Corriere dello Sport - Stadio

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Corriere dello Sport - Stadio
Logo di Corriere dello Sport - Stadio
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità quotidiano
Genere sportivo
Formato lenzuolo
Fondatore Alberto Masprone
Fondazione 20 ottobre 1924
Sede Piazza Indipendenza, 11/B, Roma
Editore Corriere dello Sport S.r.l.
Tiratura 245.282 (giugno 2014)
Diffusione cartacea 120.837 (giugno 2014)
Diffusione digitale 1.647 (giugno 2014)
Direttore Paolo De Paola
Vicedirettore Stefano Agresti
Distribuzione
cartacea
Edizione cartacea singola copia/
abbonamento
multimediale
Edizione digitale su abbonamento
Sito web corrieredellosport.it
Tablet PC su abbonamento
Smartphone su abbonamento
 

Il Corriere dello Sport - Stadio è un quotidiano sportivo italiano, con sede a Roma. Insieme con La Gazzetta dello Sport e Tuttosport, è uno dei tre principali giornali sportivi d'Italia. È il primo quotidiano sportivo per numero di lettori nell'Italia centro-meridionale, ed il sesto più letto tra tutti quelli che si pubblicano nella penisola.[1] Il giornale attuale è nato dalla fusione di due quotidiani sportivi: «Corriere dello Sport» e «Stadio» (nato nel 1945 a Bologna e divenuto quotidiano nel 1948).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Il «Corriere dello Sport» fu fondato il 20 ottobre 1924 a Bologna ad opera di un gruppo di appassionati sportivi guidati dall'ex calciatore Alberto Masprone (1884-1964). Tra i membri del Consiglio di gestione figurava il pilota automobilistico Enzo Ferrari.[2] Usciva tre giorni alla settimana (lunedì, mercoledì e sabato) con una foliazione di 4-8 pagine. La prima redazione era in via dei Poeti; la tipografia si trovava in via Calderini.

Dall'articolo di fondo del numero 1
del «Corriere dello Sport» (20 ottobre 1924)

Il Corriere dello Sport non ha bisogno di presentazione. È il frutto spontaneo di una passione alimentata attraverso gli anni nell'animo di coloro che lo scrivono; è un po' – ci si consenta l'audacia – l'espressione di una necessità viva nell'animo di tutti quelli che son destinati a leggerlo. Noi e i nostri lettori ci conosciamo da un pezzo: siamo – noi e loro – di quella folla che gremisce, nelle giornate di gare, i campi sportivi tumultuanti e vibranti del più sano entusiasmo; […]
[il nostro giornale] Nasce a Bologna, che è già da molto tempo un vivaio di atleti in ogni ramo dell'attività sportiva; si irradia in una vasta zona che pulsa dell'entusiasmo più vibrante per ogni manifestazione di forza intelligente; si offre come come il più valido mezzo di collegamento fra tutte le energie sparse la cui coesione è elemento indispensabile per un'opera più proficua. Sa che molto c'è da dire e da fare perché lo sport sia valorizzato e nobilitato anche presso coloro che non sono ancora stati attratti dal suo fascino; ed ha la ferma volontà di farlo.

Nel 1927 la federazione bolognese del Partito Nazionale Fascista, su iniziativa di Leandro Arpinati, rilevò la proprietà del giornale. In dicembre, dopo che Arpinati fu nominato sottosegretario agli Interni, il giornale cambiò nome. A Bologna era stato inaugurato l'anno precedente il primo stadio monumentale, «Il Littoriale». Il giornale adottò lo stesso nome (con sottotitolo: «quotidiano sportivo di tutti gli sport»). Il primo numero della nuova serie uscì il 12 dicembre. Il 1º settembre 1928 da trisettimanale divenne quotidiano. Per migliorare la diffusione su tutto il territorio nazionale, il nuovo quotidiano sportivo fu concesso in abbonamento gratuito per 15 mesi a tutte le Biblioteche Universitarie e Nazionali[3] del Regno.

Nel 1929 la sede del giornale fu trasferita a Roma. Nel corso degli anni la diffusione aumentò progressivamente. Il «Corriere dello Sport», fece concorrenza alla più blasonata «Gazzetta» dedicando ampi spazi agli sport minori[4]: ad esempio, il pugilato, pratica sportiva che il principale quotidiano sportivo italiano trattava meno diffusamente poiché incentrava le proprie attenzioni soprattutto sul ciclismo, che all'epoca era il primo sport nazionale.

Il 28 luglio 1943, tre giorni dopo la caduta del Fascismo il quotidiano tornò al nome originario di «Corriere dello Sport», su iniziativa del corpo redazionale. In settembre Umberto Guadagno, dipendente del giornale, ne rilevò la proprietà. Nel marzo 1944 gli occupanti tedeschi imposero il ritorno al vecchio nome, fino a quando gli Alleati entrarono nell'Urbe (4 giugno 1944). Pietro Petroselli è il primo direttore del «Corriere» dopo la Liberazione.

La prima svolta[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni cinquanta il «Corriere dello Sport» vende in media 150.000 copie giornaliere, con punte di 300.000 il lunedì[5].

