internazionale nell'aprile del 2008.[13]

Oltre all'orgoglio nazionale, le nazioni sono motivate a raggiungere lo spazio anche per motivi economici. Satelliti commerciali sono stati lanciati per le comunicazioni, per il meteo e per le ricerche atmosferiche. In base ad un rapporto della Space Frontier Foundation, rilasciato nel 2006, l'"economia spaziale" è stimata al peggio in 180 miliardi di dollari, con più del 60% delle attività economiche spaziali provenienti da beni e servizi commerciali.[2] La Cina e l'India proposero un'iniziativa di lanci a fini commerciali.

Cina[modifica | modifica wikitesto]

1leftarrow.pngVoce principale: Programma spaziale cinese.

La Cina possiede un programma spaziale provvisto di moduli per equipaggi. A questo scopo venne sviluppata una famiglia di razzi di grosse dimensioni, come il gruppo dei missili Long March. I cinesi inviarono due missili in orbita lunare, il Chang'e 1 e il Chang'e 2 e hanno inoltre intenzione di far allunare in rover per prelevare dei campioni. Nel 2011, la Cina iniziò un programma per realizzare una stazione spaziale, iniziando con il lancio del Tiangong 1. Tentò inoltre di inviare una sonda verso Marte, la Yinguo 1, in collaborazione con la Russia ma la missione fallì.[4] I cinesi stanno collaborando con la Russia, l'Agenzia Spaziale Europea e il Brasile, lanciando inoltre satelliti commerciali per altri paesi. Alcuni esperti suggeriscono che il programma spaziale cinese è collegato con i tentativi nazionali di sviluppare tecnologie militari avanzate.[14]

L'avanzamento tecnologico della Cina fu il risultato dell'integrazione di diverse esperienze. I primi satelliti cinesi, come per esempio i vari Fanhui Shi Weixing, avevano effettuato diversi test di rientro atmosferico. Negli anni novanta, la Cina portò a termine diversi lanci commerciali, acquistando esperienza e aumentando il numero di successi rispetto al totale dei tentativi. La Cina si prefigge di intraprendere sviluppi scientifici nei campi di studio come l'esplorazione del sistema solare. L'equipaggio del veicolo spaziale Shenzhou 7 portò a termine la prima attività extraveicolare cinese nel settembre 2008 mentre lo Shenzhou 9 portò a termine il primo loro aggancio spaziale. In più, la sonda Chang'e 2 fu il primo oggetto terrestre a raggiungere il punto di Lagrange tra il Sole e la Terra, nell'agosto 2011. Il 13 dicembre 2012, lo stesso raggiunse con successo l'asteroide 4179 Toutatis, divenendo la prima sonda terrestre ad orbitare attorno alla Luna, raggiungere il punto di Lagrange Sole-Terra e giungere infine ad una distanza di 3,2 km da un asteroide.

Giappone[modifica | modifica wikitesto]

1leftarrow.pngVoce principale: Agenzia Spaziale Giapponese.

L'H-IIA F11 in fase di decollo dal Centro spaziale di Tanegashima, in Giappone

Il Giappone è stato impegnato con gli Stati Uniti nella difesa missilistica fin dal 1999 infatti i programmi militari cinese e nordcoreano sono un argomento molto discusso nelle relazioni estere nipponiche.[15]

Il lavoro giapponese riguarda tecnologie spaziali militari e civili, sistemi di difesa missilistici, satelliti spia militari di nuova generazione e la realizzazione di una stazione con personale sulla Luna.[16]

