Contributi obbligatori per le assicurazioni obbligatorie

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I contributi obbligatori per le assicurazioni obbligatorie sono un tributo[1] previsto dalle leggi sul sistema pensionistico pubblico per il finanziamento degli enti previdenziali gestori di forme di assicurazioni obbligatorie.

Nel tempo hanno assunto molteplici definizioni tra le quali si rilevano: oneri sociali, contributi sociali, contributi previdenziali.

I contributi obbligatori sono classificabili come tributi dovuti obbligatoriamente in relazione di un rapporto giuridico di diritto pubblico, da persone fisiche o persone giuridiche, ad enti previdenziali, con personalità giuridica pubblica (enti pubblici) o privata (fondazioni o associazioni) ma comunque sempre pubbliche amministrazioni ovvero enti gestori di sistemi pensionistici pubblici, per il finanziamento parziale o totale della spesa pubblica necessaria all'erogazione delle pensioni o di altre prestazioni previdenziali.

I contributi previdenziali sono imposti a seguito di un obbligo di legge da cui discende la natura di imposta degli stessi come evidenziato nella teoria costituzionale nel diritto della previdenza sociale.

L'entità del pagamento è determinato secondo l'aliquota contributiva pensionistica di finanziamento definita anche aliquota di scopo in quanto destinata al finanziamento degli enti previdenziali, ancorché spesso con l'integrazione di trasferimenti dalla fiscalità generale.

Da ciò discende che le pensioni erogate dal sistema pensionistico pubblico e le altre prestazioni previdenziali si pagano con le imposte.[2]

La differenza rispetto ad altre imposte dirette o indirette come l'IRPEF o l'IVA è che le prime sono riscosse dallo Stato e successivamente trasferite secondo la necessità agli enti previdenziali es. INPS, mentre i contributi obbligatori sono riscossi dall'ente impositore es. INPS o INPGI che sono anche gli erogatori di un servizio pubblico.

Essi risultano regolati dal "R.D.L. 04-10-1935, n. 1827 (convertito) Perfezionamento e coordinamento legislativo della previdenza sociale." Titolo II Assicurazioni obbligatorie Capo III Contributi obbligatori e tutte le successive modificazioni. Dello stesso tipo sono i contributi obbligatori stabiliti nella costituzione di casse di previdenza per singole categorie di lavoratori.

Secondo l'art. 2753 del Codice Civile, in Italia, "i crediti derivanti dal mancato versamento dei contributi ad istituti, enti o fondi speciali, compresi quelli sostitutivi o integrativi," "Hanno privilegio generale sui mobili del datore di lavoro".

Si distinguono dai versamenti in forma volontaria fatti agli enti gestori di forme di previdenza complementare, definiti premio assicurativo in quanto queste obbligazioni nascono in virtù di un rapporto giuridico di diritto privato di tipo assicurativo.

I contributi obbligatori vengono conteggiati al pari delle altre tasse ed imposte nell'indicatore cuneo fiscale per valutare l'incidenza dei tributi sul costo del lavoro ovvero nell'aliquota fiscale effettiva per analizzare il livello di tassazione del lavoratore dipendente o autonomo.

I contributi obbligatori vengono inoltre conteggiati nel gettito fiscale totale indicato nel conto economico consolidato delle amministrazioni pubbliche per valutare sia la pressione fiscale apparente che il deficit delle amministrazioni pubbliche come previsto dall'art. 97 della Costituzione.


I contributi obbligatori per le assicurazioni obbligatorie nell'ordinamento italiano[modifica | modifica wikitesto]

I contributi obbligatori detti anche contributi previdenziali contributi sociali o oneri sociali, in Italia, sono una tipologia di imposta[3][4][5][6] che può essere diretta o indiretta destinata al finanziamento, insieme ad altri trasferimenti dello Stato, della spesa pubblica del sistema pensionistico obbligatorio che gli enti previdenziali gestiscono secondo lo schema del sistema pensionistico senza copertura patrimoniale associato ad uno schema pensionistico con formula delle rendite predefinita per l'erogazione delle prestazioni previdenziali[7] agli iscritti alle assicurazioni sociali obbligatorie.

