Conversione di san Paolo (Bruegel)

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Conversione di san Paolo
Conversione di san Paolo
Autore Pieter Bruegel il Vecchio
Data 1567
Tecnica Olio su tavola
Dimensioni 108 cm × 156 cm 
Ubicazione Kunsthistorisches Museum, Vienna
Dettaglio

La Conversione di san Paolo è un dipinto a olio su tavola (61,5x114,4 cm) di Pieter Bruegel il Vecchio, datato 1567 e conservato nel Kunsthistorisches Museum di Vienna. È firmato "BRVEGEL M.D.LXVII".

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'opera venne acquistata dall'arciduca Ernesto d'Asburgo nel 1594, passando poi nelle collezioni imperiali con Rodolfo II.

Alcuni hanno letto nella scena un'allusione agli eventi contemporanei, in particolare alla traversata alpina del Duca d'Alba del 1567, diretto verso i Paesi Bassi per sedare sanguinasamente le rivolte allora in corso.

Descrizione e stile[modifica | modifica sorgente]

Gli Atti degli Apostoli (IX, 3) raccontano come l'esattore Saulo, cadendo da cavallo sulla via per Damasco, ebbe una rivelazione divina che lo chiamò, divenendo da allora l'apostolo delle genti, Paolo di Tarso.

Bruegel ambientò la scena su un impervio passo montano, tra dirupi scoscesi e cime aguzze, in cui un gruppo di soldati, a cavallo e apiedi, si sta inerpicando faticosamente Come in altre scene dell'artista, l'evento principale è relegato in secondo piano, dove un capannello di soldati guarda il loro compagno caduto, mentre il primo piano è occupato da figure secondarie, elegantissime e ritratte nei minimi dettagli. Per aiutare lo spettatore a trovare l'episodio chiave, Bruegel mise un figura, a destra, che indica con energia e che essendo l'unica voltata frontalmente attira l'attenzione.

Tutto esprime un'idea di verticalità, dalle aguzze conifere montane, alle rupi appuntite, dalle lance ai vessilli, fino alla presenza di una nube a destra. Il taglio di alcuni oggetti dal bordo superiore (come la bandiera a destra), amplifica il senso di uno spazio che si sviluppa ulteriormente in altezza.

A sinistra, dove prosegue la gola in lontananza con i personaggi che si fanno microscopici, si apre un vasto panorama, lontanissimo e sfumato dalla foschia.

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