Controversia sul cambiamento climatico

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La controversia sul riscaldamento globale è una disputa riguardante la causa, la natura e le conseguenza del riscaldamento globale. La disputa riguarda le cause dell'aumento della temperatura media dell'aria a livello globale, specialmente a partire dalla metà del ventesimo secolo, se tale aumento sia senza precedenti o faccia parte delle normali variazioni climatiche, se l'umanità abbia contribuito a tale aumento, e se tale aumento sia parzialmente o completamente attribuibile a misurazioni errate. Ulteriori aree di discussione riguardano la stima della sensibilità del clima, le predizioni sul riscaldamento futuro del pianeta, e le conseguenze di un tale riscaldamento. Le controversie sono più vigorose nei mass media che nella letteratura scientifica[1]. Il quadro di questo dibattito rende difficile una chiara percezione dei dati di fatto al grande pubblico. In particolare l'influenza antropica sembra percepita in maniera distorta; ad esempio è stato fatto un sondaggio su una disomogenea e vasta platea, mostrando che all'aumentare della competenza tecnica sono più frequenti le risposte positive alla domanda se «l'attività umana è un fattore significativo nel variare le temperature globale del pianeta».[2]

Consenso scientifico[modifica | modifica sorgente]

La teoria, secondo cui la temperatura media del globo si è alzata nelle ultime decadi e tale aumento medio è da attribursi in tutto o in parte all'attività umane, viene sostenuta da ogni accademia scientifica nazionale che abbia preso posizione sulla teoria stessa, incluse le accademie scientifiche dei paesi del G8.[3] Nel 2007, anche l'associazione dei geologi petroliferi americani ha riconosciuto l'influenza umana sui recenti cambiamenti climatici.[4][5]

I gruppi ambientalisti, alcuni rapporti governativi e la maggior parte dei mass media spesso affermano che ci sia un sostegno quasi unanime della comunità scientifica al fatto che i cambiamenti climatici siano causati da attività umane. I contrari a tale tesi affermano che la maggioranza degli scienziati considera il riscaldamento globale "non provato", lo negano completamente, o sottolineano i pericoli di esaminare solo un punto di vista in un dibattito scientifico che ritengono ancora aperto o affermano che la scienza è basata sui fatti e non sui sondaggi.[6][7][8]

Posizioni individuali varie[modifica | modifica sorgente]

Ci sono comunque ricercatori scettici sul ruolo antropico nell'attuale riscaldamento: essi rappresentano una minoranza nella comunità scientifica, sebbene negli ultimi anni il loro numero abbia conosciuto un significativo aumento[9]. Tra questi "scettici" vi sono, tra gli altri, anche il premio Nobel Kary Mullis, oltre che ex membri dei vari comitati IPCC come i meteorologi Hajo Smit, Philip Lloyd e Roy Spencer, nonché fisici dell'atmosfera come Fred Singer e i climatologi John Christy e William D. Braswell. Le criticità espresse da tali ricercatori sono diverse e variano dalla politicizzazione ed estremizzazione dei documenti conclusivi dell'IPCC fino alle perplessità sulla possibilità di stabilire una relazione tra aumento di CO2 e riscaldamento globale. Alcuni di essi inoltre rimarcano il ruolo di altri fattori naturali sul clima tra cui il principale sarebbe la variazione dell'attività solare ma anche l'effetto dei raggi cosmici, che avrebbe un ruolo sul mutamento climatico. Le loro criticità trovano peraltro riscontro nella diminuzione della temperatura media globale che si è verificata approssimativamente tra il 1940 e il 1976,[10] nonostante continuasse ad aumentare con la stessa costanza la concentrazione di CO2 nell'atmosfera nel medesimo intervallo di tempo, così come nell'abbassamento della temperatura globale osservato nell'ultimo decennio rispetto al picco del 1998. Viene in particolare messa in dubbio la validità degli attuali modelli climatici utilizzati che non sono in grado di ricostruire efficacemente il clima passato né sono stati in grado di predire il parziale raffreddamento dell'ultimo decennio.[11] Queste tesi sono state raccolte in un documentario della CBC. Il matematico e fisico teorico Freeman Dyson, che fin dagli anni 70 teorizzava la necessità di attuare il sequestro del carbonio piantando nuovi alberi in aree enormi,[12] nel 2007 ha invece rivalutato la questione del riscaldamento globale affermando che «...l'allarmismo sul riscaldamento globale è fortemente esagerato» dopo aver calcolato che «...il problema dell'anidride carbonica nell'atmosfera è un problema di gestione del terreno, non un problema meteorologico». Secondo lo scienziato gli errori commessi sarebbero legati al fatto che nessun modello matematico atmosferico o oceanico è in grado di predire il modo in cui dovrebbe essere gestita la terra;[13][14] infine sottolinea che dovrebbero avere maggiore priorità altri problemi globali.[15] In particolare scienziato sostengono che il sistema terra ha in sé elementi stabilizzatori che tendono a reagire alle variazioni di temperatura in modo da mantenere quest'ultima costante o quasi. Un caso di questo genere è quello dell'"Ipotesi Iris", " di Richard Lindzen, la quale propone che mentre l'atmosfera tropicale si riscalda, i cirri nuvolosi diminuiscono, consentendo al calore della radiazione infrarossa di uscire dall'atmosfera verso lo spazio.[16][17]