L'entità dei contributi previdenziali è determinata dalla applicazione al reddito dell'iscritto al sistema pensionistico obbligatorio, dell'aliquota contributiva pensionistica di finanziamento (per le casse dei liberi professionisti è chiamata contributo soggettivo) o in alcuni casi all'imponibile IVA (in questo caso viene chiamata anche contributo integrativo).

I contributi obbligatori per le assicurazioni obbligatorie, pagati dal lavoratore dipendente all'INPS, sono una imposta diretta. I contributi obbligatori per le assicurazioni obbligatorie, pagati dal datore di lavoro all'INPS, sono una imposta indiretta. Il contributo soggettivo o i contributi obbligatori per le assicurazioni obbligatorie, pagati dal libero professionista o dal lavoratore autonomo, sono una imposta diretta. Il contributo integrativo pagato dal committente del libero professionista, è una imposta indiretta.

I contributi obbligatori per le assicurazioni obbligatorie, spesso concorrono in modo preponderante nella incidenza del cuneo fiscale e della pressione fiscale dello Stato e quindi nella valutazione della sostenibilità fiscale dei sistemi pensionistici obbligatori. L'incidenza dei contributi va valutata anche nell'aliquota fiscale totale.

In Italia, tra gli altri enti previdenziali, sono enti impositori l'INPS, l'ENPALS, l'INPGI.[8][9]

I caratteri fondanti di tributo posseduti dai contributi obbligatori per le assicurazioni obbligatorie[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la sentenza della Suprema Corte,[10] i caratteri indispensabili a definire i contributi obbligatori un tributo sono:

  • obbligatorietà della prestazione;
  • destinazione del gettito a fini sociali;
  • misura della retribuzione quale indice di capacità contributiva.

Altri aspetti importanti sono la inconfigurabilità della contribuzione in termini di corrispettività e la totale mancanza di collegamento tra contributo previdenziale e spesa dell'ente previdenziale.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Tale imposta viene applicata al nascere di un rapporto di lavoro dipendente o con l'inizio dell'attività di lavoro autonomo in quanto si determinano le condizioni per cui il lavoratore viene iscritto all'assicurazione sociale obbligatoria; tale imposta grava sia sugli iscritti alle assicurazioni sociali obbligatorie (lavoratori dipendenti, autonomi e liberi professionisti) che sui non iscritti (datori di lavoro, committenti, società ecc.) a seconda di quanto previsto nelle leggi speciali che le regolano.

La contribuzione obbligatoria viene applicata in Italia ai sensi dell'art. 23 della Costituzione per il finanziamento dei servizi pubblici previsti dell'art. 38 della Carta. I contributi previdenziali, benché apparentemente della stessa forma, assumono la forma di imposta diretta o imposta indiretta a seconda dei soggetti obbligati.

I contributi previdenziali pagati dai lavoratori all'INPS assumono la forma di imposta diretta con aliquota di circa il 9% che viene pagata dal datore di lavoro in qualità di sostituto d'imposta.[11]

I contributi previdenziali pagati dal datore di lavoro assume la forma di imposta indiretta.

Il contributo soggettivo pagato dai professionisti assume la forma di imposta diretta.

Il contributo integrativo è applicato ai committenti dei liberi professionisti quindi è sempre una imposta indiretta, e in alcuni casi è applicato anche ai clienti di società o lavoratori non iscritti agli enti previdenziali e che quindi non usufruiranno mai di prestazioni previdenziali quale eventuale corrispettivo del versamento di contributi previdenziali.

A seguito della Legge Fornero, esiste in caso di appalto, subappalto o subfornitura una responsabilità solidale dell'appaltatore/committente/cliente con chi esegue la prestazione lavorativa, per il versamento dei contributi previdenziali e assicurativi a favore dei lavoratori dipendenti e autonomi. Il lavoratore ovvero l'istituto previdenziale o asscurativo, limitamente alle risorse impegnate nell'appalto o subfornitura, possono chiedere il pagamento alla controparte, che ha diritto di rivalersi sul datore di lavoro.

