Conquista normanna dell'Inghilterra

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Storia dell'Inghilterra

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L'arazzo di Bayeux che ritrae la battaglia di Hastings. Nel particolare è raffigurato il duca normanno Guglielmo il Conquistatore

Quando si parla della conquista normanna dell'Inghilterra si indica l'invasione del regno anglosassone d'Inghilterra da parte dei normanni guidati da Guglielmo il Conquistatore, duca di Normandia, che culminò con la vittoria degli invasori nella battaglia di Hastings del 14 ottobre 1066, che così stabilirono il loro controllo sull'isola. Questo evento fu così importante nella storia dell'Inghilterra e anche dell'Europa da rappresentare un vero e proprio spartiacque all'interno del Medioevo inglese: l'Inghilterra dopo molti secoli tornò a essere più strettamente connessa con l'Europa e le sue vicende, mentre andò diminuendo l'influenza della Scandinavia. Gli eventi messi in moto dall'arrivo dei Normanni portarono alla nascita di una delle più potenti monarchie europee e di uno dei sistemi di governo più sofisticati dell'Europa occidentale. La conquista normanna portò con sé anche cambiamenti linguistici e culturali e gettò le basi per la lunghissima ostilità anglo-francese che durò fino all'entente cordiale del 1904. Rappresentò infine l'ultima conquista militare dell'isola da parte di un esercito straniero.
Le pretese al trono di Guglielmo avevano radice nei suoi rapporti con Edoardo il Confessore che prima di morire lo aveva nominato suo successore al trono essendo egli senza un erede diretto, ma quando Edoardo morì, suo cognato Aroldo riuscì a impossessarsi del trono. A contrastare Aroldo dalla Norvegia giunse anche Harald III di Norvegia che, dopo una prima vittoria nella battaglia di Fulford, venne sconfitto e ucciso da Aroldo nella battaglia di Stamford Bridge del 25 settembre 1066. Nel frattempo Guglielmo il Conquistatore era sbarcato in Inghilterra ed Aroldo si precipitò subito a sud per affrontarlo lasciando il grosso dell'esercito a nord. Il 14 ottobre 1066 i due si scontrarono ad Hastings, Aroldo morì e Guglielmo prese la corona. Benché con Aroldo fosse morto il più temibile dei suoi rivali, ci vollero ancora diversi anni prima che egli potesse sentirsi sicuro sul trono. Guglielmo, infatti, dovette affrontare le resistenze interne che riuscì a domare esiliando una parte dei dissidenti e distribuendo terre ai propri sostenitori affinché costruissero qua e là castelli in tutto il paese.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La Normandia è una regione della Francia nord-occidentale, che tra X secolo e XI fu ampiamente colonizzata dai vichinghi. Nel 911, il re carolingio Carlo il Semplice aveva infatti permesso a un gruppo di vichinghi, guidati da Rollone, di insediarsi nel nord della Francia, così che loro difendessero le coste di quest'area dagli attacchi del loro stesso popolo. I vichinghi di quest'area furono conosciuti come normanni, da cui il nome Normandia. Costoro adottarono rapidamente la cultura autoctona, abbandonando il paganesimo a favore del Cristianesimo. Adottarono la lingua d'oïl, che, con l'inserzione di elementi dell'antico norvegese, si trasformò nella lingua normanna, e contrassero matrimoni con la gente del luogo. Ampliarono inoltre il territorio del ducato verso ovest, annettendo il Bessin, la penisola di Cotentin e le isole del Canale.
Nel frattempo, in Inghilterra andava aumentando il numero degli attacchi vichinghi e nel 991 il re anglosassone Aethelred II accettò di sposare Emma, figlia del duca di Normandia, così da cementare un'alleanza di sangue per avere aiuto contro gli attacchi degli invasori. Queste incursioni aumentarono però così tanto che nel 1013 i sovrani anglosassoni fuggirono, restando in Normandia fino al 1042.
Loro figlio fu Edoardo il Confessore che passò molti anni in esilio in Normandia salendo al trono d'Inghilterra nel 1042 del fratellastro Canuto II d'Inghilterra[1]. L'ascesa al trono di Edoardo portò i normanni in Inghilterra, egli si avvalse spesso di uomini provenienti dal paese in cui aveva vissuto tanto a lungo ponendoli spesso in posizioni di potere specie dentro la chiesa. Con gli anni Edoardo e la moglie Edith del Wessex rimasero senza figli ed egli si trovò sempre più pressato dal suocero Godwin del Wessex e dai cognati Aroldo e Tostig, forse fu questo a spingere Edoardo a incoraggiare le pretese al trono di Guglielmo che era pronipote di Emma di Normandia, la madre di Edoardo[2]. Edoardo morì il 5 gennaio 1066 e benché avesse designato Guglielmo quale suo erede le cose si mossero in fretta ponendo sul trono Aroldo II d'Inghilterra che era uno dei nobili più potenti e ricchi del paese. La sua elezione fu voluta dal Witan e fu incoronato da Ealdred, Arcivescovo di York anche se i normanni sostennero che la cerimonia venne officiata da Stigand il contestato Arcivescovo di Canterbury[3]. Il trono di Aroldo non era sicuro, Guglielmo, forte della promessa che gli era stata fatta, si preparava a reclamarlo e così fece Harald III di Norvegia che basava le proprie pretese sul fatto che Magnus I di Norvegia aveva stretto con Canuto II d'Inghilterra secondo il quale se uno fosse morto senza eredi l'altro avrebbe ereditato entrambi i troni e il caso aveva voluto che Magnus fosse morto senza eredi diretti, Harald infatti era suo zio[4]. Per la verità c'era anche un quarto pretendente Edgardo Atheling, figlio di Edoardo l'Esule (figlio di Edmundo II d'Inghilterra) e pronipote di Edoardo il Confessore, che lo aveva nominato erede. Ma alla morte di Edoardo, Edgar aveva solo 13 o 14 anni e non ebbe il sostegno della sua famiglia.