Nel 1961 la proprietà della testata fu rilevata dagli editori Edilio Rusconi e Pietro Paolazzi. Essi approvarono i primi sostanziali cambiamenti all'interno della testata romana. Nel 1964 il giornale fu ceduto a un gruppo editoriale guidato da Francesco Amodei.[6] Il nuovo editore affidò la direzione del «Corriere» ad Antonio Ghirelli, che nel 1961 era già stato direttore ad interim.

Ghirelli apportò delle importanti innovazioni al quotidiano, traendo spunto dal forte impatto che esercitavano i mezzi di comunicazione elettronici, quali televisione e radio. Egli rivisitò il giornale nella grafica, adottando titoli ad effetto e dalle grandi dimensioni, inserì nella redazione giovani e validi giornalisti, come Sergio Neri e Giorgio Tosatti: il «Corriere» iniziò a parlare lo stesso linguaggio del pubblico giovanile. Fu ideato uno spazio bisettimanale di due pagine, Forza, ragazzi!, curato per cinque anni da Mario Pennacchia e Gastone Alecci, che ospitò articoli ed interviste di scrittori e di intellettuali (quali ad esempio Luigi Compagnone e Luigi Silori) su temi di interesse giovanile, non necessariamente legati allo sport. Anche gli argomenti del giornale furono allargati a sfere esterne allo sport, ma di forte interesse popolare, come ad esempio la politica o l'attualità.

Il «Corriere dello Sport», proprio in quegli anni, riuscì a diventare il quotidiano più venduto nel Sud Italia, in piena contrapposizione con «La Gazzetta dello Sport» che invece rappresentava maggiormente i lettori del Nord. Il calcio oramai aveva preso in tutte le testate sportive italiane la maggior parte dello spazio. Nel 1972, però, la nomina come direttore di Mario Gismondi riportò il giornale al vecchio stile e ad una dimensione meno innovativa, facendo crollare la qualità e le vendite. In quel periodo alcuni dei più brillanti collaboratori, come Silori e Compagnone, lasciarono la testata. Nel 1976, per porre un argine al declino del quotidiano, l'editore (la famiglia Amodei) nominò un nuovo direttore nella persona di Giorgio Tosatti. L'allievo di Ghirelli ricominciò sulla stessa scia del suo maestro, intuendo che, con il proliferare dello sport, e del calcio in particolare, nella televisione, il quotidiano (che scontava un giorno di ritardo rispetto alle dirette tv) non poteva più dedicarsi solo ed unicamente alla fredda cronaca degli eventi. L'intuizione dei titoli ad effetto dai caratteri cubitali che si estendono su nove colonne venne ripresa anche dalle altre testate sportive, uno stile utilizzato tutt'oggi.

La fusione[modifica | modifica wikitesto]

Una delle ambizioni di Francesco Amodei era di fare concorrenza alla «Gazzetta dello Sport» sul suo territorio, il Nord. A questo scopo decise di rilevare una testata sportiva di Bologna, lo «Stadio», nelle edicole dal 1948. L'operazione fu condotta tra il 1976 e il 1977. Successivamente le due testate vennero fuse. Il nuovo giornale fu chiamato «Corriere dello Sport-Stadio». Le redazioni dei due quotidiani vennero fuse anch'esse, però quella romana venne confermata, mentre quella bolognese fu ridimensionata; i giornalisti bolognesi in esubero furono costretti a passare al «Resto del Carlino». Anche la fusione delle due tipografie fu complessa, in quanto a Roma veniva ancora usata la stampa a piombo, mentre i bolognesi erano già passati alla fotocomposizione. Il direttore del «Corriere» che guidò la fusione dei due quotidiani fu Giorgio Tosatti. Il primo numero uscì il 10 settembre 1977.

Il «Corriere dello Sport-Stadio» fu distribuito in due differenti edizioni, distinte in base al colore della testata: verde al nord, con la scritta «Stadio» in primo piano, mentre nel centro-sud si utilizzò il rosso, il colore della vecchia testata, con la scritta «Corriere dello Sport» in primo piano. L'operazione, laboriosa, riuscì: il quotidiano trovò nuovi lettori a livello nazionale, pur conservando le varie edizioni locali. Nel 1978 il «Corriere dello Sport» raggiunse il record di 752.000 copie vendute, di cui 492.000 al Sud e 260.000 al nord.

Dal 1982 ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Lunedì 12 luglio 1982, con vittoria dell'Italia nel Mondiale spagnolo, il Corriere dello Sport-Stadio celebrò l'evento con il titolo: "Eroici" raggiungendo il record di vendite: 1.699.966 copie, uno dei record più alti per un quotidiano nazionale. Il primato fu ripetuto 24 anni dopo con oltre 2.000.000 di copie vendute, (anche in questo caso in concomitanza con la vittoria ai Mondiali di calcio) superando di molto i risultati dei due concorrenti[senza fonte], «Gazzetta» e «Tuttosport».

