Corazziere (cacciatorpediniere 1910)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Corazziere
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tipo cacciatorpediniere (1910-1921)
torpediniera (1921-1928)
Classe Soldato
Proprietà Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
Costruttori Ansaldo, Genova
Impostata 1905
Varata 11 dicembre 1909
Entrata in servizio 1910
Radiata 1928
Destino finale demolito
Caratteristiche generali
Dislocamento normale 395 t
a pieno carico 415
Lunghezza 65 m
Larghezza 6,1 m
Pescaggio 2,1 m
Propulsione 3 caldaie
2 motrici alternative
potenza 5.000 HP
2 eliche
Velocità 28,5 nodi
Autonomia 1500 miglia a 12 nodi
Equipaggio 56 tra ufficiali, sottufficiali e marinai
Armamento
Armamento
  • 4 pezzi da 76/40 mm
  • 3 tubi lanciasiluri da 450 mm
Note
dati riferiti presi da Warships 1900-1950 e Sito ufficiale della Marina Militare

[senza fonte]

voci di navi presenti su Wikipedia

Il Corazziere è stato un cacciatorpediniere della Regia Marina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L’apparato motore venne modificato in modo da essere alimentato a nafta (65 tonnellate) invece che a carbone (95 tonnellate)[1].

Il Corazziere partecipò attivamente alla guerra italo-turca. Nel mattino del 30 settembre 1911, mentre navigava insieme al gemello Artigliere nelle tra Gomenizza e Prevesa, fu attaccato dalle torpediniere turche Hamidiye[2] ed Alpagot[3]: le due unità italiane risposero al fuoco riducendo a relitti le due navi turche, che, rientrate nel porto, furono abbandonate dagli equipaggi, i cui membri, sbarcati su una vicina spiaggia, aprirono un violento fuoco di fucileria[4]. La reazione del Corazziere e dell’Artigliere disperse gli equipaggi ottomani; i due cacciatorpediniere procedettero quindi a catturare il panfilo-cannoniera Teties (per altre fonti Thetis o Tarabulus), appartenente ad Abdul Ramid, ex sultano[4] (tale unità, trasformata in cannoniera, fu incorporata nella Regia Marina con il nuovo nome di Capitano Verri[5][6]).

All’inizio della prima guerra mondiale faceva parte della III Squadriglia Cacciatorpediniere, basata a Brindisi, che formava assieme ai gemelli Artigliere, Lanciere, Bersagliere e Garibaldino[7]. Comandava la nave il capitano di corvetta Failla[7].

Il 24 maggio 1915, insieme al gemello Bersagliere, incrociò nelle acque di Grado a protezione dell’incursione compiuta dal cacciatorpediniere Zeffiro contro Porto Buso: compito di Bersagliere e Corazziere era attaccare eventuali navi nemiche e bombardare le posizioni austro-ungariche[7].

Il 29 maggio 1915 fornì sostegno, insieme ai gemelli Alpino e Pontiere, ad una formazione di cacciatorpediniere (Lanciere, Bersagliere, Artigliere, Garibaldino) incaricata di bombardare l’impianto chimico «Adria-Werke» di Monfalcone, sede di produzione di gas asfissianti[7].

Il 7 giugno l’azione contro la fabbrica «Adria-Werke» fu reiterata[7].

Il 23 febbraio 1916, al comando del capitano di corvetta Bernotti, scortò a Durazzo – insieme a Bersagliere e Garibaldino – 12 piroscafi e due rimorchiatori[7].

Declassato a torpediniera nel 1921, il Corazziere fu radiato nel 1928[1] ed avviato alla demolizione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Marina Militare
  2. ^ TDT Hamidiye - Warships 1900-1950
  3. ^ TDT Alpagot - Warships 1900-1950
  4. ^ a b La Guerra Italo Turca - Betasom - XI Gruppo Sommergibili Atlantici
  5. ^ anmi taranto
  6. ^ Navi idrografiche - Italian hydrographic ships
  7. ^ a b c d e f Franco Favre, La Marina nella Grande Guerra. Le operazioni navali, aeree, subacquee e terrestri in Adriatico, pp. 67-70-98-172
marina Portale Marina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di marina