Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite

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Consiglio di sicurezza
delle Nazioni Unite
Flag of the United Nations.svg
Bandiera delle Nazioni Unite.
United Nations Security Council.jpg
Aula del Consiglio di sicurezza.
Tipo organo delle Nazioni Unite
Istituito 26 giugno 1945
Operativo dal 17 gennaio 1946
Presidente Kodjo Menan Togo
Sede New York
Indirizzo 405 East 42nd Street, New York Stati Uniti
Sito web www.un.org/sc

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite[1] è l'organo delle Nazioni Unite di competenza non esclusiva[2] nel deliberare su atti di aggressione o di minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale.

Si riunì per la prima volta il 17 gennaio 1946 a Londra. Lo scopo del Consiglio è stabilito dall'articolo 24 dello Statuto delle Nazioni Unite, al consiglio viene conferita "la responsabilità principale del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale". Le decisioni del Consiglio necessitano di una maggioranza di almeno nove dei quindici membri e di tutti i cinque membri permanenti, se si tratta di un voto su una questione non procedurale.

Membri[modifica | modifica wikitesto]

Il Consiglio è composto da cinque membri permanenti e dieci membri non-permanenti eletti fra i paesi membri delle Nazioni Unite. L'Assemblea Generale elegge i dieci membri non-permanenti (cinque all'anno) con un mandato di due anni a partire dal 1º gennaio. I membri sono scelti dai Gruppi Regionali e confermati dall'Assemblea Generale. Un rappresentante di ogni Paese membro deve essere costantemente presente presso la sede in modo che il consiglio possa riunirsi in ogni momento.

Uno Stato membro delle Nazioni Unite ma non del Consiglio di sicurezza può prendere parte alle sedute del Consiglio se esso ritiene che le decisioni prese possano coinvolgere gli interessi del Paese. Negli anni recenti questa norma è stata interpretata in senso molto ampio, consentendo a molti Paesi di partecipare alle sedute e alle discussioni. Il Presidente del Consiglio di sicurezza cambia con una turnazione mensile tra i membri seguendo l'ordine alfabetico dei Paesi. Anche il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha un seggio presso il Consiglio di sicurezza, ma non ha diritto di voto.

Elenco completo membri[modifica | modifica wikitesto]

Membri permanenti[modifica | modifica wikitesto]

I membri permanenti del Consiglio sono le cinque nazioni uscite vincitrici dalla seconda guerra mondiale, ovvero:

Membri non-permanenti[modifica | modifica wikitesto]

Dibattito sul numero dei membri[modifica | modifica wikitesto]

L'ex segretario generale Kofi Annan ha incaricato un gruppo di consulenti di esporre delle raccomandazioni in merito ad una riforma del Consiglio. Una delle soluzioni proposte è quella di ampliare il numero di membri permanenti.

Nel settembre 2004 il Brasile, l'India, il Giappone e la Germania hanno concordato di appoggiarsi reciprocamente per ottenere un seggio permanente (vedi G4). Nell'ambito della riforma del consiglio dovrebbe essere ammesso anche uno stato africano, sono in discussione la Nigeria, il Sudafrica e l'Egitto. In futuro a fianco dei dieci membri permanenti è previsto che facciano parte del Consiglio quattordici membri non-permanenti. Tra i paesi che hanno fatto richiesta di divenire membri permanenti il Giappone e la Germania sono il secondo e terzo paese finanziatore delle Nazioni Unite. La Germania è anche il secondo paese, dopo gli Stati Uniti, come contributi in termini di truppe coinvolte in missioni delle Nazioni Unite. Italia e Paesi Bassi hanno suggerito, al posto della candidatura di un terzo paese europeo, l'istituzione di un seggio assegnato all'Unione Europea.

