Corbiniano di Frisinga

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San Corbiniano
San Corbiniano e l'orso
San Corbiniano e l'orso

Vescovo

Nascita 680 circa
Morte 8 settembre 730
Venerato da Chiesa cattolica
Ricorrenza 8 settembre
Patrono di Arcidiocesi di Monaco e Frisinga
Corbiniano
vescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricoperti Vescovo di Frisinga
Nato 690
Deceduto 730

San Corbiniano (nato probabilmente nel 680 e morto l'8 settembre 730) fu monaco e vescovo della Chiesa cattolica che lo venera come santo e patrono dell'arcidiocesi di Monaco e Frisinga. La memoria liturgica cade l'8 settembre, mentre il 20 novembre si ricorda la traslazione delle reliquie dalla cappella di San Zeno, presso Merano, alla cattedrale di Frisinga.

Le notizie sulla sua vita derivano quasi tutte dalla Vita Corbiniani che fu scritta nel 760 dal vescovo Arbeone di Frisinga, quarto successore dello stesso Corbiniano, in occasione della traslazione delle reliquie. Lo scritto già all'epoca risultava di difficile lettura e solo 50 anni dopo la sua stesura venne rivisto e riscritto da un presbitero di Frisinga tradizionalmente identificato come Cozroh. Il testo presenta comunque diverse imprecisioni storiche e molti fatti sono narrati in tono leggendario. Una Vita con maggiore attendibilità è presente anche in Monumenta Germaniae Historica.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Châtres (Castrum), nei pressi di Melun, nell'attuale Francia da una famiglia di stirpe franca (taluni la ritengono bretone, ma i nomi dei familiari sembrano lasciare pochi dubbi). Il padre Waltekis (Valdegiso), di cui anche Corbiniano doveva portare il nome, morì prima della sua nascita e quindi gli fu imposto il nome della madre: Corbiniana.

Fin dalla più giovane età avvertì l'inclinazione alla vita monacale e, alla morte della madre, si ritirò in un eremitaggio che lui stesso fece costruire a fianco della chiesa di San Germano nella sua città natale. Ben presto una ventina di compagni lo seguirono in questo stile di vita, mentre la sua fama di santità si stendeva nelle regioni vicine.

A motivo della sua devozione a San Pietro intraprese con i compagni un pellegrinaggio a Roma (713?) dove papa Gregorio II, colpito dalla sua spiritualità, lo consacrò vescovo e gli affidò la missione di evangelizzare i territori della Baviera.

Per alcuni anni Corbiniano svolse il suo apostolato in maniera itinerante fino a che tornò a Roma (723) per chiedere l'esonero dalla missione. Il Papa rifiutò ed anzi gli ordinò di stabilirsi a Frisinga e di organizzare l'evangelizzazione di quelle zone.

Con l'aiuto del duca di Baviera, Grimoaldo, Corbiniano fondò il monastero di Santo Stefano che da quel momento in poi divenne la sua sede episcopale.

I rapporti con il duca si deteriorano quando questi, contro il volere papale, sposò Pilidrude vedova del fratello. Lo scontro divenne aspro e Corbiniano preferì ritirarsi presso la tomba di san Valentino a Maia e a Caines, vicino a Merano. Quando Grimoaldo morì in battaglia, il suo successore richiamò il vescovo a Frisinga; Corbiniano rientrò ma solo per morirvi poco dopo. Secondo le sue volontà venne seppellito nella chiesetta di San Zeno a Maia (Merano), accanto alla tomba di San Valentino[1].

Benché la diocesi sia stata formalmente istituita dopo la morte del santo, egli viene comunemente considerato il fondatore e il primo vescovo di Frisinga.

L'orso di San Corbiniano[modifica | modifica sorgente]

Stemma di Benedetto XVI

L'elezione al soglio pontificio del cardinale Joseph Ratzinger con il nome di Benedetto XVI ha risvegliato l'interesse per la figura di San Corbiniano ed esteso la sua fama ben oltre la Baviera. Benedetto XVI è stato infatti successore di Corbiniano essendo stato arcivescovo di Monaco e Frisinga dal 1977 al 1982. Il Papa, inoltre, reca raffigurato nella cappa (parte di destra guardando) del proprio stemma l'orso di San Corbiniano. Al santo sono dedicate una parrocchia e una chiesa nuova a Roma-Infernetto come chiesa titolare per il successore di Benedetto sulla cattedra monacense Reinhard Marx.

Questa immagine trae origine da una leggenda che vuole San Corbiniano assalito da un orso durante il suo secondo viaggio a Roma. A seguito di questo attacco l'orso uccise il mulo che portava i bagagli del santo. Irritato per il contrattempo Corbiniano ordinò all'orso di ammansirsi e di portare lui stesso i pesi che avrebbe dovuto portare il mulo. L'orso obbedì, si fece imporre il basto e placidamente seguì fino a Roma il santo dove questi lo affrancò dal suo impegno e lo lasciò libero.

Galleria immagini[modifica | modifica sorgente]

Scene della vita di San Corbiniano tratte da una pala posta nella cripta della Cattedrale di Frisinga

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Paolo Valente, Merano. Breve storia della città sul confine, 2008. Bolzano.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Paolo Valente, Merano. Breve storia della città sul confine, 1a edizione, Bolzano, Raetia, 2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]