Il Giappone cominciò a costruire satelliti spia dopo il test nordcoreano con un missile Taepodong, nel 1998, che sorvolò il Giappone stesso. Il governo nordcoreano affermò che il missile semplicemente portava in orbita un satellite e accusò i giapponesi di aver causato una corsa alle armi.[17] La Costituzione adottata dai giapponesi dopo la seconda guerra mondiale limitava l'attività militare alle sole operazioni difensive. Nel maggio 2007, il Primo Ministro Shinzō Abe richiese una revisione della Costituzione stessa per concedere al paese di avere un più ampio ruolo nella sicurezza globale e ravvivare così anche l'orgoglio nazionale.[18] Fino ad allora, il Giappone non aveva ancora creato un veicolo spaziale provvisto d'equipaggio e non aveva nemmeno in programma di svilupparne uno. Venne così ideato lo Space Shuttle giapponese, l'HOPE-X, che sarebbe stato lanciato nello spazio con un razzo H-II, ma il progetto fu ritardato e infine cancellato. In seguito, la capsula mono-equipaggio Fuji venne proposta ma non venne infine approvata. Progetti pionieristici come l'orbitazione a stadio singolo, il veicolo da lancio riutilizzabile, il Kankoh-maru a decollo e atterraggio verticale vennero sviluppati ma non approvati. Tuttavia, un progetto meno innovativo di veicolo spaziale con equipaggio verrà portato a termine entro il 2025, come parte del piano giapponese di inviare uomini sulla Luna. Alcuni però hanno sollevato dubbi riguardo a questo progetto e sospettano che sia in realtà una collaborazione al programma Constellation della NASA.[19] Infine, l'Agenzia Spaziale Giapponese ha in piano di inviare un robot umanoide, come ASIMO, sulla Luna.[19]

Il primo lancio orbitale giapponese venne effettuato da un istituto universitario e non da un'agenzia nazionale. La maggior parte dei primi satelliti giapponesi furono lanciati con il proposito dell'esplorazione scientifica, scopo che venne peraltro raggiunto. Poiché l'agenzia spaziale giapponese dovette recuperare rispetto all'università, diverse tecnologie spaziali americane, inclusi i satelliti geosincroni, meteorologici e per le comunicazioni vennero ben presto acquistate. A causa di ciò, i lanci a scopo commerciale portarono il Giappone ad una perdita economica. Si ebbe così una scarsa quantità di lancio, una minore esperienza spaziale e di conseguenza una minor percentuale di successi. La maggior parte dei lanci giapponesi, effettuati autonomamente, furono esperimenti tecnologici e lanci di satelliti scientifici, il cui scopo era di ottenere innovazioni su scala internazionale.

India[modifica | modifica wikitesto]

L'interesse indiano per i viaggi spaziali cominciò nei primi anni sessanta, quando gli scienziati lanciarono un piccolo razzo sopra il Kerala.[20] Sotto la guida di Vikram Sarabhai, il programma si focalizzò sull'uso pratico dello spazio per aumentare gli standard di vita in India. Satelliti di telerilevamento e per le comunicazioni furono così lanciati in orbita.[21] Nel 2003, pochi giorni dopo che la Cina ebbe affermato di voler inviare uomini nello spazio, il Primo Ministro Atal Behari Vajpayee spinse pubblicamente gli scienziati indiani a pianificare una missione per portare un uomo sulla Luna.[22] L'India quindi realizzò il proprio veicolo spaziale, lanciò diversi satelliti, inviò la sonda Chandrayaan-1 verso la Luna nell'ottobre 2008[23] e realizzò con successo una tecnologia di rientro. L'Indian Space Research Organisation ha pianificato di portare a termine la seconda missione esplorativa verso la Luna, il Chandrayaan-2, per il 2013.[24] Gli indiani si aspettano di poter inviare un uomo sulla Luna dopo il 2016,[25] e nel frattempo stanno pianificando una missione verso Marte.[26]

L'India ha ottenuto finora un'esperienza significativa nelle tecnologie spaziali e ha condotto con successo molti lanci commerciali. Nel 2008, vi erano dieci satelliti indiani in orbita simultaneamente. La prima sonda asiatica progettata per allunare venne completata lo stesso anno.

Iran[modifica | modifica wikitesto]

L'Iran sviluppò il proprio veicolo da lancio satellitare, chiamato SLV Safir, partendo dal missile balistico a raggio intermedio Shahab. Il 2 febbraio 2009, la televisione statale iraniana comunicò che il primo satellite iraniano, l'Omid, venne lanciato con successo nell'orbita terrestre bassa, dallo Safir-2.[27] Il lancio coincise con il 30º anniversario della rivoluzione iraniana. L'Iran sta lavorando alla realizzazione di altri satelliti e le università nazionali hanno un ruolo di primo piano nello sviluppo della scienza e dell'industria spaziale. Il Rasad-1, il primo nano-satellite ideato da un gruppo di studenti, venne lanciato con successo il 15 giugno 2011. L'Agenzia Spaziale Iraniana ha già cominciato a pianificare l'invio di un equipaggio nello spazio per il 2021; il programma è in fase di preparazione e si sta edificando di una base di lancio.

