Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali o CEDU (in francese: "Convention européenne des droits de l'Homme") è un Convenzione internazionale redatta e adottata nell'ambito del Consiglio d'Europa.

La CEDU è considerata il testo centrale in materia di protezione dei diritti fondamentali dell'uomo perché è l'unico dotato di un meccanismo giurisdizionale permanente che consenta ad ogni individuo di richiedere la tutela dei diritti ivi garantiti, attraverso il ricorso alla Corte Europea dei diritti dell'uomo, con sede a Strasburgo.

Il documento è stato elaborato in due lingue, francese e inglese, i cui due testi fanno egualmente fede,

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Convenzione è stata firmata a Roma il 4 novembre 1950 dai 12 stati al tempo membri del Consiglio d'Europa (Belgio, Danimarca, Francia, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Svezia, Turchia) ed è entrata in vigore il 3 settembre 1953[1], ma per l'Italia solo il 10 ottobre 1955[2].

Protocolli aggiuntivi[modifica | modifica wikitesto]

La CEDU è stata poi integrata e modificata da 14 Protocolli aggiuntivi.

I Protocolli II e III (entrati in vigore il 21 settembre 1970), V (entrato in vigore il 20 dicembre 1971), VIII (entrato in vigore il 1º gennaio 1990), IX (entrato in vigore il 1º ottobre 1994) e X (mai entrato in vigore) riguardano aspetti procedurali e sono stati superati dal XI Protocollo[3], firmato a Strasburgo l'11 maggio 1994 ed entrato in vigore il 1º novembre 1998, mentre i Protocolli I[4] ("Protocollo addizionale", entrato in vigore il 18 maggio 1954), IV[5] (entrato in vigore il 2 maggio 1968), VI[6] (entrato in vigore il 1º marzo 1985), VII[7] (entrato in vigore il 1º novembre 1988), XII[8] (entrato in vigore il 1º aprile 2005) e XIII[9] (entrato in vigore il 1º luglio 2003) hanno aggiunto altri diritti (in particolare, il primo protegge la proprietà e decreta il diritto all'istruzione e a libere elezioni e il tredicesimo prevede l'abolizione della pena di morte in ogni circostanza). Il Protocollo XIV, firmato il 13 maggio 2004 e che consente a organizzazioni internazionali come l'Unione europea di diventare parte della Convenzione. L'Unione, che in quel momento non aveva la competenza a stipulare l'accessione alla CEDU, ha acquistato nello specifico tale possibilità ai sensi dell'articolo 6 comma 2 del Trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1º dicembre 2009.

Attualmente attendono l'entrata in vigore due ulteriori protocolli: il Protocollo XV (concernente la riduzione del termine per investire la corte EDU, che passa da 6 a 4 mesi) e il Protocollo XVI.

Influenza sulle legislazioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Il Regno Unito, pur avendo contributo alla stesura del testo della convenzione, l'ha adottata solo nel 1998 (sotto il nome di "Human Rights Act") la CEDU come propria "bill of rights"[10].

In Italia la Legge 24 marzo 2001, n. 89 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana - Serie Generale n. 78 del 3 aprile 2001 ed entrata in vigore il 18 aprile 2001 (cosiddetta Legge Pinto)[11] ha introdotto il diritto a una "equa riparazione" per chi abbia visto violata la ragionevole durata del processo, così come sancito dall'art. 6 della CEDU[12].

La sentenza n. 11984 del 2010, emessa dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio, ha per la prima volta invocato l'effetto del Trattato di Lisbona[13] per affermare l'effetto diretto della CEDU nell'ordinamento italiano.

La Carta Costituzionale Europea e la Costituzione Italiana hanno riconosciuto il diritto di difesa anche prevedendo la possibilità di garantire l'assistenza di un difensore a chi non ha i mezzi per sostenerne il costo[14].

La CEDU ha portato nel marzo del 2015, in forza della Legge 11 agosto 2014 N°117[15] del Governo Renzi, al rilascio anticipato - con risarcimento - di un carcerato in Firenze che aveva subito 880 giorni di detenzione inumana e degradante[16], aprendo la strada per ottenere giustizia ai carcerati in condizioni inumane in Italia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Convention in 1950, Consiglio d'Europa, 2010. URL consultato il 19 maggio 2013.
  2. ^ a seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 221 del 24 settembre 1955 della Legge 4 agosto 1955 n. 848 portante la ratifica della Convenzione CEDU e del protocollo aggiuntivo firmato a Parigi il 20 marzo 1952
  3. ^ CEDU, emendata dal Protocollo n° 11 - Dal sito del Consiglio d'Europa
  4. ^ Protocollo addizionale alla CEDU, emendato dal Protocollo n° 11 - Dal sito del Consiglio d'Europa
  5. ^ Protocollo n° 4 alla CEDU, emendato dal Protocollo n° 11 - Dal sito del Consiglio d'Europa
  6. ^ Protocollo n° 6 alla CEDU, emendato dal Protocollo n° 11 - Dal sito del Consiglio d'Europa
  7. ^ Protocollo n° 7 alla CEDU, emendato dal Protocollo n° 11 - Dal sito del Consiglio d'Europa
  8. ^ Protocollo n° 12 alla CEDU - Dal sito del Consiglio d'Europa
  9. ^ Protocollo n° 13 alla CEDU - Dal sito del Consiglio d'Europa
  10. ^ (EN) Human Rights Act 1998 (c. 42), Office of Public Sector Information. URL consultato il 15/04/2009.
  11. ^ Legge 24 marzo 2001, n. 89, Senato della Repubblica. URL consultato il 15/04/2009.
  12. ^ La legge 24 marzo 2001 n° 89 introduce la possibilità di ottenere un'equa riparazione per l'eccessiva lunghezza del processo davanti alla corte d'appello, Diritto e Giustizia on line. URL consultato il 15/04/2009.
  13. ^ www.federalismi.it
  14. ^ Guida Breve per l'Accesso al Gratuito Patrocinio in Creative Commons. URL consultato il 13 maggio 2013.
  15. ^ http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/08/20/14G00122/sg Legge 11 agosto 2014, n. 117 - rimedi risarcitori in favore dei detenuti
  16. ^ http://firenze.repubblica.it/cronaca/2015/03/24/news/la_cella_non_rispetta_gli_standard_europei_detenuto_scarcerato-110313322/ - Detenuto scarcerato per cella difforme da standard europei

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN180207123 · LCCN: (ENn79043274 · GND: (DE4015727-1