Contributi previdenziali e prestazioni previdenziali[modifica | modifica wikitesto]

Per capire tale relazione, bisogna avere chiaro il significato di contratto ossia di quel patto che fa nascere obbligazioni tra le parti che lo sottoscrivono al fine di definire compiutamente gli obblighi reciproci. Nel caso dei contributi previdenziali, l'obbligo di versamento agli enti previdenziali pubblici, nasce in forza di leggi dello Stato, emanate ai sensi dell'art. 38 della Costituzione, al fine di realizzare un interesse pubblico che consiste nel fornire una prestazione previdenziale in denaro o in natura ai cittadini che stanno in particolari condizioni di bisogno (pensione di vecchiaia, pensione di invalidità, pensione di inabilità, pensione di reversibilità.

Il finanziamento di tali prestazioni deriva in larga parte dai contributi previdenziali, ma anche dalla fiscalità generale quando tali enti non sono in equilibrio per ragioni legate alla demografia degli iscritti, in quanto sono sistemi del tipo pay-as-you-go. Le prestazioni previdenziali, non sono fornite dagli enti previdenziali pubblici come rivalutazione di un risparmio gestito come avviene nella previdenza complementare, bensì in base a formule contingenti che assumono diverse terminologie nel tempo come metodo di calcolo retributivo o metodo di calcolo contributivo a capitalizzazione simulata sulla crescita, che sono legati a parametri aggiuntivi rispetto ai semplici versamenti dell'iscritto quali l'età pensionabile, i contributi figurativi, l'anzianità contributiva e comunque parametri variabili nel tempo in base alle continue riforme previdenziali necessarie a mantenere la sostenibilità fiscale dei sistemi pensionistici obbligatori gestiti secondo il sistema pensionistico senza copertura patrimoniale e con metodo PAYG.

Contributi previdenziali e contributi figurativi[modifica | modifica wikitesto]

Nel momento in cui vengono effettuati i versamenti dei contributi previdenziali, l'ente previdenziale annota i dati relativi in appositi registri ora riassunti nel casellario centrale delle posizioni previdenziali attive e diventano contributi figurativi ossia qualità come durata di iscrizione e importo dei redditi da cui derivano gli importi dei contributi previdenziali versati. Dalla somma di tutti i contributi figurativi, al raggiungimento di particolari requisiti di età pensionabile e anzianità contributiva, secondo la normativa vigente al momento del raggiungimento degli stessi, nasce il diritto alla prestazione previdenziale. Gli altri contributi figurativi possono derivare da: ricongiungimento, riscatto, malattia, inabilità, militare, distacchi sindacali. Nel caso in cui i contributi figurativi non sono coperti da versamenti contributivi dell'iscritto o del datore di lavoro, si parla di fiscalizzazione degli oneri sociali, in quanto la prestazione previdenziale che ne deriva è finanziata con la fiscalità generale.

La riscossione unificata delle imposte[modifica | modifica wikitesto]

Le imposte possono essere pagate in Italia con il Modello F24 che permette la compensazione dei tributi e contributi dovuti ai vari enti impositori (Stato, INPS, Comuni, Regioni, enti previdenziali).[12] Le modalità sono stabilite dal D.Lgs. 241/97.[13]

Con Decreto interministeriale del 10 gennaio 2014 - Min. Economia e Finanze tale possibilità è stata estesa anche a tutti gli enti previdenziali con personalità giuridica di diritto privato.[14]

I soggetti obbligati al pagamento dei contributi previdenziali sono definiti dallo Stato Italiano contribuenti.

La liquidazione, l’accertamento e la riscossione dei contributi previdenziali nel diritto tributario[modifica | modifica wikitesto]

I contributi previdenziali sono delle imposte e quindi la loro riscossione è legata al diritto tributario.[15]

In particolare, la riscossione dei crediti previdenziali avviene mediante un atto chiamato "avviso di addebito", emesso direttamente dall'INPS.