Israele[modifica | modifica wikitesto]

1leftarrow.pngVoce principale: Agenzia Spaziale Israeliana.

Israele fu l'ottavo paese al mondo a costruire un proprio satellite e lanciarlo dal proprio territorio nazionale il 19 settembre 1988. Il satellite si chiamava Ofek-1 e venne portato in orbita da un veicolo di lancio Shavit, a tre stadi.[28] Il lancio fu l'apice di un processo che ebbe inizio nel 1983, con la nascita dell'Agenzia spaziale israeliana, su pressione del Ministro della Scienza. La ricerca spaziale, con base universitaria, cominciò già negli anni sessanta, fornendo ben presto un pool di esperti in grado di portare Israele nello spazio. Da allora, le università locali, gli istituti di ricerca e le industrie private fecero molti progressi nelle tecnologie spaziali. Il ruolo dell'Agenzia è di dare supporto ai "progetti spaziali accademici e privati, coordinare i loro sforzi, dare il via e sviluppare progetti e collaborazioni internazionali, essere a capo di progetti che investono differenti parti operanti e diffondere nell'opinione pubblica l'importanza per lo sviluppo spaziale."[29]

Pakistan[modifica | modifica wikitesto]

Il Rehbar-I

Il Pakistan da vita alla propria sorta di agenzia spaziale, la Space and Upper Atmosphere Research Commission (SUPARCO) il 16 settembre 1961. Il 7 giugno, sotto la guida del generale Władysław Józef Marian Turowicz, un razzo a due stadi, il Rehbar-I, venne lanciato dal Sonmiani Flight Test Center. Il Pakistan fu così il terzo paese asiatico e il decimo nel mondo ad effettuare un lancio simile. Attualmente in orbita vi sono molti satelliti e si pianifica di lanciarne ancora; venne lanciato inoltre il satellite multifunzione PAKSAT-IR. Venne costruita infine la SUPARCO Satellite Ground Station, un osservatorio e centro di controllo per i satelliti di telerilevamento.

Altre nazioni[modifica | modifica wikitesto]

L'Indonesia fu una delle prime nazioni asiatiche a rendere operativi i loro satelliti di comunicazione lanciati all'estero e intende ora unirsi alle potenze asiatiche sviluppando un proprio veicolo di lancio, il Pengorbitan (RPS-420).

La Corea del Nord possiede molti anni di esperienza con le tecnologie missilistiche, più del Pakistan e di altri paesi. Il 12 marzo 2009, la Corea del Nord firmò il trattato sullo spazio extra-atmosferico e la convenzione sul lancio nello spazio extra-atmosferico,[30] dopo una precedente dichiarazione per notificare il lancio del Kwangmyongsong-2. Per due volte i coreani annunciarono di aver lanciato in orbita un satellite: il Kwangmyŏngsŏng-1, il 31 agosto 1998, e il Kwangmyŏngsŏng-2, il 5 aprile 2009. Nessuno dei due lanci venne confermato dal resto del mondo ma gli Stati Uniti e la Corea del Sud credono che questi siano stati dei test per missili balistici militari. L'agenzia spaziale nordcoreana è il Comitato Coreano per la Tecnologia Spaziale, che opera nella Musudan-ri e il Centro Spaziale Tongch'ang-dong e che ha sviluppato il missili Baekdusan-1 e 2 e i satelliti del programma Kwangmyŏngsŏng. Nel 2009, la Corea del Nord annuncio diversi programmi spaziali futuri e lo sviluppo di un veicolo da lancio, con equipaggio, parzialmente riutilizzabile.[31]

