Copia conforme all'originale

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La copia conforme all'originale è un atto o un documento che ne riproduce un altro, solitamente emesso da una pubblica amministrazione o da un pubblico ufficiale, e la cui fedele corrispondenza all'originale è attestata dalla dichiarazione formale di un pubblico ufficiale per legge autorizzato a tali funzioni.

L'attestazione di conformità non certifica la genuinità del documento originale, ma solo la fedele corrispondenza di esso alla copia. Gli atti dei quali è possibile produrre una copia conforme possono essere tanto pubblici (cioè di diritto pubblico) che privati (di diritto privato).

Diritto italiano[modifica | modifica sorgente]

Il Codice civile italiano disciplina la probatorietà delle copie agli articoli 2714 e seguenti[1], con particolare riguardo alla pubblica fede.

L'operazione con la quale si conferisce alla copia l'attestazione di conformità all'originale è chiamata "autentica" (e si parla infatti anche di "copia autentica") se dall'attestazione conseguano particolari effetti giuridici che la rendano equipollente all'originale; la copia è invece detta "semplice" quando, pur attestandosene la conformità in modi analoghi, la qualità dell'atto resti meramente documentaria. La distinzione è riportata spesso in modo improprio nel parlare comune.

Il DPR 445 del 28 dicembre 2000[2], ha introdotto alcuni snellimenti delle procedure per l'autenticazione delle copie di atti (che tengono peraltro conto delle nuove forme elettroniche di redazione di alcuni atti), rivedendo la precedente disciplina introdotta dalla legge 15 del 4 gennaio 1968[3].

Precisamente, all'articolo 18 il decreto stabilisce che, date le nuove tecnologie, «le copie autentiche, totali o parziali, di atti e documenti possono essere ottenute con qualsiasi procedimento che dia garanzia della riproduzione fedele e duratura dell'atto o documento. Esse possono essere validamente prodotte in luogo degli originali». Circa i soggetti abilitati al rilascio dell'attestazione di conformità, lo stesso articolo indica al suo secondo comma che l'autenticazione delle copie può essere fatta dal pubblico ufficiale dal quale è stato emesso o presso il quale è depositato l'originale, o al quale deve essere prodotto il documento, da un notaio, cancelliere, segretario comunale, o altro funzionario incaricato dal sindaco.

Secondo l'articolo 19 dello stesso decreto è inoltre possibile, partendo da una fotocopia del documento, procedere autonomamente alla creazione di una copia conforme all'originale tramite un'autocertificazione, e validamente produrla in luogo dell'originale[4], solo se si tratta di un documento rilasciato o conservato da una pubblica amministrazione.

Per questo, qualsiasi documento può essere dichiarato conforme all'originale anche da soggetti privati, ad esempio da professionisti nell'ambito delle loro competenze, quando viene registrato o conservato anche presso una pubblica amministrazione.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Codice civile italiano, Art. 2714 su Wikisource
  2. ^ Decreto del presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, in materia di "documentazione amministrativa"
  3. ^ Legge 4 gennaio 1968, n. 15, in materia di "documentazione amministrativa e legalizzazione e autenticazione di firme"
  4. ^ In particolare, l'articolo 19 stabilisce che la conformità della copia può essere autocertificata, secondo le modalità previste dal comma 3 dell'articolo 38 e dall'articolo 19 bis, in virtù dei commi 1 e 3 dell'articolo 47.
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