Tale impostazione è stata rafforzata dalla legge di stabilità 2014 (L. 147/2013, articolo 1, comma 611, lettere a e b) ove nel caso dei procedimenti di reclamo/mediazione per atti e controversie di natura tributaria, l'Agenzia delle Entrate, nel caso di conclusione favorevole della mediazione/reclamo, rideterminerà anche gli importi dei contributi previdenziali dovuti senza sanzioni ed interessi.[16] Tale disciplina , però, non può trovare applicazione in materia di contributi previdenziali, atteso che la giurisdizione in materia di contenzioso appartiene al Giudice del Lavoro.

L'imputazione dei contributi previdenziali nei bilanci degli enti previdenziali[modifica | modifica wikitesto]

I contributi previdenziali, una volta riscossi dagli enti previdenziali vengono iscritti tra il patrimonio netto dell'ente previdenziale, sancendo la totale discontinuità di diritto tra il contribuente e i contributi previdenziali essendo essi ascritti ad un ente con una persona giuridica propria (pubblica o privata) senza obblighi contrattuali specifici con il contribuente.

Nei sistemi pensionistici con gestione a ripartizione sono quindi impiegati per fornire le prestazioni previdenziali senza riguardo all'accantonamento degli stessi a garanzia dei contributi versati, come avviene nel caso della previdenza complementare con gestione a capitalizzazione.

Il patrimonio netto dell'INPS[modifica | modifica wikitesto]

Il patrimonio netto dell'INPS, in rapporto alle obbligazioni derivanti dalle prestazioni previdenziali previste dalle leggi speciali sulle assicurazioni sociali obbligatorie, è assolutamente trascurabile, sia in termini di rapporto con le spese correnti, sia in rapporto al debito pensionistico latente o debito pubblico implicito, che è valutabile in multipli del PIL.

L'INPS ha una gestione a ripartizione e sostanzialmente i contributi previdenziali incassati nell'anno, integrati dai trasferimenti fiscali vengono impiegati nell'anno corrente.

Le aliquote contributive[modifica | modifica wikitesto]

Le aliquote contributive di finanziamento nel sistema pensionistico obbligatorio italiano[modifica | modifica wikitesto]

Gli enti previdenziali che gestiscono le assicurazioni sociali obbligatorie, in base alle diverse leggi speciali impongono il pagamento dei contributi obbligatori per le assicurazioni obbligatorie con un'ampia varietà di aliquote.

Serie storia delle aliquote[17]
Anno FPLD Artigiani Commercianti CD-CM
1946 19,52
1947 22,44
1948 26,35
1949 20,02
1950 20,02
1951 21,52
1952 13,29
1953 9,18
1954 9,18
1955 9,25
1956 9,38
1957 9,38 14,00
1958 11,77 14,00
1959 11,76 12,00 14,00
1960 15,91 12,00 14,00
1961 15,91 12,00 14,00
1962 19,28 12,00 14,00
1963 22,03 12,00 14,00
1964 19,01 12,00 14,00
1965 18,71 12,00 12,00 14,00
1966 18,56 12,00 12,00 14,00
1967 18,91 12,00 12,00 14,00
1968 19,60 12,00 12,00 14,00
1969 20,56 12,00 12,00 14,00
1970 20,56 12,00 12,00 14,00
1971 18,91 12,00 12,00 14,00
1972 19,01 12,00 12,00 14,00
1973 19,95 12,00 12,00 14,00
1974 20,73 12,00 12,00 14,00
1975 23,31 12,00 12,00 14,00
1976 23,31 12,00 12,00 14,00
1977 23,31 12,00 12,00 14,00
1978 23,31 12,00 12,00 14,00
1979 23,31 12,00 12,00 14,00
1980 23,89 12,00 12,00 14,00
1981 24,01 12,00 12,00 14,00
1982 24,16 12,00 12,00 14,00
1983 24,51 12,00 12,00 14,00
1984 24,51 12,00 12,00 14,00
1985 24,51 12,00 12,00 14,00
1986 25,51
1987 25,51
1988 25,51
1989 25,92
1990 25,92 12,00[18] 12,00
1991 26,09 12,75 12,75 14,75
1992 26,47 13,50 13,50 14,50
1993 26,97 14,29 14,29 16,29
1994 26,97 15,00 15,00 17,00
1995 27,12 15,00 15,00 17,00
1996 32,70 15,00 15,09 17,00
1997 32,70 15,00 15,39 17,00
1998 32,70 15,80 16,19 17,80
1999 32,70 16,00 16,39 18,30
2000 32,70 16,20 16,59 18,80
2001 16,40 16,70
2002 16,60 16,99
2003 16,80 17,19
2004 17,00 17,39
2005 17,20 17,59
2006 17,40 17,79
2007 19,50 19,59
2008 20,00 20,09
2009 20,00 20,09
2010 20,00 20,09
2011 20,00 20,09
2012 21,30 21,39
2013 21,75 21,84
2014 22,20 22,29
2015 22,65 22,65
2016 23,10 23,10
2017 23,55 23,55
2018 24,00 24,00