Aroldo e Harald[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi mesi del 1066 il fratello di Aroldo, Tostig del Wessex che era stato esiliato per un grave disaccordo con il sovrano, raccolse uomini e mezzi nelle Fiandre in cui si era rifugiato ed iniziò una serie di raid contro le coste inglesi. Sentendosi minacciato dalle truppe del fratello spostò le proprie incursioni nell'Anglia orientale e nel Lincolnshire, ma fu respinto indietro dagli uomini di Edwin, conte di Mercia (morto 1071) e di suo fratello Morcar, Conte di Northumbria (morto dopo il 1087), abbandonato da molti dei propri sostenitori Tostig si rifugiò in Scozia per rimettersi in piedi[3]. Re Harald di Norvegia invase l'Inghilterra del nord nel settembre 1066 e fu a lui che Tostig si unì portando i propri uomini a sostegno del già numeroso esercito del re di Norvegia, i due conquistarono York e sconfissero gli inglesi comandati da Edwin e Morcar nella Battaglia di Fulford del 20 settembre[3]. Aroldo intanto aveva passato l'estate a sud aspettando al varco Guglielmo e le sue truppe che però parevano non voler arrivare tanto che l'8 settembre congedò l'esercito, quando poi seppe delle conquiste al nord si precipitò lassù raccogliendo uomini lungo la strada. L'approccio fu strano, ma efficace il 25 settembre Aroldo prese di sorpresa gli uomini di Harald e Tostig e alla Battaglia di Stamford Bridge vinse e uccise i suoi due avversari sbaragliandone l'esercito anche se a caro prezzo poiché anche Aroldo subì pesanti perdite[3].

Hastings[modifica | modifica wikitesto]

Nel frattempo Guglielmo di Normandia stava ammassando le sue truppe, arruolando anche molti figli cadetti di famiglie della Francia e della Germania, a cui promise terre e titoli in caso di conquista dell'Inghilterra.

