Congiura dei magnati
Congiura dei magnati ungheresi contro gli Asburgo, che avevano assunto il titolo di re d'Ungheria. Fu detta anche dagli ungheresi congiura Wesselényi dal nome del principale personaggio coinvolto, mentre i croati la chiamano con l'espressione Zrinsko-frankopanska urota dal nome di due personaggi croati. I tedeschi usano il termine Magnatenverschwörung, che corrisponde, appunto, a congiura dei magnati.
I nobili ungheresi avevano contribuito alla guerra contro la Turchia che portò l’esercito austriaco comandato da Raimondo Montecuccoli alla vittoria nella Battaglia di San Gottardo (1664).
Rimasero, però delusi dalle condizioni della Pace di Eisenburg in cui l'Austria, nonostante le vittorie, si era mostrata arrendevole e aveva ceduto ai Turchi due piazzaforti.
Si formò una lega dei nobili ungheresi che si oppose alla potenza austriaca degli Asburgo. Secondo la loro posizione, era la loro volontà che aveva determinato la nomina di Leopoldo I a re di Ungheria e non il diritto dinastico. L'imperatore, a loro dire, cedendo le fortezze ai Turchi, per di più accompagnate da un donativo di 200.000 fiorini aveva rotto il patto con la nazione.
Questa attività fu scoperta tramite carte compromettenti, ma il conte Wesselényi era già morto per un incidente di caccia mentre gli altri principali cospiratori (Ferenc Nádasdy, il bano croato Petar Zrinski e Fran Krsto Frankopan) furono condannati a morte.