Coriolano (ouverture)

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Overture, Coriolano (info file)
Esecuzione dalla Fulda Symphonic Orchestra, dirige Simon Schindler
Veturia ai piedi di Coriolano, dipinto di Gaspare Landi (1756-1830)

L'ouverture Coriolano (op. 62) è una composizione di Ludwig van Beethoven scritta nel 1807 per la tragedia di Collin del 1804[1]. La prima esecuzione risale al marzo del 1807, in un concerto privato presso la casa del principe Franz Joseph von Lobkowitz, nella quale occasione vennero eseguiti per la prima volta anche il concerto n. 4 per pianoforte e la sinfonia n. 4[2].

La storia[modifica | modifica sorgente]

La tragedia è la storia di un condottiero romano, Gneo Marcio Coriolano, il quale dopo aver guidato le truppe romane contro i Volsci, entra in politica a Roma, dove viene però osteggiato dagli oppositori. Sollevando il popolo contro essi, Coriolano viene accusato di tradimento ed esiliato. Egli si pone così a capo dei Volsci, deciso a guidarli contro Roma, ma viene fermato dalla madre, che riesce a dissuaderlo dall'impresa. Non potendo però tornare a Roma, per aver guidato un esercito contro essa, si uccide.

La struttura e i temi dell'ouverture seguono l'idea dell'opera. Il tema principale in do minore rappresenta l'impeto bellicoso di Coriolano pronto ad invadere Roma, mentre il più delicato tema in Mi bemolle maggiore rappresenta la madre che lo supplica di non proseguire nel suo intento.

Registrazioni celebri[modifica | modifica sorgente]

Due delle principali registrazioni sono di Wilhelm Furtwängler alla direzione dei Berliner Philharmoniker (1943) e di Fritz Reiner alla direzione della Chicago Symphony Orchestra (1959). Roger Norrington ha registrato con i London Classical Players una versione secondo la pratica dell'epoca originaria. Altre registrazioni notevoli sono quella di Herbert von Karajan con i Berliner Philharmoniker, Karl Böhm con i Wiener Philharmoniker, Carlos Kleiber con la Bavaria State Orchestra e Bruno Walter con la Columbia Symphony. Questa ouverture aveva un posto importante anche nel repertorio di Arturo Toscanini, di cui rimangono sei registrazioni.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Joseph Kerman/Alan Tyson, Grove online
  2. ^ Michael Steinberg. "The Symphony: a listeners guide". p. 19-24. Oxford University Press, 1995.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]