Confidenze troppo intime

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Confidenze troppo intime
Confidenze troppo intime.jpg
Il primo colloquio tra William ed Anna
Titolo originale Confidences trop intimes
Lingua originale francese
Paese di produzione Francia
Anno 2004
Durata 104 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere drammatico, romantico, thriller
Regia Patrice Leconte
Soggetto Jérôme Tonnerre e Patrice Leconte
Sceneggiatura Jérôme Tonnerre e Patrice Leconte
Produttore Alain Sarde
Produttore esecutivo Christine Gozlan
Casa di produzione Les Films Alain Sarde, France 3 Cinéma, Zoulou Films, Assise Productions
Distribuzione (Italia) Lucky Red
Fotografia Eduardo Serra
Montaggio Joëlle Hache
Effetti speciali Gary Pieri, Michel Vialla
Musiche Pascal Estève

Music Department
Edouard Dubois, Pascal Estève, Valérie Lindon, Bernard Wystraete

Scenografia Ivan Maussion

Art Department
Alain Bergé, Maurice Borghesi, Xavier Buffin, Tranquillo Cimenti, Jacques Dalla-Mura, Charles de Dainville, Christophe De Vos, Virginie Denis, Yvan Dupont, Philippe Durand, Jacky Frankiel, Madjid Hamzaoui, Jacky Hardouin, Jacques Kazandjian, Jean Labille, Jérôme Larivière, Pierre Mery, Victor Piazza, Enrico Pittiglio, Nicolas Raffy, Didier Royer, Patrick Schmitt, Patrick Tombette, Annie Vandevandele, Patrick Veron, Gerard Wehrle

Costumi Annie Périer-Bertaux

Costume and Wardrobe Department
Sandrine Bernard, Hélène Cassard, Anne-Marie Castaño-Padovan, Sandrine Kerner

Trucco Makeup Department

Eric Benazet, Michelle Constantinides, Isabelle de Araujo, Patrick Girault, Claire Vivet

Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Confidenze troppo intime (Confidences trop intimes) è un film del 2004 diretto da Patrice Leconte.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Anna, commessa in una boutique di lusso, dopo aver preso appuntamento per una prima seduta con il dottor Monnier, uno psicanalista, entra nel suo studio e comincia a raccontargli alcuni dei particolari che l'hanno condotta ad avere un colloquio con lui. Dopo un paio di sedute la donna si rende conto di aver commesso un errore: lo studio in cui è entrata non è quello dello psicanalista, ma quello di William, un fiscalista, il quale non era riuscito in alcun modo ad avvertire la donna del malinteso. Anna, apparentemente alterata dalla situazione, fugge via, imbarazzata per aver raccontato alcuni frammenti della sua vita ad un perfetto sconosciuto. Passano alcuni giorni e William, attratto dai racconti di Anna e desideroso più che mai di rivederla, si mette a cercarla, chiedendo inutilmente notizie al dottor Monnier finché non accade qualcosa di inaspettato agli occhi del fiscalista: la donna si ripresenta nel suo studio, ansiosa di continuare a raccontargli i propri problemi. Tra Anna e William incomincia a stabilirsi un ambiguo rapporto, dettato dai racconti morbosi e perversi che la donna racconta a lui, terribilmente affascinato da questa situazione che prenderà una piega inaspettata.

Commento[modifica | modifica wikitesto]

Il film risulta riuscito sotto diversi punti di vista: la regia, accorta ed intelligente, miscela con sapienza generi quali il dramma psicologico e la commedia, dando come risultato un apprezzabile thriller dei sentimenti[1]; i due interpreti (Luchini e la Bonnaire) sono perfettamente in parte e formano un duetto molto affiatato; entrambi riescono con estrema bravura ad alternarsi di continuo nei ruoli del gatto e del topo, serviti da una sceneggiatura che delinea abilmente il loro scavo psicologico. Nonostante il film si basi quasi totalmente sul rapporto tra i due protagonisti, è da notare come Leconte sia riuscito a creare intorno a loro almeno un paio di interessanti personaggi di contorno.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

  • Il dizionario Morandini assegna al film tre stelle su cinque definendolo il film più fine del regista ed elogiando la bravura dei due protagonisti.[1]
  • Il dizionario Farinotti gli assegna tre stelle su cinque ed esalta, sia l'originalità della storia, sia l'altissimo livello recitativo degli attori principali[2]

Citazioni e riferimenti ad altre pellicole[modifica | modifica wikitesto]

  • William in più scene del film, spia dalla finestra i vicini di casa; questo suo voyeurismo è un chiaro rimando sia a La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock[3], sia a L'insolito caso di Mr. Hire dello stesso Leconte.
  • L'inquadratura finale del film (con la cinepresa sul soffitto) è identica a quella finale di un altro film di Leconte, cioè Il marito della parrucchiera.[3]
  • Quando Anna si reca per la prima volta nello studio dello psicanalista, incontra in ascensore un uomo che si rivelerà poi anche lui un paziente dello stesso medico. L'uomo che si chiama Chatel è interpretato dall'attore Urban Cancelier che aveva interpretato il perfido droghiere Colignon ne Il favoloso mondo di Amélie finendo in cura psichiatrica in seguito ai feroci scherzi subiti da parte di Amélie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Commento de Il Morandini su Mymovies.it
  2. ^ Pino Farinotti, Il Farinotti 2009, Newton Compton Editori 2008 - pag.491
  3. ^ a b Movie connections for Confidences trop intimes on Imdb.com

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria Lina Landi, Un film di Patrice Leconte: Confidenze troppo intime, "Studi junghiani", vol. 14, 2008, n. 1 e 2.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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