Contado di Molise

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Contado di Molise
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Mappa di localizzazione
Provincia Contado di Molise.png
Informazioni generali
Nome ufficiale: Comitatus Molisii
Dipendente da: Sacro romano impero
Regno di Sicilia
Regno di Napoli
Evoluzione storica
Inizio: 1221
Causa: Interventi posti in essere da Federico II nella lotta al potere feudale
Fine: 1806
Causa: L. 189 del 1806 del Regno di Napoli
Preceduto da Succeduto da
Contea di Boiano Provincia di Molise

Il Contado di Molise fu una unità amministrativa prima del Regno di Sicilia, poi del Regno di Napoli ed, infine, del Regno delle Due Sicilie. Il suo territorio originale comprendeva all'incirca l'attuale provincia di Isernia (Castel di Sangro incluso, Venafro ed Agnone escluse), parte della provincia di Campobasso e alcuni comuni della provincia di Benevento (come Morcone e Sassinoro). Subì diverse variazioni territoriali, tanto da comprendere anche parte dell'attuale Abruzzo fino a Vasto, per poi restringersi tanto da non avere più sbocchi sul mare.

Indice

[modifica] Il giustizierato

[modifica] Il territorio

Le origini di quello che poi sarà il Contado di Molise vanno ricercate in epoca longobarda, quando la regione era ricompressa all'interno del Ducato di Benevento. In quel periodo, infatti, furono costituiti diversi gastaldati (circoscrizioni amministrative subordinate al ducato), e, in particolare, il gastaldato di Bojano. Intorno al 667, questo territorio era stato concesso al condottiero bulgaro Alzeco[1], che divenne il primo gastaldo[2] di un'area pressoché disabitata. Bojano, però, acquisì viepiù importanza rispetto agli altri gastaldati (che diverranno, in epoca normanna, contee) andando a costituire il nucleo fondante del futuro Molise. È tra la fine del XI secolo e l'inizio dell'XII secolo, infatti, che comincia ad affermarsi il toponimo Comitatus Molisii riferito, appunto, alla contea di Bojano, che, nel contempo, aveva inglobato altre contee e territori, quali Venafro, Larino, Trivento, Isernia, Campomarino, la montagna del Matese, Pietrabbondante, Termoli, Mignano fino a Capracotta, Capriata e Prata[3]. Tale espansione della contea avvenne ad opera della famiglia de Molinis.
Si era, dunque, formata una entità territoriale che avrebbe conservato una propria peculiare identità nel corso dei secoli.

[modifica] La nascita del giustizierato

Nel 1221, Federico II, che già da tempo cercava di contenere il potere feudale a favore di quello regio, vinta la resistenza di Tommaso di Segni, conte di Celano e Molise[4], costituì il Contado di Molise in giustizierato. Nell'ambito del processo di centralizzazione voluto dal sovrano palermitano, l'amministrazione dei territori del regno, suddivisi in distretti di giustizia imperiale, veniva affidata ad un rappresentante del potere regio, il Gran Maestro Giustiziere[5], attraverso il quale l'autorità del re si sovrapponeva a quella dei feudatari. In realtà, l'amministrazione del Molise era congiunta a quella della Terra di Lavoro, che insieme formavano un unico distretto denominato Justitiaratus Molisii et Terre Laboris. I due territori condivisero il medesimo giustiziere fino al XVI secolo. Nel 1538, in epoca aragonese, il Contado di Molise, infatti, fu separato dalla Terra di Lavoro e definitivamente aggregato alla Capitanata[6], rimanendovi legato fino alle riforme napoleoniche e murattiane del XIX secolo.


Provincia di Molise
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Provincia del Molise.png
Informazioni generali
Capoluogo: Campobasso
10.071 abitanti (1840)
Dipendente da: Regno di Napoli
Regno delle Due Sicilie
Suddiviso in: 3 distretti
33 circondari
137 comuni
Evoluzione storica
Inizio: 1806
Causa: L. 189 del 1806 del Regno di Napoli
Fine: 1860
Causa: Occupazione garibaldina e annessione al Regno di Sardegna
Preceduto da Succeduto da
Contado di Molise Provincia di Campobasso

[modifica] La provincia

[modifica] Istituzione e autonomia amministrativa

Con la legge 132 del 1806 Sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno, varata l'8 agosto di quell'anno, Giuseppe Bonaparte riformò la ripartizione territoriale del Regno di Napoli sulla base del modello francese e soppresse il sistema dei giustizierati. Negli anni successivi (tra il 1806 ed il 1811), una serie di regi decreti completò il percorso d'istituzione delle province con la specifica dei comuni che in esse rientravano e la definizione dei limiti territoriali e delle denominazioni di distretti e circondari in cui veniva suddivisa ciascuna provincia.

In base a tale riforma, il 27 settembre 1806, con la legge 189, fu stabilita la separazione del Contado di Molise dalla Capitanata[7][8]. Il processo di definizione dei confini, però, fu abbastanza farraginoso, tanto che solo il 4 maggio 1811, dopo il trasferimento del circondario di Larino, e quindi anche di Termoli, dalla Capitanata, e del territorio di Petacciato ed il circondario di Agnone, dall'Abruzzo Citra, vennero definitivamente individuati le delimitazioni di provincia, distretti e circondari e l'intendenza di Campobasso raggiunse la conformazione dell'attuale regione Molise[9].

Dal 1º gennaio 1817, l'organizzazione amministrativa venne definitivamente regolamentata con la Legge riguardante la circoscrizione amministrativa delle Province dei Reali Domini di qua del Faro del 1 maggio 1816.