La Corea del Sud gioca un ruolo abbastanza recente nella corsa allo spazio asiatica.[32] Nell'agosto del 2006, la Corea del Sud lanciarono il primo satellite militare di comunicazione, il Mungunghwa-5. Il satellite è posizionato in un'orbita geosincrona e sorveglia costantemente la Corea del Nord.[33] Il governo sudcoreano spende attualmente centinaia di milioni di dollari nelle tecnologie spaziali; nel 2008, i sudcoreani effettuarono il primo veicolo spaziale, il Korea Space Launch Vehicle.[34] Il governo della Corea del Sud giustificò il costo con i benefici commerciali a lungo termine e per l'orgoglio nazionale. La Corea del Sud ha sempre identificato il raggio d'azione dei missili nordcoreani come una seria minaccia alla propria sicurezza nazionale. Il primo loro passo nella corsa spaziale venne fatto quando Lee So-yeon divenne il primo sudcoreano ad andare nello spazio. I coreani hanno inoltre portato a termine la costruzione del Naro Space Center e quando sarà operativo potranno costruire missili e satelliti autonomamente.[35] Il programma della Corea del Sud è di poter difendere la sua penisola e contemporaneamente diminuire la dipendenza dagli Stati Uniti.

Anche la Malesia e la Turchia hanno annunciato di avere un programma spaziale, nel 2006 e nel 2007. Nel futuro prossimo intendono infatti sviluppare i propri satelliti e lanciarli in orbita, realizzando veicoli con equipaggio lungo la strada. Nel 2012 la Turchia ha annunciato che è in sviluppo un satellite militare, il satellite Göktürk che sarà lanciato in orbita nel 2013. Il satellite sarà in grado di catturare immagini della Terra dallo spazio con una risoluzione di più di due metri a pixel, rendendo la Turchia il secondo paese al mondo, dopo gli Stati Uniti, ad avere una tecnologia simile.[36] Il Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdoğan, nella campagna elettorale del 2011 promise di inviare un equipaggio nello spazio prima del 29 ottobre 2023, centesimo anniversario della nascita della Repubblica di Turchia.

Taiwan riuscì in diversi lanci nello spazio e anche la Thailandia e il Vietnam hanno lanciato in orbita dei satelliti.

Nel 2009, il Bangladesh annunciò il suo piano di lanciare il primo satellite in orbite entro due anni. Al prezzo di 150 milioni di dollari, questo satellite per le comunicazioni è parte di una più estesa pianificazione per sviluppare il settore delle telecomunicazioni nazionale.

Linea temporale delle principali potenze[modifica | modifica wikitesto]