Principali avvenimenti della conquista normanna dell'Inghilterra nel 1066

Guglielmo sbarcò a Pevensey, nel Sussex, il 28 settembre 1066, pochi giorni dopo la vittoria di Harold sui vichinghi, vittoria che aveva però molto indebolito il suo esercito. Guglielmo fece costruire un castello in legno nei pressi di Hastings, da utilizzare come base. La traversata era stata programmata per l'estate tanto che il 12 agosto l'esercito si era radunato a Saint-Valery-sur-Somme ed era pronto a salpare, ma o per le cattive condizioni del tempo o per il desiderio di non essere intercettati dalle navi inglesi la traversata venne rimandata fino a settembre inoltrato. La scelta di sbarcare in quella zona era una diretta provocazione ad Harold Godwinson, dato che il Sussex era un suo dominio personale. Aroldo si mosse immediatamente, senza dare tregua e rinforzare il suo esercito che non solo era stato decimato, ma che era rimasto in gran parte al nord. Non è chiaro quando Aroldo seppe che Guglielmo era approdato, forse mentre stava già marciando verso sud, si fermò comunque a Londra per circa una settimana prima di dirigersi verso l'accampamento di Guglielmo. Aroldo desiderava prendere l'avversario di sorpresa, ma i ricognitori di Guglielmo lo avvisarono del suo arrivo, gli eventi prima della battaglia sono ancora oscuri perché le fonti differiscono in diversi punti, quel che si sa fu che a un certo punto Guglielmo lasciò il proprio castello e andò a fronteggiare il nemico[5]. Aroldo intanto si era messo in posizione difensiva sulla sommità di Senlac Hill a circa 10 km dal castello di Guglielmo. Le due armate si scontrarono il 14 ottobre nella battaglia di Hastings che cominciò attorno alle nove del mattino per andare avanti tutto il giorno. Numericamente i due eserciti erano quasi equivalenti, ma Guglielmo poteva contare su molti più arcieri di Aroldo[6]. Gli inglesi formarono uno shield wall sul crinale della collina e fu lì che l'esercito di Guglielmo venne respinto con pesanti perdite, parte delle truppe bretoni di Guglielmo si diede alla fuga ed è possibile che parte degli uomini di Aroldo le abbia inseguite. A questo punto la cavalleria normanna si mise in moto, li raggiunse e li uccise, nel campo si sparse anche la voce che Guglielmo era stato ucciso ma quando egli si fece vedere il morale dell'esercito tornò alto. Nel corso della giornata due truppe di cavalleria normanna fecero finta di fuggire, quando gli inglesi si misero sulle loro tracce i normanni li attaccarono riuscendo ad avere la meglio[7]. Su come andò il pomeriggio le fonti si fanno confuse, pare che l'evento cardine della sconfitta inglese fu la morte di Aroldo che precipitò l'esercito nel panico, taluni sostengono che egli venne ucciso da Guglielmo, ma le circostanze della sua morte non sono chiare. Quel che è certo è che Aroldo morì e gli anglosassoni vennero messi in fuga. Il corpo di Aroldo venne identificato il giorno dopo e mentre i corpi dei suoi fratelli e dei suoi Huscarl vennero lasciati sul campo le sorti del cadavere di Aroldo sono oscure quanto la sua morte. Sua madre Gytha Thorkelsdaettir offrì a Guglielmo il peso del corpo del figlio in oro pur di riaverlo indietro, ma l'offerta venne rifiutata. A quanto pare Guglielmo ordinò di gettare il cadavere del rivale in mare, se sia avvenuto o no non si sa, gli abitanti dell'Abbazia di Waltham, fondata da Aroldo, sostennero che egli venne sepolto fra le sue mura[7]. Dopo Hastings Guglielmo si aspettava la rapida sottomissione dei signori inglesi, ma il Witan votò per eleggere Edgardo Atheling nipote di Edmondo II d'Inghilterra che era figlio di Etelredo, con il supporto di Stigan, Arcivescovo di Canterbury, Ealdred, Arcivescovo di York e dei conti di Mercia e Northumbria[8]. Senza curarsi di questo Guglielmo marciò rapidamente attraverso l'Inghilterra lungo le coste del Kent e sconfisse gli anglosassoni presso Southwark, la sua marcia si fermò tuttavia al già esistente London Bridge e dovette tentare altre strade più tortuose per catturare la capitale. Seguendo la valle del Tamigi raggiunse Wallingford e lì seppe che Stigan si sottometteva alla sua autorità, mentre si piegava per entrare a Londra da nord-ovest e si preparava per affrontare altri attacchi il supporto di cui godeva Edgardo venne meno e uno dopo l'altro i nobili anglosassoni finirono per sottomettersi a lui. Il 25 dicembre 1066 Guglielmo fu incoronato nell'abbazia di Westminster.