Di contro, come rilevato dallo stesso articolo di Science, la maggioranza degli scienziati concorda sul fatto che sia necessario trovare urgentemente sistemi di contenimento delle emissioni: tra essi, per quanto riguarda l'Italia, vi è il premio Nobel Carlo Rubbia. In quest'ottica il ricorso al solare termodinamico e all'energia nucleare garantirebbe un importante contributo nella diminuzione delle emissioni di gas serra.[18] Molti sono gli scienziati che, pur riconoscendo il ruolo antropico, sono scettici riguardo alle misure adottate per contenere le emissioni e ritengono il protocollo di Kyōto sia troppo blando e poco incisivo in termini di risultati sul clima. Ad aumentare la perplessità vi è il fatto che i principali emettitori di anidride carbonica (USA e Cina) non lo applicheranno sulle proprie economie. È tutt'oggi tema di accese discussioni la reale entità e gli effetti del riscaldamento, dovute al fatto che il clima terrestre non è considerabile come un sistema statico, avendo presentato nella sua storia cambiamenti graduali ma intensi anche senza l'intervento dell'uomo. Sia ai tempi dell'Impero Romano che nel Medioevo le temperature medie sono state leggermente più alte che in altri periodi, permettendo la colonizzazione della Groenlandia e la coltivazione estesa di viti nell'Europa del Nord. Entrambi questi periodi sono stati seguiti da periodi di raffreddamento climatico: a Londra il fiume Tamigi gelava tanto da permetterne il passaggio a cavallo e lo svolgimento di mercati natalizi sulla sua superficie ghiacciata.

Climategate[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Climategate.

Il 20 novembre 2009 sono apparsi su internet alcuni file contenenti scambi di mail e modelli climatici provenienti dai server del Centro per la Ricerca Climatica (CRU) dell'Università dell'East Anglia[19]. Questo centro di ricerca è uno dei più influenti tra quelli che studiano i cambiamenti climatici naturali e antropici e molti dei corrispondenti succitati fanno parte del Gruppo intergovernativo sul mutamento climatico). Il contenuto delle mail e l'analisi del software usato dall'istituto per le sue predizioni climatiche hanno destato vaste polemiche non ancora sopite. In particolare hanno suscitato scalpore diversi carteggi in cui ad esempio la CRU, guidata da Phil Jones, si accordava con l'editor di una rivista, per bloccare per circa un anno la pubblicazione di un articolo che denunciava l'inadeguatezza degli attuali modelli climatici nello spiegare la discrepanza tra la temperatura registrata al suolo e quella registrata nella bassa troposfera[20]. Il ritardo era funzionale a permettere la contemporanea pubblicazione di un corposo controarticolo della CRU cui era stata offerta dall'editor una corsia preferenziale[21]. Un altro elemento che ha fatto molto discutere è stata la reticenza dei ricercatori della CRU di fornire i dati su cui costruivano i propri modelli. Pur esistendo un dispositivo normativo che li obbligava a fornirli a chi ne avesse fatto richiesta (FOIA), i ricercatori inglesi li hanno forniti solo a scienziati allineati, negandoli in modo sistematico ai loro avversari, i critici verso il riscaldamento antropico[22]. In ultimo il codice del software rinvenuto appariva al di sotto degli standard e presentava interventi e note in cui erano presenti evidenti manipolazioni ed aggiustamenti dei dati[23]. La successiva inchiesta del governo inglese sull'affidabilità delle ricerche effettuate dagli scienziati della CRU hanno assolto gli scienziati coinvolti dall'accusa di aver alterato i dati o di aver esagerato la minaccia del cambiamento climatico[24]. Diversi scienziati e gli stessi dirigenti dell'IPCC sono stati accusati di conflitti di interesse in quanto collegati a movimenti o aziende che potrebbero beneficiare di incentivi economici o ricadute di immagine positive grazie all'imposizione di restrizioni alle emissioni di CO2[25].