     – Missioni autonome con equipaggio          – Missioni con equipaggio      – Missioni lunari o interplanetarie      – Altre missioni
Data Nazione Nome Primato in Asia Risultati internazionali
4 ottobre 1957 URSS URSS
(ora Kazakistan Kazakistan)
Cosmodromo di Bajkonur Base di lancio satellitare Il prima sonda, lo Sputnik 1, venne lanciata in orbita da qui.
11 febbraio 1970 Giappone Giappone Satellite Osumi Primo satellite Il più piccolo veicolo da lancio satellitare (L-4S del peso di 9,4 t e del diametro di 1,4 m)
24 febbraio 1975 Giappone Giappone Taiyo Sonda solare
26 ottobre 1975 Cina Cina FSW-0 Satellite a rientro atmosferico[37]
26 ottobre 1975 Cina Cina FSW-0:
– 10m (1975)
FSW-1B:
– 4m (1992)[38]
Beidou:
– 0.5m (fino al 2007)[39]
Satellite fotografico ad alta risoluzione
8 luglio 1976 Indonesia Indonesia Palapa A1 Satellite geosincrono (lanciato dalla NASA)
23 febbraio 1977 Giappone Giappone N-I Lancio geosincrono
21 febbraio 1979 Giappone Giappone Hakucho Osservatorio spaziale
23 luglio 1980 Vietnam Vietnam Phạm Tuân Asiatici nello spazio (Sojuz 37)
20 settembre 1981 Cina Cina FB-1 Lancio satellitare simultaneo[40]
8 gennaio 1985 Giappone Giappone Sakigake Primo satellite a lasciare l'orbita terrestre Il primo lancio interplanetario con un razzo a combustibile solido (M-3SII)
17 giugno 1985 Arabia Saudita Arabia Saudita Sultan bin Salman Al-Saud Primo asiatico in una missione con lo Space Shuttle (STS-51-G)
19 marzo 1990 Giappone Giappone Hagoromo Si presume abbia raggiunto l'orbita lunare
7 aprile 1990 Cina Cina CZ-3 Primo lancio commerciale (AsiaSat 1)
10 aprile 1993 Giappone Giappone Hiten Primo allunaggio asiatico Il primo test con aerofrenaggio[41]
8 luglio 1994 Giappone Giappone Chiaki Mukai Prima donna asiatico nello spazio (STS-65)
19 novembre 1997 Giappone Giappone Takao Doi Prima attività extraveicolare asiatica (STS-87)
28 novembre 1997 Giappone Giappone ETS-VII Primo aggancio spaziale asiatico
3 luglio 1998 Giappone Giappone Nozomi Prima missione verso Marte (fallita)
30 ottobre 2000 Cina Cina Beidou Primo sistema di navigazione satellitare
10 settembre 2002 Giappone Giappone Kodama[42] Primo satellite asiatico per il monitoraggio e il rilevamento dati (con il contributo dell'ESA)
15 ottobre 2003 Cina Cina Yang Liwei Primi asiatici nello spazio autonomamente
15 ottobre 2003 Cina Cina Shenzhou 5 Primo veicolo spaziale asiatico provvisto di equipaggio
19 novembre 2005 Giappone Giappone Hayabusa Prima sonda per l'atterraggio su oggetti extraterrestri Primo atterraggio mondiale su un asteroide
11 gennaio 2007 Cina Cina FY-1C Primo test missilistico anti-satellitare asiatico Primato d'altitudine (865 km) e di velocità (30 000 km/h)
23 febbraio 2008 Giappone Giappone WINDS Primo satellite asiatico per l'accesso ad internet Il satellite che al mondo dà il più rapido accesso ad internet[43]
11 marzo 2008 Giappone Giappone Japanese Experiment Module Il più grande assemblaggio asiatico nello spazio con equipaggio (STS-123, STS-124, STS-127) Primato mondiale per volume pressurizzato nello spazio[44]