Dipendenti privati[modifica | modifica wikitesto]

L'aliquota contributiva relativa al fondo pensione dei lavoratori dipendenti FPLD è generalmente pari al 33% con poche eccezioni (fondo volo).[19][20]

  • INPS
    • Dipendenti privati
      • Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti
      • Fondo volo
      • Fondo dazieri
      • Lavoratori dello spettacolo (ex ENPALS)
      • Sportivi professionisti. Fondo pensioni per gli sportivi professionisti. (ex ENPALS)
      • Personale dipendente dalle aziende private del gas: Fondo Gasisti (Gas). Integrativo.
      • Personale dipendente dalle aziende private del gas: Fondo Gasisti (Gas). Integrativo.
      • Lavoratori delle miniere, cave e torbiere: gestione minatori. Integrativo.
      • Dipendenti della ex azienda autonoma delle ferrovie, trasformata prima in Ente pubblico economico e, successivamente, in S.p.A. La gestione affidata in precedenza alla stessa azienda ferroviaria, tramite il Fondo pensioni del personale delle ferrovie dello Stato, è stata trasferita all’INPS, mediante la costituzione di apposito Fondo sostitutivo, con la legge 23 dicembre 1999, n. 488, articolo 43.

Dipendenti pubblici[modifica | modifica wikitesto]

L'aliquota contributiva del fondo pensioni è generalmente del 32,65%.[21][22]

  • INPS
    • Dipendenti pubblici (ex INPDAP)
      • Dipendenti delle amministrazioni statali (ex INPDAP)
      • Dipendenti degli enti locali
      • ufficiali giudiziari ed aiutanti ufficiali giudiziari. Per questi soggetti in precedenza erano previste alcune Casse pensionistiche amministrate dalla Direzione Generale degli Istituti di Previdenza del Ministero del Tesoro. Ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo n. 479/1994 le Casse sono state trasformate in gestioni autonome.

Lavoratori autonomi[modifica | modifica wikitesto]

Le aliquote contributive previste nella tabella seguente, sono fissate dalla riforma delle pensioni Fornero.

  • INPS
    • Autonomi
      • Commercianti e Artigiani

Gestione separata INPS art.2 c.26 L.335/1995[modifica | modifica wikitesto]

L'aliquota contributiva è fissata per il 2013 al 27,72%.[23]

Liberi professionisti[modifica | modifica wikitesto]

  • INPGI
    • Giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti

Modalità di apposizione delle marche per il pagamento dei contributi[modifica | modifica wikitesto]

In passato la modalità di pagamento dei contributi avveniva attraverso l'apposizione di marche che venivano acquistate in banca. Le modalità erano previste dal R.D. 28.8.24 n. 1422.

La natura tributaria dei contributi previdenziali e le colpe dell'Università italiana nel dibattito socio politico[modifica | modifica wikitesto]

Avere ben definita la natura di tributo dei contributi previdenziali, significa poter sviluppare di conseguenza dei logici ragionamenti nel campo dell'economia, del diritto e della politica. In Italia esistono diverse scuole di pensiero che, in campo universitario, determinano opposte modalità di insegnamento.