Controversie politiche[modifica | modifica sorgente]

Negli Stati Uniti il riscaldamento globale è spesso oggetto di contrasti tra i due maggiori partiti, i repubblicani e i democratici. I repubblicani sostengono che non v'è necessità di agire contro una minaccia che essi ritengono non provata, mentre i democratici tendono a imporre delle misure di controllo sui gas serra per limitare il riscaldamento globale[26]. I punti maggiormente controversi sono:

  1. gli impatti sociali e ambientali del riscaldamento globale
  2. le soluzioni appropriate al problema
  3. se le teorie e i dati attuali siano sufficienti per prendere delle decisioni

Pressioni politiche sugli scienziati[modifica | modifica sorgente]

Alcuni climatologi sostengono di subire enormi pressioni per distorcere o nascondere qualsiasi risultato scientifico che suggerisca che le attività umane siano responsabili del riscaldamento globale. Un sondaggio effettuato tra i climatologi riporta che "quasi la metà degli intervistati ha riportato pressioni per eliminare le parole "riscaldamento globale" e "cambiamento climatico" da una varietà di comunicati". Questi scienziati hanno subito delle pressioni per far sì che le loro pubblicazioni fossero allineate allo scetticismo dell'amministrazione Bush sui cambiamenti climatici[27]. Nel giugno 2008, un'indagine interna alla NASA ha dimostrato che alcuni impiegati della NASA avevano evitato di pubblicare dei dati al fine di proteggere l'amministrazione Bush durante le elezioni presidenziali del 2004[28]. Alcuni scienziati che pure sostengono la teoria del riscaldamento globale si sono dichiarati invece preoccupati dalle esagerazioni e dalle drammatizzazioni relative ai futuri effetti del riscaldamento globale effettuate degli attivisti e dalla stampa[29].

Alcuni scienziati sostengono d'altra parte che le assegnazioni di fondi per le ricerche in questo campo sono condizionate da una specie di lobby guidata dai sostenitori del riscaldamento globale dovuto a cause umane e della sua gravità. Ad esempio lo scienziato Reid Bryson, uno degli scettici sulle conseguenze del riscaldamento globale, disse pubblicamente nel giugno del 2007 che: «C'è un mucchio di quattrini da fare in questo campo […] Se vuoi essere un eminente scienziato devi avere un mucchio di collaboratori laureati ed un mucchio di sovvenzioni. Tu non puoi ottenere sovvenzioni se non affermi: "Oh, riscaldamento globale, certo, certo, certo, anidride carbonica"»[30] Analoghe posizioni sono state prese da John Christy, collega dello scienziato climatologo Roy Spencer dell'Università dell'Alabama a Huntsville, e collaboratore dello IPCC, dal biogeografo dell'Università di Londra Philip Stott,[31] dall'Associazione no profit Accuracy in Media, avente lo scopo di controllare l'accuratezza dei mezzi d'informazione,[32] e dal geologo e professore emerito in Scienze della Terra all'Università di Melbourne, Ian Plimer, nel suo libro del 2009 Heaven and Earth — Global Warming: The Missing Science (Cielo e terra — Riscaldamento globale: La Scienza che manca).

