Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati

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La Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati è un trattato internazionale riguardante il diritto internazionale consuetudinario (o non scritto), in particolare riguardo ai trattati tra Stati. Il trattato è stato adottato il 22 maggio 1969 e aperto alla firma il 23 maggio. La Convenzione è entrata in vigore il 27 gennaio 1980. A gennaio 2013 il trattato vincola 113 Stati.[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

La Convenzione fu sottoposta all'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1966. A elaborare la Convenzione fu la Commissione del diritto internazionale. L'Assemblea generale convocò una conferenza con lo scopo di far adottare il trattato (risoluzione 2166 - XXI). La conferenza si svolse in due sessioni, tra 1968 e 1969, e il 22 maggio 1969 adottò il trattato.[2]

Scopi[modifica | modifica sorgente]

La Convenzione si applica solo ai trattati conclusi tra Stati, essendo esclusa la possibilità che essa possa essere invocata in riferimento agli accordi tra Stati e organizzazioni internazionali o tra organizzazioni internazionali. Allo scopo di regolamentare questi ultimi trattati, l'Assemblea generale ha adottato la Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati tra Stati e organizzazioni internazionali o tra organizzazioni internazionali,[3] non ancora entrata in vigore.[4]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Status della Convenzione, un.org. URL consultato il 13 ottobre 2013.
  2. ^ Tullio Treves, Diritto internazionale. Problemi fondamentali, Giuffré editore, 2005, pp. 313-315. ISBN 8814112967.
  3. ^ Treves, op. cit., 440-443
  4. ^ (EN) Status della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati tra Stati e organizzazioni internazionali, un.org. URL consultato il 22 maggio 2009.

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