Confederazione europea dei sindacati

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La Confederazione europea dei sindacati (CES), in inglese European Trade Union Confederation (ETUC), nasce nel 1973 per parlare con una voce sola, a livello europeo, per conto dei lavoratori e dei loro affiliati nazionali. Il suo ruolo nel processo decisionale europeo assume un’importanza crescente con lo sviluppo del processo d’integrazione europea che allarga l’influenza dell'Unione europea (UE) in materia di occupazione, politica economica e sociale nei 27 Stati membri. Attualmente fanno parte della CES 85 Confederazioni sindacali nazionali provenienti da 36 Paesi europei, e 10 Federazioni industriali europee, per un totale di circa 60 milioni di tesserati. L’attuale presidente, eletto a maggio 2011, è Ignacio Fernández Toxo, segretario generale de sindacato CC.OO (Spagna). L'attuale segretaria generale è la sindacalista francese Bernadette Segòl.

La missione della CES è quella di creare un’Europa unita fondata sulla pace e sulla stabilità, nella quale i lavoratori e le loro famiglie possano godere pienamente dei diritti umani, civili, sociali e dell’occupazione, nonché di un elevato tenore di vita. Per realizzare questo obiettivo, la CES promuove il Modello sociale europeo, che combina la crescita economica sostenibile con condizioni di vita e di lavoro sempre migliori, la piena occupazione, la protezione sociale, le pari opportunità, dei lavori di qualità, l'inclusione sociale ed un processo decisionale aperto e democratico che prevede la totale partecipazione dei cittadini alle decisioni che li riguardano.

La CES considera la consultazione con i lavoratori, la contrattazione collettiva, il dialogo sociale e le buone condizioni di lavoro come elementi chiave per realizzare gli obiettivi prefissati e promuovere innovazione, produttività e crescita in Europa.


La CES esiste per rappresentare il movimento sindacale europeo a livello dell'UE. La CES lavora con le altre parti sociali europee (che rappresentano i datori di lavoro) e le istituzioni europee per sviluppare l’occupazione e politiche sociali e macroeconomiche che riflettano gli interessi dei lavoratori di tutta Europa.

La CES riveste inoltre un ruolo di primo piano nella determinazione di leggi importanti per i lavoratori europei. Il trattato UE attribuisce alle parti sociali il diritto di formulare proposte legislative proprie, attraverso accordi intersettoriali sulle principali questioni di politica sociale. Le parti sociali hanno già negoziato tre accordi a livello europeo, cui è stata data applicazione, in seguito, tramite importanti direttive europee che fissano diritti essenziali per i lavoratori:

  • congedo parentale (1996 - rinnovato nel 2009)
  • lavoro a tempo parziale (1997)
  • contratto a tempo determinato (1999)

Dal 2002, la CES ha ulteriormente ampliato il suo ruolo a livello dell'UE in materia di relazioni industriali, promuovendo lo sviluppo di un dialogo sociale autonomo fra rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro. Le parti sociali hanno concluso accordi “autonomi” su:

  • telelavoro (2002)
  • stress legato al lavoro (2004)
  • molestie e violenze sul posto di lavoro (2007)
  • mercato del lavoro inclusivo (2010).
  • un quadro d’azione per sviluppo delle competenze e delle qualifiche lungo tutto l’arco della vita (2002) e un quadro d'azione sulla parità fra uomo e donna (2005).

A tali accordi viene data applicazione dalle stesse parti sociali a livello aziendale, regionale e nazionale. L’attuale programma di lavoro pluriennale delle parti sociali proseguirà fino al 2014.

La CES è il principale interlocutore delle istituzioni UE in materia di rappresentanza dei lavoratori a livello UE.

Insieme con le altre parti sociali europee, la CES collabora con tutte le istanze comunitarie: presidenza, consiglio, commissione e Parlamento. Il suo diritto di rappresentare gli interessi dei lavoratori europei nella formulazione delle politiche sociali, macroeconomiche e dell’occupazione nell’UE è esplicitato nel trattato UE. La CES:

  • partecipa ogni anno ai vertici sociali tripartiti;
  • elabora la risposta dei sindacati alle proposte della Commissione europea;
  • dialoga con un gruppo interpartitico di membri del Parlamento europeo;
  • coordina la partecipazione dei sindacati a numerosi organi consultivi, fra cui il Comitato economico e sociale e le agenzie UE per la formazione professionale (CEDEFOP), per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Fondazione di Dublino), e per la salute e la sicurezza sui posti di lavoro (Bilbao).

In occasione delle riunioni biennali del Dialogo macroeconomico (MED), istituite nel 1998, le parti sociali discutono di politica economica con il Consiglio “Affari economici e finanziari” dell’UE (Consiglio ECOFIN), la Banca centrale europea (BCE) e la Commissione.


La CES prosegue la propria campagna per un’Europa sociale attraverso azioni dirette come le Euromanifestazioni (ad esempio contro la Direttiva Bolkestein sui servizi) e altre campagne. In questo modo, la CES assume un importante ruolo guida sulle questioni sociali e dell'occupazione di grande rilevanza per tutti i cittadini europei.

Le organizzazioni sindacali affiliate alla CES mantengono le proprie procedure decisionali. I delegati delle associazioni affiliate decidono politiche e attività della CES a livello europeo in modo democratico; la CES, da parte sua, non ha facoltà di imporre una linea specifica alle confederazioni nazionali. La CES dispone di una propria struttura democratica. La CES coordina le attività dei 44 CSIR (Consigli sindacali interregionali), che organizzano la cooperazione sindacale attraverso i confini nazionali dell'UE. La CES è riconosciuta dall’Unione europea, dal Consiglio d’Europa e dall’Associazione europea di libero scambio come l’unica organizzazione sindacale rappresentativa sul piano intersettoriale a livello europeo.

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