L'8 novembre 2007, è stato ufficialmente lanciato il nuovo sito internet, che non si limita più solamente ad offrire la possibilità di leggere il quotidiano in edicola ma diventa un vero portale di riferimento in cui è possibile aggiornarsi su tutte le notizie sportive a 360 gradi in tempo reale.

Il sito web è diretto da Paolo De Paola e coordinato dal giornalista Pasquale Salvione.

Il «Corriere dello sport» ha redazioni esterne a Bologna, Milano e Napoli.

Variazioni dell'assetto proprietario[modifica | modifica wikitesto]

  • 1924: presidente del Consiglio di gestione è Alberto Masprone.
  • 1926-27: cessione al «Resto del Carlino», poi alla federazione bolognese del Partito Nazionale Fascista. Nuova testata: «Il Littoriale. Quotidiano sportivo di tutti gli sport»[7]
  • 1929: Leandro Arpinati, gerarca fascista, trasferisce il giornale a Roma. La proprietà della testata passa alla Confederazione Nazionale degli Agricoltori.
  • 1931: il giornale diventa organo del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI). Redazione, amministrazione e uffici vengono trasferiti presso «Il Popolo d'Italia».[8]
  • 1933: la testata è acquistata da Alberto Bonacossa, proprietario della concorrente «Gazzetta dello Sport».
  • 1942: in gennaio «Il Littoriale» ritorna di proprietà del Partito Nazionale Fascista.
  • 1944: il giornale è rilevato dalla SAET (Società Anonima Editrice Poligrafica) di Umberto Guadagno. In giugno avviene il ritorno alla testata originaria «Corriere dello sport». Il commendator Guadagno assume brevemente anche la direzione, prima di assegnare l'incarico a Pietro Petroselli. Scomparso Guadagno, la proprietà del giornale passa prima alla Gesport poi alla casa editrice Rusconi e Paolazzi s.p.a. di Milano (1961).
  • 1964: l'editore è Francesco Amodei, che negli anni sviluppa l'azienda familiare con l'acquisto del bolognese «Stadio» (1977), della casa editrice felsinea «Conti» e infine del quotidiano «Tuttosport» di Torino. Oggi la casa editrice è guidata dal figlio di Francesco, Roberto Amodei.

Direttori[modifica | modifica wikitesto]

Testata «Corriere dello Sport»

Testata «Il Littoriale»

Scelti da Alberto Bonacossa

  • Goffredo Barbacci (1932-1934)
  • Nino Cantalamessa (1934-1937)
  • Renato Tassinari (1937-1942)

Graditi al regime fascista

Gestione SAET

  • Eugenio Danese, redattore responsabile (28 luglio - 26 agosto 1943), poi direttore responsabile (28 agosto 1943 - 14 gennaio 1944) - Viene ripresa la testata «Corriere dello Sport»
  • Giuliano Ongaro (21 gennaio - 4 giugno 1944) - Dal 13 marzo al 4 giugno 1944 il giornale esce con la testata «Il Littoriale» [10]
  • Umberto Guadagno, gerente responsabile (dal 7 giugno 1944)
  • Pietro Petroselli, direttore responsabile (giugno 1944 - 1º giugno 1947)
    • Ennio Cencelli, direttore ad interim (2 giugno - 23 luglio 1947)
  • Bruno Roghi (24 luglio 1947 - 31 dicembre 1960)

Scelti dall'editore Rusconi

Scelti dall'attuale proprietà

Firme[modifica | modifica wikitesto]

  • Nino Maggi (ciclismo)
  • Leone Boccali, inventore dell'«Almanacco del Calcio»
  • Achille Campanile
  • Giovanni Mosca
  • Sergio Valentini
  • Roberto Tranquillo Fabbri (pallacanestro)
  • Giuseppe Signori (pugilato)
  • Eugenio Danese (calcio, voce delle radiocronache)
  • Fulvio Bernardini (caporedattore del calcio nel primo dopoguerra)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ dati Ads-Accertamento diffusione stampa - media mobile febbraio-luglio 2012.
  2. ^ Il Littoriale. URL consultato il 31/10/2013.
  3. ^ Il Littoriale presente all'Emeroteca del C.O.N.I. di Roma è stato donato da Giulio Onesti ed era la copia conservata dalla Segreteria dell'Ufficio Sportivo del Partito Nazionale Fascista.
  4. ^ Canella, Giuntini, Sport e fascismo, FrancoAngeli, 2009, pag. 191.
  5. ^ Lorenzo Longhi, «Il giornalismo sportivo», in Storia e futuro, Rivista di storia e storiografia. N° 5 - ottobre 2004.
  6. ^ Gli eredi (il figlio Roberto e la vedova, Marcella Rossi), hanno conservato la proprietà del giornale.
  7. ^ Il Littoriale. Storia della testata
  8. ^ Canella, Giuntini, Sport e fascismo, FrancoAngeli, 2009, pag. 191.
  9. ^ Il Corriere dello Sport–Stadio
  10. ^ Il 13 marzo 1944, durante la direzione Ongaro, avviene il tentativo di ritorno al Il Littoriale ossia esiste la copia in cui il Corriere dello Sport esce col nome Il Littoriale.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]