I miti italiani sui contributi previdenziali[modifica | modifica wikitesto]

Il fatto che i contributi previdenziali siano considerati per quello che effettivamente sono ossia una imposta è particolarmente contrastato nel dibattito politico ed economico italiano, anche da illustri esponenti che preferiscono alimentare alcuni miti. Ciò non accade negli altri paesi occidentali ove già nel nome dell'imposta contributiva è evidenziato il termine "tassa", ad esempio negli Stati Uniti d'America ove i contributi previdenziali sono stabiliti dalla FICA tax.

I contributi previdenziali come risparmio forzoso[modifica | modifica wikitesto]

"Un governo che in modo del tutto arbitrario taglia tutte le pensioni al di sopra di una certa cifra invita i contribuenti a eludere se non evadere i propri versamenti pensionistici e, soprattutto, a considerarli come una tassa anziché una forma di risparmio, pur forzosa, volta a garantirsi una vecchiaia tranquilla." (Tito Boeri).[24] Anche i più illustri economisti contemporanei tra cui Tito Boeri alimentano questo mito del risparmio legato ai contributi previdenziali. L'INPS che gestisce la quasi totalità delle prestazioni previdenziali pensionistiche ha un patrimonio di poche decine di miliardi di euro mentre ha erogato solo nel 2012 oltre 290 miliardi di euro di prestazioni istituzionali. Il debito previdenziale latente relativo agli iscritti al casellario centrale delle posizioni previdenziali attive ammonta a multipli di PIL. Il risparmio prevede l'accumulo di risorse e la loro conservazione con conseguente possibilità di recupero. Il sistema pensionistico obbligatorio è invece finanziato con la gestione a ripartizione. Le imposte raccolte nel bilancio corrente sono immediatamente reimpiegate per pagare le prestazioni previdenziali correnti calcolate con dei metodi di calcolo che nulla hanno a che vedere con i contributi previdenziali versati tanto che molto spesso gli enti previdenziali finiscono in dissesto. Solo nel 2011 l'INPDAP è stato chiuso e assorbito dall'INPS determinando per la prima volta la chiusura in perdita del bilancio dell'ente. Nei sistemi pensionistici con gestione a ripartizione il rischio economico e demografico e le promesse pensionistiche (v. solidarietà intergenerazionale) si scaricano sulle generazioni future o con il debito pubblico esplicito o con il default dei sistemi pensionistici obbligatori con il ridimensionamento del debito pubblico implicito quanto non vi è più la sostenibilità fiscale dei sistemi pensionistici obbligatori operando quindi delle riforme previdenziali come ad esempio quella entrata in vigore nel 2012 (Riforma delle pensioni Fornero).

Storia delle aliquote contributive della Social Security negli Stati Uniti d'America[modifica | modifica wikitesto]

Nella tabella sono elencate le aliquote contributive applicate dalla Social Security negli Stati Uniti d'America.