La lunga ribellione[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la sottomissione la ribellione contro Guglielmo durò per diversi anni. Nel 1067 sulle coste del Kent ebbe luogo un fallito attacco combinato fra i ribelli locali e le truppe sbarcate a Dover di Eustachio II di Boulogne, cognato del defunto Edoardo il Confessore[8]. Nello stesso anno nello Shropshire il proprietario terriero Eadric il Selvaggio si alleò con i nobili di Powys e Gwynedd attaccarono le posizioni normanne in Mercia e l'anno seguente Guglielmo dovette assediare dei ribelli presso Exeter fra cui si contava anche Gytha, la madre del defunto Aroldo, in quell'occasione Guglielmo subì perdite talmente ingenti da decidere di negoziare un accordo[3]. Sempre nel 1068 Morcar ed Edwin si ribellarono invadendo di nuovo la Mercia con l'aiuto dei gallesi, mentre Gospatric, Earl di Northumbria (morto dopo il 1073) sollevò la Northumbria che non era ancora in mano ai normanni. Tali ribellioni si sopirono presto con l'avanzare di Guglielmo nel paese e con la costruzione di castelli e l'installazione di guarnigioni al nord come già era stato fatto per il sud[8]. Edwin e Morcar si sottomisero nuovamente, mentre Gospatric si rifugiò in Scozia insieme alla famiglia di Edgardo che era probabilmente coinvolta nella rivolta[9]. Dopo la morte di Aroldo i suoi figli si erano rifugiati in Irlanda e da lì compirono molte incursioni nel Somerset, Devon e Cornovaglia[9].

All'inizio del 1069 il nuovo conte di Northumbria Robert de Comines venne massacrato insieme ai propri uomini nei pressi di Durham, nella ribellione era coinvolto di nuovo Gospatric insieme a Siward Barn e ad altri nobili che di nuovo si rifugiarono in Scozia. Presso il castello di York il suo custode Robert FitzRobert venne ucciso e con lui i normanni che lo occupavano, ancora una volta Guglielmo soffocò la rivolta nel sangue, spedì un esercito al nord e i ribelli vennero catturati e uccisi[9]. Guglielmo ordinò la costruzione di un secondo castello a York, rafforzò la presenza normanna nella Northumbria e tornò a sud, la scelta fu efficace perché una seconda rivolta venne presto soffocata dalle forze fresche presenti a York[9]. I figli di Aroldo furono sconfitti nel Devon dalle forze di Brian, figlio di Odo, Conte di Penthievre[9] e nella tarda estate del 1069 Sweyn II di Danimarca sbarcò nel sud del paese dando vita ad una nuova ondata di ribellioni. Al sud la ribellione si afflosciò presto così Sweyn si unì agli eserciti di Gospatric, Edgardo e altri nobili esiliati quali Waltheof, conte di Northumbria. Danesi e anglosassoni insieme sconfissero i normanni asserragliati a York, ripresero il controllo della Northumbria e si diressero nel Lincolnshire dove però vennero sconfitti.

Nello stesso periodo si infuocò di nuovo anche la Mercia che sotto la guida dei gallesi e di Eadric raccolse ribelli nello Shropshire e Cheshire attaccando il castello di Shrewsbury. Dal Devon e dalla Cornovaglia altri rivoltosi si diressero a Exeter anche se furono sconfitti, dal Dorset, Somerset e aree limitrofe altri uomini si diressero ad attaccare il castello di Montacute ma anche loro vennero sconfitti dai normanni capitanati da Geoffrey de Montbray (morto nel 1093)[9]. Guglielmo attaccò i danesi che si erano rifugiati a sud per fronteggiare l'inverno sconfiggendoli, lasciò quindi il fratellastro Roberto di Mortain a capo del Lincolnshire si diresse verso la Mercia dove sconfisse gli altri ribelli presso Stafford. I danesi tentarono per altre due volte di forzare la mano a Guglielmo e per due volte persero tanto che accettarono di ritirarsi entro la primavera, in quello stesso periodo egli devastò sistematicamente la Northumbria vincendo infine ogni resistenza. Entro la primavera Guglielmo si era assicurato la sottomissione di Waltheof e Gospatric e aveva rispedito Edgardo e i suoi sostenitori in Scozia, da lì andò in Mercia, si fermò a Chester premurandosi di eliminare ogni ribellione residua prima di andare verso sud[9].

