Coopetizione

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La coopetizione (meglio conosciuta, con termine inglese, co-opetition o coopetition) è l'atteggiamento di competizione cooperativa che si instaura tra imprese concorrenti quando esse collaborano nella realizzazione di una specifica attività del loro business. La pratica richiede di individuare preliminarmente quali attività dovranno essere svolte dalle imprese in modo congiunto e quali saranno realizzate in autonomia.

La coopetizione è opportuna se essa consente ad entrambe le imprese che la attuano di condividere i costi comuni senza perdere il vantaggio competitivo che sarebbe assicurato loro dall'assenza di cooperazione.

Il termine è stato impiegato la prima volta nel 1913[1] e ripreso nel 1937[2]. Esso è tuttavia tornato in auge solo agli inizi degli anni novanta: la riscoperta è da molti attribuita all'amministratore delegato della Novell, Ray Noorda, che definì in tal modo la strategia di business adottata dalla sua impresa [3].

Applicazioni[modifica | modifica sorgente]

Nel settore automobilistico, la coopetizione è stata adottata più volte: negli anni Novanta, le maggiori imprese statunitensi del settore realizzarono una piattaforma comune di e-commerce per l'approvvigionamento della componentistica. Nel 2005 dal gruppo PSA e dalla Toyota hanno sottoscritto una joint venture per sviluppare congiuntamente i progetti delle city car Peugeot 107, Citroen C1 e Toyota Aygo e realizzare un unico impianto di produzione in Repubblica Ceca, che è stato battezzato Toyota Peugeot Citroën Automobile.

Un altro settore nel quale la coopetizione è frequente è quello dell'informatica: nel 2005 due imprese usualmente in concorrenza come Oracle e IBM hanno collaborato nella realizzazione di un ERP per le piccole e medie imprese.

La coopetizione è presente anche nel turismo, settore in cui il cliente - Ospite - acquista nel corso della stessa esperienza prodotti offerti da più di due organizzazioni - di trasporto, d'alloggio, di ristorazione, di animazione, etc. - spesso in competizione fra loro per contrastare la concorrenza costituita da altri raggruppamenti di imprese che formano un distretto turistico, un Sistema Turistico Locale, un Cluster, un Club di Prodotto o forme di aggregazione ancora più evolute.

Infine, nel corso dell'ultimo ventennio del secolo scorso, le relazioni coopetive sono emerse nel rapporto impresa-distribuzione. Attraverso uno studio storiografico, Mocciaro Li Destri & Minà (2009) [4] hanno rilevato che nel contesto dei canali distributivi, l'emergere della coopetition trova la sua principale ragione d’essere nella necessaria reazione delle imprese industriali e commerciali ad una più intensa turbolenza degli scenari.

Risultati[modifica | modifica sorgente]

I risultati della coopetizione possono portare ad un aumento del vantaggio coopetitivo per le organizzazioni che lavorano insieme, così come gli stessi ottenuti dalla competizione possono portare ad un aumento del vantaggio competitivo dei singoli.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Paul Terry Cherington, Advertising as a Business Force: A Compilation of Experience Records, Doubleday, for the Associated advertising clubs of America, 1913, p. 144 (testo consultabile integralmente in Google Books)
  2. ^ Rockwell D. Hunt, "Co-opetition", Los Angeles Times, Nov 20, 1937, p. a4
  3. ^ Lawrence M. Fisher, "Preaching Love Thy Competitor", New York Times, March 29, 1992 [1]
  4. ^ * Mocciaro Li Destri A. & Minà A. (2009). “Coopetitive dynamics in distribution channel relationship: An analysis of the Italian context in the twentieth century”, Finanza, Marketing e Produzione, n. 2.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Adam Brandenburger, Barry Nalebuff (1996), Co-Opetition: A Revolution Mindset That Combines Competition and Cooperation ISBN 0-385-47950-6

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]