Aliquote storiche di Social Security[25]
Anno Guadagni max
tassati
Tasso
OASDI
Tasso
Medicare
Anno Guadagni max
tassati
Tasso
OASDI
Tasso
Medicare
1937 3,000 2% - 1977 16,500 9.9% 1.8%
1938 3,000 2% - 1978 17,700 10.1% 2.0%
1939 3,000 2% - 1979 22,900 10.16% 2.1%
1940 3,000 2% - 1980 25,900 10.16% 2.1%
1941 3,000 2% - 1981 29,700 10.7% 2.6%
1942 3,000 2% - 1982 32,400 10.8% 2.6%
1943 3,000 2% - 1983 35,700 10.8% 2.6%
1944 3,000 2% - 1984 37,800 11.4% 2.6%
1945 3,000 2% - 1985 39,600 11.4% 2.7%
1946 3,000 2% - 1986 42,000 11.4% 2.9%
1947 3,000 2% - 1987 43,800 11.4% 2.9%
1948 3,000 2% - 1988 45,000 12.12% 2.9%
1949 3,000 2% - 1989 48,000 12.12% 2.9%
1950 3,000 3% - 1990 51,300 12.4% 2.9%
1951 3,600 3% - 1991 53,400 12.4% 2.9%
1952 3,600 3% - 1992 55,500 12.4% 2.9%
1953 3,600 3% - 1993 57,600 12.4% 2.9%
1954 3,600 4% - 1994 60,600 12.4% 2.9%
1955 4,200 4% - 1995 61,200 12.4% 2.9%
1956 4,200 4% - 1996 62,700 12.4% 2.9%
1957 4,200 4.5% - 1997 65,400 12.4% 2.9%
1958 4,200 4.5% - 1998 68,400 12.4% 2.9%
1959 4,800 5% - 1999 72,600 12.4% 2.9%
1960 4,800 6% - 2000 76,200 12.4% 2.9%
1961 4,800 6% - 2001 80,400 12.4% 2.9%
1962 4,800 6.25% - 2002 84,900 12.4% 2.9%
1963 4,800 7.25% - 2003 87,000 12.4% 2.9%
1964 4,800 7.25% - 2004 87,900 12.4% 2.9%
1965 4,800 7.25% - 2005 90,000 12.4% 2.9%
1966 6,600 7.7% 0.7% 2006 94,200 12.4% 2.9%
1967 6,600 7.8% 1.0% 2007 97,500 12.4% 2.9%
1968 7,800 7.6% 1.2% 2008 102,000 12.4% 2.9%
1969 7,800 8.4% 1.2% 2009 106,800 12.4% 2.9%
1970 7,800 8.4% 1.2% 2010 106,800 12.4% 2.9%
1971 7,800 9.2% 1.2% 2011 106,800 10.4% 2.9%
1972 9,000 9.2% 1.2% 2012 110,100 10.4% 2.9%
1973 10,800 9.7% 2.0% 2013 113,700 12.4% 2.9%
1974 13,200 9.9% 1.8%
1975 14,100 9.9% 1.8%
1976 15,300 9.9% 1.8%
Note:

Il tasso è la somma dell'OASDI e del Medicare per i datori e i lavoratori.
Nel 2011 e 2012, il tasso OASDI sui lavoratori era temporaneamente 4,2%
mentre quello dei datori rimase a 6,2%, per un totale di 10,4%.
I tassi Medicare del 2,9% al 2013 non hanno un imponibile massimo.
Fonti: Social Security Administration e [1], accesso 7 nov 2013