25 aprile 2008 Cina Cina Tianlian I Primo satellite asiatico di monitoraggio e rilevamento dati realizzato e lanciato autonomamente
Prima missione di questo tipo con equipaggio
27 settembre 2008 Cina Cina Zhai Zhigang (Shenzhou 7) Prima attività extra-veicolare asiatica autonoma
27 settembre 2008 Cina Cina BanXing Primo lancio satellitare con un veicolo di lancio provvisto di equipaggio
14 novembre 2008 India India Moon Impact Probe Prima sonda asiatica ad allunare Rilevata la presenza di acqua prima di atterrare[45]
23 gennaio 2009 Giappone Giappone GOSAT Esplorazione dei gas serra[46]
21 maggio 2010 Giappone Giappone IKAROS Primo modulo asiatico con una vela solre Il primo modulo spaziale ad usare con successo la tecnologia della vela solare per viaggi interplanetari
25 agosto 2011 Cina Cina Chang'e 2 Prima sonda lunare con una missione ulteriore nello spazio profondo La prima sonda al mondo a raggiungere un punto di Lagrange tra Sole e Terra, partendo dall'orbita lunare
29 settembre 2011 Cina Cina Tiangong-1 Prima stazione spaziale asiatica
18 giugno 2012 Cina Cina Shenzhou 9 Primo aggancio spaziale (alla Tiangong-1) con equipaggio e prima astronauta cinese donna
13 dicembre 2012 Cina Cina Chang'e 2 Prima sonda lunare con un'ulteriore missione verso l'asteroide 4179 Toutatis Primo oggetto a raggiunge un asteroide da un punto di Lagrange
Più vicino sorvolo di un asteriode (3,2 km)
Prima sonda ad esplorare sia la Luna che un asteroide[47]
5 novembre 2013 India India Mars Orbiter Mission Primo orbiter marziano indiano
Altri risultati
  • Il maggior numero di satelliti per il trasferimento di dati in un singolo lancio spaziale - India India (PSLV, 10 satelliti in un lancio unico)[48]
  • Il primo paese asiatico a prendere parte ad una missione verso la Stazione Spaziale Internazionale - Giappone Giappone
  • Il budget maggiore impiegato per una missione spaziale - Giappone Giappone
  • Il numero maggiore di siti di lancio - Cina Cina (5 siti)
Linea temporale dei più pesanti veicoli da lancio
Primo successo LEO GTO / GEO Note
11 febbraio 1970 Giappone L-4S (26 kg) Primo lancio nel 1966 (quattro fallimenti).
24 aprile 1970 Cina CZ-1 (0,3 t) Primo lancio fallito nel 1969.
26 luglio 1975 Cina FB-1 (2,5 t) Volo suborbitale nel 1972.
Cina CZ-2A (LEO 2 t) fallì nel 1974.
9 settembre 1975 Giappone N-I (GEO 0,13 t) LEO 1,2 t
Primo lancio GTO il 23 febbraio 1977.
11 febbraio 1981 Giappone N-II (GTO 0,54 t) LEO 2 t
Primo lancio GTO il 10 agosto
8 aprile 1984 Cina CZ-3 (LEO 5 t / GTO 1,5 t) Virtuale uso in GTO
Primo lancio fallito il 29 gennaio.
16 luglio 1990 Cina CZ-2E (LEO 9,2 t / GTO 3,5 t)
4 febbraio 1994 Giappone H-II (LEO 10 t / GTO 3,9 t)
20 agosto 1997 Cina CZ-3B (LEO 12 t / GTO 5,2 t) Virtuale uso in GTO
Primo lancio fallito nel 1996.
18 dicembre 2006 Giappone H-IIA204 (LEO 15 t / GTO 5,8 t)
10 settembre 2009 Giappone H-IIB (LEO 19 t / GTO 8 t)
Pianificato per il 2015[49] Cina CZ-5 (LEO 25 t / GTO 14 t)

