Contratto sociale (saggio)

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Contratto sociale
Titolo originale Du contrat social: ou principes du droit politique
Social contract rousseau page.jpg
Frontespizio della prima edizione del Contratto sociale, stampata ad Amsterdam nel 1762
Autore Jean-Jacques Rousseau
1ª ed. originale 1762
Genere saggistica
Lingua originale francese

Il Contratto sociale (Du contrat social: ou principes du droit politique), pubblicato nel 1762, è tra le maggiori opere del filosofo svizzero illuminista Jean-Jacques Rousseau (1712-1778).
L'opera, a tema politico-sociale, delinea, con sorprendente anticipo sui tempi, l'idea di Stato democratico, e perciò verrà ripresa, una trentina d'anni dopo, come riferimento durante la Rivoluzione francese.

Il Contratto Sociale è suddiviso in 4 libri, contenenti 48 capitoli in totale, preceduti da una "Avvertenza" ed una breve introduzione.

Scopo dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

Già nel suo Discorso sull'origine e i fondamenti della diseguaglianza tra gli uomini (1755), Rousseau aveva teorizzato, da buon giusnaturalista contrattualista, come agli albori della civiltà umana fosse stato stipulato dagli uomini un primo Contratto sociale; tale contratto, però, era un patto leonino, iniquo, perché basato sulla forza e non sul diritto: non veniva istituito uno Stato che, con le sue leggi, garantisse i diritti naturali di ciascuno, l'unica legge vigente era quella del più forte.

« L'uomo è nato libero e ovunque si trova in catene. »
(Libro I, cap.1 "Argomento di questo primo libro", Contratto Sociale)

Ecco che per Rousseau, con il secondo Contratto sociale (quello vero e proprio, che dà il titolo all'opera), gli uomini trovano una legittimazione giuridica delle proprietà, sostituendo alla forza il diritto, e producendo così lo Stato e la società civile, entrambi costituiti esclusivamente dai Cittadini.

Il Contratto sociale[modifica | modifica wikitesto]

« Trovare una forma di associazione che difenda e protegga, mediante tutta la forza comune, la persona e i beni di ciascun associato e per mezzo della quale ognuno, unendosi a tutti, non obbedisca tuttavia che a se stesso e rimanga libero come prima. »
(Libro I, cap.6 "Il patto sociale", Contratto Sociale)

L'unica forma di associazione che risponde a ciò è lo Stato democratico, che consente da un lato di riunirsi in una sola entità, ma dall'altro di conservare la propria libertà e uguaglianza: nel nuovo Stato, il popolo è il Sovrano.

Cittadino[modifica | modifica wikitesto]

Questo provoca uno "sdoppiamento" del Cittadino: esso è al contempo Sovrano, poiché la Sovranità appartiene al popolo, di cui fa parte, e Soggetto, nel momento in cui egli decide di sottostare alle Leggi che egli stesso ha contribuito a formare.
Questo sdoppiamento viene spiegato da Rousseau con il termine francese sujet (soggetto), che può essere inteso sia nella sua accezione attiva (soggetto che fa le Leggi) che nella sua accezione passiva (soggetto alle Leggi). Le due accezioni sono in un rapporto circolare, poiché è il fatto di essere sottoposti alle leggi che conferisce i diritti politici.

Sovranità[modifica | modifica wikitesto]

« Ora, essendo il Sovrano formato solo dai singoli che lo compongono, non ha né può avere interessi contrari ai loro; di conseguenza il potere Sovrano non ha alcun bisogno di offrire garanzie ai sudditi, perché è impossibile che il corpo voglia nuocere a tutti i suoi membri;..(...). Il Sovrano, per il solo fatto di essere, è sempre tutto ciò che deve essere »
(Libro I, cap.7 "Il sovrano", Contratto Sociale)

La Sovranità, proprio perché "esercizio della volontà generale", è quindi per Rousseau "inalienabile" (essa può appartenere soltanto al popolo), "indivisibile" per la stessa ragione per cui è "inalienabile", poiché la volontà di una parte non è che volontà particolare.

La Sovranità è "infallibile": essa non può sbagliare in quanto il sovrano, per il solo fatto di esistere, è sempre ciò che deve essere. Si tratta del postulato "democratico": il corpo del popolo vuole sempre e comunque il bene di tutti e di ciascuno.

Volontà generale[modifica | modifica wikitesto]

La volontà generale è uno dei concetti più trattati nel Contratto Sociale.
Questa volontà non è da confondere con la volontà della maggioranza. Con Volontà generale Rousseau intende la somma delle volontà particolari (dei singoli membri di un'assemblea) in quanto volte al bene comune. Ad esempio in una riunione si "frullano" le varie volontà particolari per giungere ad una volontà superiore, volta al bene comune. A questa volontà generale si arriva appunto attraverso una fase di discussione, durante la quale devono emergere le opinioni personali e non quelle di un gruppo o partito politico, in quanto i membri del partito voterebbero secondo le direttive di questo e non secondo la propria coscienza (quindi non spontaneamente, cosa che Rousseau ritiene fondamentale e di cui ha fatto un caposaldo della sua filosofia).
Chiunque non sia d'accordo, alla fine della fase di discussione, con la volontà generale, è anzitutto una minaccia per la sopravvivenza stessa della comunità, in quanto non comprende che la volontà generale è a beneficio anche suo. Perciò va corretto e riportato in seno all'assemblea (NB. L'assemblea funziona solo se è composta da un gruppo ristretto di persone, il che potrebbe facilitare una deriva elitarista o oligarchica di quella che Rousseau chiamava "democrazia pura", applicata già nell'antica Grecia. Una delle degenerazioni più possibili del concetto di volontà generale è entrata nella Storia della Rivoluzione Francese nella figura di Maximilien Robespierre, il quale riteneva di sapere quale fosse la volontà generale della comunità e quindi di conoscere cosa fosse bene per i cittadini, cosa che, con Robespierre e coi giacobini, degenera nel periodo del Terrore (il quale è una sorta di applicazione pratica, portata all'estremo, della correzione di coloro che non "comprendevano" la volontà generale voluta dal regime giacobino).

Conclusioni[modifica | modifica wikitesto]

Il Contratto sociale di Rousseau riscosse un enorme successo in Europa ed influenzò sia la Costituzione degli Stati Uniti d'America, sia i principi della Rivoluzione francese.

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