Corsa all'oro di Victoria

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La corsa all'oro di Victoria fu un periodo della storia di Victoria (Australia), tra il 1851 e il 1860. In 10 anni la popolazione australiana quasi triplicò. In questo periodo Victoria dominò la produzione di oro mondiale tramite la scoperta di giacimenti a Beechworth, Ballarat e Bendigo. Solamente nella zona di Al Walhalla, vennero estratte 50 tonnellate d'oro in 40 anni di estrazioni.La febbre dell’oro porta ricchezza, immigrati e ribellioni. L’oro fu scoperto nel Nuovo Galles del Sud e nella zona centrale del Victoria nel 1851, attirando migliaia di giovani uomini e alcune avventurose giovani donne dalle colonie,a loro si unirono ondate di cercatori d'oro giunti via mare dalla Cina e un eclettico gruppo di intrattenitori, gestori di pub, prostitute e ciarlatani provenienti da tutto il mondo. Nel Victoria i tentativi del governatore britannico di imporre l’ordine – con una tassa mensile e soldati dalla mano pesante – sfociarono nella sanguinosa rivolta antiautoritarismo di Eureka nel 1854. Nonostante la violenza nei giacimenti d’oro, la ricchezza generata da questo metallo e dalla lana portarono investimenti ingenti a Melbourne e Sydney, che negli anni Ottanta del 1800 erano eleganti città moderne. La grande corsa all’oro di Victoria ebbe inizio il 15 maggio 1851 quando, nella zona del fiume Macquarie, Edward Hargraves riscontrò la presenza del minerale giallo. Reduce dall'avventura californiana, l'uomo aveva fatto ritorno in patria certo di dare un seguito al suo mestiere di cercatore d’oro, convinto che vi fossero dei giacimenti nella zona del New South Wales e non si sbagliò.

Dapprima i suoi racconti sulle scoperte vennero presi come le farneticazioni di un visionario e furono pochissimi quelli che considerarono le sue parole veritiere, ma non appena iniziò a spargersi la voce che l’oro c’era e anche in grandissime quantità l’area di Victoria (zona nella quale furono scoperti i più cospicui giacimenti del minerale) vide crescere vorticosamente il contagio da febbre dell’oro.

Fino a quel momento l’Australia aveva avuto un ruolo di spettatrice durante la corsa all'oro californiana e durante quella del Klondike, ma all'improvviso il centro del mondo si stava spostando e non era più l’America.

Melbourne vide la propria popolazione triplicarsi nel giro di pochissimi anni e oltre ad essa le città simbolo dell’eldorado australiano: Ballarat, Bendigo e Yackandandah. In questi luoghi tutt'oggi è ancora molto sentito il passato recente che li ha visti al centro delle migrazioni globali e che ha contribuito a rendere il territorio australiano quello che noi siamo abituati ad intendere.

È doveroso ricordare che questa colonia inglese è stata da sempre vista dai regnanti britannici come un’appendice dell’impero poco importante e utilizzata da essi come “carcere” all'aria aperta. I delinquenti catturati in Inghilterra venivano infatti deportati in Australia.

La corsa all'oro portò non solo la ricchezza data dalle pepite che vi si ritrovarono (la pepita più grossa scoperta pesava 78 chili) ma servì anche da slancio per il territorio intero. L’emancipazione del popolo aborigeno e la presa di coscienza degli emigrati globali diedero una nuova luce all'immensa colonia inglese. Luce che cambiò nettamente il punto di vista dei regnanti britannici i quali iniziarono a guardare con occhi diversi il loro possedimento.

Più di 2.500 tonnellate d’oro furono estratte nel sottosuolo australiano dopo la scoperta dei giacimenti e si pensò che non ve ne fosse dell’altro. Recentemente però l’agenzia governativa GeoScience Victoria con base a Melbourne e in particolare Vladimir Lisitsin, si sono occupati della mappatura della regione scoprendo che l’oro non è affatto esaurito e che nel sottosuolo dell’area di Victoria vi siano presenti ancora altre 500 tonnellate d’oro, le quali oggi avrebbero un valore di circa 20 miliardi di dollari. La massa più grande di questi giacimenti, secondo gli studi di Lisitsin, dovrebbe trovarsi in uno spazio di 10.000 km quadrati nell'area di Bendingo. Gli scienziati non hanno ancora scoperto il luogo preciso dove si dovrebbe iniziare a scavare ma contano di venirne a capo nel minor tempo possibile.


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