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Michele Tronconi, Tfr in busta paga, un siluro alla previdenza integrativa in intermediachannel, 7 ottobre 2014. URL consultato il 7 ottobre 2014.
    «Tenuto presente che già il 33 per cento, in vigore per il settore privato (per gli autonomi è il 20 per cento), veniva valutato da Franco Modigliani “come una tassa invece che come risparmio obbligatorio” (“Avventure di un economista”, Laterza, 1999).».
  2. ^ CBC News 22/08/2014, Essentially, the contributions are on the government's books, but they go into general revenue and no outside assets are purchased to cover them — ultimately the payment to the pensioner will come out of future general tax revenue.
  3. ^ AppuntiPersiani, p.to 31. I contributi previdenziali come imposte. Se si tiene conto del significato dell’intervento dello Stato nel sistema della previdenza sociale, i contributi previdenziali possono essere configurati come imposte. Le imposte sono le prestazioni pecuniarie che un ente pubblico ha il diritto di esigere in virtù della sua potestà di imperio, nella misura nei modi stabiliti dalla legge, allo scopo di reperire mezzi necessari allo svolgimento della sua attività. Presupposto dell'imposta è esclusivamente la soggezione alla potestà dello stato, mentre l'impiego che l'ente pubblico fa del ricavo dell'imposizione, in base a norme estranee al rapporto tributario, non ha alcuna influenza sull'origine e sull'estensione dell'obbligo contributivo.
  4. ^ AGI20131126, I contributi previdenziali in Italia infatti nel 2012 sono al 33% del totale lordo della retribuzione, complessivamente pari al 9% del Pil e al 21,1% del totale delle tasse. La media Ocse è del 19,6%, pari al 5,2% del Pil e al 15,8% del totale delle tasse.
  5. ^ IBL Spesa pubblica, p.24 - Per come funzionano i sistemi previdenziali a ripartizione, che cioè usano i contributi attuali (a differenza dei sistemi a capitalizzazione), il capitale previdenziale messo da parte per pagare le pensioni è trascurabile, e dunque non è possibile pagare le pensioni se non tassando (esosamente) chi lavora.
  6. ^ Unipartenope, p.8 - La maggior parte dei programmi previdenziali pubblici sono stati e sono tuttora finanziati sulla base di un Pay As You Go, cioè attraverso la tassazione della classe giovane per poter finanziare i benefici correnti alla popolazione anziana.
  7. ^ AppuntiPersiani, p.to 31. La funzione dei contributi previdenziali è quella di fornire agli enti previdenziali i mezzi necessari alla realizzazione dai compiti loro affidati dalla legge per la soddisfazione immediata di un interesse pubblico.
  8. ^ Agenzia delle Entrate, pag. 14 - Tutti possono compensare i crediti ed i debiti nei confronti dei diversi enti impositori (Stato, INPS, comuni, regioni, INAIL, ENPALS, INGPI, Camere di Commercio
  9. ^ INPS F24, Possono essere effettuate compensazioni tra i debiti e i crediti nei confronti dei diversi Enti impositori (ad esempio Stato, Inps, Regioni, Comuni)
  10. ^ diritto.it, Infatti i contributi non costituiscono parte integrante del salario ma un tributo, in quanto tale da pagare comunque ed in ogni caso, indipendentemente dalle vicende finanziarie dell’azienda.
  11. ^ LavoroFisco 16/09/2014, la Suprema Corte rammenta il proprio costante orientamento, secondo cui, in tema di omesso versamento delle ritenute all’erario, lo stato d’insolvenza non libera il sostituto d’imposta, dovendo questi adempiere al proprio obbligo di corrispondere le ritenute così come adempie a quello di pagare le retribuzioni di cui le ritenute stesse sono parte.
  12. ^ D.Lgs. 241/1997 art.17, art. 17 - I contribuenti eseguono versamenti unitari delle imposte, dei contributi dovuti all'INPS e delle altre somme a favore dello Stato, delle regioni e degli enti previdenziali, con eventuale compensazione dei crediti, dello stesso periodo, nei confronti dei medesimi soggetti,
  13. ^ D.Lgs. 241/1997
  14. ^ Ingenio F24, La semplificazione non è di poco conto, visto che il professionista potrà compensare l’importo dovuto alla propria cassa di previdenza con un eventuale credito IRPEF (o IVA o altra imposta o contributo pagabile mediante F24)
  15. ^ LeggiOggi 27 luglio 2013, L’art. 1 del decreto legislativo 462/97ha disposto che: “Per la liquidazione, l’accertamento e la riscossione dei contributi e dei premi previdenziali ed assistenziali che … devono essere determinati nelle dichiarazioni dei redditi, si applicano le disposizioni previste in materia di imposte sui redditi“.
  16. ^ Il Sole 24 Ore 24/02/2014, L'esito del procedimento di reclamo/mediazione rileva anche per i contributi previdenziali e assistenziali (con base imponibile riconducibile a quella delle imposte sui redditi). E sui contributi non si applicheranno né sanzioni né interessi.
  17. ^ Opzione per il sistema contributivo
  18. ^ Artigiani1
  19. ^ Aliquote INPS 2013
  20. ^ INPS Parametri contributivi 2013
  21. ^ Aliquote INPS 2013
  22. ^ INPS Parametri contributivi 2013
  23. ^ GS INPS Aliquote 2013
  24. ^ Boeri20131205, Un governo che in modo del tutto arbitrario taglia tutte le pensioni al di sopra di una certa cifra invita i contribuenti a eludere se non evadere i propri versamenti pensionistici e, soprattutto, a considerarli come una tassa anziché una forma di risparmio, pur forzosa, volta a garantirsi una vecchiaia tranquilla.
  25. ^ Historical Social Security Tax Rates, accesso 7 nov 2013

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Leggi[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Mattia Persiani, Diritto della previdenza sociale, 19ª ed., Padova, CEDAM, 2012, ISBN 978-88-13-33206-8.

Web[modifica | modifica wikitesto]

News[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]