[modifica] Suddivisione amministrativa

La provincia era suddivisa in successivi livelli amministrativi gerarchicamente dipendenti dal precedente. Al livello immediatamente successivo alla provincia individuiamo i distretti che, a loro volta, erano suddivisi in circondari. I circondari erano costituiti dai comuni, l'unità di base della struttura politico-amministrativa dello Stato moderno, ai quali potevano far capo i villaggi[10], centri a carattere prevalentemente rurale.

La provincia comprendeva i seguenti distretti:

Ogni distretto era suddiviso in circondari per un totale di 33, i quali comprendevano complessivamente 132 comuni.

[modifica] L'origine del toponimo

Differenti teorie esistono sull'origine del toponimo "Molise". Di certa genesi medievale, la denominazione potrebbe derivare, secondo Francesco D'Ovidio, dalla forma aggettivata di mola o molinum, da cui molenses, ovvero abitanti presso la mola o il mulino[11]. Secondo altri, invece, deriverebbe dal nome di un feudo o di un castello o di una antica città sannita (la Melae citata da Livio). Secondo la leggenda, infatti, il primo gastaldo di Bojano, Alczeco, avrebbe edificato il suo castello proprio sulle rovine di Melae[3]. Un'altra ipotesi, ancora, fa risalire il nome Molise all'alterazione dei cognomi "Marchisio" e "de Molisio" presenti in un documento del 1195, dove il conte Corrado di Luzelinart, si firmò "Corradus Marchisium de Molisio". Tale firma avrebbe generato un equivoco: essa, infatti, male interpretata, sarebbe stata intesa come: "Corrado, Marchese del Molise"[3]. Giambattista Masciotta, invece, tenta di individuare una connessione tra il guerriero Alczeco e la famiglia de Molisio definendo una linea di discendenza diretta. Proprio dal cognome de Molisio, secondo la teoria più accreditata, è da farsi risalire l'origine del toponimo. Proveniente dal feudo di Moulins-la-Marche (parte del Ducato di Normandia), questa famiglia ebbe quale capostipite Rodolfo de Molisio[12]. Costui, compagno d'armi di Roberto il Guiscardo, divenne feudatario supportando gli Altavilla nella conquista di alcuni dei territori sanniti che saranno parte del Regno di Sicilia. Studi basati sull'analisi di antichi testi pubblicati nell'Italia Meridionale ed in Europa individuano in Conti de Molisio la genesi di Contado di Molise, proprio in virtù di quella espansione territoriale della contea di Bojano della quale essi furono artefici intorno al XII secolo. Tale teoria, inoltre, è avvalorata dal fatto che l'impiego dei cognomi veri e propri entra in uso, per l'appunto, in questo periodo[3].

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ Gregorio Grimaldi, Istoria delle leggi e magistrati del regno di Napoli, vol. 1, Napoli, 1749, pagine 131-132. URL consultato il 2 agosto 2010. (ISBN non disponibile)
  2. ^ Angelo Fumagalli, Delle antichità Longobardico-Milanesi, vol. 1, Milano, Imperial Monistero di S. Ambrogio Maggiore, 1792, pag 43. URL consultato il 2 agosto 2010. (ISBN non disponibile)
  3. ^ a b c d Regione Molise. ComuniWeb.it. URL consultato il 2 agosto 2010.
  4. ^ Giuseppe Del Re (a cura di), Cronisti e scrittori sincroni della dominazione normanna nel regno di Puglia e Sicilia, Vol. 2 - Svevi, Napoli, Stamperia dell' Iride, 1868, pag 33. URL consultato il 2 agosto 2010. (ISBN non disponibile)
  5. ^ Matteo Camera, Annali delle Due Sicilie: dall' origine e fondazione della monarchia fino a tutto il regno dell'augusto sovrano Carlo III Borbone, Vol. 1, Napoli, Stamperia e Cartiere del Fibreno, 1841, pag. 138. URL consultato il 2 agosto 2010. (ISBN non disponibile)
  6. ^ Marcello De Giovanni, Molise, Pisa, Pacini editore, 2003, pag. 25. ISBN 978-88-7781-477-7
  7. ^ Collezione delle leggi e de' decreti reali del regno delle Due Sicilie, Napoli, Fonderia Reale e Stamperia della Segreteria di Stato, 1813, pag 349. URL consultato il 25 luglio 2010. (ISBN non disponibile)
  8. ^ Giovanni Aliberti, Ambiente e società nell'Ottocento meridionale, Roma, Edizioni di storia e letteratura, 1974, pag 63. URL consultato il 15 Luglio 2010. (ISBN non disponibile)
  9. ^ Saverio Russo (a cura di), All'ombra di Murat: Studi e ricerche sul Decennio francese, Bari, Edipuglia, 2007, pag. 116. ISBN 978-88-7228-500-8 URL consultato il 25 Luglio 2010.
  10. ^ Nel Regno delle Due Sicilie, i centri abitati privi di autorità municipale erano chiamati "villaggi", tranne in Calabria Citeriore dove erano detti "rioni", in Abruzzo "ville", in Salerno e Napoli "casali". Gabriello De Sanctis (a cura di), Dizionario statistico de' paesi del regno delle Due Sicilie, Napoli, 1840, pag. 29. (ISBN non disponibile)
  11. ^ Vincenzo Eduardo Gasdía, Storia di Campobasso, vol. 1, Verona, Linotipia veronese Ghidini e Fiorini, 1960, pag. 306. (ISBN non disponibile)
  12. ^ Giovanni Brancaccio, Il Molise medievale e moderno: storia di uno spazio regionale, Napoli, Edizioni scientifiche italiane, 2005, pag. 40. ISBN 978-88-495-1163-5

[modifica] Bibliografia

[modifica] Collegamenti esterni

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