Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome
La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome (detta anche Conferenza Stato-Regioni) è un organo collegiale dello Stato Italiano finalizzato alla collaborazione istituzionale tra lo Stato e le autonomie locali.
Indice |
[modifica] La Storia della Conferenza
Quest'organo è stato istituito il 12 ottobre 1983 come Conferenza Stato-Regioni, da un Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che lo considera non permanente ed assimilato ad un comitato interministeriale visto che, comunque, ha come componenti essenziali solo alcuni Ministri oltre al Presidente del Consiglio che ha potere discrezionale nella convocazione. La Conferenza ha compiti di: informazione, consultazione e raccordo, in relazione a indirizzi di politica generale che possono incidere a livello regionale e locale (escluse le competenze tipicamente statali come, ad esempio, la difesa).
Qualche anno dopo, la Legge 400 del 1988 lo trasforma in un organo misto a riunioni periodiche (almeno ogni 6 mesi).
Solo nel 1997, con il Decreto Legislativo 281, si è giunti a una organica regolamentazione dell'organo e all'unificazione con la Conferenza Stato-Città e autonomie locali per i compiti di interesse comune.
La legge Bassanini fa della Conferenza un passaggio obbligato nel processo di devoluzione di funzioni dallo Stato alle Regioni e delega il Governo a ridefinire e ampliare le attribuzioni della Conferenza. Inoltre i compiti di rilievo nazionale sono sottratti al conferimento alle Regioni d'intesa con la Conferenza, mentre se non vi è intesa i decreti possono ugualmente essere adottati con delibera motivata del Consiglio dei Ministri.
Le leggi La Loggia e Buttiglione fanno sì che la Conferenza e la Commissione parlamentare sulle Questioni Regionali si esprimano su decreti delegati per la ricognizione dei principi delle materie ripartite. La Conferenza concorda col governo i modi di partecipazione delle Regioni ai lavori degli organismi comunitari e le relative delegazioni (almeno un rappresentante per le Regioni a Statuto Speciale).
[modifica] Composizione
La presidenza della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province è affidata al Presidente del Consiglio dei ministri, Vicepresidente è il Ministro degli Affari Regionali. La Conferenza è composta, oltre che dal Presidente del Consiglio e dal ministro per gli Affari regionali, dai presidenti di tutte le Regioni italiane e le Province Autonome, eventualmente dai ministri interessati agli argomenti iscritti all'ordine del giorno e da rappresentanti di amministrazioni dello Stato e di Enti Pubblici.
[modifica] Funzioni
La Conferenza svolge le seguenti funzioni:
- consulenza su linee generali dell'attività normativa (sia del Governo che del Parlamento) che interessa direttamente le Regioni, anche su obiettivi di programmazione economico-finanziaria e di bilancio;
- consulenza su criteri generali relativi all'esercizio della funzione statale d'indirizzo e di coordinamento fra Stato ed altri enti, su indirizzi generali circa l'elaborazione e l'attuazione degli atti comunitari che riguardano le competenze regionali;
- consulenza su altri argomenti per i quali il Presidente del Consiglio reputi opportuno il parere della Conferenza;
- potere di nomina dei responsabili di enti ed organi che svolgono attività o prestano servizi strumentali all'esercizio delle funzioni concorrenti di Governo, Regioni e Province autonome;
- potere di deliberare nell'ambito delle materie indicate dalla legge.
[modifica] Bibliografia
- Adele Anzon Demmig, I poteri delle regioni, Torino, Giappichelli Editore, 2008. ISBN 978-88-348-8370-9.
- Vincenzo Cerulli Irelli, Corso di diritto amministrativo, Torino, Giappichelli Editore, 1997. ISBN 88-348-7225-8.