Condono

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Nell'ambito del diritto, il condono è un provvedimento emanato dal legislatore, o dal Governo mediante decreti legge, tramite il quale i cittadini che vi aderiscono possono ottenere l'annullamento, totale o parziale, di una pena o di una sanzione. Gli esempi più comuni sono il condono fiscale ed il condono edilizio, ma esistono anche altre forme, come il condono valutario, previdenziale, assicurativo, immobiliare ecc., oltre a specifici condoni che fanno riferimento a singole tasse, come, ad esempio, quella sui rifiuti o altre simili.

Solitamente, il procedimento si assolve tramite il pagamento di una certa somma di denaro, che può variare, caso per caso, anche in relazione alla tipologia e all'entità di ciò che si intende condonare. Inoltre, nel momento in cui viene varato, il governo ne definisce il raggio d'azione, cioè i limiti del medesimo, stabilendo, fra le varie tipologie di reati e di comportamenti sanzionabili su cui insiste, quali rientrino o meno nell'alveo della condonabilità. Per sua natura, il condono è un provvedimento la cui partecipazione è sempre facoltativa, e ciascun cittadino è libero di decidere se aderirvi o meno.

Indice

[modifica] Esempi

Alcuni esempi di condono sono:

  • Il condono fiscale (o "condono tributario") è un dispositivo che ha come oggetto principale le tasse. Sana comportamenti illeciti o irregolari effettuati dal contribuente e riguarda, soprattutto, dichiarazioni dei redditi errate, infedeli o assenti. Talvolta può riferirsi solo ad alcune tipologie di reato; quando, invece, sana per intero e in via definitiva la posizione del contribuente dinanzi al fisco, assume il nome di "condono tombale".
  • Tramite il condono edilizio si possono sanare, previa autodenuncia, fenomeni di abusivismo nell'ambito delle regole di costruzione, di ampliamento o di modifca di natura edile.
  • Il condono valutario (talvolta definito anche "scudo fiscale") è uno strumento grazie al quale chi ha esportato, illecitamente, capitali all'estero, può reintrudurli in Italia pagando un'ammenda la cui entità è solitamente proporzionata all'ammontare della somma esportata.
  • Il condono previdenziale interviene soprattutto nell'ambito dei mancati versamenti spettanti agli enti di previdenza sociale, come l'INPS, relativi a personale dipendente stipendiato in modo non ufficiale; riguarda quei datori di lavoro che hanno assunto e pagato in "nero" tutti o alcuni loro dipendenti, senza versare i relativi contributi previdenziali previsti dalla legge.

[modifica] Scopo

Le ragioni che spingono un governo ad emanare un condono, generalmente su indicazione del Ministro dell'Economia e delle Finanze, sono molteplici, ma la più importante è il bisogno di assicurarsi, per tramite di un'auspicata massiccia adesione da parte dei contribuenti, un consistente afflusso di denaro extra gettito nelle casse dello Stato.

I condoni sono talvolta conseguenti a riforme, più o meno radicali, dell'intero sistema tributario, per cui si è applicato questo provvedimento al fine di fare tabula rasa del passato e ripartire ex-novo con le nuove normative. I condoni vengono emanati anche per smaltire tutte le pratiche legali ed i contenziosi processuali che si trascinano per anni nei tribunali e che, pertanto, rischiano di cadere in prescrizione o, comunque, di non raggiungere mai la fine, con un possibile danno per le casse dello Stato.

Lo strumento del condono può consentire l'allargamento o comunque l'arricchimento della base imponibile per le dichiarazioni dei redditi anche future ad esso. Questo si verifica poiché quei contribuenti che decidono di approfittare del condono per sanare le proprie irregolarità, da quel momento in poi sono costretti a mantenere quel livello di reddito condonato, in quanto, se tornassero a dichiararne uno inferiore, rischiano di esporsi a tempestive verifiche ed accertamenti tributari[1].

[modifica] Principali condoni in Italia

Il più grande condono fiscale mai attuato nella storia del Vecchio Continente è avvenuto durante l'Impero Romano. Nel 118, l'imperatore Adriano, da pochi mesi al potere come nuovo cesare, decise di conquistare il più rapidamente possibile la simpatia ed il consenso di tutti i cittadini dell'Impero, da quelli che vivevano a Roma fino ai residenti dei piccoli villaggi nelle province più lontane. Per ottenere questo obiettivo varò quello che ad oggi è considerato il più grande condono fiscale di tutti i tempi: con un solo ed impetuoso atto di generosità contabile, Adriano cancellò tutti i debiti erariali dei contribuenti romani degli ultimi sedici anni. L'ammontare del denaro a cui Roma rinunciò, lasciandolo ai contribuenti, fu di oltre 900 000 000 di sesterzi, che quasi rappresentava le entrate fiscali che, complessivamente, l'Impero Romano raccoglieva annualmente. Nessuno fu escluso da questo magnanimo gesto, il quale continua ad occupare, nella storia della contabilità, il posto più alto nella graduatoria degli atti perdonali di carattere tributario mai emanati in Europa[2].

[modifica] Principali condoni in Italia dal 1973 al 2003

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

  1. ^ «L’evasione? Si batte coi condoni», intervista al viceministro dell'Economia Giuseppe Vegas. Il Giornale, 12 marzo 2007
  2. ^ Fisco oggi: Adriano, il monarca filosofo che amava i condoni
  3. ^ La Repubblica del 12 luglio 2009: Ecco il nuovo scudo fiscale. Condono sui capitali che rientrano
  4. ^ Il Giornale del 15 luglio 2009: Arriva lo scudo fiscale: l'aliquota al 5%. Crisi, nel Dpef stanziati 27,3 miliardi
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