Corriere Padano (1925-1945)

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Corriere Padano
Logo di Corriere Padano
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità quotidiano
Genere stampa locale
Formato lenzuolo
Fondazione 5 aprile 1925
Chiusura 20 aprile 1945
Sede Ferrara
Editore Italo Balbo
Direttore Nello Quilici
 

Il Corriere Padano (1925-1945) fu un quotidiano fondato a Ferrara da Italo Balbo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il quotidiano fu fondato da Italo Balbo, gerarca del fascismo, nell'aprile 1925. Balbo ne fu anche il direttore per i primi mesi.

Negli ultimi mesi dello stesso anno Balbo offrì la direzione a Nello Quilici, caporedattore proveniente dal Corriere Italiano. Tra Balbo e Quilici si stabilì un sodalizio professionale che durerà fino alla morte, avvenuta sullo stesso aeroplano nel cielo di Tobruk (Libia) il 28 giugno 1940.

Quilici trasformò il Corriere Padano da foglio politico a strumento d'informazione culturale, raccogliendo nelle sue pagine firme di grande valore. In pochi anni le vendite salirono dalle iniziali 3.000 a 40.000 copie giornaliere. Nel 1931 il Corriere aveva cinque redazioni (Ferrara, Ravenna, Forlì, Faenza e Verona) più un ufficio di corrispondenza a Roma.

Le pagine culturali furono dirette da Giuseppe Ravegnani dal 1929 al 1943[1]. La terza pagina del Corriere Padano si distinse per i contributi aperti a tutte le correnti culturali. Vi scrissero noti autori e vi cominciarono a scrivere anche future celebrità come Giorgio Bassani[2], Luigi Preti e Michelangelo Antonioni[3].

Il Corriere si pose all'avanguardia nel dibattito sul romanzo, con inchieste (ampia quella del 1932), recensioni di giovani autori italiani (fra i quali emergono Moravia e Vittorini) e degli autori europei ed americani (tra cui Joyce, Kafka, Dos Passos e Joseph Roth).
Sul versante poetico, il Corriere puntò ad individuare nuove tendenze. Gli autori privilegiati furono Ungaretti, Quasimodo e gli ermetici. Ma anche Umberto Saba venne seguito con attenzione, mentre Montale si impose in un secondo momento. Proprio sulle pagine del quotidiano ferrarese, Giovanni Titta Rosa propose per Giulio De Benedetti la definizione di “critica psicologia integrale” recensendo i suoi Saggi critici[4].

Tra il 26 agosto e il 28 novembre 1943 le pubblicazioni furono interrotte. Durante il periodo della Repubblica Sociale il quotidiano fu diretto da Ezio Camuncoli. Le pubblicazioni cessarono definitivamente nell'aprile 1945, con l'arrivo a Ferrara delle truppe anglo-americane.

Autori pubblicati[modifica | modifica wikitesto]

Narratori

Arrigo Benedetti, Massimo Bontempelli, Vitaliano Brancati, Giovanni Comisso, Filippo De Pisis, Guido Piovene, Alberto Savinio, Mario Soldati, Federigo Tozzi, Luchino Visconti, Elio Vittorini,

Poeti

Attilio Bertolucci, Libero Bigiaretti Vincenzo Cardarelli, Corrado Govoni, Eugenio Montale, Marino Moretti, Salvatore Quasimodo, Giuseppe Ungaretti,

Direttori[modifica | modifica wikitesto]

...

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ravegnani aveva sul Corriere anche una sua rubrica: “La Tirlindana”.
  2. ^ Gli inizi di Bassani al Corriere Padano.. URL consultato il 05/09/2012.
  3. ^ La collaborazione durò dal 1936 al 1940. In quattro anni Antonioni scrisse un centinaio di articoli.
  4. ^ Gian Carlo Ferretti, Storia dell'informazione letteraria in Italia, Milano, Feltrinelli, 2010.

Bibliografia e sitografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gian Carlo Ferretti, Storia dell'informazione letteraria in Italia, Milano, Feltrinelli, 2010.
  • noialpini.it Corriere Padano

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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