All'ultimo momento Sweyn si rimangiò la parola e spedì delle truppe presso i Fens per raggiungere gli uomini di un guerriero noto come Ervardo l'esule o Hereward il Fuorilegge (1035circa-1072)[10] che aveva la propria base nell'Isola di Ely e che saccheggiò la città di Peterborough. Poco dopo Sweyn accettò un pagamento di Danegeld da parte di Guglielmo e tornò in patria, i ribelli del Fens rimasero dunque isolati e per un po' rimasero da parte usando la protezione delle marche, nel 1071 vi fu l'ultimo rigurgito di ribellione nella regione. Nello stesso periodo Morcar ed Edwin si rivoltarono di nuovo contro Guglielmo e mentre Edwin venne tradito e ucciso Morcar riuscì a raggiungere Hereward ed insieme a lui e ad altri ribelli si esiliarono in Scozia. Ancora una volta le truppe di Guglielmo arrivarono a spazzare via ogni rivolta, entro il 1072 tutta l'Inghilterra era stata sottomessa. La conquista del Galles iniziò invece gradualmente e terminò solo nel 1282 al tempo di re Edward I, che sottomise anche la Scozia.

Una volta conquistata l'Inghilterra, i normanni si trovarono di fronte molte sfide da fronteggiare: il loro esiguo numero, il loro governo di tipo centralizzato, a cui gli anglosassoni non erano abituati e rivolte. Per questa ragione i conquistatori agirono spazzando via la nobiltà anglosassone riottosa a sottomettersi, ma anche rimpiazzando i lord fedeli con nobili provenienti dalla Francia, quando quelli nativi morivano senza precise disposizioni testamentarie o eredi diretti. I normanni costruirono anche molti castelli per difendersi dalle ribellioni. Contro il centralismo della monarchia, i nobili andarono però unendosi come fossero una classe, fattore da cui poi scaturì il parlamentarismo inglese. Guglielmo I aveva in antipatia l'arcivescovo di Canterbury, Stigand, e quindi nel 1070 manovrò per rimpiazzarlo con l'italiano Lanfranco di Pavia. Così, l'aristocrazia anglosassone perse ogni diretto controllo sulla Chiesa inglese, al punto che a partire dal 1096 i posti chiave erano tutti occupati da normanni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Huscroft, Richard (2005). Ruling England 1042–1217. London: Pearson/Longman.
  2. ^ Stafford, Pauline (1989). Unification and Conquest: A Political and Social History of England in the Tenth and Eleventh Centuries. London: Edward Arnold
  3. ^ a b c d e Walker, Ian (2000). Harold the Last Anglo-Saxon King. Gloucestershire, UK: Wrens Park
  4. ^ Higham, Nick (2000). The Death of Anglo-Saxon England. Stroud, UK: Sutton
  5. ^ Lawson, M. K. (2002). The Battle of Hastings: 1066. Stroud: Tempus.
  6. ^ Carpenter, David (2004). The Struggle for Mastery: The Penguin History of Britain 1066–1284. New York: Penguin
  7. ^ a b Huscroft, Richard (2009). The Norman Conquest: A New Introduction. New York: Longman
  8. ^ a b c Douglas, David C. (1964). William the Conqueror: The Norman Impact Upon England. Berkeley, CA: University of California Press
  9. ^ a b c d e f g Williams, Ann (2000). The English and the Norman Conquest. Ipswich, UK: Boydell Press
  10. ^ De Gestis Herwardi - Le gesta di Ervardo, a cura di Alberto Meneghetti, (ETS) Pisa, 2013