Connessone

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Schema di un connessone

Il connessone è una struttura proteica con funzioni di canale ionico che contribuisce a formare le giunzioni comunicanti esistenti tra le cellule[1]. Il canale viene a formarsi per l'accoppiamento di connessoni presenti nella membrana cellulare di due cellule adiacenti[2].

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Risulta essere costituito da 6 subunità proteiche disposte ad esagono, chiamate connessine, che formano al centro un canale permeabile all'acqua, a ioni caricati positivamente e a molecole di dimensioni fino a 1,5 nm e di massa fino a 1 kDa[3] che possono, attraverso questo canale, passare da una cellula all'altra[1]. Non possono invece passare molecole più grandi e più pesanti, nonché gli ioni caricati negativamente[1].

Il canale esiste in due conformazioni reversibili[3], una aperta e una chiusa, e il passaggio tra le due avviene tramite fosforilazione.

Variabilità genetica[modifica | modifica wikitesto]

Dato che nell'essere umano esistono venti geni che codificano per venti diversi tipi di connessina, i connessoni possono essere formati dalla stessa proteina ("omomeri") o da proteine diverse ("eteromeri"). Inoltre il connessone di una cellula può accoppiarsi con quello di un'altra cellula in conformazione identica ("omotipica") o differente ("eterotipica"). Questa variabilità può portare a una selettività per determinati ioni e molecole e all'apertura e chiusura del canale sulla base di segnali intracellulari specifici[4].

Localizzazione[modifica | modifica wikitesto]

I connessoni sono presenti in molti tipi cellulari. A livello delle sinapsi nervose e della giunzione neuromuscolare permettono il passaggio del potenziale d'azione, mentre nel follicolo ovarico mediano il segnale tra ovulo e cellule della granulosa. Sono presenti inoltre negli osteociti e nelle cellule del turnover osseo (osteoblasti e osteoclasti), negli astrociti e a livello della retina nei fotorecettori[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Wheater, op. cit., pp. 91-2, 2007.
  2. ^ Perkins, et al., Structural consideration for connexon doking in Gap Junctions, 1998, p. 13.
  3. ^ a b Tesler, op. cit., pp. 69, 2008.
  4. ^ Wheater, op. cit., pp. 91-2, 2007.
  5. ^ (EN) Goodenough DA, Paul DL, Beyond the gap: functions of unpaired connexon channels in Nature Reviews Molecular Cell Biology, vol. 4, 2003, pp. 1-11.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]


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