Confronto delle tecnologie chiave[modifica | modifica wikitesto]

Primi risultati (o piani futuri) di ciascun paese sono elencati cronologicamente, se non indicato altrimenti.

Programmi autonomi di viaggi con equipaggio in orbita terrestre bassa
  • Cina Cina - 2003 - Shenzhou
  • Giappone Giappone - 2020[50] - attualmente l'HTV della JAXA con equipaggio; precedentemente il Fuji
  • India India - 2020 o successivamente - Veicolo orbitale ISRO[51]
  • Iran Iran - 2021 - Veicolo con equipaggio dell'ISA
Programma Space Shuttle
Orbita attorno alla Luna
Orbita attorno a Marte
Allunaggi internazionali con impatti
Programmi di allunaggi senza impatti violenti
Lanci multi-satellitari (per numero)
Il veicolo da lancio satellitare più pesante per nazione (in attività, per capacità)
Successione di lanci effettuati con successo (per numero)
Capacità del Veicolo di Lancio (per GTO)
Capacità del Veicolo di Lancio (per LEO)
Motore a razzo criogenico
Razzo a propellente solido
  • India India - S-139, Tempo di combustione 100s, Isp:166s, Spinta:4 700 kN.
  • Giappone Giappone - SRB-A, Tempo di combustione 100s, Isp:280s, Spinta:2 260 kN.
  • Israele Israele - Primo Stadio dello Shavit, Tempo di combustione 82s, Isp:280s, Spinta:1650,2 kN.
Contenitore del combustibile per il Veicolo di Lancio
Satelliti ottici (per risoluzione)
  • Israele Israele - 2010 - Ofeq 9 - Risoluzione:0,5 metri[57]
  • Giappone Giappone - 2011 - Optical 4 - Risoluzione:0,6 metri[58]
  • Corea del Sud Corea del Sud - 2012 - KOMPSAT-3 - Risoluzione:0,7 metri[59]
  • India India - 2007 - Cartosat 2 - Risoluzione:0,8 metri[60]
  • Cina Cina - 2012 - ZY-3 - Risoluzione:2,1 metri[61]
  • Iran Iran - 2011 - Rasad 1 - Risoluzione:150 metri[62]
Satelliti radar (per risoluzione)
Tecnologia Satelliti per Comunicazioni
  • India India - 2005 - INSAT-4A[70][71] 3 460 kg, 24 transponder, dei pannelli solari producono un'energia di 5,9 kW.
  • Cina Cina - 2011 - NIGCOMSAT 1R[72] 5 150 kg, 28 transponder, dei pannelli solari producono un'energia di 10,5 kW.
  • Giappone Giappone - 2011 - ST-2[73] 5 090 kg, 51 transporter[74]
Tracking and Data Relay Satellite
Prototipo di modulo abitativo per una stazione spaziale
Rendezvous spaziale
Veicolo da rifornimento
Veicolo a vela solare
Veicolo a propulsione ionica
Orbita di Venere
Esploratore del punto di Lagrange Sole-Terra
Esploratore di asteroidi
Programma di sviluppo EELV con CBC
Altro confronto tecnologico
Nazione Lanci multisatellitari Lancio di satelliti stranieri Lanci geostazionari Rientro atmosferico Rendezvous spaziale in orbita Sistema di navigazione Rilevamento dei dati Missioni verso Marte Missioni verso il Sole Osservatori spaziali
Cina Cina 1981
(FB-1)[81]
3 Satelliti
1990
CZ-2E
Pakistan satellite scientifico
1984
Dong Fang Hong 02
(tramite CZ-3)
1975
FSW-0
2011
Tiangong 1
2000
Beidou
2008
Tianlian I
2011
Yinghuo-1
(orbitante) (fallimento)
20xx ?
(pianificato)
Telescopio spaziale solare
2015
Telescopio a modulazione dei raggi X
India India 1999
(PSLV-CA C2)
3 Satelliti
1999
PSLV
Corea del Sud KitSat 3
Germania DLR-Tubsat
2001
GSAT
(by GSLV)
2007
SRE-1
pianificato 2013
IRNSS[82]
2002
KALPANA-1[83]
2013-2015
Mars Orbiter Mission[26]
(orbitante)
2015/16 (pianificato)
Aditya
2013 (pianificato)
Astrosat
Giappone Giappone 1986
(H-I H15F)[84]
3 Satelliti
2002
H-IIA
Australia FedSat
1977
ETS-II[85]
(razzo N-I)
1994
OREX
1997
ETS-VII[86]
2010
QZSS[87]
2002
Kodama
1998
Nozomi
(orbitante) (Fallimento)
1975
Taiyo[88]
1979
Hakucho

? : la data è solo presunta
Solo i progetti in sviluppo sono stati elencati

Frequenza di lanci orbitali[modifica | modifica wikitesto]

2001[89] 2002[90] 2003[91] 2004[92] 2005[93] 2006[94] 2007[95] 2008[96] 2009[97] 2010[98] 2011[99] 2012[100]
Cina Cina 1 5 7 8 5 6 9 11 6 15 19 19
Giappone Giappone 1 3 3 - 2 6 2 1 3 2 3 2
India India 2 1 2 1 1 1 3 3 2 3 3 2
Iran Iran - - - - - - - 1 1 - 1 3
Corea del Nord Corea del Nord - - - - - - - - 1 - - 2
Israele Israele - 1 - 1 - - 1 - - 1 - -
Corea del Sud Corea del Sud - - - - - - - - 1 1 - -
Totale 4 10 12 10 8 13 15 16 14 22 26 28

Esplorazione del sistema solare[modifica | modifica wikitesto]

L'esplorazione del sistema solare e i voli spaziali con equipaggio rappresentano un simbolo di avanzate tecnologie spaziali per il dominio pubblico. Con il Sakigake, la prima sonda interplanetaria asiatica, lanciata nel 1985, il Giappone completò la maggior esplorazione planetaria, record che presto altre nazioni raggiungeranno.

