Conspirata

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Conspirata
Titolo originale Lustrum
Autore Robert Harris
1ª ed. originale 2009
1ª ed. italiana 2010
Genere Romanzo
Sottogenere Biografia storica
Lingua originale inglese
Ambientazione Roma Antica
Protagonisti Cicerone
Coprotagonisti Tirone
Antagonisti Catilina
Altri personaggi Cesare, Clodio, Crasso, Pompeo, Clodia, Catulo, Catone, Celere, Quinto, Attico, Lucullo
Serie Trilogia di Cicerone
Preceduto da Imperium
« Uomini accecati dall'ambizione.

Sedotti dal potere.
Distrutti da Roma.
 »

(Conspirata)

Conspirata (Lustrum)[1] è il secondo romanzo della trilogia di Robert Harris sull'Antica Roma e sulla vita di Marco Tullio Cicerone, celebre oratore Romano. In Inghilterra è stato pubblicato nell'ottobre 2009, in Italia a partire dall'anno successivo con la traduzione di Stefano Viviani.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il libro è strutturato come una biografia di Cicerone, a partire dall sua nomina a console, avvenuta nel 63 a.C. Tema centrale è il complotto organizzato da Catilina in combutta con alcuni senatori corrotti e osteggiato da Crasso. Cicerone riuscirà a svelare l'intrigo, e, grazie alle sue orazioni, convincerà il senato a condannare a morte molti dei partecipanti al complotto.

Il ritrovamento del corpo di un ragazzino nel Tevere fa subito pensare che sia un messaggio di sventura per Cicerone che due giorni dopo sarebbe divenuto console. L'avvocato però non da' molta importanza al fatto e per dimostrare che non crede alla sfortuna dà una grande festa la sera dell'investitura.
Dopo essere stato informato di alcuni complotti orditi contro di lui inizia a preoccuparsi e continua a consultarsi con i suoi più stretti amici come il fratello Quinto e i patrizi Attico e Lucullo. Questi gli procurano una scorta privata che potrà utilizzare quando non avrà la scorta di littori fornita dalla repubblica.
A capo della cospirazione vi è Sergio Catilina, un patrizio decaduto che cerca di rovesciare la Repubblica uccidendo il console. Il primo attacco avviene quando alcuni uomini sotto il comando di Catilina si recano sotto casa di Cicerone e tentano di appiccare il fuoco alla casa buttandovi delle torce sul tetto. Il piano sarebbe andato a buon fine se non fosse stato per la prontezza di Attico che aveva inviato le sue truppe appena saputo dell'attacco. Fallito l'intento dei cospiratori Catilina si ritira in Etruria continuando comunque a impartire ordini tramite il suo alleato Lentulo Sura, pretore urbano.
Per dimostrare il tradimento contro lo Stato Cicerone attira i congiurati in una trappola: manda dei Galli da Sura informandolo che la loro tribù sarebbe pronta ad appoggiare Catilina se avessero mandato via i romani dalle Alpi. Ovviamente il pretore accetta spedendo una lettera al capo tribù e una a Catilina. Le missive che vengono intercettate e mostrate in Senato. A questo punto la decisione è univoca: morte ai cospiratori: quelli che si trovano a Roma, come Lentulo ed altri, vengono strangolati nel Carcer, quelli in Etruria, come Catilina, vengono uccisi in battaglia dall'esercito.
Scampato il pericolo, la vita di Cicerone è abbastanza tranquilla, con un ruolo marginale nella vita politica ad eccezione di qualche processo grazie al quale torna sulla scena da protagonista. Si torna a parlare di lui quando il tribuno Clodio promuove una legge secondo la quale Cicerone sarebbe dovuto partire per l'esilio per aver mandato a morte cittadini romani senza prima aver consultato la plebe. Cicerone, assieme al suo segretario Tirone, ormai libero, parte per Brindisi assieme a qualche altro schiavo.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Catalogo SBN. URL consultato il 20-10-2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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