Richard Lindzen, professore di meteorologia al MIT, affermò che: «…[nell'] inverno del 1989 Reginald Newell, un professore di meteorologia [al MIT] ha perso un finanziamento della National Science Foundation per l'analisi di dati che non evidenziavano un aumento netto della temperatura nel secolo passato» Lindzen ha anche supposto che quattro altri scienziati avessero "apparentemente" perso i loro finanziamenti o i loro posti dopo aver messo in discussione il sostegno scientifico al riscaldamento globale.[33] Lo stesso Lindzen avrebbe tuttavia ricevuto denaro da organizzazioni interessate all'energia quali l'OPEC e la Western Fuels Association, un consorzio di fornitori di carbone, compresi «…$2,500 al giorno per i suoi servizi di consulenza»,[34] come anche fondi da enti federali statunitensi, compresa la National Science Foundation, il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti d'America e la NASA.[35]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ doi:10.1016/j.gloenvcha.2003.10.001
  2. ^ Doran P.T., Examining the Scientific Consensus on Climate Change, EOS Eos Trans AGU 90:22–23 (2009); volume 90, numero 3
  3. ^ Joint statement of sixteen national academies of science, The Science of Climate Change, The Royal Society, 18 maggio 2001. URL consultato il 20 maggio 2009.
  4. ^ American Association of Petroleum Geologists Statements, Climate Change, giugno 2007. URL consultato l'11 dicembre 2009.
  5. ^ Julie Brigham-Grette, et al, Petroleum Geologist' Award to Novelist Crichton Is Inappropriate in EOS, vol. 87, nº 36, p. 364. URL consultato il 10 dicembre 2009.
    «AAPG...stands alone among scientific societies in its denial of human-induced effects on global warming».
  6. ^ climatescienceinternational.org - ICSC
  7. ^ New York Global Warming Conference Considers 'Manhattan Declaration' - by Heartland Institute staff - The Heartland Institute
  8. ^ Michael Crichton, Lecture at CalTech: "Aliens Cause Global Warming", 17 gennaio 2003. URL consultato il 14 aprile 2007.
  9. ^ http://epw.senate.gov/public/index.cfm?FuseAction=Files.View&FileStore_id=83947f5d-d84a-4a84-ad5d-6e2d71db52d9
  10. ^ D. Rapp, Assessing Climate Change - Temperatures, Solar Radiation, and Heat Balance, Springer Berlin Heidelberg, 2008, ISBN 978-3-540-76586-8
  11. ^ Antonino Zichichi, Il clima non è matematico
  12. ^ (EN) Larry Lohmann, The Dyson Effect - Carbon 'Offset' Forestry and The Privatization of the Atmosphere, luglio 1999
  13. ^ Freeman Dyson, Many Colored Glass: Reflections on the Place of Life in the Universe, University of Virgina Press, 2007 ISBN 0-8139-2663-7.
  14. ^ (EN) American Physical Society newsletter, maggio 1999
  15. ^ (EN) University of Michigan 2005 Winter Commencement Address
  16. ^ (EN) Roy W. Spencer, William D. Braswell; John R. Christy; Justin Hnilo,, Cloud and radiation budget changes associated with tropical intraseasonal oscillations in Geophysical Research Letters, vol. 34, nº 15, 2007, DOI:10.1029/2007GL029698.
  17. ^ (EN) Study Milloy,, Clouds Mitigate Global Warming, New Evidence Shows, Heartland Institute, 1º novembre 2007. URL consultato il 27 agosto 2012.
  18. ^ Si vedano: Intervista di Repubblica a Rubbia, 2005 e Articolo su Repubblica, 2006.
  19. ^ BBC WORLD
  20. ^ L'articolo bloccato
  21. ^ La ricostruzione del carteggio in cui la CRU ha infranto l'usuale processo di peer-review [1]
  22. ^ Alcuni carteggi in cui si discute delle strategie per non fornire i dati ai ricercatori non allineati [2]
  23. ^ Una analisi dei commenti al software della CRU
  24. ^ L'inchiesa inglese perlopiù assolve gli scienziati
  25. ^ Il conflitto di interessi del Presidente dell'IPCC Pachauri così come delineato in un articolo del Teleghaph [3]
  26. ^ Lisa Mascaro, GOP still cool on global warming, Las Vegas Sun, 12 febbraio 2007. URL consultato il 14 aprile 2007.
  27. ^ US climate scientists pressured on climate change, NewScientist, 31 January 2007
  28. ^ Jacqui Goddard, Nasa 'played down' global warming to protect Bush in The Scotsman (Edinburgh), 4 giugno 2008. URL consultato il 12 febbraio 2010.
  29. ^ Mike Hulme, Chaotic world of climate truth, BBC News, 4 novembre 2006. URL consultato il 14 aprile 2007.
  30. ^ (EN) [4]
  31. ^ (EN) Must-See Global Warming TV, Fox News, marzo 2007. URL consultato il 14 maggio 2007.
  32. ^ Trulock, Notra, "Science for Sale: the Global Warming Scam" Accuracy in Media, 26 August 2002
  33. ^ (EN) Climate of Fear, Wall Street Journal, aprile 2006. URL consultato il 14 maggio 2007.
  34. ^ (EN) Gelbspan Ross, The Heat Is On: The warming of the world's climate sparks a blaze of denial, Harper's Magazine, dicembre 1995. URL consultato l'8 febbraio 2008.
  35. ^ Richard S. Lindzen; Constantine Giannitsis, Reconciling observations of global temperature change (PDF) in Geophysical research letters, vol. 29, nº 12, 2002, pp. 24–26, DOI:10.1029/2001GL014074. URL consultato il 10 settembre 2007.