Corsa alla Luna[modifica | modifica wikitesto]

Si ritiene che la Luna sia ricca di Elio-3 che un giorno potrebbe essere usato negli impianti per la fusione nucleare, i quali sarebbero in grado di compensare la futura richiesta di energia asiatica. Tutte e tre le principali potenze asiatiche pianificano di inviare uomini e sonde sulla Luna.

Sonde sulla Luna[modifica | modifica wikitesto]

Il Giappone è stato il primo paese asiatico a lanciare una sonda lunare. Il velivolo spaziale Hiten (in italiano angelo volante), costruito nell'Istituto delle Scienze Spaziali e Astronautiche del Giappone, venne lanciato il 24 gennaio 1990. Per diverse cause, la missione non proseguì come pianificato. SELENE, il secondo velivolo giapponese per l'orbita lunare, venne lanciato il 14 settembre 2007.

La Cina lanciò la sua prima sonda lunare, la Chang'e-1, il 24 ottobre 2007 che giunse in orbita lunare il 5 novembre 2007.

L'India lanciò la sua, la Chandrayaan-1, il 22 ottobre 2008 e anch'essa entrò in orbita il 2 novembre 2008. La missione non andò però come previsto e il segnale del satellite fu perso a metà strada. Tuttavia, la sonda portò a termine il 95% degli obiettivi prefissati, rendendo la missione quasi un successo. La sonda trovò tracce di acqua sulla superficie lunare.

Allunaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il primo allunaggio asiatico confermato avvenne durante la missione Hiten, nel 1993. Un brusco allunaggio intenzionale permise di scattare delle foto della superficie lunare prima dell'impatto.[101]

Hiten non era stata progettata per allunare e perciò possedeva pochi strumenti scientifici per esplorare la superficie. Il successivo programma di allunaggio giapponese, il LUNAR-A, venne sviluppato nel 1992. Anche se LUNAR-A venne poi cancellato, i suoi impattatori furono integrati nel programma russo Luna-Glob, prevedendo ancora un duro allunaggio.[102]

La prima sonda asiatica ad essere parte di un programma di atterraggio sulla Luna fu l'indiana Moon Impact Probe (MIP), rilasciata dal Chandrayaan-1 nel 2008.

Il MIP è un impattatore progettato per muovere il suolo sottostante per scopi di ricerca. I suoi strumenti permettono l'osservazione lunare nei 25 minuti precedenti l'impatto. I test d'allunaggio permetteranno un futuro allunaggio mordo per Chandrayaan-2, pianificata per il 2016.

La cinese Chang'e-1 prevedeva un allunaggio duro alla fine della sua missione, nel 2009, quando la Cina fu la sesta nazione a raggiungere la superficie lunare. Un obiettivo del lander era proprio effettuare un test per permettere un futuro allunaggio morbido, previsto con la Chang'e-3.

Asiatici sulla Luna[modifica | modifica wikitesto]

Nei quattro decenni dopo che Neil Armstrong divenne il primo uomo a camminare sulla Luna, le maggiori potenze asiatiche ambirono di inviare il primo asiatico sul nostro satellite. Cina Giappone ed India, che han già inviato delle sonde, hanno tutti e tre piani per inviare un equipaggio sulla Luna dopo il 2020.

Esplorazione dei principali pianeti[modifica | modifica wikitesto]

Le sonde interplanetarie giapponesi si sono limitate ad osservare corpi minori come comete ed asteroidi. La sonda Nozomi venne lanciata nel 1998 ma il contatto fu perso per un guasto elettrico prima di raggiungere Marte. La seconda sonda giapponese, la Akatsuki, venne lanciata nel 2010 ma anche questa missione fallì.

Gli scienziati cinesi si aspettano di poter inviare sonde indipendenti in 20 anni.[103] Il programma di esplorazione con equipaggio su Marte è stato programmato dall'Accademia delle scienze cinese circa per il 2050.[104]

La prima sonda planetaria studentesca fu progettata in Asia. La sonda PLANET-C fu costruita per portare il velivolo spaziale UNITEC-1 su Venere.[105] Sfortunatamente, l'UNITEC-1 perse il contatto dopo il lancio e fallì l'obiettivo.

Agenzie spaziali asiatiche[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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