Confederazione di Bar

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Kazimierz Pułaski a Częstochowa. Dipinto di Józef Chełmoński, 1875. Olio su canapa. Museo Nazionale, Varsavia, Polonia.
Bar Confederation 1768-1772.PNG

La Confederazione di Bar (in polacco: Konfederacja barska; 17681772) fu un'associazione di nobili polacchi (Konfederacja) formata alla fortezza di Bar, in Podolia, nel 1768 per difendere l'indipendenza interna ed esterna della Confederazione Polacco-Lituana contro l'aggressione dell'Impero russo e contro il Re Stanisław August Poniatowski e i riformatori polacchi che stavano cercando di limitare il potere dei magnati della Confederazione (la szlachta ricca). Tra i fondatori della Confederazione di Bar ci sono i magnati Adam Krasiński, Vescovo di Kam'janec', Kazimierz Pułaski e Michał Krasiński. Nonostante diverse vittorie contro i russi, la Confederazione riuscì solamente a precipitare la prima spartizione della Confederazione Polacco-Lituana. Alcuni storici considerano la Confederazione di Bar come la prima rivolta polacca [1].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel 17671768 le forze russe obbligarono il Parlamento polacco, il Sejm, ad approvare le risoluzioni che essi chiedevano. In risposta a ciò, e particolarmente all'arresto e all'esilio di molti dissidenti, il Vescovo il Kiev, Józef Andrzej Załuski[2], quello di Cracovia Kajetan Sołtyk[3], e l'atamano Wacław Rzewuski con il figlio Seweryn, i magnati polacchi Adam Krasiński, Vescovo di Kam'janec', Kazimierz Pułaski e Michał Krasiński e i loro alleati decisero di formare una confederazione - un'associazione legale militare in opposizione al governo.

Re Stanisław August Poniatowski fu in un primo momento incline alla mediazione tra i confederati e la Russia, rappresentata dall'inviato russo a Varsavia, il Principe Nikolai Repnin; essendo però la mediazione impossibile, inviò le forze armate guidate dall'atamano Franciszek Ksawery Branicki e da due generali contro di essi, e questo esercito riuscì a conquistare Bar. Tuttavia, il sollevamento simultaneo di Koliïvščyna in Ucraina stimolò l'estensione della Confederazione nelle province orientali della Polonia e addirittura in Lituania. I confederati chiesero l'aiuto straniero e contribuirono a portare avanti la guerra tra la Russia e l'Impero Ottomano (guerra russo-turca). La situazione divenne così grave che il Re Federico II di Prussia consigliò alla zarina Caterina II di Russia di giungere a un patto con i confederati.

"Preghiera dei confederati prima della Battaglia di Lanckorona, 1771." Dipinto di Artur Grottger.

Le forze confederate di Ignacy Malczewski, Michał Jan Pac e del Principe Karol Radziwiłł percorsero le terre in ogni direzione, vinsero diverse battaglie con i russi e infine, ignorando il Re, inviarono ambasciatori per loro conto alle principali potenze europee. Nel 1770 il Consiglio della Confederazione di Bar si trasferì dalla sua sede originaria in Slesia in Ungheria, mentre conduceva negoziati diplomatici con Francia, Austria e Turchia, per formare una lega contro la Russia. Il Consiglio proclamò la detronizzazione del Re il 22 ottobre 1770. La Corte di Versailles inviò Charles François Dumouriez per agire in aiuto ai confederati, ed egli li aiutò nella formazione delle forze. Nel frattempo, Re Stanisław August fu sul punto di aderire alla Confederazione, ma fu rapito in circostanze non chiare per alcuni giorni, presumibilmente dai confederati, a Varsavia nel 1771. Il re si spostò poi dalla parte dei russi, e per questo atto, la confederazione perse gran parte del sostegno di cui godeva in Europa. Ciononostante il suo esercito, riorganizzato da Dumouriez, continuò a combattere per diversi mesi; le ultime tracce della milizia non scomparvero fino al 1772.

I confederati di Bar catturati dai russi, insieme alle loro famiglie, formarono il principale gruppo di Sybiraks, esiliati polacchi in Siberia.

Conseguenze[modifica | modifica sorgente]

Alcuni storici considerano la Confederazione di Bar come la prima rivolta polacca[4]. Fino ai tempi della Confederazione di Bar, i confederati, operanti specialmente con l'aiuto di forze esterne, erano visto come antagonisti che lottavano contro la libertà dorata. Nel 1770 invece, nei periodi in cui l'Esercito Russo marciava attraverso la Confederazione Polacco-Lituana, teoricamente indipendente, e le potenze straniera obbligarono il Sejm ad acconsentire alla prima spartizione della Polonia, i confederati iniziarono a crearsi un'immagine di soldati esiliati polacchi, gli ultimi di quelli che rimanevano autentici nella Madrepatria, immagine che avrebbe portato nei due secoli seguenti alla creazione delle Legioni Polacche e ad altre forze in esilio.[1] La Confederazione ha generato idee contraddittorie tra gli storici, tra i quali alcuni l'hanno biasimata per aver causato la prima spartizione, mentre altri hanno notato che è stato il primo sforzo nazionale serio per ristabilire l'indipendenza polacca.[1]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (PL) Bohdan Urbankowski, Józef Piłsudski: marzyciel i strateg (Józef Piłsudski: Sognatore e Stratega), Wydawnictwo ALFA, Varsavia, 1997, ISBN 83-7001-914-5, p. 155

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