La candidatura dell'India è appoggiata da Francia, Regno Unito e Russia. L'appoggio da parte della Cina rappresenta una svolta significativa nelle relazioni tra i due paesi, considerando che l'alleato tradizionale della Cina, il Pakistan, si oppone alla candidatura dell'India.[senza fonte]

Alcuni[chi?] pensano che vi dovrebbe essere un posto permanente dell'Organizzazione della Conferenza Islamica e che quelli di Francia e Gran Bretagna dovrebbero essere sostituiti da uno dell'Unione Europea (risolvendo così il problema della rappresentanza della Germania).

Il problema del diritto di veto[modifica | modifica wikitesto]

Altri propongono di ammettere al consiglio come membri non permanenti solo stati che siano democratici e rispettosi dei diritti umani e, anche mantenendo i membri permanenti, privarli però del diritto di veto, oppure indebolire tale strumento, con cui, uno solo dei cinque membri fissi, può bloccare una decisione votata dall'intero consiglio, dando luogo ad un'impasse.

Decisioni[modifica | modifica wikitesto]

Le decisioni del Consiglio di sicurezza sulle questioni non procedurali (e cioè sostanziali), come per esempio l'utilizzo di misure dirette per la risoluzione di conflitti, richiedono il voto positivo di nove membri. Ciononostante, è sufficiente il voto negativo di uno dei membri permanenti, il cosiddetto veto, per annullare la decisione. L'idea del veto si deve in particolare a Winston Churchill, Franklin Delano Roosevelt, Harry Truman e Iosif Stalin. Sebbene la lettera dell'art 27 della Carta delle Nazioni Unite disponga diversamente, l'astensione non è considerata pari al veto. In base a una norma consuetudinaria ormai cristallizzata, che ha derogato al trattato, sia l'astensione che il non voto non sono considerati impedimenti all'adozione di una decisione. Lo stesso discorso non vale per l'assenza alla discussione (cosiddetta sedia vuota), sebbene alcune decisioni del Consiglio di sicurezza siano state prese in assenza dell'Unione Sovietica (che boicottava le riunioni per protestare contro l'assegnazione a Taiwan del seggio cinese) non si può dire che si sia consolidata una prassi in tal senso e parte della dottrina (Conforti) ritiene necessario interpretare l'assenza in maniera conforme alla volontà dello Stato. Dal 1945 i membri permanenti hanno fatto uso del diritto di veto per 279 volte.

Per l'elezione dei giudici della Corte Internazionale di Giustizia è sufficiente il voto favorevole di 8 membri e non è necessario quello dei membri permanenti.

Misure[modifica | modifica wikitesto]

Il Consiglio può disporre di alcune misure, attribuite dagli artt. 40-42 della Carta delle Nazioni Unite:

  • Misure provvisorie: hanno lo scopo di prevenire l'aggravarsi di una data situazione e sono inviti che però non devono pregiudicare diritti, pretese e posizioni delle Parti interessate. Nonostante opinioni diffuse e contrarie, non sono atti vincolanti o sanzionatori in senso stretto;
  • Misure non implicanti uso della forza: il Consiglio può indirizzare gli Stati membri dell'ONU a certi comportamenti, che siano blandi come l'interruzione dei rapporti diplomatici, o più efficaci come blocchi economici totali ed embarghi;
  • Misure implicanti l'uso della forza: azione di polizia internazionale prevista espressamente all'art.42, può essere adottata solo contro uno Stato colpevole di aggressione o minaccia di violazione della pace, o in uno Stato nel quale sia presente una guerra civile.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il nome nelle lingue ufficiali dell'Organizzazione è: in inglese United Nations Security Council, in arabo مجلس أمن الأمم المتحدة, in cinese 联合国安全理事会, in francese Conseil de sécurité des Nations unies, in russo Совет Безопасности Организации Объединённых Наций, in spagnolo Consejo de Seguridad de las Naciones Unidas
  2. ^ Quando il Consiglio di sicurezza si trova in una situazione di paralisi (ad esempio quando uno dei membri permanenti esercita il diritto di veto) l'Assemblea generale può agire in sua sostituzione. [Risoluzione n. 377 (V) del 1950 "Uniting for Peace"]

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